Visualizzazione post con etichetta progetto di legge. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta progetto di legge. Mostra tutti i post

martedì 4 novembre 2025

Riforma degli agriturismi in Emilia-Romagna: Marco Mastacchi (Rete Civica) nominato relatore del progetto di legge



Nel corso della seduta odierna della Commissione Politiche Economiche della Regione Emilia-Romagna, il consigliere Marco Mastacchi di Rete Civica è stato nominato relatore del progetto di legge di riforma della normativa sugli agriturismi, che modifica la Legge regionale 4/2009. Mastacchi è anche primo firmatario del testo, presentato ufficialmente dal gruppo assembleare lo scorso 20 ottobre, dopo il deposito del 15 ottobre 2025.

Il progetto di legge è il risultato di un ampio confronto con associazioni agricole, imprenditori e reti di settore, e nasce dall’esigenza di aggiornare una normativa ritenuta ormai obsoleta e troppo rigida, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del comparto e promuovere uno sviluppo rurale sostenibile.

Rete Civica sottolinea che la proposta non rappresenta un punto di arrivo, ma una base di partenza per un dibattito costruttivo tra istituzioni, operatori e territori.

Tra le principali novità introdotte:

·         Semplificazione delle procedure amministrative per favorire il ricambio generazionale e l’accesso di nuovi imprenditori;

·         Aumento della capacità ricettiva, con l’inclusione di agricampeggi e Ospitalità Rurale Familiare (O.R.F.);

·         Eliminazione delle percentuali rigide sull’origine dei prodotti nella ristorazione, sostituite dal principio di “impiego prevalente” di prodotti di eccellenza regionale;

·         Riconoscimento formale di attività come l’enoturismo e l’oleoturismo, per ampliare l’offerta agrituristica e promuovere le filiere locali.

Questi aggiornamenti mirano ad allineare l’Emilia-Romagna ai principali modelli europei di turismo rurale, rendendo il settore più dinamico e attrattivo.

«È un momento in cui è indispensabile mantenere alta l’attenzione sull’agricoltura, in particolare su quella di montagna, più fragile e debole ma fondamentale come presidio del territorio», ha commentato Mastacchi, sottolineando la centralità del mondo agricolo nella tutela e nella valorizzazione delle aree interne.

Gli obiettivi strategici della riforma proposta da Rete Civica sono molteplici:

·         Incentivare la qualità e la territorialità dell’offerta agrituristica;

·         Valorizzare le produzioni regionali, le filiere corte, i biodistretti e le reti tra imprenditori;

·         Favorire l’ingresso di nuove generazioni nel settore attraverso semplificazioni e misure di sostenibilità economica;

·         Rendere l’agriturismo più competitivo, inclusivo e sostenibile, rafforzando al tempo stesso il ruolo degli agricoltori nella cura del territorio e nel contrasto allo spopolamento delle aree rurali.

Con questa proposta, l’Emilia-Romagna punta a modernizzare il proprio modello agrituristico, consolidando la reputazione della regione come leader nazionale nell’agricoltura di qualità e nel turismo sostenibile.

domenica 27 agosto 2023

Sanità. Parte la mobilitazione per sostenere il progetto di legge dell’Emilia-Romagna per garantire risorse stabili e adeguate al Sistema sanitario nazionale

 Spesa al 7,5% del Pil e superamento dei vincoli per il personale. Donini: “Risorse insufficienti per affrontare nuove sfide, serve impegno di tutti".


di Mara Cinquepalmi

 

 “Una raccolta di firme, anche attraverso una piattaforma digitale, ordini del giorno da discutere nei Consigli comunali ed un evento a ottobre per fare fronte comune con sindaci di ogni orientamento politico, professionisti sanitari, sindacati, associazioni e consulte nell’iter di approvazione della legge”.

Così l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini, nel corso dell’incontro che si è tenuto oggi online dedicato alla proposta di legge della Giunta, che prevede un incremento del fondo sanitario nazionale di quattro miliardi all’anno. All’incontro, aperto da un saluto del presidente Stefano Bonaccini, hanno partecipato oltre 400 tra sindaci di ogni orientamento politico, sindacati, associazioni, consulte e operatori della sanità.

“Il Paese - prosegue Donini – ha bisogno di più sanità pubblica. Le risorse stanziate dal Governo dal 2023 al 2025 sono insufficienti per affrontare le nuove sfide cui è chiamata la sanità pubblica. Il sottofinanziamento della sanità è ormai diventato strutturale e questo rischia di garantire sempre meno ai cittadini l’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari, come previsto dalla Costituzione”.

Secondo l’assessore, infatti, negli ultimi diciotto mesi tutte le Regioni d’Italia nell’ambito della Commissione Salute e della Conferenza delle Regioni hanno chiesto il finanziamento dei fondi per le spese Covid ed energetiche, circa 4 miliardi di euro, e l’adeguamento del fondo sanitario nazionale in modo strutturale. La proposta di legge di iniziativa della Giunta chiede risorse stabili su ambito pluriennale perché non solo il fondo oggi è inadeguato finanziariamente, ma è difficile – da anni -  fare programmazione.

