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domenica 30 novembre 2025

A Marzabotto è stata completata la sostituzione dei corpi illuminanti in tutto il territorio comunale

 Il 𝒓𝒆𝒍𝒂𝒎𝒑𝒊𝒏𝒈 (sostituzione dei proiettori di tipo alogeno con proiettori a led ad alta efficienza luminosa) è stato ultimato anche nel capoluogo.


Continua il progetto di potenziamento dell’illuminazione pubblica nel territorio comunale di Marzabotto. L’amministrazione, in collaborazione con l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e la Città metropolitana di Bologna, annuncia una serie di interventi puntuali nelle aree del capoluogo e nelle frazioni che presentano condizioni di scarsa luminosità.

Il programma prevede l’installazione di nuovi fari LED ad ampio fascio, tecnologie a basso consumo energetico capaci di garantire una migliore illuminazione e una maggiore uniformità della luce. L’obiettivo dichiarato è duplice: incrementare la sicurezza dei cittadini nelle ore serali e aumentare il livello di vivibilità degli spazi pubblici.

Oltre ai nuovi punti luce, sono previsti anche lavori di sostituzione dei corpi illuminanti esistenti nell’area adiacente all’Istituto Comprensivo di Marzabotto. Un intervento ritenuto prioritario per migliorare la visibilità in un luogo quotidianamente frequentato da studenti, famiglie e personale scolastico.

L’iniziativa, illustrata anche presso l’Info Point di Marzabotto – Welcome Room, rientra in un più ampio percorso di riqualificazione urbana sostenuto dagli enti territoriali. Tra i promotori e divulgatori del progetto figura anche Giorgio Comaschi, impegnato nel valorizzare le buone pratiche locali e le attività di comunicazione rivolte alla cittadinanza.

I lavori continueranno nelle prossime settimane, con ulteriori aggiornamenti man mano che gli interventi procederanno sul territorio.

venerdì 26 febbraio 2021

A Ponte Albano l'illuminazione pubblica fa 'acqua'

 


Un gruppo di residenti di Ponte Albano si è armato di foglio e penna e ha formalizzato tutto il disappunto per la scarsa manutenzione all'impiantistica dell'illuminazione pubblica: precaria e insicura. I denuncianti hanno poi corredato la loro missiva con tanto di servizio fotografico.

Essi scrivono:

Il livello di manutenzione dell'illuminazione pubblica della via in cui abitiamo, ovvero Via Ponte Albano, come può vedere dalle foto che alleghiamo, è inaccettabile.
Abbiamo deciso di scrivere al Suo blog poichè i lavori svolti dall'azienda che ha in carico la manutenzione dell'illuminazione pubblica sono ai limiti della decenza, a nostro avviso pericolosi e decisamente non funzionali.
Dopo essere stati reindirizzati dall'ufficio tecnico del comune a contattare direttamente l'azienda appaltatrice della manutenzione, abbiamo telefonato diverse volte prima di ottenere un intervento che però non si può assolutamente definire una soluzione concreta e risolutiva.

I problemi sono due, come si può vedere dalle foto:

  • il vano di ispezione del palo della luce è stato chiuso con del nastro isolante, poichè evidentemente lo sportello si è rotto o è stato perso, e questa non è certo una soluzione sicura in caso di pioggia visto che all'interno passano cavi elettrici. Cavi elettrici che fino a qualche giorno fa penzolavano fuori dal vano di ispezione, creando un ancor più grave problema di sicurezza per chi passa a piedi o in bicicletta, magari bambini che non si rendono conto della pericolosità di toccare i fili elettrici scoperti.
    Purtroppo non abbiamo foto dei cavi penzolanti, non immaginavamo di certo che l'azienda avrebbe "risolto" il problema con un accrocchio del genere.
    Peraltro abbiamo notato che la stessa "soluzione" è stata adottata anche in un lampione in Via Stazione, quindi deduco che sia il loro modo di lavorare (molto professionale).

  • l'armadio elettrico che contiene gli apparati di controllo dei lampioni è anch'esso stato chiuso con del nastro isolante, poichè evidentemente la serratura dello sportello è stata danneggiata. In questo caso la situazione è ancora più al limite, poichè un solo sottile nastro tiene chiuso lo sportello e una banale folata di vento lo può aprire e lasciare tutti gli apparati all'interno in balia delle intemperie, con tutti i rischi elettrici che ne conseguono.
    Peraltro la base su cui appoggia l'armadietto è soggetta a forte degrado, rendendolo instabile e a rischio di ribaltarsi sulla strada che si trova a pochi centimetri.

