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venerdì 18 ottobre 2024

Porretta Terme: Banda di ragazzi molesta anziani, ma nessuno interviene

 



Porretta Terme si trova a fare i conti con un episodio inquietante che ha seminato paura tra i residenti, in particolare tra gli anziani. Una banda di ragazzi, descritti come di origine marocchina e frequentanti la scuola locale, si è resa protagonista di aggressioni ai danni di persone anziane tra la zona della Coop e il ponte davanti all'ex ospedale. Gli adolescenti avrebbero chiesto denaro alle loro vittime e, di fronte a un rifiuto, avrebbero reagito con violenza, colpendo le persone in testa.

A raccontare l'episodio è una cittadina, testimone e soccorritrice di una delle vittime. “Io e mio marito abbiamo aiutato una signora che era sola, senza telefono, terrorizzata e ferita. Abbiamo subito chiamato le Forze dell’Ordine, ma non sono arrivati. Nonostante siamo riusciti a fermarne uno, gli altri sono fuggiti su biciclette e monopattini. Sono delusa e arrabbiata", ha dichiarato la donna.

Il mancato intervento delle forze dell'ordine ha sollevato una forte indignazione. "Ho genitori anziani che frequentano la Coop e mi preoccupa molto la loro sicurezza. Se non possono garantirci protezione, cosa possiamo fare noi cittadini per difenderci? Chi si fa giustizia da solo, in casi come questi, non può essere biasimato", ha concluso la donna, sottolineando la frustrazione e il senso di abbandono che pervade molti abitanti della zona.

Fonte , signora Paola su facebook

venerdì 23 febbraio 2024

Attenzione, i truffatori stanno attuando una nuova tecnica di inganno: il metodo dei quadri rubati


Su Bologna Today si riportano tre casi di truffa attuata ieri ai danni di persone anziane:

Primo caso:  due uomini in divisa scura si sono spacciati per carabinieri, hanno detto a una signora di 89 anni di dover effettuare un sopralluogo nell'abitazione a seguito di episodi di furto nel condominio, così, mentre uno di loro la distraeva, l'altro ha frugato e arraffato alcuni monili. È stata la stessa vittima, più tardi, a chiamare il 113. 

Secondo caso: una donna di  90 anni ha  incontrato due uomini sotto casa, un sedicente idraulico e un finto agente della polizia locale che le hanno detto di dover fare un controllo all'interno del condominio. La donna li ha fatti entrare in casa e poco dopo si è vista riconsegnare un quadro. "Lo abbiamo recuperato dalle mani di un malintenzionato che usciva dal palazzo, ora controlliamo per vedere se manca altro" hanno detto alla vittima. Naturalmente, avevano staccato il quadro dal muro, approfittando della distrazione dell'anziana che a quel punto si è fidata e ha indicato i cassetti deve conservava ori, orologi e mille euro, che poi sono spariti.

Terzo Caso: Una donna è stata seguita da un uomo che indossava una mascherina. Questi si è presentato come tecnico della caldaia che avrebbe dovuto controllare le tubature sul suo balconcino. Una volta entrato nell'abitazione, dove era presente anche il marito, ed effettuata la falsa verifica, ha salutato ed è uscito di casa. Ha suonato nuovamente pochi minuti dopo insieme a un complice che si è spacciato come agente della polizia locale e ha restituito alla signora delle foto incorniciate che aveva ovviamente preso durante la visita precedente: "Le ho trovate nel condominio, sono stati gli zingari", hanno detto alla coppia di anziani. E, come da copione, è scattato il controllo. Quando i due anziani si sono resi conto del furto hanno chiamato la Polizia. Bottino 700 euro, custoditi in camera da letto, e monili per circa 10 mila euro, custoditi in una cassetta di sicurezza in soggiorno. 

sabato 1 agosto 2020

Riaprono i centri diurni nei comuni dell’Unione:

Anziani suddivisi in piccoli gruppi, spazi sanificati, controlli sanitari per operatori e ospiti

Riceviamo 

Sul territorio dell’Unione dei Comuni Valli Reno Lavino Samoggia riaprono i centri diurni a gestione diretta e a breve apriranno anche quelli accreditati.
I centri diurni offrono un servizio fondamentale per gli anziani e le loro famiglie, torneranno a frequentarli 91 anziani, numero che potrebbe variare nel corso delle prossime settimane, suddivisi in gruppi e con frequenze differenziate (le frequenze non sono su tutta la settimana ma alcuni anziani fanno 2 giorni, altri 3 e alcuni anche 1).

Dopo i controlli più stringenti causa Covid sulla sicurezza dei locali e quelli effettuati sul piano sanitario in collaborazione con Azienda USL Bologna sia sui lavoratori sia sui frequentatori dei centri diurni, con test sierologici e tamponi per tutti, riaprono quindi questa settimana Villa Magri a Casalecchio di Reno, Il Borgo del Sasso a Sasso Marconi e il centro Pedrini a Crespellano.
Per tutti e tre la formula è la stessa, così ma da normativa: anziani suddivisi in 2 o 3 gruppi da 7 persone che si alternano in struttura.
Le regole di riapertura sono molto rigide ma al contempo tutelanti per gli anziani e gli operatori. Prevedono l'utilizzo di spazi univoci per ogni gruppo con la sanificazione al termine delle attività, prescrizioni circa l’utilizzo dell'aria condizionata qualora la temperatura fosse elevata, l'utilizzo dei dispositivi individuali di sicurezza, i controlli sanitari per gli operatori e per gli ospiti.

