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giovedì 30 luglio 2026

Scuola, in Emilia-Romagna oltre 8 mila bambini rientreranno già dal 31 agosto

L'assessora Conti: "Una risposta straordinaria alla sperimentazione dell'apertura anticipata"


Sono già oltre 8 mila i bambini dell'Emilia-Romagna che, a partire dal 31 agosto, prenderanno parte alla sperimentazione dell'apertura anticipata delle scuole primarie. Un'iniziativa che, secondo la Regione, sta registrando un'adesione superiore alle aspettative e rappresenta un importante sostegno per le famiglie nel periodo che precede l'avvio dell'anno scolastico.

"Abbiamo ricevuto una risposta straordinaria", sottolinea l'assessora Conti. "Già oggi sono più di 8 mila i bambini che partecipano al progetto. Questo significa che oltre 8 mila famiglie emiliano-romagnole potranno beneficiare della possibilità di far svolgere gratuitamente ai propri figli attività ricreative, culturali e integrative all'interno della scuola primaria, rivolte ai bambini tra i 6 e gli 11 anni".

L'iniziativa consentirà quindi a migliaia di alunni di tornare negli edifici scolastici con una settimana di anticipo rispetto all'inizio delle lezure, partecipando a percorsi educativi e ricreativi pensati per favorire la socializzazione, l'apprendimento e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie.

domenica 12 luglio 2026

Da domani s'intensifica l'ondata di calore in Emilia-Romagna

 




Martedì tutti i capoluoghi di provincia avranno il bollino rosso. Dopo un paio di giorni di relativa tregua, da domani, lunedì, una nuova ondata di calore investirà l'Emilia-Romagna che, secondo le previsioni dell'Arpae, si intensificherà martedì quando tutti i capoluoghi di provincia (compreso Rimini) e tutte le aree di pianura saranno nella fascia rossa del disagio bioclimatico.

    Per domani bollino rosso per Bologna, Modena, Reggio, Parma, Piacenza e Ferrara, mentre saranno in arancione Ravenna e le aree di pianura.

Per martedì prevista un'intensificazione, con la fascia arancione che si estenderà anche al Riminese e alla fascia collinare del Modenese e del Reggiano. (ANSA) 

West Nile, massima allerta in Emilia-Romagna: il virus circola già da giugno in sei province. "Mai una diffusione così precoce"

Il sistema di sorveglianza regionale ha individuato la presenza del virus nelle zanzare già dalla metà di giugno, un dato senza precedenti dal 2008. Al momento non sono stati registrati casi nell'uomo, ma le autorità sanitarie prevedono che nelle prossime settimane possano comparire le prime forme gravi della malattia.


La Regione informa: 


Resta alta l'attenzione del Servizio sanitario dell'Emilia-Romagna sulla diffusione del virus West Nile, dopo che il sistema di sorveglianza entomologica previsto dal Piano regionale Arbovirosi ha rilevato, fin dalla metà di giugno, una significativa circolazione del virus nelle popolazioni di zanzare.

Attualmente il fenomeno interessa sei delle nove province emiliano-romagnole: il virus è stato infatti individuato in tutto il territorio regionale, ad eccezione delle tre province della Romagna. Sebbene la presenza del West Nile sia ormai considerata endemica in Emilia-Romagna, la precocità e l'estensione della diffusione registrata quest'anno rappresentano un elemento di forte preoccupazione.

Secondo gli esperti, si tratta infatti di una situazione senza precedenti: dall'avvio del sistema di sorveglianza nel 2008 non era mai stata osservata una circolazione del virus così anticipata rispetto alla stagione estiva e contemporaneamente su un'area geografica così ampia.

Al momento il sistema di sorveglianza sanitaria non ha rilevato alcun caso di infezione nell'uomo in Emilia-Romagna. Tuttavia, sulla base dell'andamento epidemiologico e della presenza del virus negli insetti vettori, le autorità sanitarie ritengono probabile che nelle prossime settimane possano manifestarsi i primi casi umani, compresi quelli più gravi.

La maggior parte delle infezioni è asintomatica

L'infezione da virus West Nile viene trasmessa all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette. Nella grande maggioranza dei casi non provoca sintomi oppure si manifesta con disturbi lievi, simili a quelli influenzali.

In una piccola percentuale di casi, stimata intorno all'1%, il virus può però evolvere in una forma neuroinvasiva, con interessamento del sistema nervoso centrale e possibili conseguenze anche molto gravi. Il rischio è maggiore per le persone più fragili, in particolare anziani, soggetti immunodepressi e persone affette da patologie croniche.

Per questo motivo il Servizio sanitario regionale invita la popolazione ad adottare tutte le misure utili a limitare le punture di zanzara: utilizzare repellenti, installare zanzariere, indossare abiti che coprano braccia e gambe nelle ore serali ed eliminare i ristagni d'acqua, principali luoghi di riproduzione degli insetti.

