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venerdì 2 ottobre 2026

Cane rinvenuto deceduto in località Casette di Sopra: si cerca il proprietario

 



La Polizia Locale di Gaggio Montano informa: 

 

Nella giornata odierna, in località Casette di Sopra, è stato rinvenuto un cane, purtroppo già deceduto.

L’animale è stato sottoposto agli accertamenti previsti, ma non è risultato provvisto di microchip. Non è stato pertanto possibile identificarlo e risalire al proprietario o alla famiglia di appartenenza.

A seguito del ritrovamento, il cane è stato recuperato dal personale comunale e preso in carico per le successive operazioni di sepoltura, secondo le procedure previste.

Si rivolge ora un appello alla cittadinanza: chiunque riconosca l’animale raffigurato nella fotografia o disponga di informazioni utili a individuarne il proprietario è invitato a contattare la Polizia Locale del Comune di Gaggio Montano al numero 0534 37820.

L’obiettivo è consentire, per quanto possibile, di informare la famiglia dell’animale e dare un nome e una storia al cane ritrovato.

Si invita la cittadinanza a condividere il presente avviso, così da favorirne la massima diffusione e aumentare le possibilità di raggiungere eventuali persone che possano riconoscere l’animale.

Polizia Locale – Comune di Gaggio Montano
☎ 0534 37820

mercoledì 23 settembre 2026

Gaggio Tech, chiusa la composizione negoziata della crisi: resta un presidio industriale a Gaggio Montano


Vertenza ex Saga Coffee, Regione, sindacati e proprietà: «Si conclude una fase complessa, segnata dall’impegno di tutte le parti nel percorso di parziale salvataggio»


Da Dubbio

Si è chiusa la procedura di composizione negoziata della crisi della Gaggio Tech Srl, società in liquidazione nata dalle vicende della ex Saga Coffee di Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese. Regione Emilia-Romagna, organizzazioni sindacali e proprietà prendono atto dell’esito del percorso e dell’impegno profuso per sostenere il piano di riequilibrio della società.

«La definizione della vertenza Gaggio Tech, con la chiusura della procedura di composizione negoziata della crisi, vede compiersi una fase complessa, caratterizzata dall’impegno di tutte le parti coinvolte nel processo di parziale salvataggio della ex Saga Coffee», dichiarano l’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia, le organizzazioni sindacali Fiom-Cgil e Fim-Cisl dell’Area Metropolitana di Bologna e la proprietà.

«Pur a fronte di un doloroso ridimensionamento dei volumi occupazionali della società – proseguono – la Regione Emilia-Romagna e le organizzazioni sindacali prendono atto dell’impegno profuso dalle società Tecnostamp Triulzi Group e Minifaber, volto al sostegno del piano di riequilibrio della Gaggio Tech Srl in liquidazione».

Secondo quanto riferito dalle parti, a determinare il nuovo assetto della società hanno contribuito anche fattori esterni alla volontà degli imprenditori coinvolti nel tentativo di rilancio industriale del sito. Il calo del fatturato atteso, in parte riconducibile al Gruppo Evoca, e la riduzione dei volumi degli ordinativi hanno modificato le prospettive iniziali, rendendo sovradimensionati gli investimenti nel frattempo realizzati.

«A seguito dell’insorgere di fattori esterni alla volontà degli imprenditori chiamati al tentativo di rilancio industriale del sito – spiegano Regione, sindacati e proprietà – gli stessi sono stati costretti a procedere congiuntamente alla messa in liquidazione della società, a fronte del calo del fatturato atteso, in parte riconducibile al Gruppo Evoca, e del volume degli investimenti nel frattempo messi in campo, inizialmente stimati sulla base delle prospettive e successivamente resi sovradimensionati in relazione al calo degli ordinativi».

Con il supporto del liquidatore e dell’esperto nominato nell’ambito della procedura, è stato quindi definito un accordo con i creditori e con le lavoratrici e i lavoratori. L’intesa è stata sostenuta dagli impegni economici assunti da Tecnostamp Triulzi Group e da Alessandro Triulzi, nonché da Minifaber e dalla famiglia Melocchi.

«Tale impegno – sottolineano le parti – ha consentito di preservare circa 40 posti di lavoro presso l’impianto di Gaggio Montano».

Regione Emilia-Romagna, Fiom-Cgil e Fim-Cisl dell’Area Metropolitana di Bologna prendono quindi atto degli esiti del piano e guardano al mantenimento del sito produttivo come elemento di continuità industriale per il territorio.

«Nel quadro di una delicata e complessa vicenda per il territorio emiliano – concludono – rileviamo il mantenimento di un presidio industriale a Gaggio Montano, seppure significativamente ridimensionato, quale risultato reso possibile dall’azione congiunta dei diversi soggetti coinvolti e dalle politiche messe in campo dall’Amministrazione».

venerdì 18 settembre 2026

Incidente sul lavoro a Gaaggio Montano

 

Alle 17:30 di ieri, giovedì 17 settembre 2026, i Carabinieri della Stazione di Gaggio Montano sono intervenuti in un’azienda specializzata nella pressofusione della lega di alluminio per un incidente sul lavoro accaduto a un dipendente, 24enne italiano. Il giovane è rimasto ferito mentre stava lavorando a una macchina per stampaggio. Soccorso dai sanitari del 118, l’operaio è stato trasportato in elicottero al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna.


