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domenica 5 luglio 2026

Alluvione 2023, Mastacchi chiede piena trasparenza sulle donazioni: «Serve una rendicontazione verificabile»

 


Come sono stati utilizzati i fondi raccolti attraverso le donazioni per l'alluvione del 2023? Qual è stata la destinazione del saldo residuo del conto corrente dedicato? E a quanto ammontano gli interessi maturati sulle somme versate da cittadini, imprese e istituzioni?

Sono queste le principali questioni al centro dell'interrogazione presentata in Assemblea legislativa dal consigliere regionale Marco Mastacchi (nella foto), capogruppo di Rete Civica, che chiede alla Giunta dell'Emilia-Romagna una rendicontazione più dettagliata e pienamente verificabile delle risorse raccolte dopo l'emergenza.

Secondo Mastacchi, le informazioni finora pubblicate dalla Regione risultano troppo sintetiche e non consentono ai cittadini di ricostruire con precisione il percorso delle somme donate. Da qui la richiesta di una documentazione analitica che permetta di conoscere la destinazione di ogni euro raccolto, la gestione del saldo finale del conto dedicato e l'ammontare degli interessi attivi maturati nel periodo di giacenza delle risorse.

«Le risorse raccolte attraverso contributi volontari – afferma il consigliere – assumono un valore non soltanto economico, ma anche etico, perché si fondano sul rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione pubblica. Per questo una rendicontazione analitica rappresenta un dovere imprescindibile».

La richiesta di una tracciabilità completa

L'interrogazione pone l'accento sulla necessità di garantire la piena tracciabilità amministrativa e contabile delle donazioni. In particolare, Mastacchi chiede che siano resi disponibili gli atti che documentano l'intero percorso delle risorse, dai versamenti iniziali fino ai pagamenti effettuati, attraverso mandati, reversali e disposizioni bancarie.

Secondo il consigliere, solo una documentazione completa consentirebbe ai cittadini e agli organi di controllo di verificare che le somme raccolte siano state integralmente destinate agli interventi previsti e non confluite indistintamente nei capitoli ordinari del bilancio regionale.

Tra i punti sui quali viene chiesto un chiarimento figurano anche la destinazione del saldo residuo dopo la chiusura del conto corrente dedicato e il rendiconto degli interessi maturati. Trattandosi di fondi vincolati derivanti da donazioni, sostiene Mastacchi, anche gli interessi rappresentano parte integrante delle risorse destinate agli interventi per l'emergenza e devono quindi essere rendicontati con la stessa trasparenza.

Il valore della fiducia

L'iniziativa prende spunto dalla straordinaria mobilitazione di solidarietà seguita alle alluvioni che hanno colpito l'Emilia-Romagna nel 2023. Migliaia di cittadini, imprese, associazioni ed enti hanno contribuito con donazioni volontarie, affidando alla Regione il compito di utilizzare quelle risorse per sostenere i territori colpiti.

Proprio per questo, osserva Mastacchi, la gestione delle donazioni richiede un livello di trasparenza ancora più elevato rispetto alla normale amministrazione delle risorse pubbliche. Se il pagamento delle imposte costituisce un obbligo previsto dalla legge, le donazioni rappresentano invece un gesto volontario fondato sulla fiducia nei confronti delle istituzioni. Una fiducia che, secondo il consigliere, va tutelata attraverso strumenti di rendicontazione chiari, accessibili e verificabili.

Le domande rivolte alla Giunta

Con l'interrogazione, il consigliere regionale chiede quindi alla Giunta dell'Emilia-Romagna di chiarire:

·         quale sia stata la destinazione del saldo residuo del conto corrente dedicato alle donazioni;

·         a quanto ammontino gli interessi attivi maturati e come siano stati impiegati;

·         quali strumenti intenda adottare la Regione per garantire una tracciabilità completa e una rendicontazione analitica, consultabile e verificabile da cittadini e organi di controllo.

Per il consigliere di Rete Civica, il passaggio da una rendicontazione sintetica a una documentazione puntuale rappresenta il passaggio dalla «trasparenza di facciata» a una trasparenza sostanziale, indispensabile per consolidare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Ora si attendono le risposte della Giunta regionale.

domenica 14 giugno 2026

Orizzonti 2027, le alternative per Bologna Metropolitana

 Nuovo incontro promosso da Marco Mastacchi: confronto sulle proposte emerse e ricerca di un candidato sindaco unitario



Riceviamo:

 

Prosegue il percorso politico e programmatico di Orizzonti 2027, il ciclo di incontri dedicato al futuro della Città Metropolitana di Bologna. Su iniziativa del consigliere regionale Marco Mastacchi, mercoledì 17 giugno 2026 alle ore 17 presso il MUG – Magazzini Generativi di via Emilia Levante 9/F, si terrà un nuovo appuntamento dal titolo “Le alternative per Bologna Città Metropolitana – Verso un candidato unico”.

L'incontro rappresenta una nuova tappa di un progetto che punta a costruire una proposta condivisa per il governo del territorio metropolitano, partendo dall'analisi dei temi emersi nei precedenti appuntamenti e dal confronto tra sensibilità civiche, amministrative e politiche differenti.

Analisi delle priorità e costruzione di una visione comune

Al centro del dibattito vi saranno le questioni che negli ultimi mesi hanno animato il confronto pubblico: mobilità, sicurezza urbana, sviluppo economico, servizi di prossimità, sostenibilità ambientale, periferie, partecipazione civica e rapporto tra il capoluogo e i comuni dell'area metropolitana.

