L'assessora Conti: "Una risposta straordinaria alla sperimentazione
dell'apertura anticipata"
Sono
già oltre 8 mila i bambini dell'Emilia-Romagna che, a partire dal 31 agosto, prenderanno
parte alla sperimentazione dell'apertura anticipata delle scuole primarie.
Un'iniziativa che, secondo la Regione, sta registrando un'adesione superiore
alle aspettative e rappresenta un importante sostegno per le famiglie nel
periodo che precede l'avvio dell'anno scolastico.
"Abbiamo
ricevuto una risposta straordinaria", sottolinea l'assessora Conti.
"Già oggi sono più di 8 mila i bambini che partecipano al progetto. Questo
significa che oltre 8 mila famiglie emiliano-romagnole potranno beneficiare
della possibilità di far svolgere gratuitamente ai propri figli attività
ricreative, culturali e integrative all'interno della scuola primaria, rivolte
ai bambini tra i 6 e gli 11 anni".
L'iniziativa
consentirà quindi a migliaia di alunni di tornare negli edifici scolastici con
una settimana di anticipo rispetto all'inizio delle lezure, partecipando a
percorsi educativi e ricreativi pensati per favorire la socializzazione,
l'apprendimento e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle
famiglie.
Martedì
tutti i capoluoghi di provincia avranno il bollino rosso. Dopo un paio di giorni di relativa tregua, da domani, lunedì, una nuova ondata
di calore investirà l'Emilia-Romagna che, secondo le previsioni dell'Arpae, si
intensificherà martedì quando tutti i capoluoghi di provincia (compreso Rimini)
e tutte le aree di pianura saranno nella fascia rossa del disagio bioclimatico.
Per domani bollino rosso per Bologna, Modena, Reggio, Parma,
Piacenza e Ferrara, mentre saranno in arancione Ravenna e le aree di pianura.
Per martedì prevista un'intensificazione, con la fascia arancione che
si estenderà anche al Riminese e alla fascia collinare del Modenese e del
Reggiano. (ANSA)
Il sistema di
sorveglianza regionale ha individuato la presenza del virus nelle zanzare già
dalla metà di giugno, un dato senza precedenti dal 2008. Al momento non sono
stati registrati casi nell'uomo, ma le autorità sanitarie prevedono che nelle
prossime settimane possano comparire le prime forme gravi della malattia.
La Regione informa:
Resta alta l'attenzione del Servizio sanitario
dell'Emilia-Romagna sulla diffusione del virus West Nile, dopo che il sistema di sorveglianza
entomologica previsto dal Piano regionale Arbovirosi ha rilevato, fin dalla
metà di giugno, una significativa circolazione del virus nelle popolazioni di
zanzare.
Attualmente il fenomeno interessa sei delle nove province emiliano-romagnole:
il virus è stato infatti individuato in tutto il territorio regionale, ad
eccezione delle tre province della Romagna. Sebbene la presenza del West Nile
sia ormai considerata endemica
in Emilia-Romagna, la precocità e l'estensione della diffusione registrata
quest'anno rappresentano un elemento di forte preoccupazione.
Secondo gli esperti, si tratta
infatti di una situazione senza
precedenti: dall'avvio del sistema di sorveglianza nel 2008 non era
mai stata osservata una circolazione del virus così anticipata rispetto alla
stagione estiva e contemporaneamente su un'area geografica così ampia.
Al momento il sistema di sorveglianza
sanitaria non ha rilevato alcun caso di
infezione nell'uomo in Emilia-Romagna. Tuttavia, sulla base
dell'andamento epidemiologico e della presenza del virus negli insetti vettori,
le autorità sanitarie ritengono probabile che nelle prossime settimane possano
manifestarsi i primi casi umani, compresi quelli più gravi.
La
maggior parte delle infezioni è asintomatica
L'infezione da virus West Nile viene
trasmessa all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette. Nella grande
maggioranza dei casi non provoca sintomi oppure si manifesta con disturbi
lievi, simili a quelli influenzali.
In una piccola percentuale di casi,
stimata intorno all'1%, il virus
può però evolvere in una forma
neuroinvasiva, con interessamento del sistema nervoso centrale e
possibili conseguenze anche molto gravi. Il rischio è maggiore per le persone
più fragili, in particolare anziani,
soggetti immunodepressi e persone affette da patologie croniche.
Per questo motivo il Servizio
sanitario regionale invita la popolazione ad adottare tutte le misure utili a
limitare le punture di zanzara: utilizzare repellenti, installare zanzariere,
indossare abiti che coprano braccia e gambe nelle ore serali ed eliminare i
ristagni d'acqua, principali luoghi di riproduzione degli insetti.