La situazione è quindi pericolosa per la circolazione di mezzi e persone, l'azienda che dovrebbe occuparsi della manutenzione interviene poco e con soluzioni da terzo mondo (le normative sulla sicurezza elettrica non le devono rispettare?? I lavori non devono essere svolti a regola d'arte??), l'impressione che abbiamo come abitanti è di abbandono e degrado.

Leggo abitualmente il suo blog e spero che lei possa far notare queste problematiche ai consiglieri dell'opposizione, che portino in consiglio il disagio e il pericolo che crea la pessima qualità dei manutentori che sono stati scelti (e girando per Sasso ci sono tante altre situazioni in cui le scelte del Comune sono pessime, questa che le ho segnalato è una delle tante).






 

 

venerdì 16 febbraio 2018

Salame, vino e 'luce nuova' in via Codicino di Mongardino.

Risultati immagini per lampione
Appuntamento alle 16 di domani, sabato 17 febbraio, a Mongardino per 'l'entrata in servizio' del nuovo lampione di via Codicino, voluto per dare luce al bivio con la provinciale. 
Sarà un incontro significativo poiché è la forma concreta della buona volontà dei residenti. Stanchi di richiedere l'intervento pubblico per avere illuminato un tratto importante della viabilità locale, sono passati alle vie di fatto e, utilizzando i fondi rimasti dalle cene 'pro salta la frana', hanno provveduto, con la supervisione dei tecnici comunali, all'acquisto e alla istallazione di un lampione che assisterà domani, probabilmente divertito, alla distribuzione del salame e del vino a chi vorrà partecipare alla festa in suo onore.

venerdì 15 dicembre 2017

Nuova illuminazione pubblica per Casalecchio di Reno


Al via da metà dicembre il piano di interventi di riqualificazione della pubblica illuminazione e degli impianti termici delle scuole comunali; previsti lavori di efficientamento energetico; entro la primavera sarà completamente riqualificata l’illuminazione dei parchi pubblici cittadini; miglioramento sistema per segnalare i guasti della pubblica illuminazione.

Il comune di Casalecchio di Reno invia:


Un taglio ai consumi energetici del 24,24%, una riduzione delle emissioni in atmosfera pari al 516.540 kg di CO2 all’anno, soprattutto, illuminazione pubblica e immobili comunali più efficienti e confortevoli: grazie a 3,5 milioni di euro di investimenti, che non peseranno sulle casse del Comune, Casalecchio di Reno si avvia a diventare un modello di eccellenza nel risparmio energetico.
Sono solo alcuni dei benefici che verranno assicurati alla città dal nuovo contratto di gestione e manutenzione della pubblica illuminazione e degli impianti energetici degli edifici comunali. .
Il risparmio annuo che si otterrà grazie agli interventi di efficientamento previsti da contratto è pari a 215,63,5 TEP/anno ovvero quello che si avrebbe spegnendo circa 174 caldaie da appartamento per 1 anno, mentre in termini ambientali le minori emissioni di CO2 in atmosfera (- 516.540 kg di CO2/anno) avranno per l’aria di Casalecchio un beneficio pari a  quello che si otterrebbe piantando 737 nuovi alberi.


Sul fronte della pubblica illuminazione è prevista la sostituzione con corpi illuminanti a LED - nel rispetto degli ultimi orientamenti in materia di temperatura di colore – in tutti gli oltre 5.500 punti luce del territorio, verranno, inoltre, adeguati o sostituiti i quadri di alimentazione delle linee in modo da averne il controllo in remoto, saranno sostituite circa 5 km di linee elettriche e aggiunti circa 50 pali alla dotazione attuale.
I lavori relativi all'illuminazione saranno i primi a partire e già entro la primavera 2018 verranno riqualificati i punti luce di tutti i parchi cittadini e di larga parte delle piste ciclabili. A seguire, l’attività si estenderà all'illuminazione stradale secondo una pianificazione che punterà a ridurre i possibili disagi per i cittadini. I lavori nelle principali arterie cittadine, come via Porrettana, Via Bazzanese e via Marconi, si svolgeranno nei mesi di luglio e agosto quando il traffico in città risulta sensibilmente ridotto.