L'obiettivo è contenere il rischio di trasmissione durante il periodo estivo, in attesa che l'evoluzione della sorveglianza epidemiologica consenta di monitorare l'eventuale comparsa dei primi casi umani.

(Fonte: post del Comune di Marzabotto)

mercoledì 8 luglio 2026

In Emilia-Romagna precoce ed estesa circolazione del virus West Nile

 I campioni sulle zanzare, mai si era rilevata così presto e in un'area così vasta

 


Precoce ed estesa circolazione del virus in Emilia-Romagna: campioni di zanzare positivi sono stati trovati in sei province su nove, escluso al momento solo il territorio romagnolo.
    Il Servizio sanitario regionale mantiene quindi alta l'attenzione.

Anche se in regione si tratta di una circolazione endemica, quindi ormai stabilmente presente, e finora il sistema di sorveglianza sanitaria non ha rilevato casi di infezione nell'uomo, i dati lasciano prevedere che nelle prossime settimane si potranno osservare casi di forme gravi di malattia West Nile.

"Si tratta di una situazione eccezionale - spiega la Regione - poiché in tutti gli anni di sorveglianza, cioè dal 2008, mai si è rilevata circolazione del virus nelle zanzare così precocemente in stagione e su un territorio così vasto".
    L'infezione che le zanzare positive al virus possono trasmettere all'uomo è nella maggiore parte dei casi asintomatica, ma in una percentuale bassa, circa l'1%, può evolversi in una malattia neuroinvasiva con esiti anche gravi; una condizione più frequente in persone a rischio, come gli anziani o gli immunocompromessi.
    "Grazie a un sistema di sorveglianza entomologica e sanitaria che funziona bene, si è potuta riscontrare una circolazione del virus dalle zanzare fuori dalla normalità - afferma l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi- Tutto il sistema sanitario regionale è impegnato nel monitoraggio e continua a mantenere alta l'attenzione, ma in questa fase è fondamentale la collaborazione e l'impegno delle cittadine e dei cittadini, chiamati ad adottare tutte le misure di prevenzione, peraltro molto semplici, utili a proteggersi dalle punture delle zanzare. Un piccolo sforzo che, nell'insieme, può fare la differenza".

venerdì 3 luglio 2026

Servizio civile regionale. Al via il bando 2026: quasi 300 posti in Emilia-Romagna per ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anni che vogliono mettersi al servizio della propria comunità.

 Domande aperte fino alle ore 14 del 16 luglio. Disponibili 293 posti, di cui 58 riservati a giovani con minori opportunità. I progetti riguardano assistenza, ambiente, educazione e cultura

 


Assistere una persona anziana, aiutare i più giovani nelle attività educative, contribuire alla tutela dell'ambiente. In altre parole: servizio civile. Un'esperienza di cittadinanza attiva che permette di mettersi al servizio della propria comunità, acquisire competenze, crescere sul piano personale e costruire un bagaglio di esperienze utile anche per il futuro professionale.

Per il 2026 sono 293 posti messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anni, di cui 58 destinati ai giovani con minori opportunità, a partire da coloro che non studiano e non lavorano (Neet), hanno un titolo di studio inferiore a quello conferito dalla scuola secondaria di secondo grado, vivono nelle aree montane e interne o si trovano in situazioni di fragilità, con l’obiettivo di favorire una partecipazione sempre più inclusiva.

I partecipanti saranno coinvolti in progetti promossi da enti pubblici e realtà del Terzo settore nell'assistenza, nell'educazione, nella tutela dell'ambiente e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Un'esperienza che permette di conoscere da vicino i servizi e le reti territoriali e di contribuire ad attività che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana delle persone.

"Una società non si misura soltanto dalla qualità dei servizi che offre, ma anche dalla disponibilità delle persone a mettersi a disposizione degli altri- afferma l’assessore regionale alle Politiche giovanili, Giovanni Paglia-. Il servizio civile ha questo valore: avvicina le nuove generazioni ai bisogni reali delle persone, mostra come funzionano le reti di solidarietà che tengono insieme un territorio e trasforma la partecipazione in un'esperienza concreta. L'Emilia-Romagna può contare su un patrimonio straordinario di volontariato, associazionismo e cittadinanza attiva che rappresenta uno dei suoi punti di forza e che ogni giorno contribuisce a rispondere ai bisogni delle persone e a rendere più coesi i nostri territori. Questo patrimonio, però, non si eredita automaticamente: va coltivato, rinnovato e trasmesso alle nuove generazioni. Per questo continuiamo a sostenere il servizio civile. Non solo perché offre ai giovani un'importante occasione di crescita, ma perché permette loro di raccogliere un testimone e contribuire a rinnovare quella cultura della solidarietà e dell'impegno civile che da sempre rappresenta uno dei tratti distintivi dell'Emilia-Romagna”.

Il bando

I progetti avranno una durata compresa tra gli 8 e gli 11 mesi, con un impegno di 20 o 25 ore settimanali, e prenderanno il via il 1^ settembre oppure il 1^ ottobre 2026, a seconda del progetto.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma HeliosERGiovani entro le ore 14 del 16 luglio.