Si mantengono al contempo gli interventi individuali, a domicilio e da remoto. Ogni progetto è stato condiviso dagli operatori con l'anziano e la sua famiglia in un'ottica di ripresa dell'attività, di socializzazione e di supporto alle famiglie nella gestione quotidiana.
Nel caso specifico di Villa Magri, gli interventi individuali erano in realtà ripresi già a giugno, mentre su tutta l’Unione non si sono mai fermati il monitoraggio telefonico e le visite domiciliari ed è da poco partito il progetto sperimentale “R-estate a distanza” che supporta un gruppo di anziani grazie all'uso delle nuove tecnologie (in particolare di tablet tarati sulle esigenze individuali).

Prevista invece per la prossima settimana (dal 3 agosto) la riapertura dei centri diurni Cà Mazzetti e San Biagio a Casalecchio di Reno, Biagini e Fantoni a Zola Predosa.

domenica 21 giugno 2020

"R-Estate a distanza" a sostegno degli anziani

Un progetto innovativo realizzato da Fondazione ASPHI e ASC InSieme

Riceviamo
 
L'uso delle nuove tecnologie a supporto dei servizi domiciliari per anziani è al centro di "R-Estate a Distanza", un progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione ASPHI ONLUS e ASC InSieme, che gestisce i servizi sociali nel territorio dell'Unione dei Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia, con il co-finanziamento di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che prevede attività sperimentali e innovative in risposta ai bisogni emergenti dal periodo di isolamento domiciliare dovuto alla pandemia Covid-19.


"R-Estate a distanza" si rivolge a 15 anziani/e fragili del Distretto Reno Lavino Samoggia, che vivono una situazione di grave isolamento sociale e relazionale, con conseguente rischio di deterioramento della loro condizione fisica e mentale, a causa della chiusura del centro diurno frequentato e dell'impossibilità di incontrare amici e parenti per la carenza di conoscenze digitali che consentano la comunicazione a distanza.
Per ricostruire una rete relazionale centrata sul domicilio dopo il lockdown, il progetto fornirà gratuitamente a ognuno dei soggetti coinvolti un tablet appositamente preparato da Fondazione Asphi con una interfaccia semplice e personalizzata in base alle abitudini e interessi della persona, sul quale saranno installate applicazioni semplificate per comunicare a distanza e per svolgere attività ricreative e di stimolazione cognitiva. Operatrici e operatori socio sanitari di ASC InSieme, adeguatamente formate/i da Fondazione Asphi, garantiranno per 6 mesi un supporto a domicilio per l’uso del tablet.

Inoltre, grazie alla sinergia tra Fondazione ASPHI, ASC InSieme e la startup U-Watch SRLS, sviluppata all'interno del Clust-ER Industrie della Salute e del Benessere della Regione Emilia-Romagna (del quale sono tutte e tre socie), per 5 delle persone anziane coinvolte dal progetto si sperimenterà un dispositivo di monitoraggio anticaduta e di tracciamento GPS messo a disposizione in comodato d'uso da U-Watch

A sostegno economico del progetto intervengono la Fondazione Cassa Risparmio in Bologna, con un contributo di 15.000 euro destinato all'acquisizione e personalizzazione delle dotazioni tecnologiche hardware e software per i/le beneficiari/e del progetto, e la Fondazione del Monte di Bologna con un contributo di 10.000 euro destinato a coprire una parte dei costi degli operatori di Fondazione ASPHI e di ASC InSieme impegnati nel progetto.

lunedì 20 aprile 2020

Fase 2: non lasciate a casa più a lungo gli anziani

Le organizzazioni sindacali contro l'ipotesi di costringere a casa gli anziani alla ripresa della mobilità, seppur condizionata, dei cittadini nella cosiddetta fase 2.



domenica 22 marzo 2020

Coronavirus, a Bologna migliaia di anziani assistiti dal servizio e-Care

L'Azienda USL di Bologna informa:

Buongiorno, come sta? Rispetto al solito, come si sente? In caso di necessità ha qualcuno che può aiutarla?” Sono solo alcune delle domande che ogni giorno i volontari di CRI e Croce Italia rivolgono, telefonicamente, agli anziani fragili bolognesi, donne e uomini che vivono da soli, particolarmente isolati in questi giorni di coronavirus.

Si tratta del servizio e-Care attivato dal Comune di Bologna, dalla CTSSM e dall’Azienda Usl di Bologna e gestito da Lepida ScpA, potenziato proprio per far fronte all’emergenza coronavirus. Dal 10 marzo, infatti, e-Care è in rete con Farmacie, esercenti e volontari per rispondere ai bisogni della popolazione anziana fragile. 4 mila gli anziani che ad oggi ricevono il tele monitoraggio che consente di tenere sotto controllo le loro condizioni socio sanitarie, un numero in costante aumento grazie alla sinergia con i Servizi Sociali Territoriali e con le infermiere delle Case della Salute dell’Azienda USL di Bologna. 

