giovedì 20 luglio 2017

Il Divertor Tokamak Test facility al centro Enea del Brasimone, il sì di Città metropolitana e Regione.

Durante il convegno del 14 luglio a Castiglione dei Pepoli il sindaco metropolitano Virginio Merola e l’assessore regionale Palma Costi hanno assicurato il sostegno di Città metropolitana di Bologna e Regione Emilia-Romagna alla candidatura del Centro Enea del Brasimone per ospitare progetti di ricerca scientifica europei


L'unione dei Comune dell'Appennino bolognese informa:


Si è concluso con la volontà condivisa da parte di amministratori pubblici e tecnici di sostenere la candidatura del Centro Enea del Brasimone ad ospitare i progetti europei nell’ambito della ricerca energetica sostenibile, il convegno organizzato dal Comune di Castiglione dei Pepoli venerdì 14 luglio a cui ha partecipato un gran numero di cittadini attenti e interessati.
L’obiettivo è quello di permettere al Centro Enea ospitato sulle sponde del lago Brasimone, nel Comune di Camugnano, di ospitare il Divertor Tokamak Test facility (DTT), una macchina di ricerca destinata a sviluppare e testare materiali adatti a resistere ad alte temperature e capaci di funzionare in condizioni estreme, necessarie per produrre in futuro forme di energia sostenibile.
Per conto di Enea l’ingegner Mariano Tarantino ha illustrato le attuali attività del Centro Enea, un centro di altissimo profilo e all’avanguardia proprio nello studio di nuove tecnologie legate alla produzione di energia, mentre l’ingegner Aldo Pizzuto ha spiegato cos’è la DTT, un componente sperimentale che si pone l’obiettivo di arrivare fra qualche decennio alla costruzione di centrali che producano energia pulita e inesauribile, senza pertanto scorie o rischi di inquinamento. Una ricerca sulla quale l’Europa crede molto. Il professor Federico Testa, presidente di Enea, ha ribadito come i cambiamenti climatici facciano della produzione energia pulita e rinnovabile la sfida del futuro. Il centro sul Brasimone è ideale, perché, oltre a essere già operante e di proprietà Enea, è già conosciuto nel mondo per l’alta qualità della ricerca.
Il sindaco di Camugnano Alfredo Del Moro da parte sua ha spiegato che nel suo Comune sono pronti ad ospitarlo, convinti dei benefici che ne deriverebbero, anche se è importante spiegare ai cittadini l’assenza di rischi rispetto a diverse tecnologie del passato.
Palma Costi, assessore alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna ha dichiarato che la Regione ha manifestato ufficialmente al Governo il sostegno alla candidatura del Brasimone, impegnandosi a investire le quote di cofinanziamento necessarie. D’altronde l’Emilia-Romagna ha già tanti segmenti industriali di alto profilo tecnologico e può inoltre contare su un buon rapporto di collaborazione e di sostegno con la regione Toscana. A tal proposito il sindaco di Vernio Giovanni Morganti ha portato i saluti dell’assessore alle attività produttive della Regione Toscana, Stefano Cioffo, che ovviamente sostiene il progetto del Brasimone perché il lago è sul crinale e il suo rilancio avrebbe ricadute positive anche per l’Appennino Toscano.
L’attrattività di Bologna metropolitana (si pensi ai casi del Tecnopolo, del Centro europeo per la meteorologia o della Philip Morris) è stata ribadita dal sindaco metropolitano Virginio Merola che ha ribadito l'importanza di lavorare in rete con le altre istituzioni e gli altri territori: è per esempio in cantiere un patto con Firenze metropolitana. Non c’è insomma un posto migliore dell’Appennino bolognese per dare origine ad una vera e propria ‘cittadella della scienza e della ricerca'.
E il sostegno al Brasimone arriva anche dal deputato Gianluca Benamati: cresciuto professionalmente proprio al Centro Enea del Brasimone dove si è occupato di tecnologie energetiche come ingegnere chimico ha confermato il suo impegno in prima persona per la candidatura italiana per la DTT, perché sul Brasimone ci sono le caratteristiche e le qualità umane, professionali e amministrative necessarie per farcela. Senza dimenticare i 500/1000 posti di lavoro qualificati che il progetto potrebbe generare e che potrebbero rilanciare quest’area.
A conclusione del convegno il sindaco di Castiglione Maurizio Fabbri ha ribadito che il territorio è pronto a fare il possibile per ospitare questo grande investimento: i servizi già predisposti, i collegamenti autostradali, gli investimenti fatti sulla qualità della vita in Appennino rendono oggi quest’area competitiva. Non sarà facile ma le premesse ci sono tutte.



8 commenti:

Anonimo ha detto...

quanta imu entra nelle casse del comune?

Anonimo ha detto...

Per riprendere il filo, risquivo qui quanto scrissi a giugno:

La fusione nucleare, quantomeno quella calda, non è né pulita, né sicura e nemmeno illimitata.

