Post di Roberto Parmeggiani, sindaco di Sasso Marconi
E
ora che abbiamo finalmente ucciso il woke — che poi molti di quelli
che ne parlano non sanno nemmeno cosa sia, perché un concetto complesso
andrebbe studiato, approfondito, letto nel suo contesto di nascita, osservato
da più punti di vista e interpretato nel suo sviluppo storico, mentre noi,
ormai, siamo abituati a rimanere sulla superficie della superficie — comunque,
visto che ci siamo liberati di questo woke che limitava tanto la
nostra libertà di espressione, possiamo tornare a chiamare le cose con il loro
nome.
Le
persone con disabilità possiamo tornare a chiamarle deficienti,
o almeno handicappate.
Le
persone omosessuali possiamo riprendere a chiamarle froci e invertiti.
E
secondo me dobbiamo rendere di nuovo possibile il matrimonio riparatore,
perché non trovo giusto condannare l’uomo per qualcosa che è insito nella sua
indole di maschio, quando invece gli si può offrire l’opportunità di riparare a
un errore assumendosi una responsabilità.
Visto
che ci siamo finalmente liberati del woke, possiamo anche mettere i
bambini e le bambine — scusate, è woke anche non usare il maschile
sovraesteso — con disabilità in spazi separati, in modo che non soffrano troppo
per le richieste della scuola.
Possiamo
ritornare ad affermare, senza nessun tipo di remora, che un uomo che fa danza è
un ricchione. Possiamo dirlo, usarlo come definizione.
La
donna che mette la minigonna e viene stuprata è una puttana e,
quanto al fatto che vada a votare, bisogna pensarci, perché i suoi ormoni non
le permettono di scegliere in maniera lucida.
Se
il woke, che in Italia non è mai esistito, non è l’unica soluzione, ma
sarebbe comunque un pezzo di un sistema più ampio di tutela dei diritti, di
certo non lo è il ritorno a un linguaggio offensivo e discriminatorio.
Non sono solo parole: è un sistema di potere, nel quale qualcuno è più
libero di qualcun altro.
(Suggerito
da Dubbio)
5 commenti:
Consiglio a Parmegiani, se è in buona fede come spero, di rileggere la lettera incriminata scritta da Giuseppe Conte su questo argomento.
La ragione di questo consiglio è semplice: ciò che scrive Parmegiani dimostra che non ha neppure letto quell'articolo visto che sono certo sia una persona che riconosce il significato di ciò che legge.
Ps. Mi auguro che la ragione sia questa e non già la scelta di associarsi al bisogno di attaccare Conte a prescindere perché potrebbe vincere le primarie....che il PD pare non voglia proprio perché non ha nessun punto chiaro sull'economia e men che meno sul riarmo e sulla guerra.
Caro sindaco tra le priorità varie ci sarebbe anche il ripristino della decenza di marciapiedi, strade, caditoie? …. Tra rifiuti vari , merde dei cani , erbe infestanti che occorre ormai un machete per passare senza dover andare in strada , Sasso Marconi è un “cesso” , faccia un po’ Lei
Grazie!
Era ora che il woke (tanto amato da una certa parte politica) sia morto.
«LA LIBERTÀ DELLE DONNE NON PUÒ ESSERE UNA CONDIZIONE PER CONCEDERE LA LIBERTÀ RELIGIOSA»
A pronunciare questa vergogna è Rhitu Miah, candidata ufficiale del PD a Venezia.
Questo è il solito inganno dei sinistri, che presentano un'idiota dopo l'altra, un islamista dopo l'altro, mentre falsamente riempiono le piazze dell’8 marzo, fanno la morale con le panchine rosse e cianciano di diritti.
CANDIDANDO QUESTA "SCHIAVA" SI SONO SPUTTANATI:
per loro la sottomissione religiosa viene prima dei diritti delle donne.
I sinistrati sono pronti a tradire il loro Paese pur di raccattare voti;
raccattano ovviamente i voti degli invasori che hanno fatto entrare!
Un'ipocrisia intollerabile.
Una resa culturale totale.
Questo è il vero volto del PD.
In nome del "woke" si sono portate mille cose all'eccesso, spesso e volentieri in modo contrario anche a quel minimo di buon senso. In una qualsiasi società che avrebbe la pretesa di considerarsi "civile" non serve l'ipocrisia del woke o del "politicamente corretto": il rispetto e la buona educazione, che una volta erano insegnati nelle scuole e nelle famiglie, sarebbero più che sufficienti, senza bisogno di altro. Peccato che di questi due semplici valori ormai tra le persone non sia quasi più rimasto neanche il ricordo. Ma siccome abbiamo la memoria di un pesce rosso, sentiamo il bisogno di andare a cercare in chissà quali perversi recipienti che arrivano da chissà dove cose che NON ci appartengono, perché in realtà se fossimo persone intelligenti le dovremmo già possedere e avendole come NOSTRE non finiremmo ad applicarle come delle pecore beote...
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