In una settimana, sono state 145 le richieste di informazioni e rassicurazioni, ma anche di servizi come la consegna della spesa, di farmaci o di ritiro referti, mentre 826 le telefonate di controllo agli anziani seguiti dal servizio. Molte anche le chiamate per avere informazioni da parte dei familiari che, per varie ragioni, non riescono a stare accanto ai propri cari in questo momento. I volontari di Pubblica assistenza, Croce Rossa Italiana, Croce Italia e Auser assicurano, tutti i giorni, le consegne a domicilio.

Ai 10 volontari, che operano dal proprio domicilio si stanno aggiungendo in questi giorni anche quelli di SPI CGIL, ANTEAS e ANCeSCAO, che rivolgeranno la stessa attenzione, e le stesse domande, a quanti, tra i propri iscritti, vivono una analoga condizione di fragilità legata all’età.
Tutti i volontari sono stati messi nella condizione di lavorare dal proprio domicilio o dalla sede della loro associazione e di raccogliere le interviste on line, garantendo così la loro sicurezza.

Oltre alle domande sulla salute e sul bisogno di aiuto i volontari sottolineano agli anziani tutte le precauzioni necessarie in questo periodo per proteggersi dal virus ma anche dai malintenzionati che, fingendosi operatori sanitari, potrebbero eventualmente pretendere di entrare in casa.

martedì 5 novembre 2019

Ancora truffe ai danni di anziani

Pubblichiamo quanto riportato da Bologna Today perchè possa essere un ulteriore monito per chi apre in modo imprudente la porta a sconosciuti. La prudenza oggi giorno è d'obbligo. Non è successo nelle valli cui si riferisce il blog, ma lo riteniamo un avviso importante.

Alle prime luci della giornata odierna gli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato Santa Viola della Questura di Bologna hanno arrestato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere un ventottenne rumeno e una trentenne rumena autori di una rapina ai danni di due anziane.

Da quanto ricostruito dalla polizia, era appena passata l’ora del pranzo di una giornata settembrina quando due sorelle di 94 e 97 anni, conviventi, mentre chiacchieravano sentono suonare ripetutamente il campanello di casa. Una delle due si reca a vedere chi è che suona così insistentemente e guardando dallo spioncino riconosce due figure, un giovane uomo e una donna che ha già visto nei dintorni del proprio quartiere.  Pertanto, tranquillizzata nel vedere due volti “familiari” apre la porta per sentire cosa desiderano. I due iniziano una lunga conversazione nella quale si presentano come assistenti sociali mandati dal Comune di Bologna al fine di dare assistenza domiciliare alle persone anziane. Durante la conversazione, la donna, spacciatasi come assistente sociale, chiede di utilizzare il bagno e quindi lascia la stanza. Ma il trascorrere del tempo senza che quest’ultima tornasse ha fatto preoccupare la sorella più “giovane” che andava a sincerarsi che la ragazza stesse bene. In bagno  non la vede,  la trova subito dopo in camera da letto intenta a frugare nei cassetti e sotto il cuscino con in mano ancora numerosi monili in oro (i ricordi di una lunga vita) ed una busta con tutti i risparmi circa 4000 euro.

A quel punto, capito l'inganno, la pensionata ha cercato di riappropriarsi dei propri beni, ma l’uomo, nel frattempo accorso, l'ha bloccata, strattonandola più volte, per poi darsi alla fuga con la sodale.

Denunciato l'accaduto alla polizia, gli agenti hanno analizzato i filmati estrapolati dal circuito di videosorveglianza e avviato le ricerche che li hanno condotti alla coppia. Dopo essere stati tratti in arresto, i due sono  stati quindi accompagnati presso il carcere di Bologna.



sabato 12 ottobre 2019

Iniziativa per gli anziani dell'Appennino

La fragilità degli anziani al centro di un convegno che si terrà nell'edificio comunale di Vergato lunedì prossimo, 14 ottobre, alle 16. 







mercoledì 23 gennaio 2019

Gli anziani nel mirino dei truffatori

Sempre fertile la fantasia dei truffatori. Ora sanno vestire con efficacia anche i panni da bancario e da impiegato comunale, grazie ai quali hanno portato a termine ieri a Bologna ben due truffe ai danni di persone anziane.

Una donna di 95 anni è stata raggirata da un sedicente impiegato comunale che ieri mattina si è presentato alla porta dicendo che era lì per riscuotere la Tari. Per carpire la fiducia dell'anziana ha anche mostrato delle banconote: "Questi sono i soldi della sua vicina" ha detto per essere più credibile. 

La pensionata lo ha fatto entrare e ha provveduto a prelevare la 198 euro per saldare la finta Tari da una busta con 1000 euro che teneva in camera. L'uomo, ancora nell'ingresso, ha poi chiesto un bicchiere di acqua. Appena la donna si è portata in cucina, ha preso la busta con il denaro e si è allontanato velocemente senza lasciare traccie . 

