| La pieve di Panico |
Un'intera
giornata di approfondimento storico per riscoprire una delle più importanti
dinastie feudali dell'Appennino bolognese. Sabato 18 luglio, a partire
dalle 9.45, la Pieve di Panico, nel comune di Marzabotto,
ospiterà il convegno "I Conti da Panico nella montagna bolognese
(secoli XI-XIV)", promosso dal Gruppo di Studi Alta Valle del Reno
di Porretta Terme.
L'iniziativa
riunirà alcuni tra i più autorevoli studiosi del Medioevo appenninico, con
l'obiettivo di approfondire il ruolo politico, sociale, militare e religioso
della famiglia dei Conti da Panico, protagonisti della storia del territorio
tra l'XI e il XIV secolo.
Il programma
prenderà il via alle 9.45 con gli interventi di Alberto Luongo,
che analizzerà il passaggio dall'Italia comunale al Regno attraverso la figura
della signoria rurale appenninica, e di Romolo Dodi, dedicato alle
origini genealogiche della casata. Seguiranno le relazioni di Edoardo
Manarini, sui castelli e sull'organizzazione della signoria, di Renzo
Zagnoni, che illustrerà i rapporti con pievi, monasteri ed enti
ecclesiastici, e di Bill Homes, autore di uno studio sulle strutture
difensive riconducibili ai Conti da Panico, corredato da disegni acquerellati.
Dopo il
pranzo organizzato dagli amici della Pieve di Panico, il convegno
riprenderà alle 14.30 con gli interventi di Giovanni Pederzoli,
dedicato ai rapporti con l'Impero, Paola Foschi, che approfondirà le
relazioni con le città dell'Italia centro-settentrionale tra XII e XV secolo, Lorenzo
Caravaggi, sulla guerra signorile nell'Appennino medievale, Francesco
Barbarulo, che esaminerà i rapporti con il Comune di Bologna fino alla
liberazione dei servi nel 1306, e Giacomo Ventura, che illustrerà la
presenza dei Conti di Panico nella letteratura, da Boccaccio a Giovanni
Sabbadino degli Arienti.
Il convegno rappresenta un'importante occasione per studiosi, appassionati di storia locale e cittadini interessati a conoscere più da vicino le vicende della famiglia che, per secoli, esercitò un ruolo determinante nel controllo politico e territoriale dell'Appennino bolognese. Un appuntamento che contribuirà a valorizzare il patrimonio storico e culturale della Pieve di Panico, luogo simbolo della memoria medievale del territorio.
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