Nell'ambito della cosiddetta “gestione calore” i lavori interesseranno in larga misura gli istituti scolastici e gli impianti sportivi per complessivi 31 edifici comunali. Si tratterà principalmente di attività tese a migliorare la coibentazione dei fabbricati riducendo, quindi, la dispersione di energia e garantendo un miglior comfort ambientale. Queste opere si integreranno con gli importanti interventi di riqualificazione degli impianti già eseguiti dall'Amministrazione nell'ambito dei contratti precedenti. Sarà, infatti, necessario rinnovare solo 9 sulle 37 caldaie a servizio degli immobili comunali. Verranno, invece, sostituiti 1.746 metri quadrati di infissi e realizzati lavori di isolamento delle facciate per 1.035 metri quadrati e delle coperture per 1.787 metri quadrati. Saranno, infine, introdotte pompe di calore per sfruttare completamente l’energia elettrica prodotta dai sistemi solari esistenti già installati sui tetti degli edifici pubblici: l’energia ottenuta verrà utilizzata per produrre acqua calda sanitaria, ad uso, in particolare, delle piscine comunali. Complessivamente, l’insieme delle attività straordinarie previste migliorerà sia la resa energetica degli immobili, sia il comfort climatico ed acustico per chi vive al loro interno ogni giorno. 
I lavori che interesseranno le scuole saranno pianificati in accordo con i servizi educativi e scolastici e saranno preceduti da incontri con i plessi interessati per illustrare nel dettaglio il piano delle attività previste. Tutti gli interventi saranno ultimati entro l’autunno 2019.

sabato 7 novembre 2015

Sasso Marconi. Il sindaco Stefano Mazzetti ha risposto alle interrogazioni di Pietro Fortuzzi.



Gentile Direttore,

sono il consigliere comunale Pietro Fortuzzi, Le invio, come richiesto da alcuni suoi lettori, le risposte scritte che il Sig. sindaco di Sasso Marconi, Stefano Mazzetti, mi ha inviato in questi giorni riguardo le interrogazioni da me presentate.
Preciso che a norma di regolamento, a interrogazioni scritte urgenti, la risposta deve essere fornita parimenti per iscritto. Inoltre esse non passano alla discussione del consiglio comunale.
Vale però il detto latino “Verba volant, scripta manent”.

La risposta alla mia interrogazione circa la 'sicurezza':




Risposta alla interrogazione in merito al del nuovo polo scolastico promesso da ormai 15 anni. 




Risposta alla interrogazione per a mancata illuminazione notturna causa guasti.





giovedì 15 ottobre 2015

Pioppe di Salvaro è di nuovo al buio.

Un'altra denuncia di Domenico: “A Pioppe l'illuminazione va a singhiozzo. Il blak out è infatti di casa ,” precisa. “ I residenti della zona alta dell'abitato sono ancora una volta senza illuminazione pubblica. E' ora che qualcuno si muova dal Comune di Grizzana e, mettendoci la faccia, dia spiegazioni sulla situazione del servizio in questa parte della frazione.
La situazione è poco chiara, anzi molto oscura. Cosa ci sta dietro a questo disservizio prolungato nel tempo. Abbiamo la luce a settimane alterne. Questa parte della frazione è state residenziata e urbanizzata di recente, circa una decina di anni fa, quando fu realizzata anche la linea di illuminazione pubblica.
L'amministrazione comunale cosa dice ? Ci dia una spiegazione! I lampioni vengono spenti di proposito per un risparmio per le casse del Comune? O  sono atti vandalici, come da tempo si vocifera ? E' ora che noi cittadini ci facciamo sentire, altrimenti qui prendono i soldi delle tasse e ci tagliano i servizi.
Se necessita un intervento manutentivo, si provveda. Si cessi questo comportamento elusivo che suona come una vera presa in giro della popolazione!”

sabato 3 ottobre 2015

Pioppe di Salvaro è monca dell'illuminazione pubblica.


A Pioppe di Salvaro il risparmio energetico e un 'fatto sicuro'. Il 'mi illumino di meno' è applicato alla lettera. La grossa frazione denuncia infatti 20 giorni con i lampioni spenti.

