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sabato 2 agosto 2025

I ‘No’ di Bologna Città e Provincia Autonoma

 

Tari, nuovo aumento di 6 euro : basta tasse decise dall’alto


di Mauro Muratori


Con la delibera ARERA 133/2025, che recepisce un DPCM del Presidente del Consiglio, è stata introdotta una nuova voce nella bolletta della TARI: la componente perequativa UR3, pari a 6 euro per ogni utenza. L’obiettivo dichiarato è finanziare il “bonus sociale sui rifiuti”, una misura che però, secondo Bologna Città e Provincia Autonoma, si traduce in un ulteriore aggravio per tutti i contribuenti a vantaggio di pochi, selezionati con criteri imposti dall’alto, senza alcun confronto con i territori né attenzione alle specificità locali.

“Si tratta dell’ennesima misura centralista imposta da Roma – si legge nella nota del movimento – una tassa camuffata da perequazione, introdotta con un DPCM e senza alcuna forma di dibattito democratico. È inaccettabile che i Comuni e i cittadini si trovino di fronte a decisioni unilaterali, senza strumenti concreti per opporsi”.

Bologna Città e Provincia Autonoma ribadisce con forza la propria contrarietà:

·         NO a tasse occulte mascherate da “solidarietà perequativa”, introdotte senza trasparenza né partecipazione.

·         NO a una politica nazionale che impone nuovi costi ai cittadini mentre destina miliardi a conflitti esteri e al mantenimento di flussi migratori che non portano reali benefici al Paese.

·         NO a un sistema che penalizza chi produce, lavora e contribuisce onestamente, continuando a spostare risorse senza equità.

“Vogliamo un’amministrazione autonoma, capace di decidere con e per i cittadini di Bologna e della sua provincia – prosegue il comunicato – non un’amministrazione subalterna alle logiche centraliste. Le risorse generate sul territorio devono restare sul territorio: non per alimentare apparati e clientele, ma per migliorare i servizi, sostenere le famiglie e ridurre il carico fiscale su chi lavora davvero”.

Bologna Città e Provincia Autonoma si conferma come l’unica forza politica a opporsi con chiarezza a queste imposizioni dall’alto.

“Basta pagare per decisioni che non abbiamo preso. Basta inganni. Basta silenzi. È tempo di autodeterminazione e rispetto per i cittadini.”

 

domenica 6 luglio 2025

Pedaggi autostradali, la maggioranza tenta il blitz: poi il dietrofront. Salvini ritira la firma, FdI l’emendamento

Opposizioni all’attacco: “Volevano tassare le vacanze degli italiani”. Il governo si spacca, ma fa retromarcia

 


Una tassa estiva sui pedaggi autostradali, spuntata a sorpresa in un emendamento al decreto Infrastrutture, ha scatenato polemiche e tensioni all’interno della maggioranza, costringendo il governo a un rapido passo indietro. L’aumento – pari a un euro ogni mille chilometri percorsi – sarebbe dovuto entrare in vigore dal 1° agosto, con l’obiettivo di garantire maggiori risorse ad Anas. Ma dopo le proteste delle opposizioni, l’irritazione crescente tra le fila del centrodestra e le polemiche delle associazioni dei consumatori, il provvedimento è stato ritirato.

“La proposta non era condivisa dal ministro competente. Accogliamo con favore l’invito del ministro Salvini a ritirare l’emendamento sul sovracanone a favore di Anas”, hanno dichiarato i deputati di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli e Massimo Milani, relatori del provvedimento. Una chiusura che però arriva solo dopo una giornata di caos politico e accuse incrociate.

La genesi della norma: tensioni nella maggioranza

L’emendamento era stato presentato dai relatori della maggioranza, con firme di esponenti di tutti i partiti del centrodestra. Secondo fonti parlamentari, la proposta sarebbe partita proprio dal Ministero delle Infrastrutture, guidato da Matteo Salvini. L’obiettivo dichiarato era quello di reperire circa 90 milioni di euro all’anno per coprire i crescenti costi strutturali di Anas, tra cui l’aumento delle spese energetiche per l’illuminazione stradale.