L'obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di trasformare le riflessioni e le proposte raccolte nei precedenti incontri in un progetto politico e amministrativo coerente, capace di offrire una prospettiva alternativa per Bologna e il suo territorio.

Il tema della serata sarà infatti quello dell'unità: individuare punti programmatici condivisi e favorire la convergenza delle diverse realtà che intendono contribuire alla costruzione di una proposta comune in vista delle future scadenze elettorali.

Verso un candidato sindaco condiviso

A moderare l'incontro sarà lo stesso Marco Mastacchi, che ha più volte sottolineato la necessità di superare divisioni e frammentazioni per dare voce a quella parte della cittadinanza che oggi si sente distante dalla politica o sceglie di non partecipare al voto.

Secondo l'impostazione dell'iniziativa, il percorso dovrebbe condurre alla definizione di una piattaforma programmatica condivisa e, successivamente, all'individuazione di una figura in grado di rappresentare unitariamente il progetto.

«Se vogliamo davvero rappresentare quella parte di Bologna che non va a votare, dobbiamo essere capaci di unirci e di costruire qualcosa di nuovo insieme», è il messaggio che accompagna la convocazione dell'incontro.

Un laboratorio politico aperto al territorio

L'appuntamento si propone come un momento di ascolto e confronto aperto a cittadini, associazioni, amministratori locali e rappresentanti del mondo economico e sociale interessati a contribuire alla definizione delle prospettive future della Città Metropolitana.

L'iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che mira a elaborare una visione condivisa per Bologna e il suo territorio, nella convinzione che le sfide dei prossimi anni richiedano una maggiore collaborazione tra realtà civiche e politiche diverse.

L'incontro si svolgerà mercoledì 17 giugno 2026 alle ore 17.00 presso il MUG – Magazzini Generativi, in via Emilia Levante 9/F a Bologna.

Per informazioni è possibile contattare Ermanno Pavesi al numero 338 505 5363.

lunedì 16 marzo 2026

PAC, Mastacchi lancia l’allarme: “Rischio centralizzazione e meno autonomia per le Regioni”



Le riforme della Politica Agricola Comune (PAC) previste per il periodo successivo al 2027 aprono uno scenario che preoccupa parte della politica regionale. Il consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi ( nella foto)  ha presentato un’interpellanza alla Giunta dell’Emilia-Romagna per chiedere chiarimenti e per sollecitare un’azione politica in difesa dell’autonomia territoriale nella gestione delle politiche agricole.

Secondo Mastacchi, le modifiche in discussione a livello europeo introdurrebbero un cambiamento strutturale nella governance dei fondi agricoli. Il nuovo modello, che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2028, prevede infatti la fusione dei principali strumenti finanziari della PAC in un unico fondo nazionale gestito a livello centrale, con un coordinamento affidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Una riforma che segnerebbe il superamento degli attuali fondi FEAGA, destinato ai pagamenti diretti agli agricoltori, e FEASR, dedicato allo sviluppo rurale. Al loro posto verrebbe istituito un unico strumento finanziario, nel quale confluiranno risorse oggi vincolate agli obiettivi agricoli insieme a una quota più ampia di fondi non necessariamente destinati al settore primario.

Per il consigliere regionale, questa impostazione comporterebbe un rischio significativo per i territori rurali. La maggiore flessibilità nella gestione delle risorse potrebbe infatti consentire allo Stato di indirizzare parte dei fondi verso priorità nazionali di carattere industriale o infrastrutturale, riducendo il sostegno diretto alle campagne e alle comunità agricole.

Il nuovo assetto di governance, ispirato al modello utilizzato per il PNRR, prevede un piano nazionale unico e una gestione centralizzata con il coinvolgimento di diversi ministeri, tra cui Agricoltura, Infrastrutture e Ambiente. In questo contesto, secondo Mastacchi, le specificità dei territori rischierebbero di essere marginalizzate a favore di una pianificazione statale più ampia.

Il timore riguarda in particolare la possibile riduzione del ruolo delle Regioni nella programmazione delle politiche agricole. In passato, sottolinea il consigliere, l’Emilia-Romagna ha potuto definire interventi mirati per realtà diverse come la pianura e l’Appennino. Con il nuovo sistema, invece, le amministrazioni regionali rischierebbero di diventare principalmente esecutrici di decisioni prese a livello centrale.

Tra i punti più delicati indicati nell’interpellanza c’è anche il futuro dei programmi di sviluppo locale come LEADER e dei GAL (Gruppi di Azione Locale), strumenti fondamentali per sostenere i progetti di prossimità e le economie delle aree rurali. Senza adeguate garanzie di finanziamento, avverte Mastacchi, questi programmi potrebbero perdere peso e risorse.

Il calendario della riforma è serrato. Entro la fine del 2026 dovranno essere definiti gli accordi europei su bilancio e regole tecniche, mentre il 2027 sarà l’unico anno disponibile per la presentazione dei piani nazionali. L’avvio operativo del nuovo sistema è previsto, appunto, per il 1° gennaio 2028.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’assenza di misure transitorie: non sono previsti periodi di adattamento o proroghe, rendendo la fase preparatoria decisiva per non perdere capacità di programmazione e accesso alle risorse.

