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domenica 5 luglio 2026

Alluvione 2023, Mastacchi chiede piena trasparenza sulle donazioni: «Serve una rendicontazione verificabile»

 


Come sono stati utilizzati i fondi raccolti attraverso le donazioni per l'alluvione del 2023? Qual è stata la destinazione del saldo residuo del conto corrente dedicato? E a quanto ammontano gli interessi maturati sulle somme versate da cittadini, imprese e istituzioni?

Sono queste le principali questioni al centro dell'interrogazione presentata in Assemblea legislativa dal consigliere regionale Marco Mastacchi (nella foto), capogruppo di Rete Civica, che chiede alla Giunta dell'Emilia-Romagna una rendicontazione più dettagliata e pienamente verificabile delle risorse raccolte dopo l'emergenza.

Secondo Mastacchi, le informazioni finora pubblicate dalla Regione risultano troppo sintetiche e non consentono ai cittadini di ricostruire con precisione il percorso delle somme donate. Da qui la richiesta di una documentazione analitica che permetta di conoscere la destinazione di ogni euro raccolto, la gestione del saldo finale del conto dedicato e l'ammontare degli interessi attivi maturati nel periodo di giacenza delle risorse.

«Le risorse raccolte attraverso contributi volontari – afferma il consigliere – assumono un valore non soltanto economico, ma anche etico, perché si fondano sul rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione pubblica. Per questo una rendicontazione analitica rappresenta un dovere imprescindibile».

La richiesta di una tracciabilità completa

L'interrogazione pone l'accento sulla necessità di garantire la piena tracciabilità amministrativa e contabile delle donazioni. In particolare, Mastacchi chiede che siano resi disponibili gli atti che documentano l'intero percorso delle risorse, dai versamenti iniziali fino ai pagamenti effettuati, attraverso mandati, reversali e disposizioni bancarie.

Secondo il consigliere, solo una documentazione completa consentirebbe ai cittadini e agli organi di controllo di verificare che le somme raccolte siano state integralmente destinate agli interventi previsti e non confluite indistintamente nei capitoli ordinari del bilancio regionale.

Tra i punti sui quali viene chiesto un chiarimento figurano anche la destinazione del saldo residuo dopo la chiusura del conto corrente dedicato e il rendiconto degli interessi maturati. Trattandosi di fondi vincolati derivanti da donazioni, sostiene Mastacchi, anche gli interessi rappresentano parte integrante delle risorse destinate agli interventi per l'emergenza e devono quindi essere rendicontati con la stessa trasparenza.

Il valore della fiducia

L'iniziativa prende spunto dalla straordinaria mobilitazione di solidarietà seguita alle alluvioni che hanno colpito l'Emilia-Romagna nel 2023. Migliaia di cittadini, imprese, associazioni ed enti hanno contribuito con donazioni volontarie, affidando alla Regione il compito di utilizzare quelle risorse per sostenere i territori colpiti.

Proprio per questo, osserva Mastacchi, la gestione delle donazioni richiede un livello di trasparenza ancora più elevato rispetto alla normale amministrazione delle risorse pubbliche. Se il pagamento delle imposte costituisce un obbligo previsto dalla legge, le donazioni rappresentano invece un gesto volontario fondato sulla fiducia nei confronti delle istituzioni. Una fiducia che, secondo il consigliere, va tutelata attraverso strumenti di rendicontazione chiari, accessibili e verificabili.

Le domande rivolte alla Giunta

Con l'interrogazione, il consigliere regionale chiede quindi alla Giunta dell'Emilia-Romagna di chiarire:

·         quale sia stata la destinazione del saldo residuo del conto corrente dedicato alle donazioni;

·         a quanto ammontino gli interessi attivi maturati e come siano stati impiegati;

·         quali strumenti intenda adottare la Regione per garantire una tracciabilità completa e una rendicontazione analitica, consultabile e verificabile da cittadini e organi di controllo.

Per il consigliere di Rete Civica, il passaggio da una rendicontazione sintetica a una documentazione puntuale rappresenta il passaggio dalla «trasparenza di facciata» a una trasparenza sostanziale, indispensabile per consolidare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Ora si attendono le risposte della Giunta regionale.

lunedì 6 aprile 2026

Iter e rimborsi per l’alluvione 2023

Una ricostruzione che non può attendere i tempi della carta



Un’interrogazione per denunciare le criticità burocratiche e finanziarie che ostacolano l’accesso ai rimborsi per i danni dell’alluvione del 2023 è stata presentata alla Giunta regionale da Marco Mastacchi, consigliere di Rete Civica. Al centro del documento, l’insufficienza delle coperture per le spese tecniche obbligatorie e l’assenza di accordi operativi con il sistema bancario per anticipare i costi degli interventi.