Ma sin dalle prime ore, l’idea di far gravare questo costo sugli automobilisti – e per di più in piena estate – ha suscitato reazioni indignate. Le opposizioni hanno parlato di “tassa sulle ferie” e accusato il governo di fare cassa a spese dei cittadini. Anche all’interno della maggioranza le acque si sono agitate: Fratelli d’Italia, pur avendo sottoscritto l’emendamento, ha fatto trapelare il proprio malumore, attribuendo l’iniziativa alla Lega e ammettendo di aver acconsentito “controvoglia”.

Il dietrofront di Salvini

Con il crescere delle polemiche, il ministro Salvini ha deciso di intervenire direttamente, ordinando il ritiro della norma. In una nota stringata, il Ministero delle Infrastrutture ha chiarito che “il vicepremier Matteo Salvini chiede il ritiro dell’emendamento”, sottolineando però che esso era stato presentato da rappresentanti di tutte le forze di maggioranza. Un messaggio che sembra voler respingere le accuse di una responsabilità unilaterale della Lega.

Non sono mancate reazioni pungenti. “Una volta scoperti, Salvini fa l’eroe. Vorrebbe anche gli applausi?”, ha attaccato il segretario di Più Europa, Riccardo Magi. La segretaria del PD Elly Schlein ha espresso scetticismo: “Meloni e Salvini hanno cambiato idea troppe volte. Finché l’emendamento non sarà ufficialmente ritirato, non ci fidiamo”.

Duro anche Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle: “Si colpiscono le famiglie in partenza per le vacanze, mentre si tagliano le tasse ai colossi del web e alle banche. In Parlamento daremo battaglia”.

Le associazioni dei consumatori: “Un tentativo inaccettabile”

Il provvedimento, anche se ritirato, ha sollevato la protesta delle associazioni dei consumatori. “Qualsiasi aumento dei pedaggi è inaccettabile e rappresenta un danno per milioni di automobilisti”, ha dichiarato Assoutenti. Per l’Unione Nazionale Consumatori si è trattato di un “tentativo di fare cassa, lanciando il sasso e nascondendo la mano”.

E mentre la norma è stata ritirata, restano le tensioni nella maggioranza e una sensazione diffusa di imbarazzo per uno scivolone estivo che rischia di lasciare il segno.

( Fonte ANSA)

giovedì 2 maggio 2024

Precompilata 2024, in consultazione dal 30 aprile scorso

Dal 20 maggio sarà possibile accettare, modificare o integrare i dati proposti dal Fisco e procedere con l’invio telematico della dichiarazione all’Agenzia 

La Precompilata 2024 è   visualizzabile online, nell’apposita area riservata con i modelli già predisposti con i dati in possesso dell’Agenzia o inviati dagli enti esterni, come, ad esempio, datori di lavoro, farmacie e banche. Quest’anno, in totale le informazioni trasmesse all’Agenzia e utilizzate per predisporre i modelli sono circa 1 miliardo e 300 milioni.


Molte le novità della dichiarazione dei redditi precompilata 2024 relativa al periodo d’imposta 2023, a partire dal debutto del 730 semplificato per lavoratori dipendenti e pensionati, che con un’interfaccia più intuitiva e parole semplici guiderà la compilazione senza la necessità per l’utente di conoscere quadri, righi e codici.

Inoltre, da quest’anno, in via sperimentale, troveranno il modello precompilato dall’Agenzia anche i contribuenti titolari di redditi diversi da quelli di lavoro dipendente e pensione.

Un provvedimento, firmato oggi, 29 aprile 2024, dal direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, definisce le istruzioni per l’accesso alla dichiarazione precompilata, individua i soggetti abilitati, le modalità di delega a terzi, le procedure per consultare, modificare o confermare i dati in possesso dell’Amministrazione, detta le istruzioni per la presentazione del modello. Accompagnano il provvedimento: il foglio informativo , le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle comunicazioni di richiesta delle dichiarazioni precompilate 2024 , le specifiche tecnice in formato zip e le specifiche tecniche per la fornitura delle dichiarazioni Precompilate 2024 .