Per questo Mastacchi sollecita la Regione Emilia-Romagna ad attivarsi fin da subito nella fase di confronto europeo e nazionale, con l’obiettivo di definire strategie che tutelino le piccole imprese agricole, le aree montane e il ruolo delle comunità rurali. L’obiettivo, conclude il consigliere, è evitare che la transizione verso il nuovo modello della PAC comprometta la capacità delle istituzioni locali di sostenere il tessuto produttivo e sociale dei territori.

giovedì 5 marzo 2026

All’orizzonte la sfida elettorale del 2027

Alla ricerca di alternative per Bologna Città Metropolitana



Una platea numerosa e attenta ha partecipato ieri, ai Magazzini Generativi di via Emilia Levante a Bologna, al terzo incontro del ciclo “Orizzonti 2027”, promosso dal consigliere regionale Marco Mastacchi in vista delle elezioni comunali del 2027. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aprire un confronto pubblico sul futuro della Città Metropolitana di Bologna e sulle modalità con cui oggi viene amministrato il territorio.

L’appuntamento è stato concepito come una vera e propria agorà, uno spazio di ascolto e di proposta aperto a chiunque volesse contribuire con idee e progetti per il buon governo dell’area metropolitana in vista della prossima tornata elettorale.

Numerosi e provenienti da esperienze politiche e civiche differenti i relatori che si sono alternati sul palco, moderati dal direttore responsabile di TV Bologna Francesco Spada. Una partecipazione ampia che ha testimoniato la volontà di affrontare i temi del governo della città con un approccio pragmatico, più orientato alle soluzioni che allo scontro politico.

Tra gli interventi quelli di Piero Carugo (Pro Italia), Davide Celli (Verdi e candidato sindaco), Gian Marco De Biase (consigliere comunale di Bologna), Andrea De Pasquale (ex PD e promotore di diversi comitati cittadini), Matteo Di Benedetto (Lega, consigliere comunale di Bologna), Giovanni Favia (ex M5S e candidato sindaco), Mauro Felicori (ex assessore regionale), Giorgio Gorza e Alessandro Fortunati (Una Bologna che Cambia), Luca Napoli (Ancora Italia), Barbara Panzacchi (sindaca di Monghidoro e consigliera metropolitana), Samuela Quercioli (Bologna ci Piace e consigliera comunale), Nicola Stanzani (Forza Italia), Stefano Sermenghi (Noi Moderati), Elena Ugolini (consigliera regionale) e Alberto Zanni (Confabitare e candidato sindaco).

In sala anche Massimo Gagliardi, portavoce di Alberto Forchielli — candidato sindaco — assente per indisposizione. Presenti inoltre numerosi sindaci e amministratori del territorio metropolitano, insieme a diverse personalità della società civile bolognese.

Molti i temi affrontati nel corso della serata: dalla casa alla sanità, dalla sicurezza alla scuola e ai giovani, fino ai trasporti, all’urbanistica e alla gestione del verde urbano. Non sono mancate critiche alla gestione della cosa pubblica da parte delle amministrazioni comunale e regionale, ritenuta da diversi interventi poco partecipativa.

Tra i partecipanti è emerso un sentimento diffuso di insoddisfazione verso un approccio percepito come troppo ideologico e distante dalle esigenze concrete e urgenti della città metropolitana.

A chiudere l’incontro è stato Carlo Monaco, che ha invitato i presenti a lavorare insieme alla definizione delle priorità e a costruire un percorso condiviso: «I problemi — ha sottolineato — vanno spiegati bene ai cittadini e affrontati con un progetto comune».

Nel suo intervento finale Marco Mastacchi ha dato appuntamento alla primavera-estate per un nuovo incontro di sintesi sul lavoro svolto finora, invitando tutte le realtà coinvolte a convergere il più possibile in un progetto unitario, per evitare la dispersione delle energie in vista della sfida elettorale del 2027.

sabato 15 novembre 2025

Minori, Mastacchi (Rete Civica): “La Regione renda noti i risultati del sistema di affidamento nel triennio 2022-2024”

 Il consigliere: “Senza tracciabilità difficile valutare continuità ed efficacia dei percorsi”



Chiedere chiarezza sui risultati conseguiti dal sistema regionale di affidamento e accoglienza dei minori nel triennio 2022-2024. È quanto sollecita alla Regione il consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica) attraverso un’interrogazione rivolta alla Giunta, con particolare attenzione ai percorsi di reinserimento stabile nel nucleo familiare d’origine e al raggiungimento dell’autonomia personale e sociale dei minori coinvolti.

«Nel triennio 2022–2024 – spiega Mastacchi – secondo i dati forniti dalla Regione Emilia-Romagna sono stati accolti complessivamente 1.018 minori in affido nel 2022, 1.012 nel 2023 e 913 nel 2024. Tuttavia, da questi numeri non è possibile comprendere se si tratti degli stessi minori che proseguono il percorso negli anni successivi o di nuovi ingressi».

Per il consigliere, la mancanza di tracciabilità dei percorsi rende difficile valutare la continuità e l’efficacia del sistema di tutela, «dal momento che non è dato sapere se e in che misura gli interventi abbiano prodotto gli esiti attesi: il rientro stabile nella famiglia d’origine quando previsto, il raggiungimento dell’autonomia personale e sociale nei casi in cui il reinserimento non sia stato possibile, o la costruzione di una rete educativa e relazionale capace di accompagnare il minore nella crescita».

Mastacchi sottolinea che la valutazione dell’efficacia degli interventi non può limitarsi alla rilevazione numerica dei casi attivi, ma deve includere anche un’analisi qualitativa degli esiti raggiunti. Per questo chiede alla Giunta di indicare quanti minori abbiano concluso positivamente il percorso di affido nel triennio considerato, quali criticità siano state riscontrate e se siano previste azioni di rafforzamento o innovazione del sistema di affidamento e accoglienza regionale.

