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venerdì 18 settembre 2026

Emilia-Romagna, oltre 7,3 milioni di passeggeri sui treni regionali nei mesi estivi

 



Oltre 7,3 milioni di passeggeri hanno scelto, nei mesi di luglio e agosto, di viaggiare sui treni regionali dell’Emilia-Romagna. Un dato che conferma il ruolo sempre più centrale del trasporto ferroviario negli spostamenti sul territorio regionale, sia per le esigenze quotidiane sia per quelle legate alla mobilità estiva e turistica.

A sottolineare il risultato è l’assessora regionale Irene Priolo, che evidenzia come i numeri registrati durante l’estate rappresentino un riscontro positivo rispetto al percorso intrapreso negli ultimi anni sul fronte del trasporto pubblico.

«A luglio e agosto sono stati oltre 7,3 milioni i passeggeri che hanno scelto di viaggiare con i treni regionali in Emilia-Romagna», sottolinea Priolo, rimarcando l’importanza di un dato che, secondo la Regione, testimonia la crescente attenzione dei cittadini verso modalità di spostamento più sostenibili.

Il risultato si inserisce nel quadro degli interventi e degli investimenti realizzati negli ultimi anni per rafforzare il trasporto pubblico regionale, migliorare la qualità del servizio e rendere il viaggio in treno più confortevole ed efficiente.


La crescita dell’utilizzo del trasporto ferroviario assume inoltre un significato particolare durante i mesi estivi, quando alla mobilità ordinaria si aggiungono gli spostamenti legati alle vacanze, al turismo e alla frequentazione delle principali località della regione. Il treno rappresenta così non soltanto un mezzo per raggiungere il luogo di lavoro o di studio, ma anche una soluzione per muoversi sul territorio limitando il ricorso all’auto privata.

Per la Regione, la direzione da seguire resta quella del potenziamento dell’offerta e del miglioramento complessivo dell’esperienza di viaggio. «È una direzione che vogliamo continuare a seguire: più qualità, più comfort e un servizio sempre più efficace», afferma l’assessora, indicando tra le priorità un’offerta ferroviaria rafforzata e in grado di rispondere alle esigenze di chi sceglie quotidianamente il treno.

L’obiettivo, dunque, è consolidare l’utilizzo del trasporto ferroviario attraverso un servizio capace di accompagnare la mobilità dei residenti e, allo stesso tempo, di sostenere quella dei visitatori che raggiungono l’Emilia-Romagna durante la stagione turistica.

I 7,3 milioni di viaggiatori registrati nei soli mesi di luglio e agosto rappresentano in questo senso un indicatore significativo della domanda di mobilità ferroviaria regionale e rafforzano la prospettiva di ulteriori investimenti in qualità, frequenza, comfort e sostenibilità del servizio.

mercoledì 16 settembre 2026

Maltempo, domani allerta arancione in Liguria e Emilia-Romagna

 Avviso Protezione civile, piogge e temporali al Centro-Nord

 


Il passaggio di una perturbazione di origine atlantica sull'Europa centrale interesserà, a partire dalla serata odierna, le regioni settentrionali italiane portando temporali anche intensi, soprattutto nella mattinata di domani.

Lo indica un avviso meteo della Protezione civile.
    Dalle prime ore di domani, quindi, ci saranno precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Toscana.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e frequente attività elettrica.
    Valutata per la giornata di domani allerta arancione su ampi settori della Liguria e su parte dell'Emilia-Romagna.
    Gialla sull'intero territorio di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Umbria e su settori di Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Toscana. (ANSA) 

giovedì 20 agosto 2026

Allerta gialla per forti temporali domani in tutta l'Emilia-Romagna

Le precipitazioni potranno generare frane. Criticità anche idrogeologica e per vento

 


Allerta gialla per temporali in tutta l'Emilia-Romagna e per criticità idrogeologica e per vento in alcune zone, come la montagna romagnola, emiliana centrale e piacentino parmense.

L'allerta diffusa da Arpae è valida dalla mezzanotte di oggi,  20 agosto a quella del 21 agosto.
    Per venerdì 21 agosto sono previsti temporali forti, con possibili effetti e danni associati, già a partire dalle prime ore della notte, mentre un intenso flusso sud-occidentale determinerà un aumento della ventilazione sulle zone del crinale appenninico e sulla Romagna, con venti di burrasca moderata (62-74 km/h), con possibili rinforzi o raffiche di intensità superiore.
    Le intense precipitazioni previste possono generare localizzati fenomeni franosi, ruscellamento sui versanti e rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua, in particolare nei corsi d'acqua del settore occidentale, oltre a quelli nelle zone interessate dai temporali. (ANSA) 

martedì 18 agosto 2026

Ferragosto, Emilia-Romagna da tutto esaurito: Riviera affollata e Appennino al completo

 Buoni risultati dopo un luglio in crescita: presenze tra l’1% e il 3% in più rispetto al 2025



Riviera romagnola vicina al tutto esaurito e Appennino affollato di escursionisti: il Ferragosto conferma la tenuta del turismo in Emilia-Romagna, al termine di un luglio che ha fatto registrare una crescita delle presenze tra l’1% e il 3% rispetto allo stesso mese del 2025.