Dal 30 aprile la precompilata è online
Prima data da evidenziare sul calendario è domani, 30 aprile 2024, giorno dal quale il contribuente direttamente, oppure il suo rappresentante e gli altri soggetti delegati o autorizzati, possono accedere alla dichiarazione precompilata dal Fisco con riferimento ai redditi 2023. È possibile accedere anche all’elenco delle informazioni utilizzate dall’Agenzia, distinte per dati inseriti e non inseriti.

In totale, sono circa 1 miliardo e 300 milioni (1.270.674.831) i dati che l’Agenzia ha ricevuto e pre-caricato nelle dichiarazioni 2024. Al primo posto per numerosità si collocano come sempre le spese sanitarie (oltre 1 miliardo di documenti fiscali), seguite dai premi assicurativi (98 milioni di dati), le certificazioni uniche di dipendenti e autonomi (75 milioni), i bonifici per ristrutturazioni (10 milioni di dati) e gli interessi sui mutui (9 milioni di dati).

Quanto agli oneri detraibili e deducibili, come ogni anno il modello fa spazio a ulteriori voci che si aggiungono a quelle già precaricate in passato. In particolare, nel modello 2024 arrivano per la prima volta le spese per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e ai relativi rimborsi, il cui invio era previsto per quest’anno solo in via facoltativa, i rimborsi erogati per l’acquisto di occhiali da vista o di lenti a contatto correttive (“bonus vista”). Inoltre, la precompilata 2024 tiene conto delle informazioni comunicate dall’Inps relative ai familiari a carico per i quali è stato riconosciuto l’Assegno unico e universale.

Tutte voci che si aggiungono a quelle già presenti negli anni scorsi: contributi previdenziali, spese universitarie, per gli asili nido, per gli interventi di ristrutturazione, erogazioni liberali eccetera.

Come accedere alla precompilata
Il contribuente può accedere alla propria precompilata e ai documenti utilizzati dall’Amministrazione finanziaria dall’area riservata del sito delle Entrate tramite Cns (Carta nazionale dei Servizi) o Spid, Cie (Carta d’identità elettronica) o, per i soggetti titolati a utilizzarle, con le credenziali rilasciate dall’Agenzia (Entratel/Fisconline). Effettuato l’accesso, da domani l’utente può visionare e stampare il modello, mentre dal prossimo 20 maggio potrà modificare, accettare e presentare la dichiarazione, versare l’imposta se dovuta. Sempre nell’area riservata, è possibile indicare i recapiti per le eventuali comunicazioni, consultare le ricevute, inserire i riferimenti bancari o postali per l’accredito dei rimborsi, verificare l’elenco dei delegati ai quali è stata resa disponibile la dichiarazione precompilata.

Anche quest’anno per consultare la dichiarazione e compiere tutte le operazioni fino all’invio è possibile delegare un familiare o una persona di fiducia direttamente nella propria area riservata sul sito dell’Agenzia, o in alternativa inviando una pec o ancora formalizzando la richiesta presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia.  Come evidenziato nel provvedimento pubblicato oggi, infatti, dal 2022 l’Amministrazione ha introdotto modalità più snelle per richiedere, tra l’altro, l’accesso alla dichiarazione precompilata da parte di rappresentanti legali di persone fisiche (tutori, amministratori di sostegno, curatori speciali e genitori esercenti la responsabilità genitoriale) o di persone di fiducia che operano nell’interesse di altre persone fisiche.

Il provvedimento descrive, inoltre, i requisiti e le modalità di accesso alla precompilata e ai documenti da parte dei sostituti d’imposta, Caf e professionisti abilitati, e fissa i limiti e le modalità di conferimento delle abilitazioni.