(Giorgia Tisselli) 

martedì 5 agosto 2025

Blocco diesel Euro 5, Mastacchi: “Valutare anche l’impatto del traffico autostradale”

Il consigliere di Rete Civica sollecita la Giunta regionale su coerenza ed efficacia delle politiche ambientali



Il consigliere regionale di Rete Civica Marco Mastacchi ( nella foto)  è tornato a sollevare dubbi sull'efficacia delle misure ambientali previste nel blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, prorogato fino al 1° ottobre 2026 per le Regioni del bacino padano, Emilia-Romagna compresa.

Nel corso dell’ultima seduta d’Aula, dopo aver discusso una propria interpellanza, Mastacchi ha annunciato la presentazione di un ulteriore atto ispettivo, dal tono provocatorio ma fondato, volto a chiedere una riflessione sulla possibilità di estendere le limitazioni – oggi previste solo nei Comuni con oltre 100.000 abitanti, salvo misure alternative – anche alle tratte autostradali che attraversano i territori più colpiti dall’inquinamento.

Con un’interrogazione alla Giunta, il consigliere mette in discussione l’attuale coerenza delle politiche regionali, osservando come il traffico autostradale – in particolare sull’A1 – rappresenti una delle principali fonti di emissioni atmosferiche, pur restando escluso da qualsiasi limitazione. Una disparità che, secondo Mastacchi, mina l’efficacia complessiva delle strategie ambientali in ambito urbano.

Il Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT 2025), riconosciuto come lo strumento principale di pianificazione della mobilità in Emilia-Romagna, conferma che il traffico su gomma costituisce una delle maggiori fonti di inquinamento. Tuttavia, osserva Mastacchi, il piano non contempla alcuna misura specifica per il traffico autostradale, nonostante l’elevato volume di mezzi pesanti che attraversano longitudinalmente il bacino padano, contribuendo in modo significativo al degrado della qualità dell’aria.

Da qui la richiesta di una valutazione puntuale dell’impatto ambientale del traffico sulle autostrade e di un possibile allineamento delle restrizioni, anche attraverso misure compensative. Il consigliere chiede inoltre alla Giunta di avviare studi specifici sull’impatto delle infrastrutture viarie e un confronto diretto con i gestori autostradali, per definire azioni di mitigazione che rendano le politiche regionali più eque, coerenti e realmente efficaci.

“Non si può chiedere ai cittadini di fare sacrifici, senza considerare l’effetto di un traffico autostradale che attraversa territori già fortemente penalizzati dal punto di vista ambientale”, ha commentato Mastacchi. “Serve un approccio integrato e olistico alla qualità dell’aria, che tenga conto di tutte le fonti di emissione”.

 

domenica 4 maggio 2025

Infrastrutture ferme in Appennino, Mastacchi (Rete Civica): “Da 25 anni solo promesse. Autostrade e Regione diano risposte concrete”



"Cosa impedisce alla Regione di imporre ad Autostrade per l’Italia il completamento degli interventi promessi in Appennino?” È la domanda posta  in Aula dal consigliere di Rete Civica, Marco Mastacchi, durante un question time incentrato sulle annose criticità infrastrutturali legate alla Variante di Valico e alla gestione del territorio montano bolognese.

Tre i nodi principali evidenziati: il cantiere incompiuto del casello di Rioveggio, l’inattuata riqualificazione del vecchio tracciato autostradale tra Marzabotto e Monzuno, e il mancato recupero ambientale dell’Area Deposito 5, utilizzata per lo stoccaggio del materiale di scavo della stessa Variante.

Un casello iniziato nel 2010 e mai terminato

Il casello di Rioveggio rappresenta l’emblema del ritardo cronico: un’opera avviata nel 2010 e tuttora ferma al palo. A quindici anni dall’apertura del cantiere, il sito versa in stato di abbandono, con materiali lasciati all'incuria, sterpaglie, danni da eventi climatici estremi e smottamenti che, secondo il consigliere, avrebbero già compromesso edifici vicini.

Nella scorsa legislatura, l’assessore Corsini aveva attribuito lo stallo alla complessità geomorfologica dell’area e ASPI aveva annunciato di voler suddividere l’iter autorizzativo per accelerare i tempi. Ma, denuncia Mastacchi, “da allora nulla è cambiato”.

Tracciati dismessi e promesse mancate

Altro punto critico riguarda la riqualificazione del vecchio tracciato dell’A1, dismesso dopo l’apertura della Variante. Il tratto, che attraversa le frazioni di Lama di Setta e Allocco (Marzabotto) fino all’abitato di Vado (Monzuno), sarebbe dovuto diventare in parte un parco fluviale e in parte sostituire la SP325. Ma a oggi, nessun lavoro è stato avviato.

Area Deposito 5, bonifica mai partita

Stessa sorte per l’Area Deposito 5, creata per contenere in modo temporaneo i materiali di scavo della Variante. I progetti di riqualificazione ambientale sono già approvati, ma mai attuati. Un immobilismo che preoccupa non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per le ricadute economiche sul territorio.

Le critiche alla Regione: “Basta risposte copia-incolla”

Nel rispondere all’interrogazione, la sottosegretaria Rontini – in rappresentanza dell’assessora Priolo – ha sostanzialmente ribadito le giustificazioni storiche: costi imprevisti e criticità morfologiche del territorio. Risposte che, secondo Mastacchi, si ripetono identiche da oltre vent’anni.