In montagna si segnala il tutto esaurito nelle strutture ricettive del Corno alle Scale, nel Bolognese, e del Cimone, nel Modenese. Qui, da giugno, gli impianti di risalita hanno portato in quota circa 17mila persone, confermando l’attrattività dell’Appennino anche durante la stagione estiva.

Agosto, secondo le prime indicazioni, si avvia a chiudere in linea con i risultati dello scorso anno. A sostenere i flussi turistici contribuisce anche il rafforzamento dei collegamenti aerei. A luglio l’aeroporto Fellini di Rimini ha superato per il secondo mese consecutivo i 100mila passeggeri, con una crescita del 72% rispetto al 2025, mentre il Marconi di Bologna ha registrato il mese più trafficato della sua storia, con 1.136.375 passeggeri, il 3% in più rispetto allo scorso anno.

Sul fronte internazionale, i dati Mastercard relativi alla spesa turistica nei primi sei mesi dell’anno indicano Germania e Svizzera come principali mercati esteri di riferimento per la Riviera, seguiti da Austria, Regno Unito e Paesi Bassi.

«I dati di Ferragosto confermano la tenuta del turismo regionale e la capacità dell’Emilia-Romagna di offrire una proposta diversificata, dalla costa alla montagna», sottolineano il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessora al Turismo Roberta Frisoni. «L’obiettivo è consolidare questi risultati e prolungare la stagione anche nelle prossime settimane».

A sostenere la domanda contribuirà il calendario degli appuntamenti di fine estate, tra grandi eventi, iniziative culturali e manifestazioni sportive, con l’obiettivo di mantenere alta l’attrattività della regione oltre il periodo di Ferragosto.

domenica 16 agosto 2026

Peste suina africana, nuovo piano operativo per Toscana ed Emilia-Romagna: più controlli sui cinghiali e negli allevamenti

 



Un piano strategico comune per rafforzare il contrasto alla peste suina africana (PSA) nell’Appennino tra Toscana ed Emilia-Romagna. È quanto previsto dal Commissario straordinario alla PSA, nell’ambito delle misure di eradicazione e sorveglianza già stabilite dall’ordinanza n. 4/2026 del 1° luglio. Il nuovo piano, che si applica alle aree individuate delle due regioni, concentra gli interventi su quattro fronti: sorveglianza epidemiologica, ricerca e rimozione delle carcasse, contenimento della popolazione di cinghiali e rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti suini.

Le attività saranno programmate in funzione della classificazione delle unità di gestione del cinghiale, del livello di sorveglianza, delle recenti positività e del rischio di dispersione degli animali.

Nelle aree maggiormente interessate dalla circolazione virale saranno prioritari ricerca e rimozione delle carcasse, prelievo selettivo e trappolaggio. Sono inoltre previsti interventi di depopolamento collettivo secondo modalità differenziate in base al livello di rischio e alla zona interessata.

Nelle aree a minore rischio, invece, il piano punta soprattutto sulla riduzione preventiva della densità dei cinghiali, sul rafforzamento della sorveglianza e sulle misure di biosicurezza negli allevamenti, con l'obiettivo di raggiungere i target di prelievo stabiliti.

Una delle principali novità riguarda il rafforzamento dei controlli negli allevamenti. Il piano istituisce una Task Force per ciascuna regione, composta da un minimo di cinque e un massimo di otto dirigenti veterinari delle Aziende USL. La struttura avrà il compito di affiancare i servizi veterinari territoriali nelle verifiche delle misure di biosicurezza.

I controlli saranno programmati sulla base del livello di rischio e delle priorità territoriali. Al termine di ogni ciclo ispettivo, la Task Force dovrà predisporre un rapporto sulle verifiche effettuate, sulle eventuali irregolarità riscontrate e sui provvedimenti adottati, così da consentire alle autorità di monitorare l’evoluzione della situazione e pianificare gli interventi successivi.

Il piano punta dunque a una strategia coordinata lungo l’Appennino tosco-emiliano, combinando controllo della fauna selvatica, sorveglianza epidemiologica e maggiore attenzione alla sicurezza degli allevamenti, con interventi modulati in relazione al rischio presente nelle diverse aree.

giovedì 13 agosto 2026

Estesa l'allerta incendi in Emilia-Romagna, 220 roghi da inizio luglio

 Vietati fuochi fuori dalle aree attrezzate, anche in spiaggia

 


E'estesa fino a domenica 23 agosto la fase di preallarme arancione per gli incendi in Emilia-Romagna.

La decisione dell'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile è stata presa in considerazione del caldo sempre più intenso, della vegetazione secca e dell'aumento di persone nei boschi in questi giorni di ferie.
    Da inizio luglio ai primi di agosto sono stati oltre 220 i roghi in regione che hanno coinvolto quasi 220 ettari di territorio.