Sempre ieri mattina una donna ha ricevuto una telefonata da quella che si era spacciata per la figlia che le chiedeva 10 mila euro per la banca dopo l'acquisto di una casa. La somma le era necessaria immediatamente per non perdere l'affare.

La signora, seppur non del tutto convinta che la telefonata fosse della figlia, ha racimolato circa 10 mila euro e li ha consegnati al bancario Bianchi, un truffatore ben vestito. Anche in questo caso dei truffatori nessuna traccia.


La Polizia di Stato raccomanda agli anziani di non far entrare in casa gli sconosciuti anche se si presentano come avvocati, impiegati del comune o agenti. 

sabato 24 novembre 2018

Si moltiplicano le truffe e sono sempre ai danni degli anziani.

Due truffe ieri mattina a Bologna a poche distanza di tempo una dall'altra e ciò fa pensare che i 'protagonisti' siano sempre gli stessi.
A mezzogiorno un signore si è proposto di aiutare una anziana a portare la spesa in casa e ciò anche perchè egli stesso, quale tecnico incaricato, doveva raggiungere l'abitazione della signora per un controllo alla caldaia. La donna, rassicurata dall'aspetto e dal fare gentile del finto controllore, lo ha fatto entrare in casa. Per agevolare il sopralluogo di controllo all'intera impiantistica del riscaldamento il tecnico truffatore ha richiesto di mettere sul letto i preziosi, di cui si è immediatamente impossessato, prima di una veloce fuga. 


Si è qualificato tecnico del gas anche chi, durante un controllo domiciliare camuffato, ha chiesto di aprire la cassaforte per un ulteriore controllo. Aperto lo sportello, ha arraffato i gioielli che vi si trovavano e ha lasciato di tutta fretta l'abilitazione .

Tecnica diversa per una terza truffa avvenuta anche questa ieri mattina intorno alle 11. Un uomo ha finto un malore mentre era per strada e ha chiesto a un anziano di passaggio di chiamare un medico. Questi si è avvicinato per dargli una mano, ma il simulatore gli ha sfilato il portafogli che però è risultato vuoto. A quel punto il ladro, evidentemente sicuro che l'anziano fosse in possesso di denaro contante, forse per averlo visto prelevare da un bancomat, è tornato indietro. Ha restituito il portafoglio vuoto e ha cominciato a insistere e a palpeggiare la sua vittima fino a raggiungere la tasca con il denaro, 250 euro, e a sottrarlo. Poi si è allontanato facendo perdere le sue tracce.








sabato 10 novembre 2018

Sasso Marconi ha il 'pulmino per il trasporeto dei disabili' e proteste dei disabili

Riceviamo

A Sasso Marconi è stato inaugurato il pulmino attrezzato per il trasporto di disabili e anziani acquisito nell'ambito del progetto 'Mobilità garantita'
. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tra ASC-Insieme (l’Azienda speciale che si occupa degli interventi sociali per i Comuni dell'Unione Valli Reno, Lavino e Samoggia), i Comuni del distretto e la società 'PMG Italia' per potenziare i servizi di mobilità a favore delle fasce svantaggiate residenti a Sasso Marconi e negli altri comuni dell'Unione Reno Lavino Samoggia.

 

Nel caso specifico di Sasso Marconi, il progetto ha permesso di mettere a disposizione di Asc-Insieme e del Comune, con la formula del comodato gratuito e per un periodo di 4 anni, un pulmino attrezzato per il trasporto degli anziani del Centro Diurno comunale e degli ospiti dei Centri per disabili presenti sul territorio.

Nel dare il benvenuto alla nuova presenza e nel ringraziare quanti si sono adoperati perchè l'importante servizio divenisse una realtà, ricordiamo che il nuovo pulmino avrà molto da fare.

A tal proposito riportiamo la protesta postata su un social locale di Erika Muratori , da tempo impegnata a segnalare le impattanti difficoltà che si trovano ad affrontare coloro che sono gravati da svantaggi logistici e a denunciare la scarsa sensibilità sulla tematica che porta a insopportabili negligenze. Di questi giorni la sua ultima protesta: il servizio navetta della tartufesta di Sasso Marconi non consentiva l'utilizzo ai disabili poiché priva dell'attrezzatura necessaria per consentire la salita ai disabili. Benvenuto quindi al pulmino nella speranza che abbia la possibilità di garantire una buona mobilità a tutti. 



giovedì 1 novembre 2018

Attenti al finto avvocato

Chiesti ad una anziana 7mila euro o monili per cauzione, nuovo caso di truffa a Bologna


Da ANSA


        Si spaccia per avvocato, chiedendo denaro o gioielli come fantomatica cauzione per un familiare arrestato, e così truffa e deruba anziani. L'ultimo episodio di questo tipo, a Bologna, è avvenuto ieri in zona Bolognina.
    Vittima una donna di 76 anni che ha chiamato la Polizia solo dopo essersi resa conto di aver subito un raggiro.
    La donna ha raccontato di essere stata contattata dal sedicente avvocato Molinari, cognome sfruttato più di una volta per truffe di questo tipo, che le ha chiesto 7mila euro come cauzione per la figlia, arrestata. In alternativa ai contanti sono stati chiesti anche monili e oggetti di valore. L'anziana, in assenza di liquidità in casa, ha quindi messo insieme gioielli del valore di qualche migliaio di euro e li ha consegnati a un complice che ha bussato alla porta qualificandosi come dipendente del tribunale.
    La Polizia, oltre a ricordare che non esiste un sistema su cauzione, rinnova l'invito a diffidare di sconosciuti che chiedono soldi per telefono o alla porta di casa.

