martedì 11 luglio 2017

Per la collina sassese da domani Casalecchio sarà 'più vicino'.

Domani, mercoledì 12 giugno, Tignano riavrà la piena fruibilità della sua rete viaria. Alle 18.30 verrà infatti inaugurato il ripristino della frana sulla comunale che da Mongardino porta a Casalecchio di Reno e verrà di nuovo consentito il transito dei veicoli.
Lo smottamento aveva portato all'interruzione del passaggio per oltre un anno e mezzo. 

 
L'intervento di ripristino del fronte franato ha richiesto un impegnativo lavoro che ha comportato l'istallazione in verticale di ben 6 ordini di gabbionate. “Per dare stabilità a un fronte tanto esteso e profondo,” spiegano i tecnici del Comune, “ è stata applicata la tecnica Terramash, brevettata dalla Maccaferri di Bologna. Tale tecnica dà stabilità al fondo stradale tramite una serie di strati di ghiaia di tipo A certificata. Si ottiene quindi il riempimento del tratto smottato con la stesura di una rete zincata e plastificata che copre l'intero tratto franato. Sopra questa viene posata la ghiaia e pressata fino ad avere uno strato compatto dell'altezza uniforme e dello spessore di poche decine di centimetri. Quindi si ripete l'operazione con una nuova distesa di rete, l'aggiunta della ghiaia e la pressatura di questa, fino ad ottenere, con numerosi strati, il completo riempimento. La pila ottenuta dà un'ottima stabilità nel tempo all'opera di ripristino stradale, alleggerisce il peso sulla sponda gabbionata e ne assicura la tenuta. L'utilizzo del Terramash ha inoltre consentito di mantenere i costi dell'intervento nei limiti delle risorse disponibili. Per assicurare la perfetta realizzazione dell'opera, “ concludono i tecnici, “sono stati fatti ben tre collaudi in corso d'opera”. 
 
Il ripristino della viabilità era molto atteso poiché la comunale di Tignano rappresenta un'ottima alternativa alla intasatissima Porrettana per coloro che dalle colline in sinistra Reno debbono raggiungere la cintura cittadina e la tangenziale di Bologna.

1 commento:

Anonimo ha detto...

quanto pompano per un'opera che obbligatoriamente doveva essere fatta coi soldi dei cittadini.