293 posti disponibili sono distribuiti su tutto il territorio regionale97 in provincia di Forlì-Cesena, 65 in provincia di Reggio Emilia42 in provincia di Parma30 in provincia di Bologna16 in provincia di Ferrara, 16 in provincia di Rimini14 in provincia di Piacenza7 in provincia di Ravenna e 6 in provincia di Modena.

Tutte le informazioni sui progetti disponibili, i requisiti e le modalità di candidatura sono disponibili nella sezione servizio civile del sito della Regione Emilia-Romagna, nella mappa open street predisposta dall’Ufficio regionale servizio civile, nei siti dei Co.Pr.E.S.C. e nella piattaforma HeliosERGiovani  per presentare online la domanda di partecipazione al servizio civile regionale.

Annalisa Dall’Oca

sabato 27 giugno 2026

Domenica da allerta rossa per il caldo in Emilia-Romagna

 Bollettino di Arpa e Protezione civile, picchi di 40 gradi in pianura


Temperature ancora in salita nei valori massimi in Emilia-Romagna dove per la giornata di domani, domenica 28 giugno, l'allerta sale da arancione a rosso.

Le massime, si legge nel bollettino Arpae e Protezione civile, toccheranno punte di 40 gradi nelle zone di pianura.

Qui il disagio bioclimatico è diffuso ed è da bollino rosso. Non si escludono inoltre temporali sparsi, di breve durata, più probabili lungo i rilievi del settore centro-occidentale, con possibili conseguenze. (ANSA)

venerdì 26 giugno 2026

Gdf, quasi 500 evasori totali scoperti in Emilia-Romagna. Il bilancio delle attività svolte negli ultimi 17 mesi

Quasi 500 evasori totali smascherati, 56.000 interventi, 6.700 indagini contro illeciti economico-finanziari e infiltrazioni criminali.



E' il bilancio delle principali attività svolte dalla Guardia di Finanza dell'Emilia-Romagna, nel 2025 e nei primi cinque mesi del 2026.I dati sono stati diffusi in occasione della festa per il 252esimo anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle, celebrata a  Bologna nella caserma sede del comando provinciale, in via Magazzari.
    Sul fronte dell'evasione e delle frodi fiscali, 1.832indagini di polizia giudiziaria hanno portato alla denuncia di1.719 soggetti (17 dei quali tratti in arresto) e a sequestri per circa 160 milioni di euro.

Sono stati individuati 483evasori totali e 2.580 lavoratori in nero o irregolari.
    Sul fronte doganale, sono state sequestrate 47 tonnellate di tabacchi di contrabbando e 30 tonnellate di prodotti energetici irregolari. La lotta allo spaccio di stupefacenti ha visto il sequestro di circa 315 kg fra marijuana, hashish e cocaina. Inoltre 2.200 interventi nel settore della tutela della spesa pubblica (di cui circa la metà legati al Pnrr), i finanzieri hanno accertato frodi per 25 milioni e danni erariali per209 milioni, con 783 persone denunciate e 264 segnalate alla Corte dei Conti.
    Nel contrasto alla corruzione, le denunce sono state 58, con sequestri per quasi 31,5 milioni. Sul fronte della criminalità organizzata, 23 indagini hanno generato 33 misure restrittive, oltre a provvedimenti di sequestro, confisca e amministrazione giudiziaria per 544 milioni di euro.
    Nelcybercrime economico-finanziario, le denunce sono state 246,con il sequestro di criptovalute per circa 7 milioni.
    Inconseguenza della crisi russo-ucraina, la Finanza ha inoltre proseguito gli accertamenti economico-patrimoniali sugli individui e sulle entità finiti nelle liste dei provvedimenti restrittivi emanati dall'Unione europea. Sul versante della tutela del mercato, sono stati sequestrati quasi 6,5 milioni di prodotti contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy,non sicuri e in violazione della normativa sul diritto d'autore,e oltre 17 tonnellate di prodotti agroalimentari con marchi industriali falsificati. Sul versante aeronavale, sono state presidiati 140 km di coste adriatiche, garantendo sicurezza nelle località balneari di Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. (ANSA)

mercoledì 27 maggio 2026

Trapianti, in Emilia-Romagna una legge per rimborsare i viaggi fuori regione

 Stanziati 400 mila euro all’anno fino al 2028 per coprire spese di trasporto, vitto e alloggio



L’Emilia-Romagna sosterrà economicamente i cittadini costretti a spostarsi fuori regione per sottoporsi a un trapianto. Lo prevede il progetto di legge presentato da Pd, Avs, Civici e M5S, con prima firmataria la consigliera dem Eleonora Proni, approvato dall’Assemblea legislativa regionale.

La Regione metterà a disposizione 400 mila euro all’anno dal 2026 al 2028. Il provvedimento è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza e di Rete Civica, mentre Fratelli d’Italia e Lega si sono astenuti.

