Tra il 2019 e il 2025 i comuni minori crescono oltre sette volte più di Milano e Roma
Non sono più le grandi città il motore del mercato immobiliare
italiano. A trainare la crescita delle compravendite sono invece la provincia e
i piccoli comuni, che negli ultimi anni hanno registrato un’accelerazione ben
superiore a quella delle principali aree metropolitane. È quanto emerge
dall’analisi “Mercato immobiliare, il risveglio dei piccoli
centri”, realizzata dalla Confedilizia sui
dati dell’Agenzia delle entrate e dell’Istat e dedicata all’evoluzione del
mercato residenziale tra il 2019 e il 2025.
I numeri raccontano un cambiamento profondo. Nei comuni non
capoluogo le compravendite sono aumentate del 32,7%, più
del doppio rispetto al 15,5% registrato nei
capoluoghi di provincia. Ancora più marcata la crescita nei centri di
dimensioni minori, dove gli scambi sono saliti del 42,3%,
mentre Milano e Roma, considerate per anni il baricentro del mercato
immobiliare nazionale, si fermano a un incremento del 5,9%.
Non si tratta di una dinamica temporanea, ma di una
trasformazione che si è consolidata dopo la pandemia e riflette il cambiamento
delle esigenze abitative degli italiani. L’aumento dei prezzi nelle grandi
città, il rincaro dei mutui, la diffusione dello smart working e
la possibilità di acquistare casa a costi più contenuti hanno progressivamente
spostato la domanda verso i comuni di minori dimensioni. Nel solo 2025, i
comuni più piccoli hanno generato oltre la metà della crescita complessiva
delle compravendite registrata in Italia, confermandosi il segmento più
dinamico del mercato.
Il fenomeno interessa l’intero Paese. Le province che hanno registrato
gli incrementi più consistenti sono L’Aquila (+72,4%), Alessandria (+61,5%),
Biella (+61,1%) e Cosenza (+60,3%), mentre le performance più
contenute appartengono ad alcune grandi aree metropolitane come Firenze
(+9,2%), Bologna (+11,7%), Milano (+12%) e Napoli (+13,1%).
L’analisi evidenzia come il mercato immobiliare italiano stia assumendo una nuova geografia. Lo studio evidenzia un progressivo spostamento della domanda verso i territori in cui le abitazioni sono più accessibili e l’offerta è più ampia. Nelle grandi città, invece, i prezzi elevati e la maggiore incidenza del costo del credito continuano a limitare la crescita del mercato immobiliare. Questa evoluzione rende necessario accompagnare la crescita dei territori oggi più dinamici con investimenti in infrastrutture, servizi e collegamenti e, allo stesso tempo, intervenire sui fattori che frenano l’offerta abitativa nelle principali aree urbane, per ridurre gli squilibri territoriali e rendere il mercato più equilibrato.
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