La settimana comincia con una girandola di scadenze tributarie.
Gli italiani pagheranno al fisco 54 miliardi di euro e ne seguirà l’ennesima ‘arrabbiatura’
per le sorprese, la prima delle quali è la Tasi, la tassa sui servizi
indivisibili, che qualcuno ha già ironicamente battezzato ‘ la tassa sui
servizi invisibili’. Molto visibile è invece il conto formato dalla vecchia IMU
più un aumento percentuale appunto per ‘i servizi indivisibili’ fra i quali il
costo di alcuni servizi comunali e la sostanziale ricomparsa della IMU sulla
prima casa in molti casi aumentata rispetto al vecchio conto. Certo la fantasia
del legislatore non ha limiti per caricare oneri sui contribuenti. Ha trovato
anche quella dei ‘ servizi indivisibili’ e c’è da sperare che finalmente tale
fantasia si sia esaurita. Lo scetticismo comunque non manca, come non manca chi
dice che siamo ormai al ‘punto di rottura’ per il quale esistono segnali
preoccupanti come la denuncia di un calo a giugno, proprio per l’aumento dell’onere
fiscale per le famiglie, del 30 % degli acquisti di beni di prima necessità
come la ‘carne’.
Non manca anche chi riesce ,nonostante tutto, ancora
a ironizzare come quel lettore che in forma anonima ha inviato questa piccolo
sfogo da contribuente che però si legge terminando con un abbozzo di sorriso
amaro.