mercoledì 3 ottobre 2018

Castiglione dei Pepoli. Il generoso altruismo di Tina Pazzaglia non si smentisce neppure dopo la sua morte

Ha lasciato 10.000 euro per i disabili, altrettanti per gli anziani e 20.000 per l'associazionismo. La signora anche in vita è sempre stata molto generosa nei confronti delle istituzioni cittadine.



Il centro per disabili
La signora Tina Pazzaglia, deceduta a 91 anni, ha lasciato in eredità una parte cospicua dei suoi beni per la comunità: 10 mila euro infatti andranno al Centro Arcobaleno, che si occupa di persone disabili, altri 10 mila euro andranno alla Casa Residenza Anziani “Colonie Dallolio” gestita dall’Istituzione per i servizi sociali dell’Unione dell’Appennino bolognese nella quale la signora aveva trascorso gli ultimi anni.
La notizia ha sorpreso fino ad un certo punto i concittadini, visto che la signora Pazzaglia era molto amata e conosciuta in paese e da sempre si era distinta per il suo mecenatismo nei confronti delle istituzioni cittadine e delle associazioni culturali e sociali: da tempo infatti sosteneva con generosità le attività del Centro per disabili “Arcobaleno” di Castiglione dei Pepoli.
La cifra destinata al Centro arcobaleno permetterà di acquistare alcuni arredi per il gruppo appartamento, ospitato attualmente nel centro polifunzionale. Andrà così a completare quanto già investito in parte con i contributi dei familiari dei ragazzi ospitati, in parte dal Comune, in parte dall’Unione dell’Appennino bolognese grazie alla legge “Dopo di noi” che ha finanziato gli interventi a favore delle persone con disabilità grave, per l’assistenza dopo la morte dei parenti che li accudiscono. In questo modo i ragazzi disabili di Castiglione e dintorni potranno cominciare un percorso di autonomia che li prepari a vivere in maniera sicura e dignitosa anche fuori dal contesto familiare.
Viceversa i 10 mila euro donati alla Casa per anziani serviranno a realizzare un giardino terapeutico progettato per gli ospiti della struttura.
La signora Pazzaglia ha inoltre lasciato ulteriori ventimila euro a favore dell’associazionismo locale.


martedì 11 settembre 2018

Progetto “Noi Ti sosteniamo”

Marco  sollecita:

Un contributo a sostegno degli anziani per accedere a Servizi Diurni del territorio.
Sintesi
Il progetto è realizzato dall’Azienda USL in collaborazione con l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e la Fondazione Santa Clelia Barbieri.
Il progetto si propone di ampliare l’offerta domiciliare valorizzando l’attività dei Centri Diurni per anziani non autosufficienti, ad oggi limitata ai due Centri Diurni accreditati quello di Vado e quello di Vergato, anche ad altri centri autorizzati nell’ambito distrettuale dell’Appennino Bolognese.
Il progetto rappresenta una valida soluzione per mantenere l’anziano a casa propria senza sradicarlo dalla propria realtà abitativa e consentirgli di accedere ai diversi servizi messi a disposizione nei Centri Diurni più vicini alla propria residenza.
Le strutture che hanno aderito sono la CRA Villa Teresa ad Alto Reno Terme, la CRA Villa Clelia a Vidiciatico, il Pensionato San Rocco a Camugnano e la CRA Colonie Dallolio a Castiglione dei Pepoli.
E’ possibile provare gratuitamente il Servizio, contattando uno dei Centri Diurni partner del progetto, visitare il Centro e successivamente, se i servizi offerti sono apprezzati, contattare lo Sportello Sociale del Comune di residenza per l’accesso al progetto.
L’accesso al progetto ed ai Servizi offerti prevede una quota di euro 20,00 a carico dell’utente




venerdì 15 giugno 2018

Truffa ad anziani, 50 mila euro in gioielli facendo leva sui figli

Coppia di anziani raggirata. Una donna alla porta, la telefonata del finto avvocato e del finto maresciallo, poi la richiesta di gioielli per tirare fuori la figlia dai guai

