lunedì 26 gennaio 2026

Sanità, addio ai Cau come li conosciamo: nel 2026 cambia la gestione delle urgenze

 



Il 2026 segnerà una svolta per i Cau, i centri per le urgenze minori nati per alleggerire i Pronto soccorso. La Regione avvia una profonda riorganizzazione che porterà anche a superare il nome “Cau”, oggi usato per strutture molto diverse tra loro.

Ad annunciarlo è l’assessore alla Sanità Massimo Fabi, che parla della necessità di fare chiarezza per i cittadini. Attualmente, infatti, sotto la stessa sigla convivono tre modelli differenti: i centri vicini ai grandi Pronto soccorso, che funzionano come filtro dopo il triage; quelli destinati a entrare nella rete della medicina di base; e infine i Cau che hanno sostituito i punti di primo intervento negli ospedali più periferici.

“Chiamare tutto allo stesso modo crea confusione”, spiega Fabi. Per questo la Regione intende ridefinire ruoli e nomi, puntando su un’informazione più chiara sull’uso corretto dei servizi.

La linea della nuova giunta guidata da Michele de Pascale è netta: per le urgenze meno gravi, il primo riferimento deve restare il medico di famiglia o il pediatra. I Cau, ribadisce anche il presidente della Regione, non fanno parte del sistema di emergenza, ma devono diventare uno strumento della sanità territoriale.

L’obiettivo della riforma è rafforzare l’assistenza di prossimità e ridurre la pressione sui Pronto soccorso, offrendo ai cittadini percorsi più semplici e comprensibili.

Nessun commento: