venerdì 6 febbraio 2026

L’Appennino bolognese “si assotiglia”: sei Comuni esclusi dalla nuova classificazione montana

 



L’Appennino bolognese perde sei Comuni. È l’effetto della riclassificazione dei territori montani decisa dal Governo, che ridefinisce i criteri di appartenenza alla montagna e colloca Monte San Pietro, Sasso Marconi, Marzabotto, Borgo Tossignano, Casalfiumanese e Fontanelice fuori dall’area ufficialmente riconosciuta come montana.

Una decisione che non è priva di conseguenze. L’esclusione comporta infatti la perdita dell’accesso diretto ai fondi nazionali destinati alle aree montane, con il rischio concreto che i Comuni riclassificati restino penalizzati nella distribuzione delle risorse. In altre parole, al tavolo in cui si decidono e si assegnano i finanziamenti per la montagna, questi territori rischiano di non avere più voce.

La Regione Emilia-Romagna, tuttavia, assicura che l’equilibrio costruito negli ultimi anni non verrà compromesso. «L’assetto territoriale che abbiamo costruito da Rimini a Piacenza non sarà messo in discussione — spiega l’assessore regionale competente — e non ci sarà contrapposizione tra crinale e valle. Al contrario, continueremo a promuovere strategie di integrazione, cooperazione e solidarietà».

Proprio per attenuare gli effetti della normativa nazionale, la Regione è intervenuta in anticipo: nella legge di bilancio 2026–2028 le risorse del Fondo montagna regionale sono state aumentate del 60%, un intervento che — secondo l’assessorato — consentirà di non penalizzare alcun Comune, compresi quelli esclusi dalla nuova classificazione statale.

Resta però il dato politico e territoriale: una parte significativa dell’Appennino bolognese viene oggi collocata in una sorta di “terra di mezzo”, né montagna né pianura, con il rischio di indebolire il riconoscimento istituzionale di territori che continuano a fare i conti con fragilità infrastrutturali, spopolamento e carenza di servizi.

Permettete una mia appendice:  sono sassese da sempre, mi piaceva chiamarmi ‘montanaro’,  ora non posso più farlo. Ma non sono neppure uno della bassa. 

Ricordo quando iniziai a frequentare le scuole a Bologna: i compagni bolognesi sulle prime mi guardavano con sufficienza, mi consideravano un montanarotto’. Sulle prime mi disturbò non poco, ma poi quando cominciai a prendere coscienza dell’appartenere a una terra bellissima e più sana della loro città, ne fui orgoglioso. Personalmente continuerò a ritenermi ‘montanaro’.  

 

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Marzabotto e Sasso Marconi, come comuni contigui, si possono fondere previo referendum tra le due cittadinanze.

Anonimo ha detto...

Se i due Comuni si fondono, non cambia niente sempre comuni di pianura rimarranno, senza agevolazione GPL, senza potere usare auto vecchie, senza potere usare legna per scaldarsi senza agevolazione per gas e acqua, viva la montagna, viva Vergato.

Anonimo ha detto...

A questo punto meglio fonderci con Casalecchio, del quale siamo una propaggine: edificazione senza soluzione di continuità!

Anonimo ha detto...

Per carità!