L'obiettivo
è contenere il rischio di trasmissione durante il periodo estivo, in attesa che
l'evoluzione della sorveglianza epidemiologica consenta di monitorare
l'eventuale comparsa dei primi casi umani.
I campioni sulle zanzare, mai si era rilevata così presto e in un'area così
vasta
Precoce ed estesa circolazione del virus in
Emilia-Romagna: campioni di zanzare positivi sono stati trovati in sei province
su nove, escluso al momento solo il territorio romagnolo.
Il Servizio sanitario regionale mantiene quindi alta
l'attenzione.
Anche se in regione si tratta di una circolazione
endemica, quindi ormai stabilmente presente, e finora il sistema di
sorveglianza sanitaria non ha rilevato casi di infezione nell'uomo, i dati
lasciano prevedere che nelle prossime settimane si potranno osservare casi di
forme gravi di malattia West Nile.
"Si tratta di una situazione eccezionale - spiega
la Regione - poiché in tutti gli anni di sorveglianza, cioè dal 2008, mai si è
rilevata circolazione del virus nelle zanzare così precocemente in stagione e
su un territorio così vasto".
L'infezione che le zanzare positive al virus possono
trasmettere all'uomo è nella maggiore parte dei casi asintomatica, ma in una percentuale
bassa, circa l'1%, può evolversi in una malattia neuroinvasiva con esiti anche
gravi; una condizione più frequente in persone a rischio, come gli anziani o
gli immunocompromessi.
"Grazie a un sistema di sorveglianza entomologica e
sanitaria che funziona bene, si è potuta riscontrare una circolazione del virus
dalle zanzare fuori dalla normalità - afferma l'assessore regionale alle
Politiche per la salute, Massimo Fabi- Tutto il sistema sanitario regionale è
impegnato nel monitoraggio e continua a mantenere alta l'attenzione, ma in
questa fase è fondamentale la collaborazione e l'impegno delle cittadine e dei
cittadini, chiamati ad adottare tutte le misure di prevenzione, peraltro molto
semplici, utili a proteggersi dalle punture delle zanzare. Un piccolo sforzo
che, nell'insieme, può fare la differenza".
Domande aperte fino alle ore 14 del 16
luglio. Disponibili 293 posti, di cui 58 riservati a giovani con minori
opportunità. I progetti riguardano assistenza, ambiente, educazione e cultura
Assistere una persona anziana, aiutare i più giovani nelle attività
educative, contribuire alla tutela dell'ambiente. In altre parole: servizio
civile. Un'esperienza di cittadinanza attiva che permette
di mettersi al servizio della propria comunità, acquisire
competenze, crescere sul piano personale e costruire un bagaglio di esperienze
utile anche per il futuro professionale.
Per il 2026 sono 293 i posti messi
a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per ragazze
e ragazzitra i 18 e i 29 anni, di cui 58 destinati ai
giovani con minori opportunità, a partire da coloro che non studiano e non
lavorano (Neet), hanno un titolo di studio inferiore a quello conferito dalla
scuola secondaria di secondo grado, vivono nelle aree montane e interne o si
trovano in situazioni di fragilità, con l’obiettivo di favorire una partecipazione
sempre più inclusiva.
I partecipanti saranno coinvolti in progetti promossi da enti pubblici e
realtà del Terzo settore nell'assistenza, nell'educazione, nella tutela
dell'ambiente e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Un'esperienza
che permette di conoscere da vicino i servizi e le reti territoriali e di
contribuire ad attività che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana
delle persone.
"Una società non si misura soltanto dalla qualità dei servizi che
offre, ma anche dalla disponibilità delle persone a mettersi a disposizione
degli altri- afferma l’assessore regionale alle Politiche giovanili, Giovanni
Paglia-. Il servizio civile ha questo valore: avvicina le nuove generazioni
ai bisogni reali delle persone, mostra come funzionano le reti di solidarietà
che tengono insieme un territorio e trasforma la partecipazione in
un'esperienza concreta. L'Emilia-Romagna può contare su un patrimonio
straordinario di volontariato, associazionismo e cittadinanza attiva che
rappresenta uno dei suoi punti di forza e che ogni giorno contribuisce a
rispondere ai bisogni delle persone e a rendere più coesi i nostri territori.
Questo patrimonio, però, non si eredita automaticamente: va coltivato,
rinnovato e trasmesso alle nuove generazioni. Per questo continuiamo a
sostenere il servizio civile. Non solo perché offre ai giovani un'importante
occasione di crescita, ma perché permette loro di raccogliere un testimone e
contribuire a rinnovare quella cultura della solidarietà e dell'impegno civile
che da sempre rappresenta uno dei tratti distintivi dell'Emilia-Romagna”.