“Autostrade si era già impegnata con risorse stanziate nella pianificazione precedente. Ora chiede di rifinanziare interventi già previsti? Cosa ne è stato di quei fondi?”, incalza il consigliere. E aggiunge: “Mi aspetto date precise da ASPI. I generici ‘nei prossimi sei mesi’ li sentiamo da 25 anni. Serve chiarezza. Serve rispetto per i territori e per le istituzioni”.

Mastacchi ha annunciato che presenterà una nuova interrogazione scritta per ottenere risposte documentate e cronoprogrammi certi, rilanciando la richiesta di un impegno concreto e verificabile da parte di Autostrade per l’Italia.

lunedì 4 novembre 2024

Presentazione del libro di Marco Mastacchi a Sasso Marconi



Mercoledì 6 novembre, alle ore 18:00, presso la Sala Giorgi di Sasso Marconi (via del Mercato 13), si terrà l’incontro con Marco Mastacchi per la presentazione del suo libro Non volevo fare il sindaco

L’evento sarà introdotto da Ermanno Pavesi, vicesindaco di Monzuno, con i saluti di Stefano Pedrelli della Lista Civica DIMMI. A moderare l’incontro sarà Francesco Fabbriani, giornalista e scrittore.

Non volevo fare il sindaco racconta il viaggio personale e politico di Mastacchi, esplorando i dieci anni trascorsi come sindaco nell’Appennino e l’impatto che questa esperienza ha avuto sulla sua vita.

mercoledì 9 ottobre 2024

Elena Ugolini e Marco Mastacchi incontrano gli elettori a San Benedetto del Querceto

 

Domani, giovedì 10 ottobre, a Monterenzio, presso la Pizzeria Querceto, si terrà un incontro pubblico sul tema "Pubblica amministrazione ed emergenze del territorio". 



L'evento, che inizierà alle ore 19:15, vedrà la partecipazione di Elena Ugolini, candidata alla presidenza dell'Emilia-Romagna con la Lista Rete Civica, e Marco Mastacchi, consigliere regionale e candidato della stessa lista. Durante la serata saranno presenti anche alcuni sindaci dei Comuni dell'Appennino. 

lunedì 23 settembre 2024

Alluvione. “Riutilizzare terra e pietre delle frane per sistemare le strade”

Il capogruppoin regione  di Rete civica, Marco Mastacchi   chiede  di derogare alle norme sui rifiuti speciali per ripristinare la viabilità delle zone colpite dal nubifragio, come avvenne per il dissesto provocate dall’acqua nel 2023



La Regione consenta il riutilizzo di pietre e terra rimosse dalle frana – in deroga alle norme sui rifiuti speciali – per ripristinare la viabilità nelle zone della Romagna colpite da una seconda alluvione dopo quella del maggio 2023.

Lo chiede Mastacchi, con una interrogazione alla giunta permettendo ai Comuni di utilizzare il materiale “per gli interventi di ripristino, di reinterro, di riempimento e di rimodellazioni del terreno in deroga alle disposizioni vigenti in materia di rifiuti speciali, analogamente a quanto già disposto con le precedenti ordinanze emesse in occasione degli eventi alluvionali del maggio 2023.

Il consigliere afferma che “l’acqua defluirà sarà necessario agire tempestivamente per liberare le strade e le case dal fango ripristinando una viabilità che in diverse zone non c’è più; è necessario che i Comuni interessati dai gravi eventi alluvionali possano utilizzare la terra e le pietre rimosse a seguito delle frane” per sistemare le strade.

(Gianfranco Salvatori)

sabato 21 settembre 2024

Monzuno: Presentazione del libro di Marco Mastacchi, ex sindaco e consigliere regionale

 



Oggi, sabato  21 settembre, alle 17, nella sala Ivo Teglia di Monzuno, si terrà la presentazione del libro scritto da Marco Mastacchi, ex sindaco di Monzuno e attuale consigliere regionale, dal titolo ‘ Non Volevo Fare il Sindaco’. Nel volume, Mastacchi ripercorre gli episodi più significativi della sua lunga carriera da primo cittadino, che lo ha visto protagonista e punto di riferimento nella gestione economica e sociale della comunità.

L'evento sarà introdotto da Daniele Ravaglia, presidente di Bologna Welcome.

lunedì 13 novembre 2023

L’anno che verrà, sarà veramente l’anno di Marconi?

 


Ricorre nel 2024 il 150mo della nascita dello scienziato sassese e tutti promettono di volerlo celebrare in modo da dare finalmente giustizia al più grande inventore italiano e da riparare i colpevoli ritardi.  

A voler fare il punto sul programma delle celebrazioni per il 150mo della nascita di Guglielmo Marconi è stato il consigliere regionale Marco Mastacchi (nella foto) con una interpellanza in cui chiede quali azioni la Regione intenda mettere in campo per la ricorrenza.

Mastacchi, ha inizialmente ricordato che Guglielmo Marconi è  il più grande inventore che l’Italia abbia avuto e che è universalmente  considerato il padre della tecnologia che per prima sfruttò le onde radio, consentendo l’evoluzione delle comunicazioni. Il consigliere ha inoltre sottolineato che “ la visione di Marconi scienziato, inventore e imprenditore rappresenta ancora oggi un modello unico di creatività, innovazione e ispirazione anche per molte imprese del territorio bolognese, ad oggi uno dei principali centri mondiali per la produzione e diffusione di conoscenza e per la creazione di imprese innovative e start up”.