PER OPPORTUNA INFORMAZIONE

"Vostra figlia ha investito un bambino e ora è in stato di fermo": così due persone hanno spaventato e truffato una coppia di anziani, trafugando gioielli per un totale di 50mila Euro. 
Ancora una volta tutto inizia con una telefonata, da parte del noto, sedicente, e inesistente 'avvocato Molinari'. Costui ha sostenuto che la figlia della coppia, un signore e una signora di 85 e 82 anni, fosse stata arrestata in seguito a un fantomatico indicente stradale. Per liberarla i due avrebbe dovuto sborsare 7800 Euro. Il pagamento, ha incalzato il sedicente avvocato, avrebbe potuto essere saldato anche con i gioielli di famiglia.
Spaventati, e ulteriormente convinti della veridicità dell'accaduto, ai due anziani viene fatta una ulteriore telefonata di pressione dal finto carabiniere 'Maresciallo Primo', che indica agli ottuagenari di preparare i monili, perché una emissaria del Tribunale sarebbe venuta a prendere la 'cauzione' di lì a pochi minuti. Poco dopo infatti, una donna, sulla quarantina, è passata all'incasso.
Un incasso andato ben oltre le aspettative: terrorizzati, gli anziani hanno raggruppato un valore di ori e preziosi che poi è stato stimato intorno ai 50mila Euro. Il dubbio alla signora è venuto dopo qualche tempo, ma oramai troppo tardi. La telefonata alla figlia, che ha seccamente smentito i fatti e allarmato le forze dell'ordine, ha fugato ogni sospetto. (Bologna ToDay)

venerdì 1 giugno 2018

Attenzione, i truffatori di anziani sono in azione: bottino 16mila euro, derubata anche ultracentenaria

Fine  mese con raggiri, tentati e messi a segno: in tre hanno 'mangiato la foglia', ma un 84enne e una 104enne sono cadute nella trappola


Ultimo giorno del mese all'insegna delle truffe, tentate e messe a segno, agli anziani: in tre hanno intuito il raggiro, ma un 84enne e una 104enne sono cadute nella trappola. 

Bottino ricco

La prima si è consumata intorno alle 11.30 in via Albinoni, a San Ruffillo, quando il solito "tecnico" ha suonato alla porta di un 84enne perché dalle tubature del suo appartamento sarebbe uscita acqua talmente inquinata da danneggiare addirittura i gioielli riposti nella cassaforte, così lo ha invitato a riporli in una scatola all'interno dell'armadio. Mentre l'anziano si dava da fare ad aprire e chiudere l'acqua, il finto tecnico è uscito di casa con la scusa di dover effettuare controlli all'interno dello stabile. E' stata la moglie 76enne della vittima che, al suo rientro a casa, si è resa conto del furto di orologi e gioielli per un valore di ben 15mila euro. 

La vittima ha 104 anni

Poco dopo le 15 è stata la volta di donna, classe 1914, residente in via Zampieri, nel quartiere Navile: questa volta il "copione" è quello dell'avvocato che le ha telefonato comunicandole un incidente in bici del figlio che lo avrebbe incaricato di chiedere del denaro per sostenere le spese legali. L'uomo, descritto come ben vestito, italiano, sui 30 anni, è quindi arrivato a casa dell'anziana che lo ha fatto entrare e gli ha mostrato 600 euro appoggiati su un mobile. Quando il truffatore è uscito la nonnina è andata da una vicina di casa per sfogarsi e riferendole di essere preoccupata per il figlio. E' stata proprio la ragazza che l'ha invitata a chiamare prima il figlio e poi il 113. Ma non era finita: il truffatore le aveva rubato anche 250 euro che aveva lasciato nella borsa. 

Talvolta la prevenzione funziona

Evidentemente i tanti incontri e le campagne di sensibilizzazione portate avanti dalle istituzioni e dalle forze dell'ordine hanno dato qualche frutto: a fronte dei due anziani raggirati, altri tre "hanno mangiato la foglia". 
Il truffatore che ha agito in via Fratelli Rosselli è andato via a mani vuote, nonostante avesse tentato un doppio colpo. Alle 13 si è presentato come termo-tecnico e ha fermato una 79enne in strada, offrendosi anche di aiutarla a portare la spesa. Questa volta la frottola dell'acqua inquinata che danneggerebbe i gioielli non ha funzionato ed è stato costretto a prendere la porta. L'anziana ha chiamato il 113, riferendo che anche i suoi vicini di casa, moglie e marito di 80 e 88 anni, avevano "ricevuto visite", ma non erano cascati nel tranello. 


Alla stessa ora "un dipendente di una compagnia di assicurazioni" stava telefonando a una 77enne in via Zaniboni e chiedeva denaro come cauzione per il rilascio del marito che aveva provocato un incidente con un'auto senza copertura assicurativa. Alla terza telefonata però è stato costretto a desistere, perché la donna lo ha affrontato: "Mio marito sta bene tu sei un truffatore e io chiamo la Polizia". E così ha fatto. 
Da Bologna Today



venerdì 9 marzo 2018

Due 'avvoltoi' in meno in circolazione. Truffavano gli anziani con la ' tecnica della cauzione'


Il Comando Provinciale dei Carabinieri informa:




Da sin., Maggiore Diego Polio, Comandante
del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di
Bologna e Luogotenente Salvatore D’Elia,
Comandante della Stazione Carabinieri
Bologna Indipendenza
Nel corso della nottata, a Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bologna e della Compagnia di Bologna Centro, supportati dai militari del Comando Provinciale di Napoli, hanno dato esecuzione a un provvedimento di custodia cautelare, ponendo agli arresti domiciliari due cugini ventiquattrenni napoletani, ANTONIO MUSTO E MAURIZIO MUSTO ( nelle foto) . 

