domenica 31 maggio 2026

Ponte Albano, attese interminabili al passaggio a livello: il raddoppio ferroviario resta un miraggio

 Da una interrogazione in consiglio comunale una precisazione del sindaco smorza le speranze sulla realizzazione del doppio binario sulla ferrovia Porrettana, Tutto ancora in alto mare.

Foto d'archivio 


Una interrogazione presentata dal gruppo consiliare di centrodestra di Sasso Marconi ha riportato l'attenzione sulla difficile situazione del passaggio a livello di Ponte Albano, dove la chiusura delle sbarre impone spesso lunghe attese agli automobilisti, talvolta anche superiori ai venti minuti, con conseguenti disagi e un significativo aumento dell'inquinamento atmosferico nella zona.

Nell'interrogazione si evidenzia come le prolungate interruzioni della viabilità siano legate agli incroci dei treni previsti nella stazione di Sasso Marconi. Quando uno dei convogli accumula ritardo, quello in orario è costretto a sostare in stazione in attesa dell'incrocio, determinando il mantenimento delle sbarre abbassate per tempi particolarmente lunghi.

Durante queste soste, numerosi veicoli rimangono in coda con il motore acceso, generando emissioni che gravano sulle abitazioni prospicienti la strada e peggiorano la qualità dell'aria per i residenti.

I consiglieri interroganti hanno quindi chiesto un maggiore intervento della Polizia Locale per far rispettare l'obbligo di spegnimento dei motori durante le attese e hanno proposto di valutare il trasferimento dell'incrocio dei treni alla stazione di Marzabotto. In quest'ultima località, infatti, la stazione non è affiancata da un passaggio a livello e l'eventuale sosta di un convoglio in attesa dell'altro non comporterebbe il blocco della viabilità ordinaria.

Nella risposta è stato ricordato che lo spegnimento del motore durante le soste prolungate è già previsto dalla normativa vigente. È stato inoltre precisato che controlli da parte della Polizia Locale vengono effettuati, sebbene non con la frequenza auspicata, a causa dei numerosi impegni che gravano sugli agenti.

Per quanto riguarda l'ipotesi di trasferire a Marzabotto l'incrocio dei treni, l'amministrazione ha spiegato che la proposta non risulta tecnicamente praticabile. L'organizzazione della linea ferroviaria, infatti, è regolata da una serie di concatenazioni operative e collegamenti che non consentono modifiche di questo tipo.

Secondo quanto emerso nel dibattito, il problema potrebbe trovare una soluzione definitiva soltanto con il più volte annunciato raddoppio della linea ferroviaria tra Casalecchio di Reno e Sasso Marconi. L'intervento prevede infatti una profonda riorganizzazione della viabilità nell'area della stazione e l'eliminazione del passaggio a livello di Ponte Albano.

Tuttavia, il progetto del secondo binario appare ancora molto lontano dalla realizzazione. Annunciato e promesso più volte negli anni, non risulta oggi nemmeno inserito in una programmazione concreta.

Nel corso del confronto in Consiglio comunale, il sindaco Roberto Parmeggiani ha spiegato che il raddoppio incontra un ostacolo rilevante. Se non verrà realizzato anche il previsto raddoppio ferroviario a Casalecchio di Reno, collegato al progetto della nuova Porrettana e attualmente privo di finanziamento, l'intero intervento rischia di rimanere definitivamente bloccato.

A complicare ulteriormente il quadro vi è l'assenza di una visione condivisa sul tracciato dell'opera: c'è chi sostiene il prolungamento del doppio binario fino a Marzabotto e chi invece fino a Vergato. Una discussione ancora aperta che dimostra come il progetto non abbia nemmeno raggiunto una definizione definitiva sotto il profilo tecnico, figurarsi sotto quello finanziario.

Resta quindi forte il malcontento di pendolari e residenti. A rendere ancora più amara la situazione è il ricordo della presentazione del progetto per la soluzione del nodo viario di Casalecchio di Reno, con l'interramento della Statale Porrettana e della ferrovia. In quell'occasione, era il 2022, un rappresentante di Trenitalia affermò che le risorse necessarie per l'interramento della linea ferroviaria sarebbero state inserite nel bilancio dell'anno successivo.

Da allora, però, di quei finanziamenti non si è vista traccia. E mentre i progetti restano sulla carta, gli automobilisti continuano ad attendere davanti alle sbarre abbassate e gli abitanti di Ponte Albano a convivere con traffico, rumore e inquinamento.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Non lo fanno a Casalecchio, figurati a Sasso......