Accertamenti in corso da parte della Medicina del Lavoro dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna.

mercoledì 2 settembre 2026

La Saga Coffee non si sposta: il lavoro di Gaggio Tech è una battaglia di tutta la comunità

 


di Emanuela Cioni


In questi giorni ho incontrato alcune delle ragazze e delle donne che hanno lavorato alla Gaggio Tech. Tra loro c’erano compagne di classe, amiche, persone che non conoscevo. In tutte ho visto paura, amarezza e una profonda incertezza per il futuro.

Ho visto madri preoccupate non soltanto per la perdita del posto di lavoro, ma soprattutto per il timore di non riuscire più a garantire ai propri figli quella serenità e quella sicurezza costruite attraverso anni di sacrifici.

Ma questa vicenda impone anche una riflessione che, come comunità, non possiamo più rimandare: abbiamo fatto abbastanza per far sentire la nostra vicinanza a queste lavoratrici e a questi lavoratori?

La sensazione è che sia mancata quella partecipazione, quella presenza e quella mobilitazione che una situazione così grave avrebbe meritato.

Non si tratta di giudicare le scelte personali di nessuno, né di puntare il dito contro chi ha preso strade diverse. Si tratta, piuttosto, di ricordare il valore della solidarietà. Chi ha condiviso per anni lo stesso luogo di lavoro, gli stessi turni, le stesse difficoltà e le stesse speranze non dovrebbe dimenticare chi oggi si trova ad affrontare la parte più dolorosa di questa storia.

Quando decine di persone perdono il lavoro, infatti, non è mai un problema che riguarda soltanto loro. È una ferita che riguarda l’intero territorio.

Si impoveriscono i nostri paesi, diminuiscono le opportunità per i giovani e vengono meno la sicurezza, l’autonomia e la dignità di tante famiglie. Dietro ogni posto di lavoro perso c’è una persona, c’è una famiglia, ci sono progetti e speranze che rischiano di essere messi in discussione.

Forse ci siamo abituati troppo a osservare da lontano i problemi degli altri, pensando che non ci riguardino. Ma oggi è successo a loro. Domani potrebbe accadere a chiunque.

Una comunità vera si riconosce soprattutto nei momenti difficili: quando sa unirsi, farsi sentire e stringersi intorno a chi sta perdendo le proprie certezze.

Avrei voluto vedere più persone presenti, più voci alzarsi, più cittadini chiedere risposte. Avrei voluto vedere anche gli ex colleghi accanto a queste lavoratrici e a questi lavoratori, perché il silenzio e l’indifferenza possono fare ancora più male a chi già si sente abbandonato.

Non lasciamo sole queste donne, queste madri, questi uomini e le loro famiglie.

Il lavoro non è soltanto uno stipendio. È dignità, indipendenza, sicurezza e futuro.

Per questo la loro battaglia non può essere considerata soltanto una vicenda aziendale. Deve diventare una questione di tutta la comunità.

Perché quando si perde il lavoro, perde qualcosa anche il territorio. E quando si difende il lavoro, si difende il futuro di tutti.

(Inviato da Dubbio)

sabato 29 agosto 2026

Gaggio Tech, De Maria (Pd): «Istituire una ZES per l’Appennino Bolognese»

 Il deputato dem rilancia la proposta dopo l’esito della vertenza Gaggio Tech: «Serve una priorità condivisa da tutte le forze politiche e istituzionali del territorio»



L’esito della vertenza alla Gaggio Tech riporta al centro dell’attenzione il tema delle politiche di sostegno allo sviluppo economico e occupazionale dell’Appennino bolognese. In questo contesto, il deputato del Partito Democratico Andrea De Maria (nella foto)  torna a chiedere l’istituzione di una Zona Economica Speciale (ZES) per l’Appennino Bolognese, proposta che, sottolinea, ha già sostenuto in diverse occasioni.

«Ho avuto modo di sostenere questa proposta già in diverse occasioni, nel 2025 e anche nella recente conferenza promossa dal gruppo Pd della Camera sull’Appennino Bolognese, e lo ribadisco oggi – afferma De Maria –. Anche l’esito della vertenza alla Gaggio Tech ci dice quanto sia importante la proposta di istituire una ZES per l’Appennino Bolognese».

Secondo il parlamentare dem, l’obiettivo dovrebbe essere quello di rafforzare la capacità del territorio di attrarre investimenti, sostenere le attività produttive e accompagnare i processi di sviluppo e innovazione, con particolare attenzione alle aree montane e alle loro specifiche fragilità economiche e occupazionali.

La richiesta, aggiunge De Maria, rappresenta una priorità che è stata ribadita anche dal sindaco metropolitano Matteo Lepore.

«Auspico che questa volta tutti i rappresentanti istituzionali di Bologna, di tutte le forze politiche, si uniscano per una priorità che riguarda il nostro territorio e che ha tutte le ragioni per essere attuata dal Governo», conclude il deputato Pd.

La proposta di una ZES per l’Appennino bolognese punta dunque a costruire una strategia territoriale condivisa, capace di mettere in campo strumenti specifici per sostenere imprese e occupazione e affrontare le criticità strutturali che interessano il territorio montano. La vicenda Gaggio Tech, in questo senso, rappresenta per De Maria un ulteriore elemento a sostegno della necessità di un intervento mirato da parte delle istituzioni.

venerdì 28 agosto 2026

Da Saeco a Gaggio Tech: una parabola di grande crescita e crisi drammatiche

 Dalla fondazione dell'azienda che produceva macchine automatiche per il caffè, e diventata leader mondiale del settore, fino alla crisi di oggi


di Matteo Merli


Una lunga parabola, di grande crescita ma anche di drammatica caduta. La vicenda Gaggio Tech inizia nel 1981 con la fondazione della Saeco la prima azienda al mondo – quattro anni più tardi – a commercializzare la prima macchina per caffè espresso completamente automatica. Innovazione che porta una crescita vertiginosa, l’affermazione nei mercati italiano ed estero.

