martedì 21 luglio 2026

A Silla non servono più promesse. Serve lavoro.




Oggi, a Silla, non abbiamo assistito a un semplice convegno. Abbiamo visto il volto di un territorio che, da troppo tempo, aspetta risposte.

Sul palco si sono alternati il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, e l'Assessore Vincenzo Colla.

De Pascale ha annunciato uno stanziamento di 2 milioni di euro attraverso il Patto per il Lavoro, riconoscendo la grave crisi industriale che ha colpito questo territorio e ribadendo la volontà della Regione di mettere in campo azioni concrete per favorire il rilancio del sito produttivo.

Colla ha richiamato gli strumenti già attivati: i bandi dedicati alla montagna, le agevolazioni per chi sceglie di investire nelle aree interne e, soprattutto, una frase che merita di essere ricordata: «Non è sufficiente dirvi che non sarete soli.» Perché è vero. Le parole, da sole, non bastano più.

Ma il momento che porterò davvero con me non è stato quello degli interventi istituzionali.

È stato l'intervento di una lavoratrice della Gaggio Tech.

Con la sua voce, con la sua emozione e con una dignità straordinaria, ha raccontato ciò che nessun dato economico potrà mai spiegare: cosa significa vivere quasi quattro anni nell'incertezza, aspettando una risposta che sembra non arrivare mai.

Dietro questa vertenza non ci sono numeri. Ci sono persone. Ci sono famiglie che ogni giorno convivono con la paura del domani, con mutui da pagare, figli da crescere e una vita rimasta sospesa.

In quel momento, in quella sala, non c'era soltanto la Gaggio Tech.

C'era la storia della Saeco, della Philips, della Saga Coffee e di tutte quelle donne e quegli uomini che hanno reso grande la manifattura dell'Appennino bolognese.

Una storia fatta di lavoro, competenza, sacrificio e orgoglio.

Ed è proprio ascoltando quella testimonianza che mi è tornata alla mente una domanda.

Dov'erano tutti quando questa fabbrica stava lentamente morendo?

Dov'erano quando i lavoratori chiedevano aiuto? Quando cresceva la preoccupazione? Quando il progetto Gaggio Tech mostrava segnali sempre più evidenti di difficoltà?

Non è colpa dei lavoratori se oggi siamo arrivati a questo punto.

Loro hanno sempre fatto la loro parte. Hanno continuato a credere nella fabbrica anche quando tutto intorno vacillava. Hanno resistito con responsabilità, determinazione e una dignità che merita il rispetto di tutti.

La Saeco non era soltanto una fabbrica.

La Saga Coffee non era soltanto un marchio.

La Gaggio Tech non è soltanto una vertenza.

Sono pagine della storia dell'Appennino bolognese. Sono migliaia di vite, di sacrifici, di famiglie e di sogni.

Per questo oggi non bastano più le promesse.

Chi ha preso la parola davanti a quei lavoratori ha il dovere morale e istituzionale di trasformare gli impegni in risultati concreti.

L'Appennino non chiede compassione.

Chiede rispetto.

E il rispetto passa da una sola cosa:

IL LAVORO.

(Post su ‘Sei di Gaggio Monrano se…’) inviato da Dubbio


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