La legge prevede rimborsi per le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute dai pazienti che devono recarsi fuori regione per un trapianto, oltre a quelle di un eventuale accompagnatore.

Nel corso della discussione in Aula, iniziata ieri, Proni ha ricordato come l’Italia sia tra i Paesi europei più avanzati nel settore dei trapianti: nel solo 2024 sono stati effettuati 4.276 interventi a livello nazionale. In Emilia-Romagna sono attive 23 sedi donative e tre centri di alta specializzazione a Parma, Modena e Bologna. Sempre nel 2024, sul territorio regionale sono stati eseguiti 498 trapianti, mentre 68 residenti si sono rivolti a strutture extraregionali.

“Senza gli interventi previsti da questo progetto di legge c’è il rischio che alcuni trapianti non si possano fare, perché gli spostamenti fuori regione comportano costi molto elevati per le famiglie”, ha commentato Paolo Trande.

Soddisfazione anche da parte di Giovanni Gordini: “È con scelte come queste che manteniamo aggiornate e vicine ai cittadini le nostre politiche pubbliche”.

(Fonte Ansa)

domenica 24 maggio 2026

L'Emilia-Romagna 'riapre' le scuole primarie dal 31 agosto

Attività extra per i bambini fino al 14 settembre, 'dal 2027 il progetto sarà stabile'



Da quest'anno in Emilia-Romagna la scuola, per venire incontro alle esigenze delle famiglie, "aprirà" in anticipo, proponendo delle attività extrascolastiche dal 31 agosto fino al 14 settembre ai bambini dai 6 agli 11 anni.

Lo hanno annunciato il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora alla scuola, Isabella Conti, sottolineando che l'iniziativa chiude definitivamente il discorso sulla modifica del calendario scolastico. Un'ipotesi accantonata perché intervenire sui giorni di lezione obbligatori "avrebbe scontentato", dice Conti, "una parte sia di genitori sia del mondo della scuola: dopo esserci interrogati per oltre un anno abbiamo deciso di inventare una nuova soluzione". Il progetto sperimentale, finanziato per il primo anno con 3 milioni di euro di risorse regionali, si rivolge a una platea potenziale di 100 mila bambini della scuola primaria.

L'obiettivo è coprire "il periodo più critico per molte famiglie anche in termini economici" spiega de Pascale. La sperimentazione partirà in 42 comuni del territorio (tra cui tutti i capoluoghi e diverse unioni montane e interne) per poi essere inserita nella nuova legge regionale, con l'obiettivo di estendere la misura a tutti i comuni della regione il prossimo anno. Per rendere il progetto strutturale, l'investimento stimato è di circa 10 milioni di euro all'anno.

lunedì 20 aprile 2026

Maltempo in Emilia-Romagna: allerta per piogge intense e rischio idrogeologico martedì 21 aprile

 



Per la giornata di martedì 21 aprile è previsto un marcato peggioramento delle condizioni meteo su tutta l’Emilia-Romagna, con precipitazioni diffuse che potranno assumere anche carattere di rovescio o temporale di forte intensità.

Secondo le previsioni, i fenomeni risulteranno più persistenti e organizzati sulla pianura centro-orientale e lungo i rilievi appenninici, dove non si escludono effetti significativi e possibili danni. Nel resto del territorio regionale, le precipitazioni saranno invece più irregolari e localizzate, pur mantenendo una certa intensità.

Particolare attenzione è rivolta al reticolo idrografico: i corsi d’acqua potrebbero registrare rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici, con superamenti puntuali della soglia di attenzione (livello 1). Non si escludono inoltre fenomeni di dissesto idrogeologico, come frane superficiali e ruscellamenti lungo i versanti, soprattutto nelle aree collinari e montane.

Le autorità raccomandano prudenza negli spostamenti, monitoraggio costante degli aggiornamenti meteo e il rispetto delle indicazioni della protezione civile, soprattutto nelle zone più esposte al rischio.

giovedì 9 aprile 2026

Fibra ottica in Emilia-Romagna, tra promesse digitali e cantieri fantasma



I ritardi nello sviluppo della rete a banda ultra larga in Emilia-Romagna finiscono al centro di un’interrogazione presentata dal consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi. L’atto punta i riflettori sulle criticità del progetto affidato a Open Fiber, con particolare riferimento ai comuni di Monterenzio e San Giovanni in Persiceto, dove si registra una marcata discrepanza tra cantieri dichiarati conclusi e l’effettiva impossibilità per i cittadini di attivare i servizi digitali.

Alla Giunta regionale viene chiesto di fornire un cronoprogramma aggiornato e trasparente per colmare il divario tecnologico, chiarendo anche lo stato dei collaudi dell’infrastruttura e il livello di avanzamento della copertura nelle aree appenniniche, ancora lontane dall’obiettivo di una connettività diffusa e omogenea.