A fine anni 90 l’acquisizione della Gaggia e la nascita di Saeco International Group che – nel 2009 – viene ceduto alla multinazionale olandese Philips. E' il momento apice: l’azienda, che negli anni ha aperto vari filiali in tutto il mondo, è leader nella produzione di macchine da caffè e ne controlla quasi un terzo del mercato europeo. 

Nel 2017 il gruppo viene però diviso e nasce la SagaCofee di cui, a fine 2021, viene annunciata la chiusura. La storia di successo si trasforma in un racconto di crisi, fatto di scioperi, presidi e vertenze sindacali. La resistenza dei lavoratori porta – nel 2022 – al salvataggio: nello stabilimento sull’Appennino bolognese nasce la Gaggio Tech, polo industriale per la produzione di metallo e plastica dalla collaborazione di due gruppi: Tecnostamp al 60% e Minifaber al 40. I lavoratori festeggiano la ripartenza, che però si blocca quasi subito. Nei primi mesi del 2025, infatti, il socio di maggioranza chiede la liquidazione volontaria dell'azienda. 

Con lo spettro della chiusura e le lettere di licenziamenti, le istituzioni tornano in campo: la Regione annuncia ora per i primi di settembre un bando da 2 milioni per dare agevolazioni fiscali per chi assume lavoratrici e lavoratori in Naspi in Appennino. E viene rispolverata l'idea di inserire Gaggio Montano nelle zone economiche speciali per favorire gli investimenti in montagna.

mercoledì 26 agosto 2026

Gaggio Tech, arrivano le prime lettere di licenziamento: «Ora servono risposte concrete»

 


di Dubbio


Da oggi, purtroppo, quello che per mesi era stato paventato e temuto è diventato realtà: le prime lettere di licenziamento sono state consegnate ai lavoratori della Gaggio Tech.

Dietro quelle lettere non ci sono semplicemente numeri, percentuali o dati di bilancio. Ci sono persone, famiglie, mutui, figli e progetti di vita costruiti attorno a un lavoro che, da oggi, per molti rischia di non esserci più. È il volto più concreto e doloroso di una crisi industriale che da tempo preoccupa lavoratori, sindacati e intero territorio.

L’arrivo delle lettere rappresenta una mazzata durissima non soltanto per chi perde il proprio posto, ma per tutta la comunità. In un territorio montano, infatti, ogni posto di lavoro salvaguardato significa mantenere in vita un pezzo di tessuto sociale ed economico: significa sostenere le famiglie, i servizi, le attività commerciali e la possibilità per le persone, soprattutto per i più giovani, di continuare a costruire qui il proprio futuro.

Per questo non può bastare affidarsi alla Naspi, agli ammortizzatori sociali o alla prospettiva, tutta da verificare, di possibili ricollocazioni. Sono strumenti importanti per affrontare l’emergenza, ma non possono diventare la risposta definitiva alla perdita di occupazione. Di fronte a una situazione di questa gravità servono responsabilità, chiarezza e soprattutto un impegno concreto per difendere, fin dove possibile, i posti di lavoro e individuare soluzioni industriali capaci di garantire continuità e futuro.

Ora più che mai è necessario capire quali margini esistano ancora, quali alternative siano state valutate e quali azioni intendano mettere in campo tutti i soggetti coinvolti. Perché il tempo delle dichiarazioni deve lasciare spazio a quello delle decisioni.

Ai lavoratori della Gaggio Tech e alle loro famiglie va tutta la vicinanza in un momento così difficile. Ma insieme alla solidarietà deve arrivare anche una domanda, inevitabile e doverosa, rivolta a chi in questi mesi aveva la responsabilità di difendere questi posti di lavoro: si poteva fare di più?

È una domanda che merita risposte, non soltanto per chi oggi riceve una lettera di licenziamento, ma per l’intero territorio.

Perché quando un’azienda chiude o riduce drasticamente la propria occupazione in montagna, a perdere non sono soltanto i lavoratori direttamente coinvolti. Si impoverisce un’intera comunità, si indebolisce l’economia locale e si rischia di accelerare quel processo di spopolamento che già rappresenta una delle principali fragilità delle aree montane.

Ed è proprio per questo che la vicenda Gaggio Tech non può essere considerata soltanto una questione aziendale. È una questione che riguarda il futuro di un territorio e la sua capacità di continuare a offrire lavoro, opportunità e prospettive a chi lo abita.

(Fonte:  post di Emanuela Cioni) 

martedì 25 agosto 2026

Gaggio Tech: quando a pagare sono sempre i lavoratori

Il lavoro in montagna va difeso.
Le persone vanno ascoltate.
E nessuno dovrebbe sentirsi lasciato solo.



Inviato da Dubbio


Le parole di Elisa Gialli, ex dipendente della Gaggio Tech di Gaggio Montano rilasciate in una intervista,  fanno male perché raccontano, senza giri di parole, quello che sta accadendo a tante famiglie del nostro Appennino.