Debutta il 730 semplificato
Quest’anno fa il suo esordio, in via sperimentale, all’interno dell’area riservata di dipendenti e pensionati, una modalità semplificata di presentazione del 730 precompilato alternativa a quella ordinaria. Una volta autenticato, il contribuente, se ha le caratteristiche per presentare il 730, potrà scegliere se accedere alla propria dichiarazione in modalità semplificata o in modalità ordinaria. Con la modalità semplificata, potrà visualizzare i dati utilizzati (e non) all’interno di un’interfaccia semplice da navigare anche grazie alla presenza di termini di uso comune che indicano in modo chiaro le sezioni in cui sono presenti dati da confermare o modificare: “casa e altre proprietà”, “famiglia”, “lavoro”, “altri redditi”, “spese sostenute”. I dati relativi all’abitazione (rendita, eventuali contratti di locazione, interessi mutuo ecc) sono per esempio raccolti nella nuova sezione “casa”, gli oneri nella sezione “spese sostenute”, le informazioni su coniuge e figli nella sezione “famiglia”. Una volta che le informazioni fiscali saranno confermate o modificate (dal 20 maggio), il sistema le riporterà in automatico nel modello.

Le altre novità dedicate al 730
Alla modalità semplificata di presentazione del 730 precompilato dedicata a lavoratori dipendenti e pensionati, quest’anno si sommano altre novità specificamente dedicate al 730, come da input fornito dal Dlgs n. 1/2024 (Decreto “Adempimenti”). In particolare, si allarga in via sperimentale la platea di contribuenti che possono utilizzare il modello 730, che potrà infatti accogliere dati che prima dovevano necessariamente transitare per Redditi, per esempio, redditi di capitale di fonte estera soggetti a imposta sostitutiva, investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria ai fini Ivie e Ivafe. Inoltre, da quest’anno chi presenta il modello 730 potrà selezionare la voce “nessun sostituto” prima di inviare la dichiarazione per chiedere di ricevere direttamente dall’Agenzia l’eventuale rimborso, anche se ha un datore di lavoro o ente pensionistico tenuto a effettuare i conguagli. L’opzione è valida anche se dalla dichiarazione emerge un debito: in questo caso il contribuente che invia direttamente il modello potrà effettuare il pagamento tramite la stessa applicazione online: la procedura consente infatti di addebitare l’F24 sullo stesso Iban indicato per il rimborso. In alternativa, è anche possibile stampare l’F24 precompilato e procedere al pagamento con le modalità ordinarie e, quindi, entro il 30 giugno (Per le novità relative al modello 730/2024 si veda l’apposito paragrafo nell’articolo “Campagna dichiarativa 2024, sfilano i modelli definitivi).

Precompilata anche per autonomi e titolari di reddito d’impresa
Una delle novità più rilevanti del 2024 è inoltre l’elaborazione del modello predisposto dall’Agenzia anche per i contribuenti titolari di redditi di lavoro autonomo e d’impresa, che troveranno i dati precompilati dei redditi risultanti dalle certificazioni uniche di lavoro dipendente e autonomo (compresi i dati relativi ai compensi e alle indennità e provvigioni da indicare nel modello Redditi persone fisiche), dei redditi dei fabbricati e dei terreni, delle spese detraibili e deducibili e dei familiari. L’accesso, tramite lo scarico sia puntuale che massivo, è consentito anche tramite intermediari delegati.

I soggetti che aderiscono al regime di vantaggio o al regime forfetario, direttamente tramite l’applicativo della dichiarazione precompilata possono completare e inviare il modello Redditi persone fisiche e possono aderire, a partire dal 15 giugno, al Concordato Preventivo.

La dichiarazione pronta può partire dal 20 maggio
Il contribuente può presentare telematicamente la dichiarazione accettata o modificata o integrata a partire dal 20 maggio 2024. C’è tempo fino al 30 settembre per inviare il 730 e fino al 15 ottobre per il modello Redditi. Entro cinque giorni dall’invio il sistema fornisce una ricevuta con lo stesso numero di protocollo assegnato al file di presentazione. La ricevuta riporta la data di presentazione della dichiarazione e il riepilogo dei principali dati contabili.

