venerdì 17 luglio 2026

Lama di Reno, il cuore del volontariato batte nel triangolo verde della valle: il Circolo tiene viva la comunità

 



 


Tra il fiume Reno, Monte Baco e Monte Sole si apre un piccolo triangolo di terra che racchiude uno degli angoli più significativi della valle del Reno. Il Reno ne disegna l'ipotenusa, mentre i due rilievi fanno da cateti, formando una naturale cornice verde che protegge il paese dai venti e offre refrigerio nelle torride giornate estive.

Il nome stesso di Lama di Reno richiama la particolare conformazione del fiume in questo tratto: una "lama", ovvero un letto quasi pianeggiante che rallenta la corsa dell'acqua, come se il Reno si fermasse per rivolgere un lento e affettuoso saluto al borgo.

Nel cuore del paese, all'interno del Circolo sportivo ricreativo, il tempo sembra seguire lo stesso ritmo tranquillo del fiume. Tra tavoli all'ombra, il profumo delle crescentine appena fritte e il vociare delle famiglie, i volontari si muovono con gesti ormai collaudati, trasformando la più semplice cucina di strada in un autentico momento di convivialità. È la tradizione della gastronomia montanaro-bolognese, preparata con passione e servita a chi sceglie Lama di Reno per una sosta all'insegna della buona tavola e del relax.

«Siamo un'associazione di volontari e gestiamo, per conto del Comune di Marzabotto, il Circolo sportivo ricreativo di Lama di Reno», raccontano gli operatori della cucina mentre rigirano una crescentina nell'olio bollente. «Il nostro obiettivo è mantenere vivo questo circolo, che vanta oltre quarant'anni di storia e di volontariato al servizio del territorio.»

L'impegno dell'associazione va ben oltre la ristorazione. «Ci occupiamo della manutenzione del parco, della struttura e del bar – spiegano – e riusciamo ad autofinanziarci grazie alle nostre iniziative: pranzi, cene, feste, l'apertura serale del bar durante l'estate e gli appuntamenti domenicali che organizziamo durante l'anno.»

Un'attività che ha anche una forte vocazione solidale. «Con il ricavato delle nostre iniziative sosteniamo enti benefici come ANT e AGEOP, oltre a promuovere raccolte fondi in occasione di calamità, come l'alluvione che ha colpito la Romagna, e altre emergenze.»

La forza del Circolo è racchiusa soprattutto nelle persone che, con discrezione e spirito di servizio, dedicano tempo ed energie alla comunità. Solo dopo qualche esitazione – perché la generosità raramente ama mettersi in mostra – i volontari accettano di riunirsi per una fotografia di gruppo.

Nello scatto compaiono Fabrizio Orsi, presidente dell'associazione, insieme a Giovanni Pacillo, Serena Zuffi, Giovanni De Simone, Donatella Degli Esposti, Massimiliano Nanni, Fabiana Rubbi, Silvano Rubini, Sabina Chiari, Ivano Giacobazzi, Leandro Chiari, Pierluca Venturi, Loredana Passini, Davide Paselli, Roberto Gherardi, Massimo Giovagnoni e Maurizia Laffi, ai quali si è unito anche l'ospite Maurizio Degli Esposti.

Dietro ogni crescentina servita e ogni serata organizzata c'è il lavoro silenzioso di questi volontari. Un impegno che, da oltre quarant'anni, rende il Circolo di Lama di Reno molto più di un luogo di ritrovo: un autentico presidio di socialità, solidarietà e appartenenza, capace di tenere vivo il cuore della comunità.

 (Ha collaborato Donatella Degli Esposti) 

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