Il bando
I progetti avranno una durata compresa tra gli 8 e gli 11 mesi, con un
impegno di 20 o 25 ore settimanali, e prenderanno il via il 1^ settembre oppure
il 1^ ottobre 2026, a seconda del progetto.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente
online attraverso la piattaforma HeliosERGiovani entro le ore 14 del 16
luglio.
I 293 posti disponibili sono distribuiti su tutto
il territorio regionale: 97 in provincia di Forlì-Cesena, 65 in
provincia di Reggio Emilia, 42 in provincia
di Parma, 30 in provincia di Bologna, 16 in
provincia di Ferrara, 16 in provincia di Rimini, 14 in
provincia di Piacenza, 7 in provincia di Ravenna e 6 in
provincia di Modena.
Bollettino di Arpa e Protezione civile,
picchi di 40 gradi in pianura
Temperature ancora in salita nei valori massimi in
Emilia-Romagna dove per la giornata di domani, domenica 28 giugno, l'allerta
sale da arancione a rosso.
Le massime, si legge nel bollettino Arpae e Protezione
civile, toccheranno punte di 40 gradi nelle zone di pianura.
Qui il disagio bioclimatico è diffuso ed è da bollino
rosso. Non si escludono inoltre temporali sparsi, di breve durata, più
probabili lungo i rilievi del settore centro-occidentale, con possibili
conseguenze. (ANSA)
Quasi 500 evasori totali smascherati, 56.000 interventi, 6.700 indagini
contro illeciti economico-finanziari e infiltrazioni criminali.
E' il bilancio delle principali attività svolte dalla
Guardia di Finanza dell'Emilia-Romagna, nel 2025 e nei primi cinque mesi del
2026.I dati sono stati diffusi in occasione della festa per il 252esimo
anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle, celebrata aBologna nella caserma sede del comando
provinciale, in via Magazzari.
Sul fronte dell'evasione e delle frodi fiscali,
1.832indagini di polizia giudiziaria hanno portato alla denuncia di1.719
soggetti (17 dei quali tratti in arresto) e a sequestri per circa 160 milioni
di euro.
Sono stati individuati 483evasori totali e 2.580
lavoratori in nero o irregolari.
Sul fronte doganale, sono state sequestrate 47 tonnellate di
tabacchi di contrabbando e 30 tonnellate di prodotti energetici irregolari. La
lotta allo spaccio di stupefacenti ha visto il sequestro di circa 315 kg fra
marijuana, hashish e cocaina. Inoltre 2.200 interventi nel settore della tutela
della spesa pubblica (di cui circa la metà legati al Pnrr), i finanzieri hanno
accertato frodi per 25 milioni e danni erariali per209 milioni, con 783 persone
denunciate e 264 segnalate alla Corte dei Conti.
Nel contrasto alla corruzione, le denunce sono state 58, con
sequestri per quasi 31,5 milioni. Sul fronte della criminalità organizzata, 23
indagini hanno generato 33 misure restrittive, oltre a provvedimenti di
sequestro, confisca e amministrazione giudiziaria per 544 milioni di euro.
Nelcybercrime economico-finanziario, le denunce sono state
246,con il sequestro di criptovalute per circa 7 milioni.
Inconseguenza della crisi russo-ucraina, la Finanza ha
inoltre proseguito gli accertamenti economico-patrimoniali sugli individui e
sulle entità finiti nelle liste dei provvedimenti restrittivi emanati
dall'Unione europea. Sul versante della tutela del mercato, sono stati
sequestrati quasi 6,5 milioni di prodotti contraffatti, con falsa indicazione
del made in Italy,non sicuri e in violazione della normativa sul diritto
d'autore,e oltre 17 tonnellate di prodotti agroalimentari con marchi industriali
falsificati. Sul versante aeronavale, sono state presidiati 140 km di coste
adriatiche, garantendo sicurezza nelle località balneari di Ferrara,
Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. (ANSA)
Stanziati 400 mila euro all’anno fino al
2028 per coprire spese di trasporto, vitto e alloggio
L’Emilia-Romagna
sosterrà economicamente i cittadini costretti a spostarsi fuori regione per
sottoporsi a un trapianto. Lo prevede il progetto di legge presentato da Pd,
Avs, Civici e M5S, con prima firmataria la consigliera dem Eleonora Proni,
approvato dall’Assemblea legislativa regionale.
La
Regione metterà a disposizione 400 mila euro all’anno dal 2026 al 2028. Il
provvedimento è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza e di
Rete Civica, mentre Fratelli d’Italia e Lega si sono astenuti.
La
legge prevede rimborsi per le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute dai
pazienti che devono recarsi fuori regione per un trapianto, oltre a quelle di
un eventuale accompagnatore.
