venerdì 24 luglio 2026

Gravi danni d'immagine alla città: fermiamo le polemiche politiche

 


di Nicodemo Mele


«Mi spiace, devo cancellare la cena del 23 luglio 2026 prenotata nel suo locale da un gruppo di 24 turisti austriaci. Avrebbero soggiornato a Bologna fino a sabato, ma hanno deciso di annullare il viaggio in Italia dopo i disordini avvenuti in centro nella serata del 20 luglio. Purtroppo i giornali tedeschi hanno amplificato la notizia con informazioni esagerate e non corrispondenti alla realtà, generando preoccupazione».

È il messaggio ricevuto ieri da un ristoratore del centro storico di Bologna, socio di Fiepet (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici) Confesercenti Bologna, da parte di un operatore turistico.

E non si tratta di un caso isolato. Continuano infatti ad arrivare segnalazioni di disdette nei pubblici esercizi e nelle strutture ricettive della città.

Un fatto gravissimo, che impone una riflessione: è il momento di abbassare i toni. Un appello rivolto tanto all'Amministrazione comunale quanto alle forze politiche.

La morte dell'imprenditore Abderrahim Fakir ha profondamente colpito la sensibilità della comunità bolognese e Confesercenti si unisce al cordoglio espresso da tutta la città.

Allo stesso tempo, le devastazioni compiute da antagonisti e facinorosi nella serata del 20 luglio hanno arrecato gravi danni a decine di attività commerciali e pubblici esercizi. Confesercenti esprime inoltre piena vicinanza agli agenti delle forze dell'ordine rimasti feriti durante gli scontri.

Le polemiche politiche che stanno accompagnando questi eventi rischiano ora di produrre ulteriori conseguenze, compromettendo l'immagine e l'economia di Bologna.

Per questo Confesercenti rinnova il proprio appello a tutte le istituzioni e alle forze politiche affinché prevalgano senso di responsabilità e moderazione nei toni.

Gli operatori economici bolognesi arrivano da anni particolarmente difficili, segnati prima dalla pandemia di Covid-19 e successivamente dalle criticità legate alla Garisenda e ai cantieri del tram.

Sono imprenditori stanchi, che non vogliono vedere aprirsi un nuovo fronte capace di indebolire ulteriormente l'attrattività turistica che Bologna ha saputo costruire con impegno e fatica e che oggi le viene riconosciuta in tutta Europa e nel mondo.

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