Dopo una vita trascorsa alla Gaggio Tech, oggi Elisa si ritrova fuori dall’azienda, insieme a tanti colleghi. Persone che per anni hanno lavorato, prodotto, fatto sacrifici, cresciuto figli e costruito qui il proprio futuro.

E adesso?

«Siamo rimasti soli. Qui non c’è più niente. È una vera ingiustizia.»

Parole pesanti, che dovrebbero far riflettere tutti.

A fine mese terminerà la cassa integrazione e per molti inizierà la NASpI. Per qualcuno, addirittura, ci saranno mesi senza stipendio prima che possa partire la disoccupazione. Dietro ogni numero ci sono famiglie, mutui, figli che studiano, genitori anziani da assistere e persone che, dopo decenni di lavoro, si trovano improvvisamente a chiedersi cosa faranno domani.

Elisa racconta di aver iniziato a lavorare a soli 19 anni. Oggi ne ha 50. Una vita professionale trascorsa nello stesso stabilimento, prima Saeco e poi Gaggio Tech.

E oggi si sente dire che forse le sue competenze non sono più quelle richieste, che potrebbero essere assunti giovani con contratti diversi, che bisogna reinventarsi.

Ma reinventarsi a 50 anni, in un territorio dove le opportunità di lavoro sono poche, non è una frase che si può pronunciare con leggerezza.

Qui c’è un problema che va ben oltre una singola azienda.

È il problema di tutto il nostro Appennino.

Se continuiamo a perdere posti di lavoro, servizi, attività produttive e prospettive, cosa resterà dei nostri paesi?

Come possiamo chiedere alle persone di continuare a vivere in montagna se, quando un’azienda entra in crisi, l’unica soluzione sembra diventare quella di mandare a casa decine di lavoratori?

E fa ancora più rabbia sapere che una possibilità alternativa sembrava esserci: un imprenditore del territorio avrebbe manifestato interesse per una parte dell’azienda, con la possibilità di mantenere o creare posti di lavoro.

Elisa lo dice chiaramente:

«Altre possibilità c’erano, lo so.»

E allora è legittimo chiedere: perché non sono state percorse fino in fondo? Chi doveva fare di più? Le istituzioni potevano intervenire maggiormente? I sindacati potevano cercare altre soluzioni? Era davvero inevitabile arrivare a questo punto?

Sono domande che meritano risposte.

Perché non possiamo limitarci a prendere atto dei licenziamenti quando ormai tutto è deciso.

Servono interventi prima. Servono tavoli veri. Servono imprenditori, istituzioni, Regione, Comuni, rappresentanze dei lavoratori e Governo capaci di sedersi insieme e cercare ogni possibile strada per salvare il lavoro, non soltanto per accompagnare le persone verso la disoccupazione.

La NASpI è un sostegno importante, ma non può essere considerata la soluzione.

Un lavoratore non chiede di essere assistito.

Chiede di poter continuare a lavorare.

E queste persone non sono numeri.

Sono donne e uomini che hanno dedicato decenni della propria vita a questa azienda. Molti hanno più di 50 anni. Molte sono donne. Hanno competenze, esperienza, professionalità e dignità.

Non possono essere semplicemente cancellati da un giorno all’altro.

Questa vicenda deve diventare un tema dell’intero territorio, perché se perdiamo altri posti di lavoro nell’Appennino, perdiamo famiglie, giovani, negozi, scuole, servizi e futuro.

A Elisa e a tutti i lavoratori della Gaggio Tech va la nostra vicinanza.

Ma la vicinanza, da sola, non basta più.

Ora servono risposte, responsabilità e, soprattutto, soluzioni concrete.

Perché un territorio come il nostro non può permettersi di perdere decine e decine di posti di lavoro e poi voltarsi dall’altra parte.

domenica 23 agosto 2026

Pecora cade in un pozzo artesiano: intervento delicato dei Vigili del Fuoco a Gaggio Montano

 Operazione di soccorso in località Molinaccio: l’animale, precipitato in un pozzo profondo tre metri e largo appena 80 centimetri, è stato recuperato senza conseguenze



Un intervento di soccorso animale particolarmente delicato e caratterizzato da condizioni operative non prive di rischio si è reso necessario nella tarda mattinata di oggi, in località Molinaccio, a Gaggio Montano.

Alle 12:45, una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Bologna, proveniente dal distaccamento volontario di Gaggio Montano, è intervenuta per il recupero di una pecora accidentalmente caduta all’interno di un pozzo artesiano profondo circa tre metri e con un diametro di appena 80 centimetri.

La conformazione stretta e profonda del manufatto ha reso l’operazione particolarmente impegnativa. Raggiungere l’animale all’interno di uno spazio così angusto ha richiesto attenzione, precisione e l’adozione di tutte le necessarie cautele operative, trattandosi di un intervento in ambiente confinato e con concrete difficoltà di accesso e di movimentazione.

Nonostante la caduta, la pecora non aveva riportato ferite e si trovava in buone condizioni di salute, sebbene fosse rimasta intrappolata sul fondo del pozzo. I Vigili del Fuoco sono riusciti a raggiungerla e, attraverso una complessa manovra di recupero, a estrarla in sicurezza dall’interno del pozzo.

L’intervento si è concluso nel migliore dei modi: una volta riportata in superficie, la pecora è stata affidata nuovamente al proprio proprietario.

Un’operazione che, ancora una volta, evidenzia la varietà e la complessità degli interventi affrontati quotidianamente dai Vigili del Fuoco, chiamati a operare non soltanto per la sicurezza delle persone, ma anche per il soccorso e la salvaguardia degli animali, spesso in condizioni ambientali particolarmente difficili e potenzialmente pericolose.