Nel
corso della discussione in Aula, iniziata ieri, Proni ha ricordato come
l’Italia sia tra i Paesi europei più avanzati nel settore dei trapianti: nel
solo 2024 sono stati effettuati 4.276 interventi a livello nazionale. In
Emilia-Romagna sono attive 23 sedi donative e tre centri di alta
specializzazione a Parma, Modena e Bologna. Sempre nel 2024, sul territorio
regionale sono stati eseguiti 498 trapianti, mentre 68 residenti si sono
rivolti a strutture extraregionali.
“Senza
gli interventi previsti da questo progetto di legge c’è il rischio che alcuni
trapianti non si possano fare, perché gli spostamenti fuori regione comportano
costi molto elevati per le famiglie”, ha commentato Paolo Trande.
Soddisfazione
anche da parte di Giovanni Gordini: “È con scelte come queste che manteniamo
aggiornate e vicine ai cittadini le nostre politiche pubbliche”.
Attività
extra per i bambini fino al 14 settembre, 'dal 2027 il progetto sarà stabile'
Da
quest'anno in Emilia-Romagna la scuola, per venire incontro alle esigenze delle
famiglie, "aprirà" in anticipo, proponendo delle attività
extrascolastiche dal 31 agosto fino al 14 settembre ai bambini dai 6 agli 11
anni.
Lo hanno annunciato il presidente della Regione, Michele de Pascale, e
l'assessora alla scuola, Isabella Conti, sottolineando che l'iniziativa chiude
definitivamente il discorso sulla modifica del calendario scolastico.
Un'ipotesi accantonata perché intervenire sui giorni di lezione obbligatori
"avrebbe scontentato", dice Conti, "una parte sia di genitori
sia del mondo della scuola: dopo esserci interrogati per oltre un anno abbiamo
deciso di inventare una nuova soluzione". Il progetto sperimentale,
finanziato per il primo anno con 3 milioni di euro di risorse regionali, si
rivolge a una platea potenziale di 100 mila bambini della scuola primaria.
L'obiettivo
è coprire "il periodo più critico per molte famiglie anche in termini
economici" spiega de Pascale. La sperimentazione partirà in 42 comuni del
territorio (tra cui tutti i capoluoghi e diverse unioni montane e interne) per
poi essere inserita nella nuova legge regionale, con l'obiettivo di estendere
la misura a tutti i comuni della regione il prossimo anno. Per rendere il
progetto strutturale, l'investimento stimato è di circa 10 milioni di euro
all'anno.
Per la giornata di martedì 21 aprile è previsto un
marcato peggioramento delle condizioni meteo su tutta l’Emilia-Romagna, con precipitazioni diffuse che
potranno assumere anche carattere di rovescio o temporale di forte intensità.
Secondo le previsioni, i fenomeni risulteranno più
persistenti e organizzati sulla pianura centro-orientale e lungo i rilievi
appenninici, dove non si escludono effetti significativi e possibili danni. Nel
resto del territorio regionale, le precipitazioni saranno invece più irregolari
e localizzate, pur mantenendo una certa intensità.
Particolare attenzione è rivolta al
reticolo idrografico: i corsi d’acqua potrebbero registrare rapidi innalzamenti
dei livelli idrometrici, con superamenti puntuali della soglia di attenzione
(livello 1). Non si escludono inoltre fenomeni di dissesto idrogeologico, come
frane superficiali e ruscellamenti lungo i versanti, soprattutto nelle aree
collinari e montane.
Le
autorità raccomandano prudenza negli spostamenti, monitoraggio costante degli
aggiornamenti meteo e il rispetto delle indicazioni della protezione civile,
soprattutto nelle zone più esposte al rischio.
I ritardi nello sviluppo della rete a banda ultra
larga in Emilia-Romagna finiscono al centro di un’interrogazione presentata dal
consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi. L’atto punta i riflettori sulle
criticità del progetto affidato a Open Fiber, con particolare riferimento ai
comuni di Monterenzio e San Giovanni in Persiceto, dove si registra una marcata
discrepanza tra cantieri dichiarati conclusi e l’effettiva impossibilità per i
cittadini di attivare i servizi digitali.
Alla Giunta regionale viene chiesto di fornire un
cronoprogramma aggiornato e trasparente per colmare il divario tecnologico,
chiarendo anche lo stato dei collaudi dell’infrastruttura e il livello di
avanzamento della copertura nelle aree appenniniche, ancora lontane
dall’obiettivo di una connettività diffusa e omogenea.
Il tema si inserisce in un contesto
in cui la trasformazione digitale – tra intelligenza artificiale e servizi
sempre più connessi – procede rapidamente, mentre migliaia di cittadini restano
di fatto esclusi. Il risultato è un crescente scarto tra la narrazione
istituzionale e la realtà dei territori, dove proliferano i cosiddetti
“cantieri fantasma”.