Il tema si inserisce in un contesto in cui la trasformazione digitale – tra intelligenza artificiale e servizi sempre più connessi – procede rapidamente, mentre migliaia di cittadini restano di fatto esclusi. Il risultato è un crescente scarto tra la narrazione istituzionale e la realtà dei territori, dove proliferano i cosiddetti “cantieri fantasma”.

Per comprendere la portata del problema occorre tornare al 2019, quando la Regione delineava un piano ambizioso: entro il 2021 la banda ultra larga avrebbe dovuto raggiungere l’intero Appennino, comprese frazioni e aree periferiche. A distanza di cinque anni da quella scadenza, nel 2026, l’obiettivo risulta ancora lontano.

Al centro della questione c’è la diffusione della tecnologia FTTH (Fiber To The Home), l’unica in grado di portare la fibra ottica direttamente nelle abitazioni. Un’infrastruttura ormai essenziale non solo per la vita quotidiana – dalla telemedicina alla didattica a distanza – ma anche per la competitività delle imprese e l’efficienza della pubblica amministrazione.

Uno degli aspetti più critici riguarda i civici formalmente “coperti” ma non attivabili: una situazione che evidenzia il divario tra avanzamento amministrativo e operatività reale. Sui portali di Open Fiber lo stato dei lavori può risultare “completato”, ma senza che il servizio sia effettivamente disponibile o commercializzabile. Mancano, infatti, indicazioni chiare sui tempi di attivazione, lasciando cittadini e imprese nell’incertezza.

Le cause tecniche di questo stallo sono spesso invisibili agli utenti: tra queste, il mancato collegamento al Punto di Consegna Neutro (PCN), snodo essenziale per rendere operativa la rete, o l’assenza del collaudo finale, necessario per l’entrata in esercizio dell’infrastruttura. Senza questi passaggi, la fibra posata resta inutilizzabile.

A ciò si aggiungono le segnalazioni delle associazioni dei consumatori, che denunciano disservizi diffusi: appuntamenti tecnici mancati, ritardi reiterati e un’assistenza percepita come inefficace.

La situazione regionale riflette, peraltro, criticità su scala nazionale. La stessa Open Fiber ha riconosciuto difficoltà nel rispettare i tempi previsti, indicando l’impossibilità di completare entro giugno 2026 la copertura di circa 700 mila civici e prospettando uno slittamento al 2030. Un orizzonte che dilata significativamente i tempi rispetto alle previsioni iniziali.

In questo scenario, sottolinea Mastacchi, il rischio è quello di una marginalizzazione digitale crescente per le aree interne e periferiche, con ricadute dirette sullo sviluppo economico e sociale. Da qui la richiesta alla Giunta di un intervento deciso per accelerare i lavori e garantire finalmente una connettività reale, superando il divario tra infrastrutture dichiarate e servizi effettivamente disponibili.

mercoledì 8 aprile 2026

Emilia-Romagna, scatta la fase di attenzione per gli incendi boschivi

 



 

La Regione Emilia-Romagna ha disposto l’attivazione della fase di attenzione per il rischio di incendi boschivi nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Il provvedimento sarà in vigore fino a sabato 19 aprile 2026 compreso..

Le regole per gli abbruciamenti

Durante il periodo indicato restano consentite, ma con forti limitazioni, le attività di abbruciamento dei residui vegetali derivanti da lavori agricoli e forestali, in prossimità di boschi e altre aree sensibili (come castagneti, tartufaie, pioppeti e impianti di arboricoltura da legno).

In particolare:

  • le operazioni sono ammesse solo in assenza di vento;
  • devono svolgersi esclusivamente nelle ore mattutine;
  • è necessario che sussistano condizioni ottimali di umidità;
  • tutti i fuochi devono essere spenti entro le ore 11.00.

Le restrizioni si applicano anche ai terreni situati entro 100 metri dai margini di aree boscate o assimilate.

L’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di innesco e propagazione di incendi in una fase particolarmente delicata dal punto di vista climatico e ambientale.

lunedì 30 marzo 2026

PAC e governance agricola, l’Emilia-Romagna si oppone alla centralizzazione: “Rischi per autonomia ed efficienza”

 



L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione presentata dal consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica), che esprime una netta contrarietà al modello di gestione agricola sempre più centralizzato a livello nazionale.

Al centro del documento, la critica al ruolo accentratore di AGEA e al rischio che le riforme della Politica Agricola Comune post-2027 riducano in modo significativo l’autonomia delle Regioni. Un’impostazione che, secondo Mastacchi e l’Aula, potrebbe tradursi in inefficienze operative e ritardi nei pagamenti alle imprese agricole.

La risoluzione, condivisa anche dalla maggioranza, sottolinea come la prossimità amministrativa sia un fattore decisivo: “le imprese agricole hanno bisogno di liquidità in tempi rapidi”, evidenziando che dall’efficienza dei pagamenti dipende la tenuta economica dell’intera filiera.