La richiesta alla Giunta è chiara: rivedere le percentuali di indennizzo e semplificare le procedure di accesso ai fondi tramite la piattaforma Sfinge, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione economica delle famiglie colpite e garantire percorsi di ristoro più rapidi ed equi.

A quasi tre anni dagli eventi che hanno devastato l’Emilia-Romagna, l’emergenza resta aperta. Se nelle prime settimane la priorità era affrontare fango e acqua, oggi – nel marzo 2026 – la sfida si gioca sul terreno della burocrazia: perizie, documenti e iter complessi rallentano la ricostruzione. Per molte famiglie e imprese, il percorso per ottenere i ristori si è trasformato in un labirinto amministrativo che sembra aver smarrito il senso dell’urgenza.

Tra i nodi principali emerge quello delle spese tecniche: per accedere ai contributi, i cittadini devono sostenere costi per perizie geologiche e relazioni progettuali, ma il rimborso previsto copre appena il 10%. Il restante 90% resta a carico dei richiedenti, trasformando un passaggio obbligatorio in un onere significativo. A questo si aggiungono i costi amministrativi per il caricamento delle pratiche sulla piattaforma Sfinge, operazioni complesse che richiedono l’intervento di professionisti e che non sono rimborsate.

Criticità anche sul fronte dell’erogazione dei contributi. Il sistema prevede un anticipo del 50% all’avvio dei lavori e il saldo solo a intervento concluso. Una struttura che, pur rispondendo all’esigenza di controllo, rischia di escludere chi non dispone della liquidità necessaria per anticipare le spese. In particolare, per gli interventi urgenti di messa in sicurezza, il meccanismo può trasformarsi in una barriera economica che limita l’accesso ai fondi.

Un possibile strumento per superare questo ostacolo era rappresentato dall’accordo con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), pensato per consentire alle banche di anticipare i costi attraverso il credito d’imposta. Tuttavia, a marzo 2026, il sistema risulta ancora non operativo, lasciando cittadini e imprese senza una rete di sostegno finanziario.

Infine, sotto osservazione anche la gestione della piattaforma Sfinge, segnata da lunghi tempi di risposta e da una comunicazione discontinua sullo stato delle pratiche. In alcuni casi, i ritardi nell’istruttoria hanno impedito la rendicontazione entro i termini previsti, costringendo i beneficiari a restituire contributi già ricevuti.

In questo contesto, denunciano i proponenti dell’interrogazione, l’inefficienza amministrativa rischia di tradursi in un danno ulteriore per i cittadini: non solo rallenta la ricostruzione, ma può arrivare a compromettere l’accesso stesso agli aiuti, trasformando il ritardo della macchina pubblica in una penalizzazione per chi ha già subito perdite ingenti.

venerdì 10 gennaio 2025

Consiglio dei Ministri ratifica nomina di Curcio a commissario alluvione 2023

 Emilia Romagna, Toscana e Marche. Prorogato incarico di Castelli


L'ingegnere Fabrizio Curcio ( nella foto)  è il nuovo commissario straordinario alla ricostruzione nelle regioni Emilia Romagna, Toscana e Marche, colpite dall'alluvione del 2023.

Lo ha deliberato il governo oggi pomeriggio, su proposta della premier Giorgia Meloni e sentito il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci.
    L'ex capo dipartimento della Protezione civile, una volta pubblicato il decreto del capo dello Stato, prenderà il posto del generale Francesco Paolo Figliuolo, che ha guidato la struttura commissariale fino al dicembre scorso, quando è stato chiamato ad altro incarico.

Fabrizio Curcio resta in carica fino al 31 dicembre 2025.
    Nella medesima seduta, il Consiglio dei ministri ha pure provveduto alla proroga per un anno del senatore Guido Castelli nell'incarico di commissario straordinario per la riparazione, ricostruzione, assistenza alla popolazione e ripresa economica nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpite dal sisma dell'agosto 2016. ( ANSA )

mercoledì 20 novembre 2024

Via libera al credito d’imposta per i danni dell’alluvione: firmata l’ordinanza, disponibili 700 milioni



Il credito d’imposta diventa uno strumento chiave per i rimborsi legati ai danni dell’alluvione che ha colpito la Romagna nel 2023. Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario alla ricostruzione, ha firmato l’ordinanza che ufficializza l’introduzione di questa misura, consentendo ai privati di ottenere risorse statali per finanziare gli interventi di ricostruzione.

Il meccanismo prevede uno stanziamento di 700 milioni di euro tramite la Legge di Bilancio, destinati alla ricostruzione privata, che si aggiungono ai 1,2 miliardi già disponibili. Grazie al credito d’imposta, i costi per il ripristino delle abitazioni e delle attività commerciali danneggiate saranno interamente coperti dallo Stato, senza alcun onere diretto per i richiedenti.