L’Amministrazione finanziaria trasmette i dati contabili del 730 al sostituto d’imposta del contribuente. Se ciò non fosse possibile o se il sostituto che riceve i dati non è tenuto a effettuare il conguaglio, l’Agenzia mette al corrente del fatto il contribuente con un avviso recapitato nell’area riservata del sito dell’Agenzia e tramite una e-mail all’indirizzo di posta elettronica comunicato dall’interessato stesso. In entrambe le ipotesi, l’interessato può presentare un 730 integrativo utilizzando le funzionalità disponibili nell’area riservata, con la possibilità di modificare esclusivamente i dati del sostituto d’imposta o indicare l’assenza del sostituto oppure potrà rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato.

In assenza del sostituto d’imposta che opera il conguaglio, è direttamente l’Agenzia delle entrate a erogare i rimborsi emersi ai contribuenti che presentano i modelli Redditi Pf o 730. In caso di debito con il Fisco, il pagamento deve essere effettuato tramite presentazione del modello F24, anche richiedendo l’addebito delle somme dovute sul proprio conto corrente bancario o postale. 

(Segnalato da Dubbio) 

lunedì 22 maggio 2023

Chiesta la sospensione e il rinvio dei termini per il pagamento di tasse e contributi per i Comuni nei quali non è possibile proseguire, al momento, le normali attività economiche e sociali.

 Un primo elenco, non esaustivo e che potrebbe essere aggiornato.

I comuni appenninici in elenco sono:

LOIANO Tutto il territorio Comunale MONGHIDORO Tutto il territorio Comunale  MONTE SAN PIETRO Limitatamente alle frazioni di Monte San Giovanni, Calderino, Loghetto, Amola 

MONZUNO Tutto il territorio Comunale

PIANORO Limitatamente alla frazione di Paleotto, Botteghino e Livergnano

SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO Limitatamente alla frazione di Bacucco, Ca' Nova Galeazzi e Molino della Valle

SASSO MARCONI Limitatamente alle frazioni di Mongardino e Tignano

VALSAMOGGIA Limitatamente alle frazioni Savigno, Monteveglio e Castello di Serravalle

domenica 23 aprile 2023

Precompilata 2023 online dal 2 maggio e invio dall’11 maggio

Dichiarazione sempre più completa: 1 miliardo e 300 milioni di dati

Da quest’anno si potrà delegare una persona di fiducia online o in videocall Precompilata 2023 ai nastri di partenza: dal pomeriggio di martedì 2 maggio le dichiarazioni già compilate dall’Agenzia delle Entrate potranno essere consultate, mentre da giovedì 11 maggio sarà possibile accettare, modificare e inviare il 730 e il modello Redditi. Le dichiarazioni quest’anno saranno ancora più semplici da utilizzare, grazie anche alla possibilità, a partire dal prossimo 20 aprile, di delegare una persona di fiducia sia online che in videocall. Crescono ulteriormente i dati trasmessi all’Agenzia, che superano quest’anno quota 1 miliardo e 300 milioni (+8% rispetto al 2022). Di questi, oltre un miliardo (l’80% del totale) sono relativi a spese sanitarie. A seguire, premi assicurativi (99 milioni), certificazioni uniche di lavoratori dipendenti e autonomi (73 milioni), bonifici per ristrutturazioni (11 milioni), dati relativi agli interessi passivi sui mutui (8,5 milioni) e spese scolastiche (6,5 milioni). Saranno inoltre utilizzati nuovi dati: corsi post-diploma presso istituti statali di alta formazione e specializzazione artistica e musicale, spese per canoni di locazione, spese di intermediazione per l’acquisto di immobili adibiti a prima casa. Tutte informazioni che si aggiungono a quelle già presenti negli anni scorsi, come ad esempio i contributi previdenziali e assistenziali, quelli versati per i lavoratori domestici, le spese universitarie, per gli asili nido, le spese per gli interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico. La stagione dichiarativa si chiuderà il 2 ottobre per chi invia il 730 direttamente tramite l'applicazione web e il 30 novembre per chi invece utilizza il modello Redditi precompilato. Tutte le regole relative alle modalità di accesso e alle deleghe sono definite in due provvedimenti firmati dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Richiesta via web o in videocall per “delegare” le persone di fiducia - Dal prossimo 20 aprile basterà accedere all’area riservata sul sito dell’Agenzia per autorizzare un familiare o una persona di fiducia a gestire la propria dichiarazione precompilata (visualizzarla, accettarla o modificarla, inviarla) e a utilizzare gli altri servizi online nel proprio interesse. La novità è pensata per andare incontro a chi, pur avendo le credenziali per accedere all’area riservata - Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns) - ha poca dimestichezza con le funzionalità web o non può gestirle in prima persona. In alternativa, si può autorizzare la persona di fiducia tramite una videochiamata con un funzionario delle Entrate. Queste due modalità si aggiungono a quelle attive già dallo scorso anno, ovvero l’invio di una pec o la presentazione della richiesta presso un qualunque ufficio dell’Agenzia. Quanto alle domande via posta elettronica certificata, potranno essere inviate anche dalla casella pec della persona di fiducia (non solo quindi da quella del delegante). Viene estesa inoltre la durata della delega: su richiesta del contribuente, potrà infatti essere valida fino a 3 annualità. Come accedere alla precompilata - Per visualizzare e scaricare la dichiarazione occorre accedere alla propria area riservata tramite Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns). In linea generale, il 730 precompilato è predisposto per i contribuenti che hanno percepito, per l’anno d’imposta precedente, redditi di lavoro dipendente e assimilati. Dal 2 maggio 2023 (il 30 aprile è domenica e il 1° maggio è festivo), saranno disponibili i seguenti documenti: dichiarazione dei redditi precompilata riferita all’anno d’imposta precedente; elenco delle informazioni attinenti alla dichiarazione 730 precompilata disponibili presso l’Agenzia delle Entrate, con distinta indicazione dei dati inseriti e non inseriti e relative fonti informative. Il 730 precompilato dovrà essere inviato entro il 2 ottobre 2023, mentre il modello Redditi (e il modello Redditi correttivo del 730) entro il 30 novembre 2023.