Secondo le indagini dei Carabinieri forestali la maggior parte sono stati provocati da disattenzione, imperizia e comportamenti rischiosi che possono essere evitati. Per questo, oltre ad avere intensificato i controlli di vigili del fuoco, carabinieri forestali e volontari della protezione civile, dalla Regione arriva l'invito a fare attenzione dato che "un mozzicone di sigaretta abbandonato, l'utilizzo di strumenti da lavoro in grado di generare faville, una fiamma lasciata incustodita, un fuoco spento o acceso senza le dovute precauzioni, possono trasformarsi in pochi minuti in un incendio, con conseguenze anche gravi per l'ambiente e le persone". Quindi "nei giorni di maggior afflusso la raccomandazione è di rispettare le regole, evitare qualsiasi fonte di innesco e prestare la massima attenzione nelle aree boscate".
    Fino al 23 agosto è vietato (anche in spiaggia) accendere fuochi o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci fuori dalle aree attrezzate e anche bruciare residui vegetali e stoppie. L'invito è pure a non gettare mozziconi, anche se sembrano spenti, e non parcheggiare auto e moto sopra erba e foglie. (ANSA) 

domenica 2 agosto 2026

Caldo fino a 40 gradi: in Emilia-Romagna scatta l'allerta incendi

 



L'ondata di caldo in arrivo sull'Emilia-Romagna fa salire il rischio incendi. La Protezione civile regionale ha attivato la fase di preallarme (codice arancione) da lunedì 3 a domenica 9 agosto nelle aree di pianura, collina e costa, sulla base delle previsioni che indicano temperature fino a 40 gradi e condizioni di forte siccità.

Secondo Arpae, il rischio di incendi potrà raggiungere livelli molto elevati o estremi, soprattutto nelle pianure del centro-ovest e in alcune zone della Romagna. Rimangono invece in codice giallo le aree di crinale dell'Appennino.

L'allerta arriva dopo una settimana in cui sono stati registrati alcuni  incendi di vegetazione, in particolare nelle province di Bologna, Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

Con il codice arancione scattano anche i divieti: è vietato accendere fuochi o utilizzare strumenti che possano produrre fiamme, scintille o braci nelle aree forestali, così come bruciare residui vegetali e stoppie. Le violazioni sono punite con sanzioni fino a 10mila euro; nei casi più gravi, chi provoca un incendio dolosamente rischia la reclusione, mentre anche gli incendi causati per negligenza possono comportare responsabilità penali.

Resta operativa fino al 31 agosto la Sala operativa unificata permanente della Protezione civile, che coordina le attività di prevenzione e spegnimento insieme a Vigili del fuoco e Carabinieri Forestali.

L'invito ai cittadini è alla massima prudenza durante le attività all'aperto e a segnalare tempestivamente eventuali focolai chiamando il 112.

giovedì 30 luglio 2026

Scuola, in Emilia-Romagna oltre 8 mila bambini rientreranno già dal 31 agosto

L'assessora Conti: "Una risposta straordinaria alla sperimentazione dell'apertura anticipata"


Sono già oltre 8 mila i bambini dell'Emilia-Romagna che, a partire dal 31 agosto, prenderanno parte alla sperimentazione dell'apertura anticipata delle scuole primarie. Un'iniziativa che, secondo la Regione, sta registrando un'adesione superiore alle aspettative e rappresenta un importante sostegno per le famiglie nel periodo che precede l'avvio dell'anno scolastico.

"Abbiamo ricevuto una risposta straordinaria", sottolinea l'assessora Conti. "Già oggi sono più di 8 mila i bambini che partecipano al progetto. Questo significa che oltre 8 mila famiglie emiliano-romagnole potranno beneficiare della possibilità di far svolgere gratuitamente ai propri figli attività ricreative, culturali e integrative all'interno della scuola primaria, rivolte ai bambini tra i 6 e gli 11 anni".

L'iniziativa consentirà quindi a migliaia di alunni di tornare negli edifici scolastici con una settimana di anticipo rispetto all'inizio delle lezure, partecipando a percorsi educativi e ricreativi pensati per favorire la socializzazione, l'apprendimento e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie.

domenica 12 luglio 2026

Da domani s'intensifica l'ondata di calore in Emilia-Romagna

 




Martedì tutti i capoluoghi di provincia avranno il bollino rosso. Dopo un paio di giorni di relativa tregua, da domani, lunedì, una nuova ondata di calore investirà l'Emilia-Romagna che, secondo le previsioni dell'Arpae, si intensificherà martedì quando tutti i capoluoghi di provincia (compreso Rimini) e tutte le aree di pianura saranno nella fascia rossa del disagio bioclimatico.

    Per domani bollino rosso per Bologna, Modena, Reggio, Parma, Piacenza e Ferrara, mentre saranno in arancione Ravenna e le aree di pianura.

