venerdì 16 gennaio 2026

Tariffa puntuale a Sasso Marconi, tra timori e criticità: il rischio di un sistema più punitivo che equo

 



di Simone Lodi

È arrivata oggi la comunicazione congiunta di Hera, Atersir e del Comune di Sasso Marconi che illustra le modalità di introduzione, a partire da gennaio di quest’anno, dei nuovi pagamenti legati alla Tariffa di Conferimento Puntuale (TCP). Il nuovo sistema calcola l’importo in base al numero dei componenti del nucleo familiare, alla superficie dell’immobile e alla quantità di rifiuto indifferenziato conferito, attraverso la pattumella grigia.

Nel costo complessivo del servizio sono comprese tutte le raccolte differenziate. Per l’indifferenziato, invece, è stata stabilita una quota base annua di conferimenti: se tale soglia viene rispettata, la tariffa resta invariata; se viene superata, scatta un costo aggiuntivo proporzionale al numero di conferimenti in eccesso.

Va ricordato che l’introduzione della TCP è stata approvata nella scorsa legislatura, senza che allora fossero noti tutti i dettagli applicativi. L’ho votata anch’io, quando ero capogruppo consiliare di maggioranza. Proprio per questo, vedere oggi come il sistema è stato concretamente declinato risulta, a mio avviso, motivo di forte preoccupazione per almeno due ragioni.

La prima riguarda il numero particolarmente ridotto di conferimenti consentiti alle famiglie più piccole: per i nuclei monocomponente sono previsti appena 26 conferimenti annui, che diventano 33 per le famiglie di due persone. Solo con tre o quattro componenti si sale a 47 conferimenti all’anno, a fronte di 52 passaggi di raccolta previsti nell’arco dell’anno solare.

Il secondo elemento critico è che questo modello appare più punitivo che premiante. Non sono previsti sconti o incentivi per chi produce meno rifiuto indifferenziato, mentre chi supera la soglia dovrà pagare una quota aggiuntiva in base agli “sforamenti”, il cui importo non è stato ancora chiarito.

C’è poi un dato strutturale che merita attenzione: a Sasso Marconi il numero delle famiglie è in costante aumento e ha ormai raggiunto quota 7.000, non per una crescita demografica, ma per la progressiva riduzione del numero medio di componenti per nucleo. Un fenomeno che pone interrogativi più ampi sul cambiamento della comunità sassese e, più in generale, del contesto provinciale e regionale.

Il timore è che da questa nuova modalità di calcolo della TARI il principale beneficiario sia il gestore del servizio, Hera. Meno certo appare invece che i cittadini possano contare su un miglioramento della qualità del servizio, anche alla luce delle criticità emerse negli ultimi anni, come la recente mancata consegna dei calendari di raccolta.

(Inviato da Dubbio)

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