Fa la cronaca 'risparmiosa' il signor Domenico che scrive:

Dopo il primo black out, avvenuto dopo una debole precipitazione , che ha richiesto una attesa di 7 giorni prima di veder all'opera i tecnici per la riparazione, sono seguiti 2 giorni di luce per la soddisfazione generale e per illuderci di essere tornati alla normalità. Ma a riportarci alla triste realtà è stato un malefico nuovo scroscio d'acqua, questa volta a catinelle, cui sono seguiti 5 giorni di buio pesto. Ancora all'opera i bravi tecnici che ci hanno ridato il 'mal tolto' dopo 5 giorni, L'illusione questa volta è durata ben 4 giorni . Ieri è piovuto e, manco a dirlo, oggi siamo di nuovo al buio.
Ancora siamo costretti a chiamare il Comune di Grizzana, ma i precedenti ci assicurano che sarà quasi inutile, la trafila riprenderà e dovremo sopportare una nuova lunga attesa. Tempo fa alcuni assessori si pavoneggiavano perchè le lampade di illuminazione pubblica di tutto il comune erano state sostituite con quelle a risparmio energetico. L'operazione avrebbe portato un grosso risparmio così che le spese per le sostituzioni sarebbero state ammortizzate in pochi anni.
Il risparmio energetico il Comune lo sta facendo con lo spegnimento degli impianti, non affrontando il problema in modo efficace . Lascia così al buio i cittadini per giorni e giorni. Sono indignato, ” conclude Domenico, “ e proporrei una class action nei confronti del Comune di Grizzana Morandi. Chi ci sta si faccia vivo”.


lunedì 14 settembre 2015

Monzuno ha di nuovo 'i lampioni accesi'.




Monzuno ha di nuovo i suoi lampioni accesi per tutta la notte. La verifica che la promessa di ridare il servizio sia stata mantenuta è stata salutata con compiacimento  e qualche commento ‘ colorito’ rivolto alla amministrazione comunale che, per risparmiare, aveva attuato la riduzione dei tempi di accensione dei lampioni.  La riduzione del servizio di illuminazione pubblica è stato però preso in considerazione persino dalla Magistratura che ha ipotizzato il reato di ‘interruzione di pubblico servizio’.
Fra coloro che cantano vittoria per il ritorno alla normalità, Francesco Manieri, poiché aveva organizzato una protesta su Facebook  che ha registrato, a suo dire, un vero successo e che  è stata fra le ragioni che hanno consigliato l’amministrazione comunale di ritornare sui suoi passi.  

“La protesta  è stato un successone,” scrive Manieri in un suo commento. “Per la prima volta tante persone ci hanno messo la faccia (una quarantina in pochissimi giorni), più tantissimi ‘mi piace’ di sostegno. Quasi inesistenti i commenti a favore della scelta dell'Amministrazione anche se  il gruppo su cui si è sviluppato il dibattito è in maggioranza frequentato da esponenti sia dell'amministrazione che suoi sostenitori.
Hanno tra l'altro partecipato alla protesta due parlamentari di Alternativa Libera che si sono fatti la foto con l'hashtah #riaccendiamo monzuno ed uno addirittura ha costruito un video ‘strepitoso’ di grande ironia simulando di essere un concorrente di ‘chi vuol esser milionario’ di  Scotti”.
 
A Manieri ( nella foto) abbiamo fatto alcune domande:

Le molte proteste dei monzunesi per lo spegnimento di alcuni lampioni al fine di contenere le spese hanno quindi prodotto l’intervento della Magistratura. Come commenta questa iniziativa? 

E’ stata la prima volta in cui si è visto un coinvolgimento così alto da parte di cittadini  e in così poco tempo. Si sono mobilitati nell'intento di fare capire all'Amministrazioni che questa scelta era sbagliata e che rischiava di produrre più danni che guadagni.

Il problema del contenimento delle spese dei comuni è reale e riconosciuto. Lei in quali settori ritiene che il comune avrebbe dovuto agire per risparmiare ? 

