Una interrogazione
di attualità a risposta immediata in Aula è stata presentata dal
consigliere del PD Raffaele Donini ( nella foto) all’attenzione del Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna,
Maurizio Fabbri, in merito alla drastica riduzione delle risorse
previste dalla legge di bilancio 2026
per il Fondo destinato al miglioramento
della qualità dell’aria nella Pianura Padana.
Nel testo, il consigliere regionale firmatario evidenzia
come il taglio ai finanziamenti incida in modo significativo sulla capacità
delle Regioni interessate di programmare e realizzare interventi strutturali di contrasto all’inquinamento atmosferico,
proprio in una fase in cui iniziavano a manifestarsi primi segnali positivi sul fronte del miglioramento degli
indicatori ambientali.
Le risorse del Fondo, ricorda
l’interrogazione, sono destinate a sostenere misure di riduzione dei principali
inquinanti atmosferici, il supporto ai piani
regionali per la qualità dell’aria e la transizione verso modelli
produttivi, di mobilità e abitativi meno emissivi. Un impegno particolarmente
rilevante per la Pianura Padana,
riconosciuta come una delle aree più inquinate d’Europa per concentrazioni di
PM2,5 e altri inquinanti, a causa di fattori orografici, densità abitativa,
traffico veicolare, attività industriali e agricole.
Secondo il consigliere, la riduzione
delle risorse rischia di tradursi in una contrazione
delle attività di abbattimento delle emissioni, con effetti diretti su
settori strategici come mobilità, riscaldamento civile, industria e
agricoltura. Una scelta che, sottolinea il documento, potrebbe avere ricadute
negative sulla salute pubblica,
considerata la stretta correlazione tra inquinamento atmosferico e aumento
delle patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche, come dimostrato da
numerosi studi scientifici e rapporti delle autorità sanitarie.
L’interrogazione richiama inoltre
l’attenzione sugli effetti economici e sociali del peggioramento della qualità
dell’aria, evidenziando come la prevenzione ambientale contribuisca a ridurre i
costi sanitari e le disuguaglianze legate all’esposizione prolungata agli
inquinanti. Particolarmente critico, viene osservato, è il ridimensionamento
dei finanziamenti alla luce della perdurante
procedura di infrazione europea per il superamento dei limiti di
qualità dell’aria, che interessa anche i territori del bacino padano.
Nel testo si sottolinea inoltre il
rischio che la riduzione delle risorse statali possa comportare una traslazione degli oneri sanzionatori
sulle amministrazioni regionali, nonostante gli accordi di programma sottoscritti in passato tra il
Ministero dell’Ambiente e le Regioni della Pianura Padana prevedessero impegni
finanziari certi e pluriennali, indispensabili per garantire continuità ed
efficacia alle politiche di risanamento atmosferico.
Alla luce di queste considerazioni, il consigliere chiede alla Giunta regionale se non ritenga opportuno sollecitare il Governo a riconsiderare la scelta di ridurre drasticamente le risorse del Fondo e ad adottare iniziative a tutela dei territori maggiormente esposti all’inquinamento atmosferico, sostenendo gli interventi di riduzione delle emissioni e di protezione della salute pubblica. Viene inoltre chiesto se la Regione intenda farsi promotrice, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di un’iniziativa formale per evidenziare l’incoerenza tra il taglio dei finanziamenti e gli impegni pluriennali assunti dal Ministero dell’Ambiente con le Regioni del bacino padano.
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