Vigili del Fuoco Bologna
Co.Em. – Comunicazione in Emergenza

martedì 18 agosto 2026

Gaggio Montano, allarme in via Roma: rinvenute esche rodenticide vicino ai cassonetti

La Polizia Locale è intervenuta nell’area tra il supermercato A&O e il Bar La Capannina. Il materiale è stato raccolto e la zona ripulita. L’invito alla cittadinanza: massima attenzione, soprattutto con gli animali domestici


di Dubbio


È scattato l’allarme per la presenza di presunte esche rodenticide in via Roma, a Gaggio Montano. A segnalare la situazione è stata la Polizia Municipale, intervenuta dopo una segnalazione nell’area destinata ai cassonetti per la raccolta dei rifiuti, tra il supermercato A&O e il Bar La Capannina.

Durante il sopralluogo, gli operatori hanno rinvenuto numerose bustine contenenti materiale presumibilmente riconducibile a esca rodenticida. Il materiale è stato immediatamente raccolto e l’area interessata è stata successivamente ripulita dagli operatori comunali.

Nonostante l’intervento, la Polizia Locale invita i cittadini a mantenere alta l’attenzione e a prestare particolare cautela nella zona, soprattutto durante le passeggiate con cani e altri animali domestici, evitando che possano entrare in contatto con eventuali residui rimasti accidentalmente sul posto.

In caso di ritrovamento di bustine, sostanze o materiali sospetti, si raccomanda di non toccarli né manipolarli e di segnalarne tempestivamente la presenza alla Polizia Locale, così da consentire un intervento in condizioni di sicurezza.

L’invito è dunque alla prudenza, in particolare per la tutela degli animali d’affezione, che potrebbero essere attratti da sostanze lasciate incustodite.

Massima attenzione, quindi, durante le passeggiate e nelle aree frequentate quotidianamente da cittadini e animali.

venerdì 7 agosto 2026

Acqua, scatta l'ordinanza anti-sprechi: dal 8 agosto al 15 settembre stop agli usi non essenziali

di Dubbio 

Per far fronte all'aumento dei consumi idrici causato dalle elevate temperature e dalla scarsità di precipitazioni, il sindaco di Gaggio Montano ha firmato un'ordinanza che introduce limitazioni temporanee all'utilizzo dell'acqua potabile su tutto il territorio comunale.

Il provvedimento, in vigore dall'8 agosto al 15 settembre 2026, punta a salvaguardare la disponibilità della risorsa idrica e a garantire la continuità dell'approvvigionamento per gli usi prioritari, in linea con le indicazioni del Gestore del Servizio Idrico Integrato e con la normativa nazionale e regionale in materia di tutela delle risorse idriche.

L'acqua potabile dovrà essere destinata prioritariamente agli usi domestici, igienico-sanitari e alle altre necessità essenziali. Per questo motivo, per l'intero periodo di validità dell'ordinanza e nell'arco delle 24 ore, è vietato il prelievo di acqua dalla rete acquedottistica per usi extra-domestici non essenziali, in particolare per:

·         l'irrigazione di orti e giardini;

·         il lavaggio di automezzi.

Restano invece consentiti i prelievi destinati ai normali usi domestici, zootecnici e industriali, nonché a tutte le attività regolarmente autorizzate che richiedono l'utilizzo di acqua potabile.

Sono esclusi dalle limitazioni anche i servizi pubblici di igiene urbana.

Per quanto riguarda le piscine, pubbliche e private, il riempimento e il rinnovo, anche parziale, dell'acqua sono consentiti salvo diversa disposizione del Gestore del Servizio Idrico Integrato. L'utilizzo dovrà comunque essere limitato al solo ricambio giornaliero previsto dalla normativa vigente.

L'Amministrazione comunale invita inoltre tutta la cittadinanza ad adottare comportamenti responsabili e improntati al risparmio idrico, evitando ogni forma di spreco anche negli utilizzi consentiti dall'ordinanza.

Il mancato rispetto delle disposizioni comporterà, salvo che il fatto costituisca reato, l'applicazione di una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, ai sensi dell'articolo 7-bis del Decreto Legislativo 267/2000.


La Regione faccia il punto sulla situazione dei lavoratori della Gaggio Tech

 La capogruppo di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti  chiede chiarimenti sul bando regionale da 2 milioni di euro annunciato per incentivare le riassunzioni



di Lucia Paci

 

La Regione faccia il punto sulla situazione dei dipendenti della Gaggio Tech (ex Saga Coffee), precisando: quanti siano i lavoratori che hanno trovato una ricollocazione stabile, quanti siano quelli licenziati o che accederanno alla Naspi dal 1° settembre 2026, il numero delle uscite volontarie e a che punto sia la definizione del bando regionale da 2 milioni di euro per incentivare le riassunzioni. Sono i quesiti posti da Marta Evangelisti  in un’interrogazione.

“La vertenza dello stabilimento Gaggio Tech di Gaggio Montano - ha ricordato Evangelisti - è uno dei nodi occupazionali e industriali più complessi e delicati dell’Appennino bolognese. A metà luglio è stato siglato l’accordo sulla riconversione dell’ammortizzatore sociale in ‘cassa integrazione per cessazione’, la cui scadenza è stata fissata al 31 agosto: dal 1° settembre 2026 per i lavoratori ancora legati al bacino aziendale non vi sarà più la copertura della cassa integrazione, determinando l’accesso alla Naspi e l’interruzione formale dei rapporti di lavoro”.