L’operazione nasce dai risultati conseguiti durante l’esecuzione dell’indagine “Avvoltoio” che il 30 settembre del 2016 aveva visto l’arresto di otto persone riconosciute quali componenti di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno di anziani. Le perquisizioni effettuate nei domicili degli arrestati avevano permesso di acquisire del materiale (telefoni cellulare, tablet, pc) che, una volta analizzato, ha fatto emergere delle responsabilità a carico di altri soggetti, allora ignoti, facenti parte dello stesso sodalizio criminale. Dal febbraio 2016, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bologna e della Compagnia Bologna Centro hanno avviato una complessa indagine finalizzata a disarticolare un sodalizio criminale dedito, appunto, alle truffe con la cosiddetta “tecnica della cauzione”. Le investigazioni, condotte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bologna – diretta dal Procuratore Capo, dott. Giuseppe Amato -  e svoltesi anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e servizi di osservazione e pedinamento, hanno permesso di individuare l’esistenza di un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe alle persone anziane, con sede esecutiva a Napoli, composta da una pluralità di “batterie”, attive sul territorio nazionale in maniera autonoma. Nello specifico, è stata individuata una “batteria” riconducibile al clan “Marsicano-Esposito” di Casoria, composta da soggetti suddivisi stabilmente in “aliquote specializzate”, una “cellula di telefonisti/terminalisti”, soggetti stanziali a Napoli incaricati di:
-     individuare e contattare come “avvocato” le potenziali vittime, grazie a siti web che abbinano l’indirizzo al numero del telefono fisso;
-     provocare il contatto con il finto Carabiniere, spesso presentato come “Maresciallo Primo”, per rassicurare la vittima, invitata a comporre un numero di telefono della caserma dei Carabinieri, senza rendersi conto che il truffatore, in realtà, non interrompe mai la comunicazione;
e un “aliquota di emissari”, due soggetti, presenti sui luoghi delle truffe, in contatto diretto con i telefonisti, a cui suggeriscono gli indirizzi e che riscuotono le finte cauzioni dalle vittime. Le indagini hanno permesso di accertare che l’organizzazione criminale in questione è collegata al clan “Contini” di Napoli, a cui viene corrisposta una tangente, che nel corso delle conversazioni è invocata in maniera convenzionale con i termini di “pesone” o “carosiello”, ed il cui pagamento, a titolo di protezione, è ritenuto indispensabile per poter operare in tutta “tranquillità” e “sicurezza”. In particolare, il “canovaccio” abituale prevedeva l’entrata in scena del sedicente “avvocato Molinari”, che componeva numeri di telefono di abitazioni di una medesima via/quartiere, reperendoli da siti internet, fino a quando non s’imbatteva in una persona anziana in casa da sola. L’avvocato cercava di convincere l’anziano che per evitare l’arresto del proprio parente, coinvolto in un fittizio incidente stradale e per questo motivo trattenuto in una caserma dei Carabinieri, era necessario pagare una determinata somma, generalmente qualche migliaio di euro, da consegnare a un suo collaboratore che si sarebbe presentato quanto prima presso l’abitazione. Per rendere il tutto ancora più credibile, la conversazione proseguiva con l’intervento telefonico del “finto” maresciallo dei carabinieri, che si presentava come “Maresciallo Primo”, con il compito di carpire definitivamente la fiducia della vittima “rassicurandola” sulle buone intenzioni dell’avvocato. La truffa si consumava quando la vittima consegnava al “collaboratore dell’avvocato”, che nel frattempo stazionava nei pressi della via/quartiere preso di mira, il denaro richiesto. In molte circostanze, poiché le persone anziane non detenevano in casa grandi somme di contante, i truffatori si facevano consegnare gioielli o preziosi. Le indagini hanno acclarato che alle truffe partecipavano, direttamente o indirettamente, componenti d’intere famiglie, uomini, mogli, madri e figli, non solo con compiti operativi ma anche di collegamento con gli emissari (intervenendo all’occorrenza anche in prima persona) nonché logistici, reperendo numeri di telefoni di cellulari ma anche autovetture con cui spostarsi, trasformando così l’attività illecita in un vero e proprio “affare di famiglia” dal quale tutti traevano sostentamento. Il GIP del Tribunale di Bologna – Dott.ssa Francesca Zavaglia, recependo le risultanze investigative, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 2 soggetti, incensurati, posti agli arresti domiciliari, ravvisando nelle condotte dei correi il reato di cui all’art.416 C.P. Il provvedimento di oggi si colloca su quella stessa linea giuridica tracciata dalla Procura della Repubblica e concordata dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Bologna che nel settembre 2016 inaugurò un impianto accusatorio assolutamente originale, innovativo ed efficace rispetto alla fattispecie delittuosa: aver fatto emergere la matrice ideativa comune ed aver individuato gli elementi fattuali costitutivi di un’associazione finalizzata a commettere una serie elevatissima ed indeterminata di truffe pluriaggravate in danno di anziani, con condotta protratta nel tempo ed ancora in essere, agendo mediante ripartizione dei compiti, con carattere di continuità e stabilità. Tale contestazione ha permesso di aggredire in modo incisivo fenomeni delittuosi nei cui confronti, se presi singolarmente, la normativa vigente non offre strumenti di contrasto efficaci e adeguati.
Gli odierni arrestati sono accusati di aver commesso almeno quattordici truffe consumate e svariati altri tentativi a danno di persone anziane, con un metodo che può ormai dirsi, purtroppo, consolidato e comune a diversi gruppi criminali dediti a questa tipologia di reato, che hanno eletto la nostra provincia a territorio di “caccia” privilegiato in ambito nazionale.

venerdì 29 dicembre 2017

'Vorrei vedere il suo parquet', e fanno man bassa di orologi e denaro. Attenzione, i truffatori non fanno 'festa'.