Nel mirino anche il cosiddetto “modello federato nazionale” introdotto da AGEA, ritenuto una formula che, pur richiamando principi di collaborazione, rischia di nascondere una deriva centralista. In particolare, vengono evidenziate criticità legate alla proposta di un Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) unico, che potrebbe ridurre gli organismi pagatori regionali a semplici terminali esecutivi, privandoli di autonomia gestionale e decisionale.

Secondo la risoluzione, la perdita del controllo diretto sui dati e sui fascicoli aziendali comprometterebbe la capacità delle Regioni di intervenire con tempestività e precisione sui bisogni del territorio. Inoltre, l’introduzione di un sistema centralizzato rischierebbe di generare duplicazioni operative e maggiore complessità burocratica, senza risolvere i problemi di interoperabilità.

Preoccupazioni analoghe sono state espresse anche dalla Provincia autonoma di Trento, mentre la maggioranza in Assemblea ha parlato apertamente di “inutili complessità” introdotte dalle scelte di AGEA.

A sostegno della posizione regionale, vengono citati i risultati ottenuti da AGREA, che nel 2025 ha erogato oltre 215 milioni di euro in anticipo rispetto ai tempi standard, raggiungendo più di 36mila aziende agricole e garantendo interventi tempestivi anche in caso di calamità naturali.

Numeri che, secondo l’Assemblea, dimostrano come il modello territoriale sia più efficiente e competitivo rispetto a una gestione centralizzata. Un timore rafforzato anche dall’esperienza del PNRR, dove – è stato evidenziato – l’accentramento ha spesso comportato rallentamenti e frammentazione delle responsabilità.

La risoluzione impegna quindi la Giunta regionale a difendere con decisione l’autonomia e il ruolo di AGREA, garantendo risorse adeguate e promuovendo tutte le iniziative necessarie per tutelare la governance agricola regionale.

“Non si tratta di una rivendicazione di principio – ha sottolineato Mastacchi – ma di una condizione indispensabile per assicurare competitività e sostenibilità al comparto agricolo, soprattutto in territori fragili come la montagna, oggi sempre più a rischio marginalizzazione”.

mercoledì 25 marzo 2026

Allerta arancione per vento sulla costa dell’Emilia-Romagna: mare agitato e piogge intense


 


Allerta meteo in Emilia-Romagna per la giornata di giovedì 26 marzo, con particolare attenzione al settore costiero, dove è stata diramata un’allerta arancione per vento. Sono previste condizioni di maltempo diffuse, con piogge e raffiche intense.

Secondo le previsioni, precipitazioni interesseranno soprattutto il settore centro-orientale della regione, anche sotto forma di rovesci temporaleschi. I fenomeni saranno più intensi lungo la costa e sui rilievi della Romagna.

Attese anche nevicate a partire dai 600-700 metri di quota, con accumuli stimati tra i 15 e i 30 centimetri sui rilievi romagnoli.

Per quanto riguarda i venti, sulla riviera soffieranno correnti prevalentemente settentrionali, con raffiche di burrasca forte da nord-est fino a 75-88 km/h. Sui rilievi emiliani e nelle pianure orientali sono invece previste burrasche moderate, con venti nord-occidentali tra 62 e 74 km/h.

Il peggioramento sarà accompagnato da un rapido aumento del moto ondoso: mare agitato al largo e molto mosso sotto costa.

Testimoni di Geova, 20mila in Emilia-Romagna per invitare a due eventi: attese 30mila persone il 2 aprile



In Emilia-Romagna oltre 20mila Testimoni di Geova sono impegnati in una campagna speciale per invitare la popolazione a due appuntamenti religiosi aperti al pubblico. L’iniziativa si inserisce in un’azione coordinata a livello globale, che coinvolge più di 9 milioni di fedeli.

Il principale evento si terrà la sera di giovedì 2 aprile 2026, in occasione della celebrazione annuale della Cena del Signore, conosciuta anche come Commemorazione della morte di Gesù. Durante l’incontro sarà pronunciato un discorso incentrato sugli insegnamenti di Gesù e sulle prospettive future per l’umanità.

Secondo gli organizzatori, in tutta la regione si prevede la partecipazione di oltre 30mila persone. «Il nostro desiderio è che questa celebrazione, osservata dai cristiani ininterrottamente da quasi duemila anni, aiuti chi sarà presente a comprenderne il legame con una speranza straordinaria», ha dichiarato Carmelo Dipietro, portavoce dei Testimoni di Geova per l’Emilia-Romagna.

L’invito riguarda anche un secondo appuntamento: un discorso pubblico dal titolo “Chi risanerà il nostro pianeta?”, in programma nell’ultimo fine settimana di marzo 2026. L’evento si svolgerà nelle oltre 118mila congregazioni dei Testimoni di Geova presenti nel mondo.

domenica 22 marzo 2026

Affluenza al referendum: Bologna e la cintura trainano, Emilia-Romagna sopra la media ma resta il divario con la montagna

 



Il dato complessivo mostra una dinamica abbastanza chiara: l’Emilia-Romagna parte già sopra la media nazionale a mezzogiorno (19,44%) e consolida il vantaggio alle 19 (46,29%), segno di una mobilitazione elettorale solida e diffusa durante tutta la giornata.