“Per queste ragioni - ha aggiunto - è importante conoscere i criteri, la tempistica di pubblicazione e le modalità operative con cui le imprese del territorio potranno accedere ai contributi annunciati dalla Regione per assorbire i lavoratori e quali interventi stia promuovendo la Giunta regionale per favorire il subentro di nuovi soggetti produttivi nell’immobile ex Gaggio Tech. La tenuta occupazionale dell’area montana è fondamentale per evitare lo spopolamento e l’impoverimento economico e sociale dell’alto Appennino”.

(Segnalato da Dubbio) 

sabato 11 luglio 2026

"Voci e Organi dell'Appennino" fa tappa a Silla: concerto dell'organista Anna Govoni nella chiesa parrocchiale

 Appuntamento con la XXIII edizione della rassegna internazionale di musica sacra. In programma musiche di Buxtehude, Bach, Liszt e Cholley



Prosegue con una nuova tappa la XXIII edizione di "Voci e Organi dell'Appennino", la rassegna internazionale di musica sacra che ogni estate porta concerti di alto livello artistico nelle chiese e nei luoghi di culto della Valle del Reno, valorizzando il patrimonio storico, culturale e musicale del territorio.

L'appuntamento è fissato per sabato 11 luglio, alle ore 21, nella chiesa parrocchiale di Silla, nel comune di Gaggio Montano, dove sarà protagonista l'organista Anna Govoni, interprete di un programma dedicato ad alcuni dei più grandi compositori della letteratura organistica europea.

Il concerto proporrà pagine di Dietrich Buxtehude, Johann Sebastian Bach, Franz Liszt e Pierre Cholley, offrendo al pubblico un percorso musicale che attraversa epoche e stili, mettendo in risalto le potenzialità espressive dell'organo e la ricchezza del repertorio sacro.

L'edizione 2026 della rassegna è dedicata all'ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d'Assisi e si svolge in memoriam di Margarete Runge Cecchielli. La direzione artistica è affidata a Wladimir Matesic e Francesco Zagnoni.

L'iniziativa, a ingresso libero, è promossa dal Gruppo di Studi Alta Valle del Reno Nuèter APS nell'ambito di un'ampia rete di collaborazioni istituzionali e culturali che coinvolge, tra gli altri, il Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" di Ferrara, la Città metropolitana di Bologna, il Ministero della Cultura, Bologna Estate 2026 e numerosi Comuni, associazioni e realtà del territorio.

"Voci e Organi dell'Appennino" si conferma così una delle manifestazioni musicali più prestigiose dell'Appennino bolognese, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione degli organi storici e promozione del patrimonio religioso e culturale della Valle del Reno.

venerdì 10 luglio 2026

Peste suina africana, il virus arriva alle porte di Bologna: zona rossa in Appennino e massima allerta per evitare il contagio

Un cinghiale trovato positivo al confine con il Corno alle Scale fa scattare le restrizioni più severe. Il rischio non è per l'uomo, ma per allevamenti, economia e fauna selvatica: scatta il piano straordinario di contenimento.

Foto dal web


La peste suina africana è arrivata alle porte della provincia di Bologna, si legge oggi su Bologna Today. Il ritrovamento di un cinghiale risultato positivo al virus, rinvenuto nel territorio di Fanano, a ridosso del confine con Lizzano in Belvedere e dell'area del Corno alle Scale, rappresenta un passaggio particolarmente critico nella diffusione della malattia e ha fatto scattare immediatamente le misure di emergenza previste dal piano nazionale di contenimento.

Pur non essendo trasmissibile all'uomo e non costituendo un pericolo per la salute pubblica, la peste suina africana rappresenta una gravissima minaccia per il patrimonio suinicolo. Il virus è infatti altamente contagioso tra cinghiali e suini domestici e può essere trasportato involontariamente dalle persone attraverso scarpe, indumenti, attrezzature o veicoli, favorendone la diffusione negli allevamenti e provocando pesanti conseguenze economiche.

Per questo motivo, in applicazione dell'ordinanza straordinaria del Commissario Giovanni Filippini, i comuni di Lizzano in Belvedere e Alto Reno Terme entrano nella zona di restrizione con il livello massimo di allerta, mentre Gaggio Montano, Castel di Casio, Camugnano e Castiglione dei Pepoli vengono inseriti nella fascia cuscinetto, sottoposta a specifiche misure di sorveglianza.

Le restrizioni interessano numerose attività all'aperto. Chi frequenta boschi e montagne dovrà attenersi a rigide norme di biosicurezza: è vietato uscire dai sentieri segnalati, al rientro occorre cambiare gli indumenti e disinfettare accuratamente le calzature, mentre è proibito parcheggiare su prati o aree vegetate. I cani dovranno essere sempre tenuti sotto controllo e non potranno circolare liberamente fuori dalle aree consentite. Anche la raccolta dei funghi sarà soggetta a particolari prescrizioni: chi pratica questa attività non potrà avvicinarsi ad allevamenti di suini nelle 48 ore successive all'escursione.

Parallelamente prende il via un piano operativo straordinario della Città metropolitana di Bologna per limitare la diffusione del virus. La Polizia locale metropolitana sta individuando i siti destinati allo stoccaggio delle carcasse e i centri di raccolta dei cinghiali abbattuti, mentre, grazie ai finanziamenti regionali, saranno acquistati nuovi mezzi per il trasporto in sicurezza e gabbie-trappola da utilizzare nelle aree più difficili da raggiungere.

