Tra
il fiume Reno, Monte Baco e Monte Sole si apre un piccolo triangolo di terra
che racchiude uno degli angoli più significativi della valle del Reno. Il Reno
ne disegna l'ipotenusa, mentre i due rilievi fanno da cateti, formando una
naturale cornice verde che protegge il paese dai venti e offre refrigerio nelle
torride giornate estive.
Il
nome stesso di Lama di Reno richiama la particolare
conformazione del fiume in questo tratto: una "lama", ovvero un letto
quasi pianeggiante che rallenta la corsa dell'acqua, come se il Reno si
fermasse per rivolgere un lento e affettuoso saluto al borgo.
Nel
cuore del paese, all'interno del Circolo sportivo ricreativo, il tempo sembra
seguire lo stesso ritmo tranquillo del fiume. Tra tavoli all'ombra, il profumo
delle crescentine appena fritte e il vociare delle famiglie, i volontari si
muovono con gesti ormai collaudati, trasformando la più semplice cucina di
strada in un autentico momento di convivialità. È la tradizione della
gastronomia montanaro-bolognese, preparata con passione e servita a chi sceglie
Lama di Reno per una sosta all'insegna della buona tavola e del relax.
«Siamo
un'associazione di volontari e gestiamo, per conto del Comune di Marzabotto, il
Circolo sportivo ricreativo di Lama di Reno», raccontano gli operatori della
cucina mentre rigirano una crescentina nell'olio bollente. «Il nostro obiettivo
è mantenere vivo questo circolo, che vanta oltre quarant'anni di storia e di
volontariato al servizio del territorio.»
L'impegno
dell'associazione va ben oltre la ristorazione. «Ci occupiamo della
manutenzione del parco, della struttura e del bar – spiegano – e riusciamo ad
autofinanziarci grazie alle nostre iniziative: pranzi, cene, feste, l'apertura
serale del bar durante l'estate e gli appuntamenti domenicali che organizziamo
durante l'anno.»
Un'attività
che ha anche una forte vocazione solidale. «Con il ricavato delle nostre
iniziative sosteniamo enti benefici come ANT e AGEOP, oltre a promuovere raccolte
fondi in occasione di calamità, come l'alluvione che ha colpito la Romagna, e
altre emergenze.»
La
forza del Circolo è racchiusa soprattutto nelle persone che, con discrezione e
spirito di servizio, dedicano tempo ed energie alla comunità. Solo dopo qualche
esitazione – perché la generosità raramente ama mettersi in mostra – i
volontari accettano di riunirsi per una fotografia di gruppo.
Nello
scatto compaiono Fabrizio Orsi, presidente dell'associazione,
insieme a Giovanni Pacillo, Serena Zuffi, Giovanni De Simone, Donatella
Degli Esposti, Massimiliano Nanni, Fabiana Rubbi, Silvano Rubini, Sabina
Chiari, Ivano Giacobazzi, Leandro Chiari, Pierluca Venturi, Loredana Passini,
Davide Paselli, Roberto Gherardi, Massimo Giovagnoni e Maurizia
Laffi, ai quali si è unito anche l'ospite Maurizio Degli
Esposti.
Dietro
ogni crescentina servita e ogni serata organizzata c'è il lavoro silenzioso di
questi volontari. Un impegno che, da oltre quarant'anni, rende il Circolo di
Lama di Reno molto più di un luogo di ritrovo: un autentico presidio di
socialità, solidarietà e appartenenza, capace di tenere vivo il cuore della
comunità.
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