Ha poi aggiunto sue considerazioni su come  valorizzare la ricorrenza, citando anche il noto ‘museo Pelagalli’ come importantissima raccolta sulla storia delle telecomunicazioni. Tale museo nel 2007 ha ottenuto il riconoscimento del Centro Unesco di Bologna quale realtà unica nel suo genere, che attraverso i suoi 21 settori espositivi, gli oltre 2.000 oggetti esposti e i laboratori dedicati agli esperimenti scientifici, racconta ai visitatori l’affascinante percorso di oltre 200 anni di storia della comunicazione, tramite la radio di Marconi, appunto, la fotografia di Edison, il cinema dei fratelli Lumière, il telefono di Meucci e il computer di Steve Jobs e la televisione di Baird. Il Museo Pelagalli per questa sua unicità e per la sua valenza culturale di interesse anche per la comunità scolastica può, con apposite iniziative, anche virtuali,  essere reso più visibile all’interno di un contesto definito e organizzato.


Infine Mastacchi chiede  quali siano le azioni che la Regione intende mettere in campo per celebrare il 150mo e nel contempo per promuovere anche un turismo scientifico-culturale in tutta la  Regione, che parta dalla Città Metropolitana, sede del Museo della comunicazione multimediale di Pelagalli,  fino alle colline di Sasso Marconi, dove sono custodite,  presso Villa Grifone, le spoglie dello scienziato .

Ha risposto l’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori ( nella foto) il quale, dopo aver convenuto che Marconi ha un credito celebrativo rilevante, ha detto: “ Non abbiamo ancora notizie certe dal Ministero. Ci siamo comunque garantiti un budget disponibile per poter affiancare le iniziative delle altre istituzioni. Allo stesso tempo continua la nostra attenzione verso la collezione Pelagalli, anche se non è così facile come sembra l’acquisizione. In ogni caso anche su questo contiamo sul fatto che la sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha più volte dichiarato di volere  acquisire  quella collezione.

Infine, condivido l’idea che si debba aumentare il peso museale di Villa Griffone. Villa Griffone è ovviamente la casa della famiglia Marconi, è il luogo dove si svolse il primo esperimento, quello famoso del colpo di fucile. In parte ha una destinazione museale, in parte ha una destinazione di ricerca. Dare una destinazione completamente museale a Villa Griffone può essere un’ottima idea. Infine”, ha detto, “ metto un grande accento sul fatto che Marconi e Villa Griffone fanno parte di quella filiera geografica  che dalla Chiusa di Casalecchio alle Terme di Porretta è una collana di eccellenze mondiali collocata  in una sola valle, che meriterebbe ben altra attenzione. A proposito di trascuratezza, direi che la trascuratezza per gli aspetti culturali della Valle del Reno è una delle cose più difficili da capire, anche se la recente nomina di Campolo e Grizzana nel PNRR può essere un volano fondamentale”, ha concluso l’assessore.

Aumentare il peso museale di Villa Griffone farebbe pensare al trasferimento lì del Museo Pelagalli. Pietosamente e forse stupidamente lo si può sperare.

Comunque parole dolci come il miele, quelle dell’assessore, per le orecchie di chi ama la Valle del Reno e di chi la vede inspiegabilmente dimenticata dall’epoca della realizzazione della linea ferrata che l’unisce alla Toscana. Sono solo parole, di concreto l’assessore ha detto ben poco. Se la rappresentanza politica della Valle, di tutti gli schieramenti, superasse le divisioni e si adoperasse perché quelle parole diventassero una realtà, farebbe un bel servizio alla vallata.

Per onor di cronaca, Mastacchi si è dichiarato soddisfatto della risposta, aggiungendo che spera vivamente che questa risposta non rimanga una dichiarazione di intenti, ma che si trasformi davvero in azioni concrete. Tante volte sono state spese belle parole, ma, nei fatti, purtroppo, le cose non si sono concretizzate, ha voluto ricordare.

sabato 4 marzo 2023

Mastacchi: "E' possibile risolvere tutte le carenze viarie delle valli Reno Setta Savena".

 Se il Ministero ordina, Società Autostrade deve realizzare quanto viene chiesto.




La viabilità dalle Valli del Reno, del Setta e del Savena è argomento di dibattito politico da sempre. Sul tavolo ci sono varie ipotesi che si propongono in linea di massima di offrire collegamenti più pratici a operatori, a residenti e frequentatori delle tre valli, in particolare di rendere agevole e prossimo il collegamento con l’A1.

Sarebbe allo studio dei tecnici il miglioramento della vecchia Porrettana nel tratto  da Vergato a Sasso Marconi con la realizzazione di una variante al passaggio sotto la Rupe di Sasso Marconi ( si parla di un ponte che attraverserebbe il Reno prima del grande masso e si collegherebbe direttamente con il Casello autostradale di Cinque Cerri). Sarebbero anche già disponibili i 600 milioni necessari all’intervento. 

Entro questa proposta si inserisce ora quella del consigliere regionale Marco Mastacchi, residente a Monzuno, ed ex sindaco di questo comune al centro delle tre vallate, quindi conoscitore delle carenze viarie dell’area.

