La temperatura rigida della notte di Capodanno a Sasso
Marconi ha trasformato l’incontro in piazza per il tradizionale rogo del
Vecchione in una partecipazione rapida, quasi un “mordi e fuggi”. Nonostante il
freddo pungente, il rito scaramantico ha richiamato come sempre numerosi
cittadini e non è mancato chi, quando le fiamme avevano ridotto tutto alle sole
braci, per sfuggire al gelo, ha oltrepassato le transenne che delimitavano
l’area del rogo per avvicinarsi ai resti del fuoco e trarne un po’ di calore.Il Vecchione di Sasso Marconi
Allo scoccare della mezzanotte, che ha segnato la fine
del 2025, è stata data alle fiamme la struttura simbolica rappresentante l’anno
appena concluso. Il rogo è stato accompagnato da botti, cori e fuochi
d’artificio che hanno illuminato la piazza, scandendo il passaggio al nuovo
anno.
| Il Vecchione di Fontana |
Anche nella vicina frazione di
Fontana il rito si è rinnovato: l’anno concluso è stato affidato alle fiamme
attraverso la figura del Vecchione, seguito con ampia partecipazione dai
residenti. La cerimonia è stata animata da scoppi di mortaretti e dal
tradizionale brindisi con lo spumante.
Dopo gli
scambi di auguri e la partecipazione a una rappresentazione collettiva sentita
e condivisa, in molti hanno fatto ritorno al tepore delle abitazioni. A
Fontana, tuttavia, la serata ha confermato ancora una volta il forte legame
della comunità con un rito identitario, capace di richiamare le origini della
frazione da cui ha preso forma l’attuale Sasso Marconi.
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