Per martedì prevista un'intensificazione, con la fascia arancione che si estenderà anche al Riminese e alla fascia collinare del Modenese e del Reggiano. (ANSA) 

West Nile, massima allerta in Emilia-Romagna: il virus circola già da giugno in sei province. "Mai una diffusione così precoce"

Il sistema di sorveglianza regionale ha individuato la presenza del virus nelle zanzare già dalla metà di giugno, un dato senza precedenti dal 2008. Al momento non sono stati registrati casi nell'uomo, ma le autorità sanitarie prevedono che nelle prossime settimane possano comparire le prime forme gravi della malattia.


La Regione informa: 


Resta alta l'attenzione del Servizio sanitario dell'Emilia-Romagna sulla diffusione del virus West Nile, dopo che il sistema di sorveglianza entomologica previsto dal Piano regionale Arbovirosi ha rilevato, fin dalla metà di giugno, una significativa circolazione del virus nelle popolazioni di zanzare.

Attualmente il fenomeno interessa sei delle nove province emiliano-romagnole: il virus è stato infatti individuato in tutto il territorio regionale, ad eccezione delle tre province della Romagna. Sebbene la presenza del West Nile sia ormai considerata endemica in Emilia-Romagna, la precocità e l'estensione della diffusione registrata quest'anno rappresentano un elemento di forte preoccupazione.

Secondo gli esperti, si tratta infatti di una situazione senza precedenti: dall'avvio del sistema di sorveglianza nel 2008 non era mai stata osservata una circolazione del virus così anticipata rispetto alla stagione estiva e contemporaneamente su un'area geografica così ampia.

Al momento il sistema di sorveglianza sanitaria non ha rilevato alcun caso di infezione nell'uomo in Emilia-Romagna. Tuttavia, sulla base dell'andamento epidemiologico e della presenza del virus negli insetti vettori, le autorità sanitarie ritengono probabile che nelle prossime settimane possano manifestarsi i primi casi umani, compresi quelli più gravi.

La maggior parte delle infezioni è asintomatica

L'infezione da virus West Nile viene trasmessa all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette. Nella grande maggioranza dei casi non provoca sintomi oppure si manifesta con disturbi lievi, simili a quelli influenzali.

In una piccola percentuale di casi, stimata intorno all'1%, il virus può però evolvere in una forma neuroinvasiva, con interessamento del sistema nervoso centrale e possibili conseguenze anche molto gravi. Il rischio è maggiore per le persone più fragili, in particolare anziani, soggetti immunodepressi e persone affette da patologie croniche.

Per questo motivo il Servizio sanitario regionale invita la popolazione ad adottare tutte le misure utili a limitare le punture di zanzara: utilizzare repellenti, installare zanzariere, indossare abiti che coprano braccia e gambe nelle ore serali ed eliminare i ristagni d'acqua, principali luoghi di riproduzione degli insetti.

L'obiettivo è contenere il rischio di trasmissione durante il periodo estivo, in attesa che l'evoluzione della sorveglianza epidemiologica consenta di monitorare l'eventuale comparsa dei primi casi umani.

(Fonte: post del Comune di Marzabotto)

mercoledì 8 luglio 2026

In Emilia-Romagna precoce ed estesa circolazione del virus West Nile

 I campioni sulle zanzare, mai si era rilevata così presto e in un'area così vasta

 


Precoce ed estesa circolazione del virus in Emilia-Romagna: campioni di zanzare positivi sono stati trovati in sei province su nove, escluso al momento solo il territorio romagnolo.
    Il Servizio sanitario regionale mantiene quindi alta l'attenzione.

Anche se in regione si tratta di una circolazione endemica, quindi ormai stabilmente presente, e finora il sistema di sorveglianza sanitaria non ha rilevato casi di infezione nell'uomo, i dati lasciano prevedere che nelle prossime settimane si potranno osservare casi di forme gravi di malattia West Nile.

"Si tratta di una situazione eccezionale - spiega la Regione - poiché in tutti gli anni di sorveglianza, cioè dal 2008, mai si è rilevata circolazione del virus nelle zanzare così precocemente in stagione e su un territorio così vasto".
    L'infezione che le zanzare positive al virus possono trasmettere all'uomo è nella maggiore parte dei casi asintomatica, ma in una percentuale bassa, circa l'1%, può evolversi in una malattia neuroinvasiva con esiti anche gravi; una condizione più frequente in persone a rischio, come gli anziani o gli immunocompromessi.
    "Grazie a un sistema di sorveglianza entomologica e sanitaria che funziona bene, si è potuta riscontrare una circolazione del virus dalle zanzare fuori dalla normalità - afferma l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi- Tutto il sistema sanitario regionale è impegnato nel monitoraggio e continua a mantenere alta l'attenzione, ma in questa fase è fondamentale la collaborazione e l'impegno delle cittadine e dei cittadini, chiamati ad adottare tutte le misure di prevenzione, peraltro molto semplici, utili a proteggersi dalle punture delle zanzare. Un piccolo sforzo che, nell'insieme, può fare la differenza".

venerdì 3 luglio 2026

Servizio civile regionale. Al via il bando 2026: quasi 300 posti in Emilia-Romagna per ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anni che vogliono mettersi al servizio della propria comunità.

