Gravi e
persistenti criticità nella promozione turistica, nell’ospitalità e nell’accoglienza
dell’Appennino bolognese. A denunciarle è ARCA
Appennino Bolognese, impegnata da tempo in un progetto di
valorizzazione territoriale legato a un’antica via etrusca che attraversa più comuni, e oggi costretta a
fare i conti con un contesto istituzionale che – afferma l’associazione – non è all’altezza delle potenzialità del territorio.
Il lavoro di ARCA consiste nella
raccolta, verifica e organizzazione di informazioni fondamentali per il
turista: servizi disponibili, accessi, collegamenti, siti di interesse,
strutture di accoglienza. Un’attività che sul versante toscano ha potuto svilupparsi con efficacia
grazie a un sistema informativo accessibile, a interlocutori disponibili e a
una macchina pubblica collaborativa.
Lo scenario cambia radicalmente sull’Appennino bolognese, dove emergono ostacoli continui e strutturali.
L’associazione segnala difficoltà croniche nell’ottenere risposte dagli uffici
competenti, l’assenza di informazioni chiare, aggiornate e realmente utili al
visitatore e, in molti casi, una gestione
dell’accoglienza inadeguata, segnata da scarsa disponibilità e da una
relazione con il pubblico che non risponde agli standard minimi richiesti da un
territorio a vocazione turistica.
«L’accoglienza non è un dettaglio –
sottolinea ARCA – ma il primo biglietto da visita di un territorio». Eppure, il
funzionamento della macchina pubblica appare spesso lento, frammentato e autoreferenziale, incapace di
sostenere chi lavora concretamente alla valorizzazione locale. Un limite che
non solo ostacola i progetti in corso, ma finisce per scoraggiare associazioni,
operatori e piccole realtà che cercano di costruire percorsi di sviluppo
sostenibile.
Pur evitando generalizzazioni e
riconoscendo l’impegno di singoli operatori e dipendenti pubblici che lavorano
con professionalità, ARCA evidenzia come il problema sia sistemico e riguardi l’organizzazione
complessiva, la mancanza di coordinamento e una visione ancora troppo debole
sul ruolo strategico del turismo.
Il risultato è sotto gli occhi di
tutti: un territorio ricchissimo di
storia, ben collegato e con enormi potenzialità culturali e ambientali che
continua a essere sottoutilizzato, poco raccontato e scarsamente promosso.
Quella di ARCA non è una semplice
osservazione, ma una presa di posizione
netta: le criticità vanno riconosciute e affrontate senza ulteriori
rinvii. Perché senza un cambio di passo deciso, l’Appennino bolognese rischia
di restare ai margini, penalizzando chi lo abita e allontanando chi vorrebbe
scoprirlo.
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