di Dubbio
Un rimborso da 36 euro negato diventa un caso politico
in Emilia-Romagna. È quanto emerge da un’interrogazione a risposta orale in
Commissione rivolta alla Giunta regionale e indirizzata alla Presidente
dell’Assemblea legislativa, Emma Petitti, che accende i riflettori su una
vicenda che coinvolge una cittadina con disabilità motoria residente a Sasso
Marconi.
La protagonista è E.M., costretta a utilizzare
quotidianamente una carrozzina personalizzata fornita dall’Ausl di Bologna. Nel
giugno 2022, durante una vacanza in Spagna, la carrozzina si è improvvisamente
rotta, rendendo necessaria una riparazione urgente per consentirle di
proseguire la mobilità. L’intervento, effettuato sul posto, è costato 36 euro,
somma pagata direttamente dall’interessata.
Al rientro in Italia, E.M. ha chiesto
il rimborso della spesa all’Ausl di Bologna, che però lo ha negato motivando la
decisione con l’assenza di un preventivo autorizzato prima dell’intervento. Una
circostanza che, secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, mal si
concilierebbe con l’urgenza della riparazione e con la condizione di disabilità
permanente della donna.
La cittadina si è quindi rivolta al
Difensore civico regionale, ma anche questo tentativo si è concluso senza
esito: il procedimento è stato archiviato per mancanza di riscontro da parte
dell’Ausl, nonostante i solleciti ufficiali inviati dall’ufficio del Difensore
civico.
Da qui le domande rivolte alla
Giunta: se il mancato rimborso di una spesa così contenuta e sostenuta per un
intervento urgente all’estero sia coerente con gli indirizzi regionali in
materia di disabilità; se la decisione dell’Ausl di Bologna non appaia
vessatoria e iniqua nei confronti dell’interessata; e, più in generale, quale
sia il giudizio complessivo dell’esecutivo regionale sull’intera vicenda.
Un caso di
pochi euro, ma dal forte valore simbolico, che riapre il dibattito su
burocrazia, diritti e reale attenzione alle esigenze quotidiane delle persone
con disabilità.
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