domenica 19 luglio 2026

Vergato, ancora disagi al Postamat. La protesta corre sui social: «Un Appennino sempre più povero di servizi»



Un bancomat fuori servizio può sembrare un inconveniente di poco conto. Ma quando il problema si ripete con frequenza, in un territorio già alle prese con la progressiva riduzione dei servizi essenziali, diventa il simbolo di un disagio ben più profondo. È quanto emerge dall'ennesima protesta comparsa sul gruppo Facebook "Sei di Vergato se...", dove molti cittadini denunciano le continue difficoltà nell'utilizzo del Postamat dell'ufficio postale di Vergato.

A sollevare la questione è Belinda Busi, che affida ai social il proprio sfogo:

«Anche oggi il bancomat delle Poste non funziona. C'è da vergognarsi: siamo al Terzo Mondo. Sono rimasti chiusi per mesi per fare non so cosa e, ancora oggi, il bancomat non funziona come dovrebbe. Vergognatevi.»

Parole che hanno raccolto numerosi commenti, trasformando il disservizio in un'occasione per riflettere sulla progressiva perdita di servizi nell'Appennino bolognese. Un impoverimento che, secondo molti residenti, rischia di alimentare ulteriormente lo spopolamento, ridurre l'attrattività del territorio e penalizzare cittadini, attività economiche e turismo.

Luciana Buganè racconta che il problema non riguarda soltanto Vergato: «Anche a Monte San Pietro siamo rimasti mesi senza bancomat».

C'è poi chi allarga il ragionamento alle politiche regionali. «E in Regione De Pascale continua a parlare di valorizzare l'Appennino...», osserva con sarcasmo Lilla Giacometti, evidenziando la distanza tra gli annunci istituzionali e le difficoltà quotidiane vissute dai cittadini.

Non manca l'ironia amara di Alessandro Bettocchi, che scrive:

«Signori, gli sportelli Bancomat e Postamat costano e hanno il vizio di rompersi. Credete davvero che ci siano i soldi per ripararli? Quale top manager o dirigente si toglierebbe il pane di bocca per farvi funzionare il bancomat? E quei tecnici che pretendono perfino di essere pagati per uscire di casa la notte o la domenica? Illusi.»

Altri utenti descrivono una situazione ormai abituale. Gabriele Donati sintetizza con poche parole: «Le Poste vanno di male in peggio».

Maria Luisa Angioni sottolinea invece le conseguenze pratiche del disservizio:

«Alla fine bisogna andare a Riola, che è il posto più vicino. Se va male, bisogna arrivare fino a Marzabotto. Non so nemmeno se a Pian di Venola ci sia un bancomat.»

Qualcuno prova a indicare soluzioni alternative. Manu Ella ricorda la presenza dell'ufficio postale di Pioppe, mentre Sandra Travagli e Sandra Tundra fanno presente che è possibile effettuare prelievi anche presso gli sportelli Bancomat degli istituti bancari, limitando così gli spostamenti.

Resta però il nodo di fondo. In un territorio montano, dove ogni servizio pubblico assume un valore essenziale, anche un semplice Postamat fuori uso diventa il segnale di una fragilità più ampia. Per molti residenti non si tratta soltanto di prelevare denaro, ma del progressivo arretramento dei servizi di prossimità, che rende sempre più difficile vivere e lavorare in Appennino.

Una questione che va oltre il singolo guasto tecnico e che riapre il dibattito sul futuro delle aree interne: senza servizi efficienti e affidabili, il rischio è che ai proclami sul rilancio continui a contrapporsi una realtà fatta di disagi quotidiani e di un lento ma costante declino demografico ed economico.

(Dubbio) 

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