Come funziona
I beneficiari dovranno semplicemente presentare la documentazione necessaria per i vari stati di avanzamento dei lavori. Una volta ricevuto il decreto di concessione dal Commissario straordinario, sarà possibile aprire un “conto tecnico” gratuito presso una banca aderente alla convenzione tra l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e Cassa Depositi e Prestiti. Su questo conto saranno accreditate le somme necessarie per saldare i lavori, evitando così ai cittadini di dover anticipare i costi.

Lo stato attuale delle erogazioni
Per quanto riguarda le risorse già disponibili, al 19 novembre risultano 2.620 domande registrate sulla piattaforma Sfinge, complete della documentazione richiesta. Di queste, 1.812 pratiche (pari al 69% del totale) sono state concluse con esito positivo: 1.478 riguardano famiglie, mentre 334 sono riferite a imprese.

Ad oggi, gli importi concessi ammontano complessivamente a 72 milioni di euro: 42 milioni destinati alle famiglie e 30 milioni alle imprese. Circa la metà delle somme è già stata erogata come anticipo ai beneficiari.

Questa misura rappresenta un ulteriore passo avanti nella gestione dell’emergenza e nella ricostruzione delle aree colpite, garantendo supporto economico immediato e diretto.

sabato 16 marzo 2024

A Proposito delle donazioni liberali pro alluvione 2023

E' opportuno che vengano utilizzati per risarcimenti di beni mobili, poichè, a differenza di altri, non hanno il beneficio del rimborso con il credito d'imposta.


Il consigliere regionale di Rete Civica, Marco Mastacchi, scrive:

 

“Mentre è già stata illustrata nell’ultima Aula e sarà votata nella prossima seduta una mia risoluzione che impegna la Giunta a intervenire presso il Commissario Straordinario per utilizzare i fondi residui delle donazioni liberali a sostenere economicamente le famiglie che non possono né anticipare, né usufruire del credito d’imposta per l’acquisto dei beni mobili persi a causa degli eventi alluvionali, il Presidente Bonaccini incontra i comitati dei cittadini colpiti dall’emergenza per condividere la notizia che ulteriori 15 milioni di euro provenienti dalle donazioni private verranno impiegati per sostenere economicamente imprese e famiglie danneggiate. Che i soldi delle donazioni private vengano utilizzati per un aiuto concreto non può che farmi piacere dal momento che è un intervento che come Rete Civica abbiamo sollecitato alla Giunta con vari atti dall’anno scorso a oggi, ma sarebbe preferibile venissero utilizzati per aiutare le famiglie sui beni mobili che vengono rimborsati solo attraverso il credito d’imposta, che come ho sottolineato anche nella mia risoluzione, non è praticabile per le famiglie più fragili che  non possono né anticipare, né usufruire del credito d’imposta per l’acquisto dei beni mobili. Le strutture come paratie e barriere, essendo infrastrutture, dovrebbero essere finanziate dallo Stato e dalla Regione con i fondi già nella disponibilità del Commissario Straordinario, mentre sarebbe più utile per le persone, che i fondi delle donazioni liberali venissero destinate a rimborsi non coperti dallo Stato, dando così quell’aiuto concreto alle persone per il quale le donazioni sono state fatte. Se è vero, come ha detto il Presidente Bonaccini, che “…Non c’è modo migliore per accompagnare le comunità vittime di questo dramma che ascoltare le loro necessità e scegliere insieme i provvedimenti più utili a famiglie e imprese.”, una delle richieste più pressanti e inascoltate è quella per il rimborso dei beni mobili danneggiati e la soluzione che passa per il credito d’imposta è impraticabile per le famiglie pià fragili. Rimane un impegno di Rete Civica continuare a chiedere alla Giunta di attivarsi in questo senso.”

sabato 18 novembre 2023

Rimborsi danni alluvione 2023



Il Comune informa: 


È attiva da oggi, 15 novembre, la piattaforma “Sfinge alluvione 2023”, attraverso la quale famiglie e imprese possono richiedere il contributo per i danni degli eventi alluvionali dello scorso maggio, in base quanto deciso e comunicato dalla struttura commissariale. 

Link alla Piattaforma 👉 https://alluvione2023.regione.emilia-romagna.it


𝘗𝘦𝘳 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘦̀ 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘰𝘵𝘢𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘚𝘗𝘐𝘋 personale (𝘰𝘱𝘱𝘶𝘳𝘦 𝘊𝘐𝘌, 𝘊𝘕𝘚) 𝘦𝘥 𝘦̀ 𝘯e𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘪𝘯𝘥𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘗𝘌𝘊 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘳𝘢̀ 𝘶𝘵𝘪𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘯𝘷𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘢𝘭 𝘣𝘦𝘯𝘦𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘰𝘮𝘢𝘯𝘥𝘢. 

Ulteriori info si trovano nella sezione dedicata all'alluvione sul sito Web della Regione Emilia-Romagna 👉 https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione/aiuti

 ( Segnalato da Dubbio)