 Domande aperte fino alle ore 14 del 16 luglio. Disponibili 293 posti, di cui 58 riservati a giovani con minori opportunità. I progetti riguardano assistenza, ambiente, educazione e cultura

 


Assistere una persona anziana, aiutare i più giovani nelle attività educative, contribuire alla tutela dell'ambiente. In altre parole: servizio civile. Un'esperienza di cittadinanza attiva che permette di mettersi al servizio della propria comunità, acquisire competenze, crescere sul piano personale e costruire un bagaglio di esperienze utile anche per il futuro professionale.

Per il 2026 sono 293 i posti messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anni, di cui 58 destinati ai giovani con minori opportunità, a partire da coloro che non studiano e non lavorano (Neet), hanno un titolo di studio inferiore a quello conferito dalla scuola secondaria di secondo grado, vivono nelle aree montane e interne o si trovano in situazioni di fragilità, con l’obiettivo di favorire una partecipazione sempre più inclusiva.

I partecipanti saranno coinvolti in progetti promossi da enti pubblici e realtà del Terzo settore nell'assistenza, nell'educazione, nella tutela dell'ambiente e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Un'esperienza che permette di conoscere da vicino i servizi e le reti territoriali e di contribuire ad attività che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana delle persone.

"Una società non si misura soltanto dalla qualità dei servizi che offre, ma anche dalla disponibilità delle persone a mettersi a disposizione degli altri- afferma l’assessore regionale alle Politiche giovanili, Giovanni Paglia-. Il servizio civile ha questo valore: avvicina le nuove generazioni ai bisogni reali delle persone, mostra come funzionano le reti di solidarietà che tengono insieme un territorio e trasforma la partecipazione in un'esperienza concreta. L'Emilia-Romagna può contare su un patrimonio straordinario di volontariato, associazionismo e cittadinanza attiva che rappresenta uno dei suoi punti di forza e che ogni giorno contribuisce a rispondere ai bisogni delle persone e a rendere più coesi i nostri territori. Questo patrimonio, però, non si eredita automaticamente: va coltivato, rinnovato e trasmesso alle nuove generazioni. Per questo continuiamo a sostenere il servizio civile. Non solo perché offre ai giovani un'importante occasione di crescita, ma perché permette loro di raccogliere un testimone e contribuire a rinnovare quella cultura della solidarietà e dell'impegno civile che da sempre rappresenta uno dei tratti distintivi dell'Emilia-Romagna”.

Il bando

I progetti avranno una durata compresa tra gli 8 e gli 11 mesi, con un impegno di 20 o 25 ore settimanali, e prenderanno il via il 1^ settembre oppure il 1^ ottobre 2026, a seconda del progetto.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma HeliosERGiovani entro le ore 14 del 16 luglio.

I 293 posti disponibili sono distribuiti su tutto il territorio regionale: 97 in provincia di Forlì-Cesena, 65 in provincia di Reggio Emilia, 42 in provincia di Parma, 30 in provincia di Bologna, 16 in provincia di Ferrara, 16 in provincia di Rimini, 14 in provincia di Piacenza, 7 in provincia di Ravenna e 6 in provincia di Modena.

Tutte le informazioni sui progetti disponibili, i requisiti e le modalità di candidatura sono disponibili nella sezione servizio civile del sito della Regione Emilia-Romagna, nella mappa open street predisposta dall’Ufficio regionale servizio civile, nei siti dei Co.Pr.E.S.C. e nella piattaforma HeliosERGiovani  per presentare online la domanda di partecipazione al servizio civile regionale.

Annalisa Dall’Oca

sabato 27 giugno 2026

Domenica da allerta rossa per il caldo in Emilia-Romagna

 Bollettino di Arpa e Protezione civile, picchi di 40 gradi in pianura


Temperature ancora in salita nei valori massimi in Emilia-Romagna dove per la giornata di domani, domenica 28 giugno, l'allerta sale da arancione a rosso.

Le massime, si legge nel bollettino Arpae e Protezione civile, toccheranno punte di 40 gradi nelle zone di pianura.

Qui il disagio bioclimatico è diffuso ed è da bollino rosso. Non si escludono inoltre temporali sparsi, di breve durata, più probabili lungo i rilievi del settore centro-occidentale, con possibili conseguenze. (ANSA)

venerdì 26 giugno 2026

Gdf, quasi 500 evasori totali scoperti in Emilia-Romagna. Il bilancio delle attività svolte negli ultimi 17 mesi

Quasi 500 evasori totali smascherati, 56.000 interventi, 6.700 indagini contro illeciti economico-finanziari e infiltrazioni criminali.