Non nego certamente le difficoltà che le amministrazioni locali vivono e come i tagli effettuati a livello centrale alla fine ricadono sempre tutti sui comuni e sulla loro possibilità di gestire i servizi di base. Nello specifico ritengo che si sarebbe dovuto già da tempo andare verso la totale sostituzione dei corpi illuminanti utilizzando la tecnologia a Led. Fino a qualche anno fa questa trasformazione poteva avvenire a costo zero per i comuni in quanto il risparmio sulla manutenzione per la società Sole, che gestisce la pubblica illuminazione, garantiva un risparmio alla stessa e l'amministrazione avrebbe avuto un ritorno immediato sui costi. Ancora oggi è possibile muoversi in questa direzione anche se le società di gestione tratterrebbero una percentuale del risparmio ottenuto sui consumi per coprire le spese di sostituzione delle plafoniere.
In tutti i casi anche se l'operazione avesse un costo, si parla di un risparmio certo nel lungo periodo. Inoltre bisogna accelerare operazioni come quella effettuata sul magazzino comunale delle Selve di Monzuno volte a realizzare impianti fotovoltaici su tutti i tetti di strutture pubbliche.

Quali sono invece a suo parere i settori di spesa assolutamente intoccabili ?

I settori da tutelare maggiormente sono quelli della scuola, i servizi alla persona e la sicurezza.

Anche se le amministrative non sono imminenti, dopo queste proteste, come si sta preparando l'attuale opposizione all'eventuale ritorno al governo di Monzuno ? E lei vi prenderà parte attiva? 

Attualmente non faccio parte del gruppo di opposizione quindi non posso dare risposte in merito.
Per  il mio impegno politico  negli anni scorsi, mi capita di essere ancora molto in contatto con tanti cittadini e mi interessa il benessere del mio paese. Quindi cerco di essere presente e farmi anche portavoce, come in questo caso, per la soluzione di problemi del nostro territorio. Le amministrative sono ancora lontane, la cosa che credo sia importante è che tanti cittadini, come hanno dimostrato in questa occasione, si espongano nell'interesse non personale ma della collettività. Sarebbe importante che si imparasse a lavorare insieme in modo da arrivare nel tempo a costituire gruppi che eventualmente possano anche formulare una proposta per la guida di Monzuno.

martedì 1 settembre 2015

Illuminazione pubblica di Monzuno, il nodo è arrivato al pettine.



Il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, alla presentazione del bilancio comunale, annunciò che le mancanze di risorse economiche  del Comune avrebbero imposto la riduzione di alcuni servizi , fra cui un contenimento dei tempi di illuminazione pubblica. All’epoca l’assemblea parve aver accolto l’informazione quasi come scontata e di averla addirittura assimilata. Ma forse ognuno era convinto  che quell’annuncio fosse un  ‘falso allarme’ e che poi, come spesso avviene,  tutto sarebbe continuato come al solito. Altri hanno forse pensato che la pesca ‘sarebbe toccata a qualcun altro ’ e sorvolarono.

Ora il nodo è venuto al pettine. I lampioni stanno accesi ‘di meno’, in base a un programma annunciato e reso pubblico dall’amministrazione comunale. C’è però chi, di fronte alla realtà, ha da ridire e soprattutto c’è chi si chiede ‘come è possibile che, a fronte di un aumento delle tasse comunali del 26 % negli ultimi tre anni, preceduto da altri consistenti aumenti, si riducano i servizi ? Dove vanno a finire gli introiti delle tasse?'

Fra coloro che hanno da ridire vi è  Stefano Adani di Vivere Monzuno, che, continuando a notare lo spegnimento, a suo dire poco razionale, dell'illuminazione pubblica monzunese, ha stilato una lettera, nella quale  si pone, e pone, diverse  domande :


Il comune di Monzuno in questi giorni causa i tagli del governo centrale sta riducendo l'illuminazione pubblica delle strade accendendo i lampioni 30' minuti dopo il tramonto, spegnendoli alle ore 1h30' e riaccendendoli alle ore 6h00'.

Gli amministratori del Comune di Monzuno prevedono così un risparmio di spesa del 25-30% sulle astronomiche bollette energetiche che fanno riferimento all'illuminazione pubblica , dimenticando che un effettivo risparmio sarebbe ottenibile invece di tagliare i servizi , utilizzando le tecnologie già presenti come i LAMPIONI a LED che risultano essere meno energivori rispetto alle attuali lampade al sodio.