Egli ha allo studio un progetto che in sostanza racchiude tutte le proposte ora in campo: il suo disegno viario prevede la realizzazione della bretella Reno Setta da Carbona a Pian di Setta o Rioveggio, che agevola il collegamento della valle del Reno con il casello A1 , la Bretella delle Ganzole, che mette agevolmente in comunicazione la valle del Savena con il casello sassese dell’A1 e la variante della Rupe ora allo studio. La prima opera richiede circa 650 milioni di  euro, in parte reperibili dal contenimento del progetto migliorativo della vecchia Porrettana,  per le altre risorse necessarie Mastacchi ricorda l’accordo fra Stato e Società Autostrade che obbliga quest’ultima a realizzare quanto il Ministero le commissiona. Tale accordo compensa l’impegno di società Autostrada consentendole un aumento tariffario generale. Quindi utilizzando i 600 milioni disponibili e imponendo il resto dell’onere  a Società Autostrade, tutto diverrebbe possibile.

Il confronto in commissione regionale sul tema affrontato ora dal consigliere Mastacchi:

https://www.digital4democracy.com/seduteonline/assembleaemr/play.php?flv=RERASS_94267_113886_001_20230301&time=736

venerdì 27 gennaio 2023

Il Passante Reno Savena secondo Mastacchi

 

Le recenti disavventure che hanno reso la vita difficile a camionisti e automobilisti che frequentano via Ganzole a Sasso Marconi hanno rinforzato la tesi di coloro che sostengono da tempo la necessità di un’agile bretella Reno-Savena all’altezza di Pianoro. Sono bastati i pochi centimetri di neve degli scorsi giorni per registrare intraversamenti di camion, dovuti principalmente alla ripidità della salita, con conseguenti lunghi e disastrosi blocchi del traffico.  Lunedì scorso l’intraversamento di un camion si è verificato addirittura in mancanza di neve e ghiaccio.

“Lo studio realizzato dalla Città Metropolitana ha negato la necessità di una viabilità più agevole per la congiunzione fra la valle del Reno e la valle del Savena. Purtroppo però lo studio stesso è stato smentito dai recenti fatti di via Ganzole,”  sentenzia il consigliere regionale Marco Mastacchi ( nella foto) che in più occasioni ha sollevato il tema e ha posto l’attenzione sulla necessità di intervenire in modo da assicurare il transito in sicurezza in quel tratto di collina.  

“E’ inevitabile che i camionisti, ora unici criminalizzati,  anche guidati dai navigatori satellitari, seguano il percorso più breve e meno costoso, trovandosi  poi in situazioni difficili, e non solo in caso di neve, creando così situazioni pericolose e fortissimi disagi  per gli utilizzatori dell’inadeguata provinciale,” sottolinea il consigliere.

E aggiunge: “Le Istituzioni locali, in primo luogo la Città Metropolitana, dovranno prendere atto di una situazione non più sostenibile, realizzando una infrastruttura che finalmente chiuda l’anello a sud . Immaginiamo con terrore ciò che succederà quando saranno operativi i cantieri del ‘Passante di Mezzo’ .  La situazione  potrà solo peggiorare,” conclude amaramente il consigliere prevedendo, con lasperanza comunque di sbagliare, code e blocchi tragici sull’area delle Ganzole.  

sabato 23 luglio 2022

Aggiornamenti sulla SS64 e varianti, tanti impegni presi ma nessun fatto


 

di Letizia Rostagno

 

Il consigliere regionale Marco Mastacchi ( nella foto) cerca di far luce sul progetto di adeguamento del tratto di statale Porrettana da Vergato a Sasso Marconi, per il quale molti sono stato gli impegni assunti per arrivare all’attesa realizzazione, ma che in pratica nulla è ancora partito.

Il progetto si proponeva di migliorare la fruibilità della Porrettana da Sasso Marconi a Vergato con numerosi  interventi migliorativi, fra cui, i più rilevanti, le tangenziali di Marzabotto e di Vergato.

 

In una interrogazione il consigliere ricorda:

 

Nella seduta dell’Assemblea legislativa del 16 aprile 2019 è stata approvata la risoluzione oggetto n. 8158, che impegna la Giunta regionale a predisporre uno studio di fattibilità per l’ammodernamento della Strada Statale 64, con particolare riferimento alla realizzazione di varianti che evitino l’attraversamento dei centri abitati di Vergato e Marzabotto. A seguire è stata avviata una collaborazione con i Comuni interessati dal tracciato della Strada Statale 64 Porrettana, che hanno manifestato più volte l’esigenza di individuare una soluzione progettuale per ridurre i tempi di percorrenza nel collegamento della Vallata del Reno al capoluogo.

Nell’ottobre 2021 è stata approvata la convenzione tra Regione Emilia-Romagna e ANAS per regolamentare le modalità e gli obblighi reciproci per la redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica, cioè i vecchi studi di fattibilità o progetti preliminari, oltre alla redazione di un progetto definitivo. ANAS Spa si è dimostrata disponibile a proporre un intervento di ammodernamento della Strada Statale nel prossimo contratto di programma 2021-2025 nel quale rientra la predisposizione di due varianti specifiche che riguardano gli abitati di Vergato e di Marzabotto, della Strada Statale 64 nel tratto fra Sasso Marconi e Vergato. La convenzione con ANAS, oltre a un impegno economico da parte della Regione Emilia-Romagna per tutte le attività di progettazione per complessivi un milione e 150.000 euro, prevede che tutte le progettazioni, sia quelle preliminari che quella esecutiva, siano realizzate entro il 2022 e che si sviluppino in due fasi: nella prima fase una bozza dei principali elaborati sarà sottoposta a una valutazione preliminare da parte degli Enti, mentre nella seconda fase è prevista la consegna del progetto definitivo, il tutto al fine di inserire l’opera all’interno del programma pluriennale di ANAS. In merito a quanto previsto e alla realizzazione delle varianti alla SS 64 che evitino l’attraversamento dei centri abitati di Vergato e Marzabotto, Mastacchi chiede alla Giunta, se data la consegna del progetto definitivo entro fine anno, è stata già effettuata una valutazione preliminare da parte degli Enti coinvolti, così come previsto da convenzione e quale sia stato l’esito di tale valutazione. 