E' il bilancio delle principali attività svolte dalla Guardia di Finanza dell'Emilia-Romagna, nel 2025 e nei primi cinque mesi del 2026.I dati sono stati diffusi in occasione della festa per il 252esimo anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle, celebrata a  Bologna nella caserma sede del comando provinciale, in via Magazzari.
    Sul fronte dell'evasione e delle frodi fiscali, 1.832indagini di polizia giudiziaria hanno portato alla denuncia di1.719 soggetti (17 dei quali tratti in arresto) e a sequestri per circa 160 milioni di euro.

Sono stati individuati 483evasori totali e 2.580 lavoratori in nero o irregolari.
    Sul fronte doganale, sono state sequestrate 47 tonnellate di tabacchi di contrabbando e 30 tonnellate di prodotti energetici irregolari. La lotta allo spaccio di stupefacenti ha visto il sequestro di circa 315 kg fra marijuana, hashish e cocaina. Inoltre 2.200 interventi nel settore della tutela della spesa pubblica (di cui circa la metà legati al Pnrr), i finanzieri hanno accertato frodi per 25 milioni e danni erariali per209 milioni, con 783 persone denunciate e 264 segnalate alla Corte dei Conti.
    Nel contrasto alla corruzione, le denunce sono state 58, con sequestri per quasi 31,5 milioni. Sul fronte della criminalità organizzata, 23 indagini hanno generato 33 misure restrittive, oltre a provvedimenti di sequestro, confisca e amministrazione giudiziaria per 544 milioni di euro.
    Nelcybercrime economico-finanziario, le denunce sono state 246,con il sequestro di criptovalute per circa 7 milioni.
    Inconseguenza della crisi russo-ucraina, la Finanza ha inoltre proseguito gli accertamenti economico-patrimoniali sugli individui e sulle entità finiti nelle liste dei provvedimenti restrittivi emanati dall'Unione europea. Sul versante della tutela del mercato, sono stati sequestrati quasi 6,5 milioni di prodotti contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy,non sicuri e in violazione della normativa sul diritto d'autore,e oltre 17 tonnellate di prodotti agroalimentari con marchi industriali falsificati. Sul versante aeronavale, sono state presidiati 140 km di coste adriatiche, garantendo sicurezza nelle località balneari di Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. (ANSA)

mercoledì 27 maggio 2026

Trapianti, in Emilia-Romagna una legge per rimborsare i viaggi fuori regione

 Stanziati 400 mila euro all’anno fino al 2028 per coprire spese di trasporto, vitto e alloggio



L’Emilia-Romagna sosterrà economicamente i cittadini costretti a spostarsi fuori regione per sottoporsi a un trapianto. Lo prevede il progetto di legge presentato da Pd, Avs, Civici e M5S, con prima firmataria la consigliera dem Eleonora Proni, approvato dall’Assemblea legislativa regionale.

La Regione metterà a disposizione 400 mila euro all’anno dal 2026 al 2028. Il provvedimento è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza e di Rete Civica, mentre Fratelli d’Italia e Lega si sono astenuti.

La legge prevede rimborsi per le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute dai pazienti che devono recarsi fuori regione per un trapianto, oltre a quelle di un eventuale accompagnatore.

Nel corso della discussione in Aula, iniziata ieri, Proni ha ricordato come l’Italia sia tra i Paesi europei più avanzati nel settore dei trapianti: nel solo 2024 sono stati effettuati 4.276 interventi a livello nazionale. In Emilia-Romagna sono attive 23 sedi donative e tre centri di alta specializzazione a Parma, Modena e Bologna. Sempre nel 2024, sul territorio regionale sono stati eseguiti 498 trapianti, mentre 68 residenti si sono rivolti a strutture extraregionali.

“Senza gli interventi previsti da questo progetto di legge c’è il rischio che alcuni trapianti non si possano fare, perché gli spostamenti fuori regione comportano costi molto elevati per le famiglie”, ha commentato Paolo Trande.

Soddisfazione anche da parte di Giovanni Gordini: “È con scelte come queste che manteniamo aggiornate e vicine ai cittadini le nostre politiche pubbliche”.

(Fonte Ansa)

domenica 24 maggio 2026

L'Emilia-Romagna 'riapre' le scuole primarie dal 31 agosto

Attività extra per i bambini fino al 14 settembre, 'dal 2027 il progetto sarà stabile'



Da quest'anno in Emilia-Romagna la scuola, per venire incontro alle esigenze delle famiglie, "aprirà" in anticipo, proponendo delle attività extrascolastiche dal 31 agosto fino al 14 settembre ai bambini dai 6 agli 11 anni.

Lo hanno annunciato il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora alla scuola, Isabella Conti, sottolineando che l'iniziativa chiude definitivamente il discorso sulla modifica del calendario scolastico. Un'ipotesi accantonata perché intervenire sui giorni di lezione obbligatori "avrebbe scontentato", dice Conti, "una parte sia di genitori sia del mondo della scuola: dopo esserci interrogati per oltre un anno abbiamo deciso di inventare una nuova soluzione". Il progetto sperimentale, finanziato per il primo anno con 3 milioni di euro di risorse regionali, si rivolge a una platea potenziale di 100 mila bambini della scuola primaria.