Per comprendere la portata del
problema occorre tornare al 2019, quando la Regione delineava un piano
ambizioso: entro il 2021 la banda ultra larga avrebbe dovuto raggiungere
l’intero Appennino, comprese frazioni e aree periferiche. A distanza di cinque
anni da quella scadenza, nel 2026, l’obiettivo risulta ancora lontano.
Al centro della questione c’è la
diffusione della tecnologia FTTH (Fiber To The Home), l’unica in grado di
portare la fibra ottica direttamente nelle abitazioni. Un’infrastruttura ormai
essenziale non solo per la vita quotidiana – dalla telemedicina alla didattica
a distanza – ma anche per la competitività delle imprese e l’efficienza della
pubblica amministrazione.
Uno degli aspetti più critici
riguarda i civici formalmente “coperti” ma non attivabili: una situazione che
evidenzia il divario tra avanzamento amministrativo e operatività reale. Sui
portali di Open Fiber lo stato dei lavori può risultare “completato”, ma senza
che il servizio sia effettivamente disponibile o commercializzabile. Mancano,
infatti, indicazioni chiare sui tempi di attivazione, lasciando cittadini e
imprese nell’incertezza.
Le cause tecniche di questo stallo
sono spesso invisibili agli utenti: tra queste, il mancato collegamento al
Punto di Consegna Neutro (PCN), snodo essenziale per rendere operativa la rete,
o l’assenza del collaudo finale, necessario per l’entrata in esercizio
dell’infrastruttura. Senza questi passaggi, la fibra posata resta
inutilizzabile.
A ciò si aggiungono le segnalazioni
delle associazioni dei consumatori, che denunciano disservizi diffusi:
appuntamenti tecnici mancati, ritardi reiterati e un’assistenza percepita come
inefficace.
La situazione regionale riflette,
peraltro, criticità su scala nazionale. La stessa Open Fiber ha riconosciuto
difficoltà nel rispettare i tempi previsti, indicando l’impossibilità di
completare entro giugno 2026 la copertura di circa 700 mila civici e
prospettando uno slittamento al 2030. Un orizzonte che dilata significativamente
i tempi rispetto alle previsioni iniziali.
In questo
scenario, sottolinea Mastacchi, il rischio è quello di una marginalizzazione
digitale crescente per le aree interne e periferiche, con ricadute dirette
sullo sviluppo economico e sociale. Da qui la richiesta alla Giunta di un
intervento deciso per accelerare i lavori e garantire finalmente una
connettività reale, superando il divario tra infrastrutture dichiarate e
servizi effettivamente disponibili.
La Regione
Emilia-Romagna ha disposto l’attivazione della fase di attenzione per il
rischio di incendi boschivi nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia,
Parma e Piacenza. Il provvedimento sarà in vigore fino a sabato 19 aprile 2026
compreso..
Le regole
per gli abbruciamenti
Durante il
periodo indicato restano consentite, ma con forti limitazioni, le attività di
abbruciamento dei residui vegetali derivanti da lavori agricoli e forestali, in
prossimità di boschi e altre aree sensibili (come castagneti, tartufaie,
pioppeti e impianti di arboricoltura da legno).
In
particolare:
le operazioni sono ammesse solo
in assenza di vento;
devono svolgersi esclusivamente
nelle ore mattutine;
è necessario che sussistano
condizioni ottimali di umidità;
tutti i fuochi devono essere
spenti entro le ore 11.00.
Le
restrizioni si applicano anche ai terreni situati entro 100 metri dai margini
di aree boscate o assimilate.
L’obiettivo
è ridurre al minimo il rischio di innesco e propagazione di incendi in una fase
particolarmente delicata dal punto di vista climatico e ambientale.
L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha
approvato una risoluzione presentata dal consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica), che esprime una
netta contrarietà al modello di gestione agricola sempre più centralizzato a
livello nazionale.
Al centro del documento, la critica al ruolo
accentratore di AGEA e al rischio che le
riforme della Politica Agricola Comune
post-2027 riducano in modo significativo l’autonomia delle Regioni.
Un’impostazione che, secondo Mastacchi e l’Aula, potrebbe tradursi in
inefficienze operative e ritardi nei pagamenti alle imprese agricole.
La risoluzione, condivisa anche dalla
maggioranza, sottolinea come la prossimità amministrativa sia un fattore
decisivo: “le imprese agricole hanno bisogno di liquidità in tempi rapidi”,
evidenziando che dall’efficienza dei pagamenti dipende la tenuta economica
dell’intera filiera.