Questo è quello che ci vogliono far credere, ma putroppo non è così.
(E sottolineo putroppo, perché la fisica nucleare fa parte del mio curriculum e sono stato un nuclearista convinto)

Non mi sembra il luogo per fare dei trattati, ma lancio qualche traccia di meditazione:
- Qual è il rapporto tra energia utilizzata ed energia prodotta? Quale sarà in un reattore di produzione? Che attrattiva avrà per dei terroristi?

- E' vero che di idrogeno e deuterio ce n'è a iosa, ma di trizio (radioattivo) ce n'è molto meno e se si vuole che il reattore renda commercialmente deve andare a trizio.

- Ma, soprattutto, un tokamak non consuma l'idrogeno, bensì i metalli con cui è rivestito l'interno e che si consumano ad una velocità piuttosto elevata (litio, berillio...): sono quelli il vero carburante dei reattori a fusione!

- E' vero che se ora il plasma va a sbattere contro le pareti si spegne come una cicca di sigaretta nel lavandino, ma sarà così anche in un reattore di produzione? Per renderlo economicamente vantaggioso, dovrà essere caricato ben oltre quelli che ora sono definiti come parametri di sicurezza. Esattamente come a Fukushima: quel tipo di reattore, per come lo si studia a scuola, sarebbe dovuto essere autoestinguente, ma non è stato così per il fattore di scala dei componenti necessari a renderlo economicamente conveniente.

Meditiamo, gente, meditiamo...

michele bellettato ha detto...

Non ho partecipato all'incontro e non sono ben informato sulle iniziative del centro ricerche del Brasimone, ma sono un Fisico e lavoro al CNR di Bologna facendo ricerca su celle fotovoltaiche di ultima generazione; in passato, da studente, sono stato anche io affascinato ed ho sostenuto con entusiasmo la causa della ricerca energetica nel campo della energia ottenuta per fusione nucleare fino a quando non mi sono reso conto che "non è tutto oro quello che luccica".
Leggendo l'articolo mi ha infastidito l'assenza di una giusta definizione di ciò di cui si sta parlando e temo che non tutti abbiano colto l'argomento.
Definire il Divertor Tokamak Test facility (DTT) come "una macchina di ricerca destinata a sviluppare e testare materiali adatti a resistere ad alte temperature e capaci di funzionare in condizioni estreme, necessarie per produrre in futuro forme di energia sostenibile" credo sia giusto, ma allo stesso tempo un pò fuorviante.
Per chi non lo sapasse il Tokamak altro non è che un REATTORE NUCLEARE A FUSIONE; chiedo pertanto a chi ha partecipato all'incontro se si è parlato di energia nucleare, perchè di questo si tratta!
Per coerenza e chiarezza voglio dichiarare la mia completa contrarietà all'energia Nucleare, sia quella ottenuta per fissione dell'atomo (i classici reattori di cui il mondo purtroppo è pieno), sia quella ottenuta per fusione di atomi di deuterio e trizzio e che si sta cercando di portare su larga scala tramite la ricerca con macchine come i Tokamak o gli Stellarator appunto. Sempre di ENERGIA NUCLEARE si tratta!
Chiedo perciò ai partecipanti all'incontro, ai rappresentanti della regione e ai sindaci che hanno dato sostegno alla candidatura: sapete di cosa si sta parlando? Siete a conoscenza di tutti gli aspetti che ne potrebbero conseguire?
Io come cittadino di Sasso Marconi e abitante delle valli Reno e Setta, dell'Emilia Romagna e del mondo ho espresso il mio dissenso all'Energia Nucleare al referendum abrogativo del 2011; devo prendere atto che il mio dissenso come quello degli Italiani che votarono non è tenuto per nulla in considerazione!
Michele Bellettato

Anonimo ha detto...

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2017/04/06/leg.17.bol0799.data20170406.com10.pdf

solo questioni di soldi

Anonimo ha detto...

anonimo 20/7/17 ore 11:57
non dire sciocchezze,queste sono cose MOLTO serie, se non riesci....lascia perdere...vai al bar dello sport

Anonimo ha detto...

Anonimo ha detto...
anonimo 20/7/17 ore 11:57
non dire sciocchezze,queste sono cose MOLTO serie, se non riesci....lascia perdere...vai al bar dello sport


MA VAI TU A GIOCARE IN AUTOSTRADA A FERRAGOSTO.

Anonimo ha detto...

Non ho partecipato all'incontro e non sono ben informato sulle iniziative del centro ricerche del Brasimone, ma sono un Fisico e lavoro al CNR di Bologna facendo ricerca su celle fotovoltaiche di ultima generazione

a QUANDO CELLE con efficienza superiore al 50%???

Anonimo ha detto...

Sicuramente prima della fusione nucleare con un rendimento superiore allo 0,1%