Bologna città si distingue nettamente:

  • 21,57% alle 12 (oltre 2 punti sopra la media regionale)
  • 49,23% alle 19 (quasi 3 punti sopra)

Questo indica un elettorato urbano più reattivo e probabilmente più sensibile al tema referendario.

Andamento generale (12 → 19)

Il salto tra mezzogiorno e sera è significativo ovunque:

  • Regione: +26,85 punti
  • Bologna: +27,66 punti

Questo incremento consistente suggerisce che molti elettori votano nel pomeriggio, comportamento tipico quando non ci sono code o urgenze mattutine.

Differenze territoriali

1. Prima cintura bolognese (più partecipazione)

  • Casalecchio di Reno: 21,71% → 50,96%
  • Sasso Marconi: 20,55% → 49,96%

Qui si superano o si sfiorano i livelli di Bologna città. Sono aree:

  • più urbanizzate
  • meglio collegate
  • con elettorato spesso più attivo politicamente

2. Appennino “intermedio” (buoni livelli ma più variabili)

  • Marzabotto: 20,94% → 46,51%
  • Grizzana Morandi: 20,70% → 43,60%
  • Castel d’Aiano: 21,23% → 43,85%

Alcuni comuni tengono bene già dalle 12, ma poi crescono meno rispetto alla pianura.

3. Aree montane periferiche (affluenza più bassa)

  • Alto Reno Terme: 14,72% → 40,21%
  • Camugnano: 15,58% → 40,46%

Qui il dato resta più contenuto per fattori strutturali:

  • popolazione più anziana
  • minore densità abitativa
  • maggiori difficoltà logistiche

Lettura complessiva

  • Partecipazione buona e omogenea, senza crolli drastici
  • Divario città–montagna evidente, ma non estremo
  • Crescita pomeridiana decisiva in tutti i territori

In sintesi:
L’Emilia-Romagna conferma la sua tradizione di alta partecipazione, con Bologna e la cintura urbana come motore, mentre le aree più periferiche restano indietro ma comunque su livelli dignitosi.

Se vuoi, posso anche confrontare questi dati con referendum o elezioni precedenti per capire se l’affluenza è in crescita o in calo.

sabato 21 marzo 2026

Referendum costituzionale: in Emilia-Romagna al voto oltre 3,3 milioni di elettori

 



di Gianni Boselli


Sono oltre 3 milioni e 365mila gli elettori dell’Emilia-Romagna chiamati alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo per il Referendum costituzionale. A questi si aggiungono quasi 230mila cittadini residenti all’estero iscritti all’Aire o temporaneamente fuori dal Paese, per un totale complessivo che supera i 3,5 milioni di aventi diritto.

Orari e modalità di voto

I seggi, distribuiti in 4.525 sezioni su tutto il territorio regionale, saranno aperti:

·         domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23;

·         lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15.

Lo scrutinio inizierà immediatamente dopo la chiusura delle urne e la verifica del numero dei votanti.

Elettori e voto dall’estero

Secondo i dati aggiornati del Ministero dell’Interno, gli elettori residenti in Emilia-Romagna sono 3.365.878. A questi si aggiungono:

·         227.655 iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero);

·         1.463 elettori temporaneamente all’estero che votano per corrispondenza.

Il totale degli elettori all’estero legati alla regione è quindi di 229.118.

A Bologna saranno inoltre attivi 364 seggi Aire dedicati allo scrutinio delle schede provenienti dalla circoscrizione estero, in particolare dall’Europa.

La distribuzione per province

Questa la ripartizione degli elettori e delle sezioni sul territorio regionale:

·         Bologna: 776.517 elettori (1.055 sezioni)

·         Ferrara: 264.990 (406 sezioni)

·         Forlì-Cesena: 300.315 (387 sezioni)

·         Modena: 524.647 (701 sezioni)

·         Parma: 335.341 (470 sezioni)

·         Piacenza: 211.506 (299 sezioni)

·         Ravenna: 294.453 (400 sezioni)

·         Reggio Emilia: 396.915 (476 sezioni)

·         Rimini: 261.194 (331 sezioni)

Informazioni online

Tutti i dettagli sul voto – dal testo del quesito alle modalità di espressione, fino al fac-simile della scheda – sono disponibili sul portale dedicato della Regione Emilia-Romagna. Online anche la Banca dati elettorale dell’Assemblea legislativa, che consente di consultare i risultati delle precedenti consultazioni referendarie.

L’appuntamento con il voto rappresenta un passaggio importante per la partecipazione democratica, con una macchina organizzativa che coinvolge migliaia di operatori e strutture su tutto il territorio regionale.