“È un paradosso tutto italiano – sottolinea ancora Donini-, la stessa richiesta arriva dal Ministero della Salute e per certi aspetti anche dalla Corte dei conti. In assenza di questo stanziamento le Regioni continueranno ad essere chiamate dal ministero del Tesoro a riallineare la spesa. Questo vuol dire depotenziare la produzione sanitaria dei nostri sistemi”.

“Per questo – prosegue - la nostra proposta di legge vuole portare al 7,5% del Pil il finanziamento annuale del Servizio sanitario nazionale e superare il limite di spesa del personale dipendente. Abbiamo, però, bisogno di una mobilitazione, istituzionale e popolare, perché vogliamo che questo nostro progetto di legge possa essere di esempio per altre iniziative analoghe. E’ una battaglia che riguarda tutti e non possiamo accettare che il sistema sanitario nazionale sia a rischio”.

L’Emilia-Romagna è la prima Regione che tenta di elevare una richiesta reiterata a proposta di legge, ma Donini ha buone ragioni di ritenere che non sarà l’unica perché in altre Regioni è in corso un dibattito simile. “Più saremo e più sarà forte lo stimolo al Parlamento per mettere al centro il tema della sostenibilità finanziaria per la salute”.

L’incontro di oggi - conclude l’assessore – che ha visto una partecipazione ampia e trasversale, con oltre 400 presenti e una cinquantina di interventi a voce e nella chat dell'evento, è stato un primo momento per trovare modalità e tempi per sostenere e promuovere l'iniziativa di legge.

La maggior parte dei partecipanti ha manifestato di condividere gli obiettivi dell’iniziativa. Inoltre, l’assessore Donini ha annunciato che, durante la discussione della proposta di legge in Commissione Salute, saranno auditi tutti i parlamentari eletti in Emilia-Romagna.

Chi vuole sostenere il progetto di legge può collegarsi all'indirizzo: https://salute.regione.emilia-romagna.it/pdl.

 

La proposta dell’Emilia-Romagna

Portare al 7,5% del Pil il finanziamento annuale del Servizio sanitario nazionale per riuscire a dare risposta alle nuove sfide e ai nuovi bisogni di cura e assistenza dei cittadini, e per evitare il collasso finanziario della sanità italiana. E’ quanto prevede il progetto di legge della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, che dopo il via libera della Giunta regionale lo scorso 31 luglio farà poi il suo iter in Assemblea legislativa e sarà poi sottoposta alle Camere, come prevedono l’articolo 121 comma 2 della Costituzione e l’articolo 28 dello Statuto regionale.

Una proposta, quella promossa dalla Giunta guidata dal presidente Bonaccini, in difesa della sanità pubblica e universalistica, per continuare a garantire - con risorse stabili e adeguate - tenuta e funzionamento del Sistema sanitario nazionale, già messo a dura prova dalla pandemia e ora fortemente a rischio.

La proposta di legge di iniziativa regionale si inserisce in un contesto in cui la domanda di servizi sanitari e sociosanitari è in aumento perché la popolazione invecchia progressivamente e il Servizio sanitario nazionale, già oggi sottofinanziato rispetto alle necessità della popolazione, è in affanno rispetto alla copertura dei costi delle Regioni determinati dalla pandemia.

Nel 2021 il finanziamento ordinario del Sistema sanitario nazionale in rapporto al Pil è stato pari al 6,9% (fonte ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato). Nel 2019 era addirittura sceso al 6,4%, a fronte di Paesi come la Germania, che destina il 9,9% del Pil al finanziamento della spesa sanitaria pubblica; la Francia il 9,3%; il Regno Unito l’8% (dati Ocse). Inoltre, nella Nota di Aggiornamento al DEF del 4 novembre 2022 si prevede un livello di spesa sanitaria che nel 2025 scende al 6% del Pil. 

martedì 11 giugno 2013

Proposta di istituzione di "Un registro per chi desidera essere cremato"





Di Andrea Defranceschi
Capogruppo Movimento 5 Stelle in Regione.


La questione è estremamente delicata e nell'affrontarla ci muove il principio generale di rispetto della libertà individuale. Abbiamo presentato un Progetto di Legge sulle disposizioni post-mortem  perché  crediamo che la scelta della persona vada rispettata anche dopo la morte. E sappiamo come, spesso, in assenza di testamento, le procedure per stabilire la volontà della persona scomparsa siano macchinose, e non sempre approdino ad una conclusione univoca.
 In questo senso crediamo possa essere opportuno, e chiarificatore, istituire presso i Comuni un registro per la cremazione al quale iscriversi lasciando indicazioni chiare. Si tratta dell'applicazione della normativa nazionale del 2001 che aiuterebbe nel rendere un po' più semplice un momento sempre difficile e drammatico.