Nel mirino anche il cosiddetto
“modello federato nazionale” introdotto da AGEA, ritenuto una formula che, pur
richiamando principi di collaborazione, rischia di nascondere una deriva
centralista. In particolare, vengono evidenziate criticità legate alla proposta
di un Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) unico, che potrebbe ridurre
gli organismi pagatori regionali a semplici terminali esecutivi, privandoli di
autonomia gestionale e decisionale.
Secondo la risoluzione, la perdita
del controllo diretto sui dati e sui fascicoli aziendali comprometterebbe la
capacità delle Regioni di intervenire con tempestività e precisione sui bisogni
del territorio. Inoltre, l’introduzione di un sistema centralizzato
rischierebbe di generare duplicazioni operative e maggiore complessità
burocratica, senza risolvere i problemi di interoperabilità.
Preoccupazioni analoghe sono state
espresse anche dalla Provincia autonoma di Trento, mentre la maggioranza in
Assemblea ha parlato apertamente di “inutili complessità” introdotte dalle
scelte di AGEA.
A sostegno della posizione regionale,
vengono citati i risultati ottenuti da AGREA,
che nel 2025 ha erogato oltre 215 milioni di euro in anticipo rispetto ai tempi
standard, raggiungendo più di 36mila aziende agricole e garantendo interventi
tempestivi anche in caso di calamità naturali.
Numeri che, secondo l’Assemblea,
dimostrano come il modello territoriale sia più efficiente e competitivo
rispetto a una gestione centralizzata. Un timore rafforzato anche
dall’esperienza del PNRR, dove – è stato
evidenziato – l’accentramento ha spesso comportato rallentamenti e
frammentazione delle responsabilità.
La risoluzione impegna quindi la
Giunta regionale a difendere con decisione l’autonomia e il ruolo di AGREA,
garantendo risorse adeguate e promuovendo tutte le iniziative necessarie per
tutelare la governance agricola regionale.
“Non si
tratta di una rivendicazione di principio – ha sottolineato Mastacchi – ma di
una condizione indispensabile per assicurare competitività e sostenibilità al
comparto agricolo, soprattutto in territori fragili come la montagna, oggi
sempre più a rischio marginalizzazione”.
Allerta meteo in Emilia-Romagna per la giornata di
giovedì 26 marzo, con particolare attenzione al settore costiero, dove è stata
diramata un’allerta arancione per vento. Sono previste condizioni di maltempo
diffuse, con piogge e raffiche intense.
Secondo le previsioni, precipitazioni interesseranno
soprattutto il settore centro-orientale della regione, anche sotto forma di
rovesci temporaleschi. I fenomeni saranno più intensi lungo la costa e sui
rilievi della Romagna.
Attese anche nevicate a partire dai 600-700 metri di
quota, con accumuli stimati tra i 15 e i 30 centimetri sui rilievi romagnoli.
Per quanto riguarda i venti, sulla riviera soffieranno
correnti prevalentemente settentrionali, con raffiche di burrasca forte da
nord-est fino a 75-88 km/h. Sui rilievi emiliani e nelle pianure orientali sono
invece previste burrasche moderate, con venti nord-occidentali tra 62 e 74
km/h.
Il
peggioramento sarà accompagnato da un rapido aumento del moto ondoso: mare
agitato al largo e molto mosso sotto costa.
In Emilia-Romagna oltre 20mila Testimoni di Geova sono
impegnati in una campagna speciale per invitare la popolazione a due
appuntamenti religiosi aperti al pubblico. L’iniziativa si inserisce in
un’azione coordinata a livello globale, che coinvolge più di 9 milioni di
fedeli.
Il principale evento si terrà la sera di giovedì 2
aprile 2026, in occasione della celebrazione annuale della Cena del Signore,
conosciuta anche come Commemorazione della morte di Gesù. Durante l’incontro
sarà pronunciato un discorso incentrato sugli insegnamenti di Gesù e sulle
prospettive future per l’umanità.
Secondo gli organizzatori, in tutta
la regione si prevede la partecipazione di oltre 30mila persone. «Il nostro
desiderio è che questa celebrazione, osservata dai cristiani ininterrottamente
da quasi duemila anni, aiuti chi sarà presente a comprenderne il legame con una
speranza straordinaria», ha dichiarato Carmelo Dipietro, portavoce dei
Testimoni di Geova per l’Emilia-Romagna.
L’invito
riguarda anche un secondo appuntamento: un discorso pubblico dal titolo “Chi
risanerà il nostro pianeta?”, in programma nell’ultimo fine settimana di marzo
2026. L’evento si svolgerà nelle oltre 118mila congregazioni dei Testimoni di
Geova presenti nel mondo.
Il
dato complessivo mostra una dinamica abbastanza chiara: l’Emilia-Romagna parte già sopra la media nazionale a mezzogiorno
(19,44%) e consolida il vantaggio alle 19 (46,29%), segno di una
mobilitazione elettorale solida e diffusa durante tutta la giornata.
