| Foto da Web |
di Mauro Muratori
Bologna Città e Provincia Autonoma
Quanto accaduto sul treno tra Vergato e Porretta, in pieno orario post-scuola,
è l’ennesima prova di una verità che si continua a negare: la sicurezza nel
bolognese è fuori controllo.
Un gruppo di giovani stranieri, noti sul territorio, ha aggredito un uomo per
rubargli il cellulare. Alla reazione della vittima, il branco ha iniziato a
picchiarlo.
Nonostante l’intervento del capotreno, sono scappati indisturbati, portandosi
via il bottino.
Questo non è degrado..
Basta favole. Basta minimizzare. Basta voltarsi dall’altra parte.
I cittadini:
non possono più salire su un treno senza paura;
non possono più difendersi senza rischiare di finire indagati;
non possono più accettare che chi delinque comandi e chi lavora subisca.
Nel frattempo:
le pattuglie sono insufficienti,
la Polfer è assente,
le espulsioni non vengono eseguite,
i confini restano aperti,
e i delinquenti vengono mantenuti con i soldi delle tasse.
Questa situazione è INTOLLERABILE
Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a bande organizzate, violente, che
agiscono con la certezza dell’impunità.
Servono misure immediate, drastiche,
senza ipocrisia
Pretendiamo ORA:
Polfer fissa sui treni e nelle stazioni, tutti i giorni, non “a campione”;
Rimpatrio immediato per ogni straniero che commette reati, senza eccezioni;
Blocco degli ingressi irregolari e chiusura delle frontiere a chi non viene per
turismo, lavoro regolare o studio;
Pugno durissimo contro le bande violente (“maranza”): arresti, processi rapidi,
carcere;
Fine immediata dei sussidi pubblici a chi delinque: nessun euro per mantenere
criminali e famiglie che vivono di illegalità.
Chi sbaglia deve pagare. Chi rispetta le regole deve essere protetto.
La sicurezza non è una concessione, è un diritto.
Bologna e la sua provincia non diventeranno terra di nessuno.
Se lo Stato e le amministrazioni locali non riprenderanno il controllo, il
danno sociale sarà irreversibile.
Basta paura. Basta silenzio. Basta impunità.
Adesso servono fatti. Non domani. Ora.
Fonte da Facebook
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