In una interrogazione della Consulta di Monzuno e Trasasso sull' argomento lampioni al Led il comune risponde che non sarebbe possibile in quanto una norma Regionale impone ai comuni nel raggio di 25km da un osservatorio astronomico ( quello di Loiano) di installare lampioni al LED per non disturbare l' attività dell' osservatorio stesso.

Dimenticano però di comunicare che le tecnologie per installare lampioni al LED anche in zone di sicurezza degli osservatori esistono già, esistono cioè lampioni a led progettati con le seguenti caratteristiche :

- I diffusori verso il basso dell' intensità luminosa
- La regolazione dell’intensità luminosa ( molto più regolabile delle lampade al sodio)
- La possibilità di selezionare lo spettro luminoso ( il cosiddetto colore ) proprio per non
infastidire gli osservatori
- E l' utilizzo di lenti particolari capaci di direzionare il fascio luminoso.

Lo dimostra il fatto che in diversi comuni presenti nel raggio dell' osservatorio ( Monghidoro, Pianoro) sono presenti lampioni al LED,  addirittura anche nella via centrale di Loiano ( a poche centinaia di metri dall' osservatorio) e dulcis in fundo anche nel comune di Monzuno ( la strada principale di fronte al comune in ristrutturazione ) e nella Frazione di Montorio ( vedi foto qui sotto ) .



In un periodo in cui la " sensazione di pericolo " derivante dalla micro e macro criminalità è sempre maggiore, uno dei pochi deterrenti a tale disagio dovrebbero essere la presenza di impianti di video sorveglianza ( praticamente assenti sul nostro territorio a parte quelli di pochi privati e i Bancomat) e naturalmente l'illuminazione pubblica.
Invece il nostro comune decide proprio di tagliare questi servizi ( e lo fa a macchia di leopardo ) decidendo secondo una logica che non è dato conoscere chi deve restare al buio e trovarsi in una situazione da Corea del Nord e chi invece può
godere dell' illuminazione della più tecnologica Corea del Sud .


Il comune di Monzuno inoltre con un improbabile abuso della semiotica ne dà comunicazione alla popolazione annunciando sul proprio sito internet che: “ loro mantengono quanto avevano promesso "

come se la riduzione di un servizio fosse una promessa fatta in campagna elettorale inserita nel loro programma .
Eppure non mi risulta nel loro programma elettorale e non mi pare che nessun cittadino dia per “normale” che a fronte di tasse pagate ci si dovesse aspettare la riduzioni dei servizi :




http://www.comune.monzuno.bologna.it/la-comunicazione/comunicati-stampa/ottimizzare-nonbasta-piu-a-monzuno-si-avvia-il-piano-di-riduzione-dell2019illuminazione-pubblica

Forse sarebbe più appropriato un " abbiamo mantenuto quanto minacciato ! "

Sempre nella stessa pagina internet all'insegna della "trasparenza" è presente un file che indica alla popolazione quali lampioni saranno spenti e quali no, in modo tale che i fortunati privilegiati
possano godere al meglio della propria illuminazione pubblica così come fosse un diritto acquisito e non dovuto.

http://www.comune.monzuno.bologna.it/Aree-tematiche/politica-epartecipazione/documenti/schemapuntiluminosi.pdf

Tale lista poi sembra essere fatta in modo grossolano e paiono esenti pure i lampioni 1063-1064-1065-1066 della località Case Veneziani ( Monzuno) che da tre giorni stanno vivendo una propria e dimenticata " Corea del Nord".

E noi dovremmo continuare a fidarci?

Alcuni giorni fa durante una comunicazione telefonica era stato proposto da noi NORD COREANI di spegnere almeno un lampione sì ed uno no ( o almeno uno ogni tre) , in questo modo sarebbe stata una soluzione sparsa su tutto il territorio in maniera omogenea, senza creare monzunesi di serie A e monzunesi di seri B , purtroppo la soluzione non è stata applicabile,

Ci domandiamo allora :
- quali sono i criteri con cui il comune ha deciso di spegnere alcuni lampioni ?
- perchè non applicare uno spegnimento razionalizzato anche come previsto dalla normativa ?
- nonostante TUTTI paghino le tasse solo alcuni avranno il diritto di essere "illuminati" ?


Stefano Adani - Vivere Monzuno