Bologna città si
distingue nettamente:
21,57% alle 12 (oltre 2 punti
sopra la media regionale)
49,23% alle 19 (quasi 3 punti
sopra)
Questo indica un elettorato urbano più reattivo e
probabilmente più sensibile al tema referendario.
Andamento generale (12 → 19)
Il salto tra mezzogiorno e sera è significativo
ovunque:
Regione: +26,85 punti
Bologna: +27,66 punti
Questo incremento consistente suggerisce che
molti elettori votano nel pomeriggio,
comportamento tipico quando non ci sono code o urgenze mattutine.
Differenze territoriali
1. Prima cintura
bolognese (più partecipazione)
Casalecchio di Reno: 21,71% →
50,96%
Sasso Marconi: 20,55% → 49,96%
Qui si superano o si
sfiorano i livelli di Bologna città. Sono aree:
più urbanizzate
meglio collegate
con elettorato spesso più
attivo politicamente
2. Appennino “intermedio” (buoni livelli ma più variabili)
Marzabotto: 20,94% → 46,51%
Grizzana Morandi: 20,70% →
43,60%
Castel d’Aiano: 21,23% →
43,85%
Alcuni comuni tengono bene
già dalle 12, ma poi crescono meno rispetto alla pianura.
3.
Aree montane periferiche (affluenza più bassa)
Alto Reno Terme: 14,72% →
40,21%
Camugnano: 15,58% → 40,46%
Qui il dato resta più
contenuto per fattori strutturali:
popolazione più anziana
minore densità abitativa
maggiori difficoltà logistiche
Lettura complessiva
Partecipazione buona e omogenea,
senza crolli drastici
Divario città–montagna evidente,
ma non estremo
Crescita pomeridiana decisiva
in tutti i territori
In sintesi:
L’Emilia-Romagna conferma la sua tradizione di alta partecipazione, con Bologna e la cintura urbana come motore,
mentre le aree più periferiche restano indietro ma comunque su livelli
dignitosi.
Se vuoi,
posso anche confrontare questi dati con referendum o elezioni precedenti per
capire se l’affluenza è in crescita o in calo.
Sono oltre 3 milioni e 365mila gli elettori
dell’Emilia-Romagna chiamati alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo per il
Referendum costituzionale. A questi si aggiungono quasi 230mila cittadini
residenti all’estero iscritti all’Aire o temporaneamente fuori dal Paese, per
un totale complessivo che supera i 3,5 milioni di aventi diritto.
Orari e modalità
di voto
I seggi, distribuiti in 4.525 sezioni su tutto il
territorio regionale, saranno aperti:
·domenica
22 marzo dalle ore 7 alle 23;
·lunedì
23 marzo dalle ore 7 alle 15.
Lo scrutinio inizierà immediatamente dopo la chiusura
delle urne e la verifica del numero dei votanti.
Elettori e voto
dall’estero
Secondo i dati aggiornati del Ministero dell’Interno,
gli elettori residenti in Emilia-Romagna sono 3.365.878. A questi si
aggiungono:
·227.655
iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero);
·1.463
elettori temporaneamente all’estero che votano per corrispondenza.
Il totale degli elettori all’estero
legati alla regione è quindi di 229.118.
A Bologna saranno inoltre attivi 364
seggi Aire dedicati allo scrutinio delle schede provenienti dalla
circoscrizione estero, in particolare dall’Europa.
La distribuzione
per province
Questa la ripartizione degli elettori
e delle sezioni sul territorio regionale:
·Bologna:
776.517 elettori (1.055 sezioni)
·Ferrara:
264.990 (406 sezioni)
·Forlì-Cesena:
300.315 (387 sezioni)
·Modena:
524.647 (701 sezioni)
·Parma:
335.341 (470 sezioni)
·Piacenza:
211.506 (299 sezioni)
·Ravenna:
294.453 (400 sezioni)
·Reggio
Emilia: 396.915 (476 sezioni)
·Rimini:
261.194 (331 sezioni)
Informazioni
online
Tutti i dettagli sul voto – dal testo
del quesito alle modalità di espressione, fino al fac-simile della scheda –
sono disponibili sul portale dedicato della Regione Emilia-Romagna. Online
anche la Banca dati elettorale dell’Assemblea legislativa, che consente di
consultare i risultati delle precedenti consultazioni referendarie.
L’appuntamento
con il voto rappresenta un passaggio importante per la partecipazione
democratica, con una macchina organizzativa che coinvolge migliaia di operatori
e strutture su tutto il territorio regionale.