Il raggiro è iniziato in strada, quando un'anziana è stata avvicinata da un uomo 'distinto e ben vestito'


Una truffa ben congegnata quella messa a segno ieri. Il raggiro è iniziato in strada, quando una bolognese di 84 anni è stata avvicinata da un uomo italiano, 'distinto e ben vestito', che le ha detto di essere un amico della cugina. Avrebbe voluto vedere il pavimento in legno installato in casa e ha messo in atto una serie di "tecniche" perchè l'anziana arrivasse a fidarsi di lui.
Entrati in casa, dove si trovava anche il marito 89enne, l'uomo ha finto di osservare il parquet ed ha arraffato un orologio passandolo a un complice che di lì a poco avrebbe suonato alla porta: "Mi dicono che nel condominio si sono verificati alcuni furti, controlliamo se in casa manca qualcosa" dice mostrando alla coppia l'orologio "questo è vostro? L'ho trovato per le scale".
Gioielli, contanti e due orologi di valore erano ancora al loro posto, ma poco dopo erano spariti, così i due anziani hanno chiamato la Polizia. 

martedì 12 dicembre 2017

Nas chiudono casa riposo nel Bolognese

Ospitava anziani non autosufficienti senza autorizzazione

 © ANSADa ANSA


Una residenza sanitaria assistita è stata chiusa, nel Bolognese, dai Nas dei Carabinieri: ospitava, infatti, anziani non autosufficienti, pur non essendo adeguata e, in alcuni casi, somministrava farmaci scaduti. Tre operatori della struttura sono stati denunciati per lesioni colpose e somministrazione di medicinali scaduti. Gli ospiti, una decina, sono stati trasferiti in strutture idonee.
    Il provvedimento fa parte di un maxi controllo che i Nas hanno fatto in tutta l'Emilia-Romagna, controllando 170 strutture fra le province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì.
    I militari hanno comminato anche alcune sanzioni amministrative: nel Bolognese tre titolari sono stati segnalati per violazioni varie, nel Ferrarese due operatori sono stati denunciati per esercizio abusivo della professione sanitaria e un'altra struttura sanzionata perché ospitava più anziani di quelli autorizzati. Anche nel Ravennate e nel Forlivese sono state segnalate strutture con posti in esubero

venerdì 24 marzo 2017

A Vergato il 'Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico'. Il servizio fornisce informazioni e consulenza per persone disabili o anziane.



Riceviamo

Il "Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico" è un servizio che il Comune di Bologna ha istituito dal 2005 nell’ambito del “Progetto Casa Amica” della Regione Emilia-Romagna, gestito dal giugno 2012 dall’AUSL di Bologna in convenzione con AIAS Bologna onlus. Fornisce informazioni e consulenza ai cittadini per individuare soluzioni che possano migliorare la fruibilità della propria abitazione e la qualità della vita al domicilio per le persone disabili e anziane.
Di recente è stato pubblicato il calendario delle giornate di apertura dello sportello di Vergato, presso gli uffici di Piazza della Pace 4.
Lo sportello è aperto dalle 9 alle 11 nelle seguenti giornate: 4 e 18 aprile, 2 e 16 maggio, 6 e 20 giugno, 4 e 18 luglio, 1 agosto, 5 e 19 settembre, 3 e 17 ottobre, 7 e 21 novembre, 5 e 19 dicembre.
Il Centro opera per integrare e rinforzare le risposte degli enti che si occupano a diverso titolo della vita delle persone disabili e anziane. Il servizio, gratuito, mette a disposizione personale specializzato per rispondere a quesiti su facilitazioni fiscali e contributi per gli adattamenti dell’ambiente domestico, contributi pubblici per l’acquisto di tecnologie e attrezzature per il domicilio, agevolazioni fiscali.
Inoltre una équipe multidisciplinare composta da fisioterapista/terapista occupazionale, operatore sociale/educatore professionale, architetto, ingegnere esperto di domotica effettua valutazioni dei casi attraverso colloqui approfonditi con l’utente finale e con tecnici professionisti; se necessario vengono effettuati sopralluoghi a domicilio.
Le soluzioni oggetto della consulenza possono essere il superamento di scale o altre barriere, gli adattamenti del bagno, della cucina o di altri ambienti, soluzioni per la vita quotidiana, arredi e accessori, motorizzazioni e applicazioni domotiche.
Maggiori informazioni sono disponibili sul portale della rete regionale CAAD all'indirizzo www.centricasaamica.emilia-romagna.it