L'obiettivo è coprire "il periodo più critico per molte famiglie anche in termini economici" spiega de Pascale. La sperimentazione partirà in 42 comuni del territorio (tra cui tutti i capoluoghi e diverse unioni montane e interne) per poi essere inserita nella nuova legge regionale, con l'obiettivo di estendere la misura a tutti i comuni della regione il prossimo anno. Per rendere il progetto strutturale, l'investimento stimato è di circa 10 milioni di euro all'anno.

lunedì 20 aprile 2026

Maltempo in Emilia-Romagna: allerta per piogge intense e rischio idrogeologico martedì 21 aprile

 



Per la giornata di martedì 21 aprile è previsto un marcato peggioramento delle condizioni meteo su tutta l’Emilia-Romagna, con precipitazioni diffuse che potranno assumere anche carattere di rovescio o temporale di forte intensità.

Secondo le previsioni, i fenomeni risulteranno più persistenti e organizzati sulla pianura centro-orientale e lungo i rilievi appenninici, dove non si escludono effetti significativi e possibili danni. Nel resto del territorio regionale, le precipitazioni saranno invece più irregolari e localizzate, pur mantenendo una certa intensità.

Particolare attenzione è rivolta al reticolo idrografico: i corsi d’acqua potrebbero registrare rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici, con superamenti puntuali della soglia di attenzione (livello 1). Non si escludono inoltre fenomeni di dissesto idrogeologico, come frane superficiali e ruscellamenti lungo i versanti, soprattutto nelle aree collinari e montane.

Le autorità raccomandano prudenza negli spostamenti, monitoraggio costante degli aggiornamenti meteo e il rispetto delle indicazioni della protezione civile, soprattutto nelle zone più esposte al rischio.

giovedì 9 aprile 2026

Fibra ottica in Emilia-Romagna, tra promesse digitali e cantieri fantasma



I ritardi nello sviluppo della rete a banda ultra larga in Emilia-Romagna finiscono al centro di un’interrogazione presentata dal consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi. L’atto punta i riflettori sulle criticità del progetto affidato a Open Fiber, con particolare riferimento ai comuni di Monterenzio e San Giovanni in Persiceto, dove si registra una marcata discrepanza tra cantieri dichiarati conclusi e l’effettiva impossibilità per i cittadini di attivare i servizi digitali.

Alla Giunta regionale viene chiesto di fornire un cronoprogramma aggiornato e trasparente per colmare il divario tecnologico, chiarendo anche lo stato dei collaudi dell’infrastruttura e il livello di avanzamento della copertura nelle aree appenniniche, ancora lontane dall’obiettivo di una connettività diffusa e omogenea.

Il tema si inserisce in un contesto in cui la trasformazione digitale – tra intelligenza artificiale e servizi sempre più connessi – procede rapidamente, mentre migliaia di cittadini restano di fatto esclusi. Il risultato è un crescente scarto tra la narrazione istituzionale e la realtà dei territori, dove proliferano i cosiddetti “cantieri fantasma”.

Per comprendere la portata del problema occorre tornare al 2019, quando la Regione delineava un piano ambizioso: entro il 2021 la banda ultra larga avrebbe dovuto raggiungere l’intero Appennino, comprese frazioni e aree periferiche. A distanza di cinque anni da quella scadenza, nel 2026, l’obiettivo risulta ancora lontano.

Al centro della questione c’è la diffusione della tecnologia FTTH (Fiber To The Home), l’unica in grado di portare la fibra ottica direttamente nelle abitazioni. Un’infrastruttura ormai essenziale non solo per la vita quotidiana – dalla telemedicina alla didattica a distanza – ma anche per la competitività delle imprese e l’efficienza della pubblica amministrazione.

Uno degli aspetti più critici riguarda i civici formalmente “coperti” ma non attivabili: una situazione che evidenzia il divario tra avanzamento amministrativo e operatività reale. Sui portali di Open Fiber lo stato dei lavori può risultare “completato”, ma senza che il servizio sia effettivamente disponibile o commercializzabile. Mancano, infatti, indicazioni chiare sui tempi di attivazione, lasciando cittadini e imprese nell’incertezza.

Le cause tecniche di questo stallo sono spesso invisibili agli utenti: tra queste, il mancato collegamento al Punto di Consegna Neutro (PCN), snodo essenziale per rendere operativa la rete, o l’assenza del collaudo finale, necessario per l’entrata in esercizio dell’infrastruttura. Senza questi passaggi, la fibra posata resta inutilizzabile.

A ciò si aggiungono le segnalazioni delle associazioni dei consumatori, che denunciano disservizi diffusi: appuntamenti tecnici mancati, ritardi reiterati e un’assistenza percepita come inefficace.