In Appennino per mercoledì 18 marzo attese anche raffiche oltre 75-88 km/h
Venti di burrasca forte, da nord-est, sul crinale
appenninico dell'Emilia-Romagna, con raffiche di 75-88 chilometri orari e anche
di intensità superiore, sono attesi per la giornata di domani, mercoledì 18
marzo.
Per questo l'Arpae ha diramato una allerta arancione.
Burrasca moderata interesserà il settore centro-orientale,
le aree collinari e la fascia costiera.
Nella mattinata sono previste anche nevicate di debole
e moderata intensità (15-30 centimetri) a quote attorno ai 700- 800 metri, con
temporaneo interessamento anche delle aree a quote inferiori.
Nel pomeriggio la quota neve è prevista in rialzo a
1000-1100 metri sull'Appennino orientale e a 900-1000 metri su quello emiliano.
È previsto mare al largo da molto mosso ad agitato e
sottocosta, con possibili mareggiate. (ANSA)
Sessanta fotografie per raccontare l’Emilia-Romagna attraverso i suoi paesaggi tutelati. Si intitola “Sguardi sul paesaggio” la mostra che aprirà al pubblico il 14 marzo 2026 alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, nell’ambito della Giornata Nazionale del Paesaggio promossa dal Ministero della Cultura.
L’esposizione è il risultato di un contest fotografico che ha raccolto oltre 2.000 scatti provenienti da tutto il territorio regionale. Una giuria di esperti, nominata dagli enti organizzatori, ha selezionato le 60 immagini finaliste, protagoniste di un percorso espositivo itinerante che attraverserà nel corso dell’anno alcuni dei principali luoghi d’arte e cultura della regione.
Visitare la mostra è come compiere un viaggio attraverso l’intera Emilia-Romagna: dai boschi dei crinali appenninici alle anse fluviali, dagli specchi d’acqua interni fino alle lagune e alle saline che si affacciano sull’Adriatico. L’acqua, elemento ricorrente negli scatti, accompagna il visitatore tra laghi montani, cascate e valli interne.
In molte fotografie la presenza dell’uomo si integra armoniosamente nel paesaggio, raccontando una lunga storia fatta di castelli, borghi, santuari e strade, testimonianza dell’evoluzione del rapporto tra comunità e territorio.
Accanto ai luoghi simbolo come la Pietra di Bismantova e le Valli di Comacchio, la mostra valorizza anche numerosi siti riconosciuti di notevole interesse pubblico in oltre un secolo di tutela, spesso meno conosciuti ma di straordinaria rilevanza.
“I paesaggi tutelati dell’Emilia-Romagna – afferma l’assessora regionale all’Ambiente e Programmazione territoriale, Irene Priolo – sono riconosciuti per il loro valore intrinseco e per i caratteri di eccezionalità che li rendono unici. Custodiscono storia, identità e biodiversità e rappresentano il segno tangibile del rapporto profondo tra comunità e territorio. La tutela non è un vincolo statico, ma una leva per uno sviluppo locale consapevole e sostenibile”.
Sulla stessa linea la soprintendente per la Città Metropolitana di Bologna, Francesca Tomba, che sottolinea come l’iniziativa sia stata promossa dal Comitato Tecnico Scientifico per l’adeguamento del piano paesaggistico al Codice dei Beni Culturali, composto pariteticamente da Ministero e Regione. “La mostra attraverserà tutta la regione – spiega – per accrescere la conoscenza e la consapevolezza dei beni tutelati”.
Fondamentale la collaborazione con il Touring Club Italiano – Emilia-Romagna, il Club Alpino Italiano – Comitato Scientifico Regionale, la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – Emilia-Romagna, la Rete degli Osservatori locali per il Paesaggio, la Fondazione Bologna Welcome, oltre al sostegno di Emil Banca Credito Cooperativo e del Settore Musei Civici Bologna.
Dopo Bologna (14–29 marzo 2026), la mostra farà tappa alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, al Museo Nazionale di Ravenna, alla Rocchetta Mattei, al Museo Casa Cervi, al Complesso Monumentale della Pilotta e al Palazzo Ducale di Sassuolo.
Tutte le fotografie meritevoli sono pubblicate anche su www.tourer.it, portale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale regionale, che ora include una sezione dedicata ai paesaggi tutelati.
La premiazione dei vincitori del contest si terrà il 14 marzo 2026 alle ore 10 alla Pinacoteca Nazionale di Bologna (via Belle Arti 56). Alle 12.30 seguirà l’inaugurazione ufficiale della mostra, a ingresso libero e gratuito. La partecipazione alla premiazione è libera fino a esaurimento posti (consigliata la prenotazione via mail a tourer@cultura.gov.it).
Per informazioni: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna – www.tourer.it/eventi – tourer@cultura.gov.it