domenica 18 gennaio 2026

Tagli al Fondo per la qualità dell’aria: interrogazione in Aula alla Giunta regionale

 



Una interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula è stata presentata dal consigliere del PD Raffaele Donini ( nella foto) all’attenzione del Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Maurizio Fabbri, in merito alla drastica riduzione delle risorse previste dalla legge di bilancio 2026 per il Fondo destinato al miglioramento della qualità dell’aria nella Pianura Padana.

Nel testo, il consigliere regionale firmatario evidenzia come il taglio ai finanziamenti incida in modo significativo sulla capacità delle Regioni interessate di programmare e realizzare interventi strutturali di contrasto all’inquinamento atmosferico, proprio in una fase in cui iniziavano a manifestarsi primi segnali positivi sul fronte del miglioramento degli indicatori ambientali.

Le risorse del Fondo, ricorda l’interrogazione, sono destinate a sostenere misure di riduzione dei principali inquinanti atmosferici, il supporto ai piani regionali per la qualità dell’aria e la transizione verso modelli produttivi, di mobilità e abitativi meno emissivi. Un impegno particolarmente rilevante per la Pianura Padana, riconosciuta come una delle aree più inquinate d’Europa per concentrazioni di PM2,5 e altri inquinanti, a causa di fattori orografici, densità abitativa, traffico veicolare, attività industriali e agricole.

Secondo il consigliere, la riduzione delle risorse rischia di tradursi in una contrazione delle attività di abbattimento delle emissioni, con effetti diretti su settori strategici come mobilità, riscaldamento civile, industria e agricoltura. Una scelta che, sottolinea il documento, potrebbe avere ricadute negative sulla salute pubblica, considerata la stretta correlazione tra inquinamento atmosferico e aumento delle patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche, come dimostrato da numerosi studi scientifici e rapporti delle autorità sanitarie.

L’interrogazione richiama inoltre l’attenzione sugli effetti economici e sociali del peggioramento della qualità dell’aria, evidenziando come la prevenzione ambientale contribuisca a ridurre i costi sanitari e le disuguaglianze legate all’esposizione prolungata agli inquinanti. Particolarmente critico, viene osservato, è il ridimensionamento dei finanziamenti alla luce della perdurante procedura di infrazione europea per il superamento dei limiti di qualità dell’aria, che interessa anche i territori del bacino padano.

Nel testo si sottolinea inoltre il rischio che la riduzione delle risorse statali possa comportare una traslazione degli oneri sanzionatori sulle amministrazioni regionali, nonostante gli accordi di programma sottoscritti in passato tra il Ministero dell’Ambiente e le Regioni della Pianura Padana prevedessero impegni finanziari certi e pluriennali, indispensabili per garantire continuità ed efficacia alle politiche di risanamento atmosferico.

Alla luce di queste considerazioni, il consigliere chiede alla Giunta regionale se non ritenga opportuno sollecitare il Governo a riconsiderare la scelta di ridurre drasticamente le risorse del Fondo e ad adottare iniziative a tutela dei territori maggiormente esposti all’inquinamento atmosferico, sostenendo gli interventi di riduzione delle emissioni e di protezione della salute pubblica. Viene inoltre chiesto se la Regione intenda farsi promotrice, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di un’iniziativa formale per evidenziare l’incoerenza tra il taglio dei finanziamenti e gli impegni pluriennali assunti dal Ministero dell’Ambiente con le Regioni del bacino padano.

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