La situazione regionale riflette, peraltro, criticità su scala nazionale. La stessa Open Fiber ha riconosciuto difficoltà nel rispettare i tempi previsti, indicando l’impossibilità di completare entro giugno 2026 la copertura di circa 700 mila civici e prospettando uno slittamento al 2030. Un orizzonte che dilata significativamente i tempi rispetto alle previsioni iniziali.

In questo scenario, sottolinea Mastacchi, il rischio è quello di una marginalizzazione digitale crescente per le aree interne e periferiche, con ricadute dirette sullo sviluppo economico e sociale. Da qui la richiesta alla Giunta di un intervento deciso per accelerare i lavori e garantire finalmente una connettività reale, superando il divario tra infrastrutture dichiarate e servizi effettivamente disponibili.

mercoledì 8 aprile 2026

Emilia-Romagna, scatta la fase di attenzione per gli incendi boschivi

 



 

La Regione Emilia-Romagna ha disposto l’attivazione della fase di attenzione per il rischio di incendi boschivi nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Il provvedimento sarà in vigore fino a sabato 19 aprile 2026 compreso..

Le regole per gli abbruciamenti

Durante il periodo indicato restano consentite, ma con forti limitazioni, le attività di abbruciamento dei residui vegetali derivanti da lavori agricoli e forestali, in prossimità di boschi e altre aree sensibili (come castagneti, tartufaie, pioppeti e impianti di arboricoltura da legno).

In particolare:

  • le operazioni sono ammesse solo in assenza di vento;
  • devono svolgersi esclusivamente nelle ore mattutine;
  • è necessario che sussistano condizioni ottimali di umidità;
  • tutti i fuochi devono essere spenti entro le ore 11.00.

Le restrizioni si applicano anche ai terreni situati entro 100 metri dai margini di aree boscate o assimilate.

L’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di innesco e propagazione di incendi in una fase particolarmente delicata dal punto di vista climatico e ambientale.

lunedì 30 marzo 2026

PAC e governance agricola, l’Emilia-Romagna si oppone alla centralizzazione: “Rischi per autonomia ed efficienza”

 



L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione presentata dal consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica), che esprime una netta contrarietà al modello di gestione agricola sempre più centralizzato a livello nazionale.

Al centro del documento, la critica al ruolo accentratore di AGEA e al rischio che le riforme della Politica Agricola Comune post-2027 riducano in modo significativo l’autonomia delle Regioni. Un’impostazione che, secondo Mastacchi e l’Aula, potrebbe tradursi in inefficienze operative e ritardi nei pagamenti alle imprese agricole.

La risoluzione, condivisa anche dalla maggioranza, sottolinea come la prossimità amministrativa sia un fattore decisivo: “le imprese agricole hanno bisogno di liquidità in tempi rapidi”, evidenziando che dall’efficienza dei pagamenti dipende la tenuta economica dell’intera filiera.

Nel mirino anche il cosiddetto “modello federato nazionale” introdotto da AGEA, ritenuto una formula che, pur richiamando principi di collaborazione, rischia di nascondere una deriva centralista. In particolare, vengono evidenziate criticità legate alla proposta di un Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) unico, che potrebbe ridurre gli organismi pagatori regionali a semplici terminali esecutivi, privandoli di autonomia gestionale e decisionale.

Secondo la risoluzione, la perdita del controllo diretto sui dati e sui fascicoli aziendali comprometterebbe la capacità delle Regioni di intervenire con tempestività e precisione sui bisogni del territorio. Inoltre, l’introduzione di un sistema centralizzato rischierebbe di generare duplicazioni operative e maggiore complessità burocratica, senza risolvere i problemi di interoperabilità.

Preoccupazioni analoghe sono state espresse anche dalla Provincia autonoma di Trento, mentre la maggioranza in Assemblea ha parlato apertamente di “inutili complessità” introdotte dalle scelte di AGEA.

A sostegno della posizione regionale, vengono citati i risultati ottenuti da AGREA, che nel 2025 ha erogato oltre 215 milioni di euro in anticipo rispetto ai tempi standard, raggiungendo più di 36mila aziende agricole e garantendo interventi tempestivi anche in caso di calamità naturali.

Numeri che, secondo l’Assemblea, dimostrano come il modello territoriale sia più efficiente e competitivo rispetto a una gestione centralizzata. Un timore rafforzato anche dall’esperienza del PNRR, dove – è stato evidenziato – l’accentramento ha spesso comportato rallentamenti e frammentazione delle responsabilità.

La risoluzione impegna quindi la Giunta regionale a difendere con decisione l’autonomia e il ruolo di AGREA, garantendo risorse adeguate e promuovendo tutte le iniziative necessarie per tutelare la governance agricola regionale.

“Non si tratta di una rivendicazione di principio – ha sottolineato Mastacchi – ma di una condizione indispensabile per assicurare competitività e sostenibilità al comparto agricolo, soprattutto in territori fragili come la montagna, oggi sempre più a rischio marginalizzazione”.