Nel rispondere l’Assessore Corsini comunica che, a causa del perdurare della pandemia, ANAS ha chiesto una proroga dei tempi di realizzazione e di fatto la scadenza per la redazione di una prima bozza dei principali elaborati è stata portata al 30 luglio 2022 e quella per il completamento della progettazione al 30 giugno 2023. ANAS è ora impegnata ad approfondire gli studi preliminari svolti e a valutare la sostenibilità delle varianti. Una volta terminati questi approfondimenti, sarà organizzato, ovviamente, un incontro con gli Enti locali interessati per una condivisione delle scelte progettuali. Mastacchi ringrazia per la risposta, puntualizzando che: “C’è una dilatazione abbastanza importante dei tempi, però credo che l’impegno a realizzare tutti gli interventi che sono stati elencati sia positivo. La raccomandazione, chiaramente, è quella di un coinvolgimento dei territori rispetto a questo importante intervento che è atteso da parecchi anni.” 

venerdì 11 marzo 2022

Marco Mastacchi chiede una burocrazia amica e corretta per l’ accesso ai ristori a favore delle aziende in difficoltà

 Richieste che non tengono conto delle difficoltà che dovrebbero aiutare a sanare

 

di Letizia Rostagno              

 

Il capogruppo di RETE CIVICA  Marco Mastacchi ( nella foto) , nel corso di un Question Time, ha chiesto di modificare i termini di accesso ai bandi dei ristori per calo di fatturato previsti per alcune imprese, richiedendo la regolarità del Durc in fase di liquidazione del ristoro anziché prevederlo in fase di richiesta del contributo. 

Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) riferito a un’impresa ne attesta la correttezza nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi, nonché in tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente riferita all’intera situazione aziendale. 

La Regione, per sostenere le imprese, ha stanziato circa 30 milioni di euro per nuovi ristori ad alcune categorie di imprese che hanno registrato cali di fatturato a causa delle restrizioni conseguenti all’emergenza da Covid-19. Il bando per l’accesso ai contributi prevede che l’impresa debba essere in regola con il Durc, modalità peraltro non prevista dall’ Agenzia delle Entrate nei ristori nazionali. In questo momento di profonda crisi, non pare giusto che le imprese vengano penalizzate se non pagano nei tempi dovuti i contributi, ma andrebbero casomai aiutate a superare questo momento difficile, finalità che dovrebbe essere il senso dei ristori.

Sarebbe auspicabile che tutte le pubbliche amministrazioni, comprese quelle locali, modificassero, in un periodo straordinario di pandemia, la normativa sulle limitazioni per i contributi dovuti a eventuali mancati pagamenti di contributi.  

Peraltro la stessa Regione Emilia-Romagna nei pagamenti de minimis agricoltura, Agrea negli interventi straordinari del settore saccarifero e Agea per tutti gli aiuti nazionali (de minimis e covid autorizzati espressamente da UE), procedono verificando il DURC non in fase di ammissione ma in fase di liquidazione, andando eventualmente in compensazione in caso di DURC irregolare e assicurando in questo modo al beneficiario un vantaggio, in quanto gli vengono eventualmente ridotti o azzerati  i debiti INPS. Perché non modificare i bandi in essere inserendo la verifica del DURC in fase di liquidazione e andando in compensazione in caso di Durc irregolare, come già fatto in altri settori ? Il contributo verrebbe comunque erogato ma versato all’INPS per la copertura del debito contributivo dell’impresa e se il debito contributivo dell’impresa è inferiore al contributo, una parte del contributo coprirà il debito e la restante parte andrà come ristoro all’impresa. Se invece il debito contributivo è pari o superiore al contributo, tutto il ristoro andrà a copertura del debito.

Ricordando che proprio in questi giorni scadono i termini per questo ultimo bando Ristori della Regione attraverso le Camere di Commercio, l’assessore Corsini puntualizza che le modalità operative di verifica dei requisiti per la concessione dei suddetti bonus una tantum è stata concertata con Unioncamere per poter concedere il più rapidamente possibile i suddetti ristori. Nei bandi in oggetto sono inoltre state inserite disposizioni per agevolare le imprese beneficiarie

proprio in relazione alla regolarità DURC. I bandi infatti prevedono che l’erogazione dei contributi sia condizionata alla verifica che il soggetto richiedente abbia una situazione di regolarità contributiva nei confronti di INPS e INAIL (appunto DURC), alla data del 23 giugno 2022, quindi posticipata. Il soggetto richiedente sarà considerato in regola con gli obblighi contributivi e quindi ammissibile al contributo se alla data del 23 giugno, Unioncamere acquisisca un DURC valido, con la possibilità anche di rateizzare i contributi dovuti.  Si ritiene parzialmente ma positivamente soddisfatto Mastacchi di questa soluzione che darà la possibilità alle aziende oggi non in regola di presentare comunque la domanda e di rateizzare il dovuto, utilizzando, conseguentemente, anche i fondi.

È comunque una soluzione che si concilia con la possibilità di risolvere il problema.