L'obiettivo è aumentare gli abbattimenti selettivi dei cinghiali e ridurne drasticamente la presenza sul territorio, creando un "vuoto biologico" che interrompa la circolazione del virus prima che possa raggiungere gli allevamenti. Una misura drastica ma ritenuta indispensabile per contenere quella che viene considerata una delle emergenze sanitarie più gravi per il comparto zootecnico italiano degli ultimi anni.

giovedì 9 luglio 2026

Radio RDM festeggia 50 anni: il 10 e 11 luglio a Silla due serate di musica, spettacoli e convivialità

 L'emittente storica dell'Appennino continua il calendario delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario con "Radio RDM in festa", tra concerti, DJ set e stand gastronomici


Silla (Gaggio Montano) – Cinquant'anni di musica, informazione e servizio al territorio. Un traguardo importante che Radio RDM, storica emittente dell'Appennino nata nel 1976, sta celebrando con un ricco calendario di iniziative distribuite nel corso dell'anno. Il prossimo appuntamento è "Radio RDM in festa", in programma domani, venerdì 10 e sabato 11 luglio ai giardini pubblici di Silla, due serate dedicate alla musica, all'intrattenimento e alla convivialità.

Fondata nel 1976 a Monteacuto delle Alpi, nel comune di Lizzano in Belvedere, Radio RDM è una delle prime radio libere nate in Italia. Da allora non ha mai interrotto le proprie trasmissioni, diventando negli anni un punto di riferimento per l'Appennino bolognese e pistoiese. La sua storia è strettamente legata a quella del territorio: un'emittente che ha saputo informare, intrattenere e creare relazioni, dando voce alle comunità montane e contribuendo a mantenere vivo il senso di appartenenza.

Prima dell'avvento dei social network, Radio RDM rappresentava infatti un autentico punto d'incontro. Le storiche trasmissioni di dediche musicali e richieste degli ascoltatori hanno permesso per decenni di superare le distanze geografiche, trasformando la radio in un vero e proprio luogo di aggregazione capace di unire persone e paesi dell'Appennino.


Dal 1996, con il cambio di proprietà, la sede dell'emittente è stata trasferita a Silla, dove ancora oggi si trovano gli studi radiofonici. Proprio nei giardini pubblici della frazione di Gaggio Montano, in collaborazione con la Polisportiva di Silla, prenderà vita la festa celebrativa.


Il programma

Venerdì 10 luglio

·         Ore 21.00 – Gisella Cozzo presenta "La mia vita in uno spot", uno spettacolo che ripercorre le celebri canzoni degli spot televisivi interpretate dall'artista.

·         Ore 22.00 – "Remember Buca" con Gianpy, Buana e Ricky McJ, per rivivere le atmosfere disco, funk e dance degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.

Sabato 11 luglio

·         Ore 19.00 – I Melodix accompagneranno la cena con un repertorio swing e bossa nova.

·         Ore 21.00 – Concerto di Lalo Cibelli, storico chitarrista di Lucio Dalla, che insieme alla sua band proporrà un emozionante omaggio al grande cantautore bolognese.

·         Ore 23.00 – DJ set con Ricky Ziky.

In entrambe le giornate, a partire dalle 18.30, saranno aperti gli stand gastronomici e il cocktail bar.

Un anniversario che racconta il valore della radio

Le celebrazioni del cinquantesimo anniversario vogliono essere non solo un momento di festa, ma anche l'occasione per riflettere sul ruolo che Radio RDM continua a svolgere nel panorama dell'informazione locale. In un'epoca dominata dalla comunicazione digitale, l'emittente mantiene infatti la propria funzione di presidio territoriale, capace di raccontare quotidianamente la vita dell'Appennino e di mantenere vivo il legame con le comunità locali.

Le celebrazioni proseguono

"Radio RDM in festa" rappresenta una delle tappe del calendario dedicato ai 50 anni della radio. Le iniziative sono iniziate il 14 marzo con il convegno "50 anni di RDM: storia e valore sociale di una voce che non si è mai spenta" e sono proseguite il 13 giugno con l'inaugurazione del Cammino di RDM.

Il programma continuerà con altri due appuntamenti:

·         18 luglio, alle ore 11, a Monteacuto delle Alpi, con lo svelamento di una targa celebrativa realizzata dagli scalpellini dell'Associazione Fulvio Ciancabilla;

·         7 dicembre, alla sala da ballo Dancing Barilani di Querciola, con una serata animata da Davide Salvi, pensata per rievocare le storiche feste danzanti organizzate da Radio RDM negli anni Settanta e Ottanta.

Per informazioni è possibile contattare Radio RDM all'indirizzo rdm@radiordm.it, al numero 0534 31116 oppure attraverso le pagine ufficiali Facebook e Instagram dell'emittente.

sabato 13 giugno 2026

“Il Cammino di RDM”: a Porretta una passeggiata inaugurale tra musica, territorio e identità locale

 Un percorso che unisce comunità, natura e memoria del territorio. 



Oggi, sabato 13 giugno alle ore 17.00 sarà inaugurato ufficialmente “Il Cammino di RDM”, iniziativa promossa in collaborazione con la storica emittente locale Radio RDM, le Terme di Porretta e l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Orientale, con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali di Alto Reno Terme (Porretta Terme), Gaggio Montano e Lizzano in Belvedere.