 

martedì 17 marzo 2026

Venti di burrasca in Emilia-Romagna, è allerta arancione sul crinale

 In Appennino per mercoledì 18 marzo attese anche raffiche oltre 75-88 km/h


Venti di burrasca forte, da nord-est, sul crinale appenninico dell'Emilia-Romagna, con raffiche di 75-88 chilometri orari e anche di intensità superiore, sono attesi per la giornata di domani, mercoledì 18 marzo.
    Per questo l'Arpae ha diramato una allerta arancione.
    Burrasca moderata interesserà il settore centro-orientale, le aree collinari e la fascia costiera.

Nella mattinata sono previste anche nevicate di debole e moderata intensità (15-30 centimetri) a quote attorno ai 700- 800 metri, con temporaneo interessamento anche delle aree a quote inferiori.

Nel pomeriggio la quota neve è prevista in rialzo a 1000-1100 metri sull'Appennino orientale e a 900-1000 metri su quello emiliano.
    È previsto mare al largo da molto mosso ad agitato e sottocosta, con possibili mareggiate. (ANSA)

giovedì 12 marzo 2026

“Sguardi sul paesaggio”: a Bologna dal 14 marzo la mostra sui paesaggi tutelati dell’Emilia-Romagna




Sessanta fotografie per raccontare l’Emilia-Romagna attraverso i suoi paesaggi tutelati. Si intitola “Sguardi sul paesaggio” la mostra che aprirà al pubblico il 14 marzo 2026 alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, nell’ambito della Giornata Nazionale del Paesaggio promossa dal Ministero della Cultura.

L’esposizione è il risultato di un contest fotografico che ha raccolto oltre 2.000 scatti provenienti da tutto il territorio regionale. Una giuria di esperti, nominata dagli enti organizzatori, ha selezionato le 60 immagini finaliste, protagoniste di un percorso espositivo itinerante che attraverserà nel corso dell’anno alcuni dei principali luoghi d’arte e cultura della regione.

Visitare la mostra è come compiere un viaggio attraverso l’intera Emilia-Romagna: dai boschi dei crinali appenninici alle anse fluviali, dagli specchi d’acqua interni fino alle lagune e alle saline che si affacciano sull’Adriatico. L’acqua, elemento ricorrente negli scatti, accompagna il visitatore tra laghi montani, cascate e valli interne.

In molte fotografie la presenza dell’uomo si integra armoniosamente nel paesaggio, raccontando una lunga storia fatta di castelli, borghi, santuari e strade, testimonianza dell’evoluzione del rapporto tra comunità e territorio.

Accanto ai luoghi simbolo come la Pietra di Bismantova e le Valli di Comacchio, la mostra valorizza anche numerosi siti riconosciuti di notevole interesse pubblico in oltre un secolo di tutela, spesso meno conosciuti ma di straordinaria rilevanza.

 “I paesaggi tutelati dell’Emilia-Romagna – afferma l’assessora regionale all’Ambiente e Programmazione territoriale, Irene Priolo – sono riconosciuti per il loro valore intrinseco e per i caratteri di eccezionalità che li rendono unici. Custodiscono storia, identità e biodiversità e rappresentano il segno tangibile del rapporto profondo tra comunità e territorio. La tutela non è un vincolo statico, ma una leva per uno sviluppo locale consapevole e sostenibile”.

Sulla stessa linea la soprintendente per la Città Metropolitana di Bologna, Francesca Tomba, che sottolinea come l’iniziativa sia stata promossa dal Comitato Tecnico Scientifico per l’adeguamento del piano paesaggistico al Codice dei Beni Culturali, composto pariteticamente da Ministero e Regione. “La mostra attraverserà tutta la regione – spiega – per accrescere la conoscenza e la consapevolezza dei beni tutelati”.

Fondamentale la collaborazione con il Touring Club Italiano – Emilia-Romagna, il Club Alpino Italiano – Comitato Scientifico Regionale, la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – Emilia-Romagna, la Rete degli Osservatori locali per il Paesaggio, la Fondazione Bologna Welcome, oltre al sostegno di Emil Banca Credito Cooperativo e del Settore Musei Civici Bologna.

Dopo Bologna (14–29 marzo 2026), la mostra farà tappa alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, al Museo Nazionale di Ravenna, alla Rocchetta Mattei, al Museo Casa Cervi, al Complesso Monumentale della Pilotta e al Palazzo Ducale di Sassuolo.

Tutte le fotografie meritevoli sono pubblicate anche su www.tourer.it, portale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale regionale, che ora include una sezione dedicata ai paesaggi tutelati.

La premiazione dei vincitori del contest si terrà il 14 marzo 2026 alle ore 10 alla Pinacoteca Nazionale di Bologna (via Belle Arti 56). Alle 12.30 seguirà l’inaugurazione ufficiale della mostra, a ingresso libero e gratuito. La partecipazione alla premiazione è libera fino a esaurimento posti (consigliata la prenotazione via mail a tourer@cultura.gov.it).

Per informazioni: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna – www.tourer.it/eventi – tourer@cultura.gov.it