L’evento prenderà il via con un corteo in partenza dalle Terme di Porretta, accompagnato dalla Banda “Giuseppe Verdi”, simbolo della tradizione musicale locale. Il percorso proseguirà lungo Via Mazzini fino a raggiungere la località Silla, presso la sede di RDM, dove si concluderà la manifestazione inaugurale.

L’iniziativa si inserisce nel crescente interesse per il turismo lento e sostenibile che negli ultimi anni sta valorizzando l’Appennino bolognese. Il “Cammino di RDM” si propone infatti non soltanto come un semplice itinerario escursionistico, ma come un percorso capace di raccontare il territorio attraverso le sue realtà culturali, ambientali e sociali.

Radio RDM rappresenta da decenni una presenza significativa nel panorama della comunicazione locale dell’alta valle del Reno, contribuendo alla promozione delle tradizioni, degli eventi e della vita delle comunità montane. L’intitolazione di un cammino alla storica emittente assume quindi un valore simbolico, riconoscendo il ruolo che essa ha svolto nel mantenere vivo il legame tra i paesi dell’Appennino.

La partecipazione congiunta dei tre comuni testimonia inoltre la volontà di fare rete per valorizzare un territorio che può contare su importanti risorse naturalistiche, culturali e termali. Dalle storiche Terme di Porretta ai sentieri che attraversano boschi e borghi montani, l’area compresa tra Porretta, Gaggio Montano e Lizzano in Belvedere punta sempre più su progetti capaci di coniugare promozione turistica, sostenibilità e senso di appartenenza.

L’appuntamento di oggi sarà quindi non solo un momento inaugurale, ma anche un’occasione di incontro per cittadini, associazioni e istituzioni, chiamati a percorrere insieme un tratto di strada che vuole diventare simbolo di collaborazione e valorizzazione dell’identità appenninica.

Programma

·         Ore 17.00: ritrovo e partenza del corteo presso le Terme di Porretta;

·         Accompagnamento musicale della Banda “Giuseppe Verdi”;

·         Percorrenza lungo Via Mazzini;

·         Arrivo a Silla presso Radio RDM e inaugurazione ufficiale del cammino.

Un evento che celebra il territorio camminando, nel segno della memoria, della partecipazione e della valorizzazione delle eccellenze dell’Appennino bolognese.

domenica 26 aprile 2026

Gaggio Montano, ordinanza urgente di sgombero su area demaniale

 Via roulotte, rifiuti e animali: intervento necessario per sicurezza, igiene e lavori sulla linea ferroviaria Bologna–Porretta



Il Comune di Gaggio Montano, nella Città Metropolitana di Bologna, ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente per lo sgombero di un’area demaniale occupata abusivamente in località riservata. Il provvedimento, firmato dal sindaco, dispone la rimozione immediata di roulotte, veicoli, masserizie, materiali vari e numerosi animali detenuti dagli occupanti.

Alla base della decisione, spiegano dal municipio, vi sono motivi di sicurezza pubblica, igiene e sanità, oltre alla necessità di consentire lavori urgenti di consolidamento di un movimento franoso che insiste sulla linea ferroviaria Bologna–Porretta Terme, infrastruttura ritenuta strategica per la mobilità del territorio.

Secondo quanto emerso da sopralluoghi e relazioni della Polizia Locale e degli uffici comunali, l’area risulta occupata senza alcun titolo legittimo. La presenza stabile di persone, mezzi e materiali, unita a un consistente accumulo di rifiuti, ha determinato una situazione definita “di grave degrado ambientale” e potenzialmente pericolosa per la salute pubblica.

Determinante anche la segnalazione di Rete Ferroviaria Italiana, che ha evidenziato l’urgenza di accedere all’area di cantiere per proseguire interventi indifferibili sulla frana, al fine di evitare limitazioni o interruzioni della circolazione ferroviaria. In più occasioni, secondo quanto riportato nell’ordinanza, gli occupanti avrebbero ostacolato l’avvio dei lavori, aggravando il rischio per la sicurezza della linea e per l’incolumità di passeggeri e operatori.

Ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla posizione dell’area, situata in prossimità del fiume Reno e quindi esposta a rischio esondazione: in caso di piena, i materiali accumulati potrebbero essere trascinati a valle, con conseguenze ambientali e idrauliche rilevanti.

La complessità della situazione è stata affrontata anche in sede prefettizia: il 22 aprile scorso si è tenuto a Bologna un tavolo tecnico con tutti gli enti coinvolti, a conferma della gravità del caso e della necessità di un intervento coordinato.

L’ordinanza impone agli occupanti di lasciare l’area e rimuovere persone, animali e beni entro dieci giorni dalla notifica, provvedendo anche allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dei luoghi. In caso di mancato rispetto delle disposizioni, il Comune procederà d’ufficio allo sgombero con l’ausilio delle forze dell’ordine e degli enti competenti.

Sono previste misure di accompagnamento: ai soggetti interessati verrà proposta una sistemazione abitativa alternativa tramite i servizi sociali; i beni saranno inventariati e depositati; gli animali saranno affidati a strutture idonee con il coinvolgimento del servizio veterinario dell’Ausl.

L’inottemperanza all’ordinanza comporterà anche conseguenze penali, con segnalazione all’autorità giudiziaria. L’obiettivo del provvedimento, sottolinea l’amministrazione, è ripristinare condizioni di sicurezza, legalità e tutela ambientale, garantendo al contempo la prosecuzione dei lavori necessari sulla linea ferroviaria.