domenica 25 luglio 2021

Gli sconti della Precompilata 2021, una nuova veste per la circolare

Quest’anno, con un format innovativo, il documento di prassi dell’Agenzia si trasforma in una rubrica a colori, che consente di individuare facilmente tutti gli argomenti trattati

Tutti gli sconti della Precompilata 2021, dalle spese sanitarie alle agevolazioni legate al mondo della casa, passando per crediti d’imposta e contributi, in una nuova impostazione grafica che con la veste di una rubrica “a colori” consente di individuare facilmente tutti gli argomenti trattati e avere una panoramica completa e aggiornata sul tema di interesse, senza dover leggere tutto il documento. La pubblicazione, i cui contenuti sono tratti dalla circolare n. 7/E del 25 giugno 2021, in rete da oggi, 21 luglio 2021, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, raccoglie e riorganizza tutto ciò che c’è da sapere su detrazioni e deduzioni per compilare correttamente i modelli 730 e Redditi 2021 e orientarsi tra i diversi bonus.
La raccolta intende mettere a disposizione dei cittadini, in un unico documento, tutte le norme sulle agevolazioni fiscali e i chiarimenti che l’amministrazione finanziaria ha fornito nel corso degli anni.

I contenuti sono suddivisi per aree tematiche autonome - dalle spese sanitarie agli interessi passivi, dai bonus legati al mondo della casa ai crediti d’imposta – distinti anche cromaticamente da una nuova soluzione grafica, che facilita la consultazione e consente al contribuente di focalizzare la ricerca sul solo argomento di interesse, senza dover leggere tutto il documento.

La consultazione dei contenuti, con il nuovo format, diventa più agevole con un semplice click. In questo modo il lettore potrà individuare facilmente gli argomenti e focalizzare la sua ricerca solo su quelli di interesse, senza dover passare in rassegna tutto il documento.

(Segnalato da Dubbio) 

giovedì 15 luglio 2021

Modifiche alla TARI di Marzabotto

 



L’Amministrazione comunale di Marzabotto ha deliberato uno sconto della TARI ( tassa dei rifiuti) a favore degli operatori economici che nei periodi di Covid hanno dovuto chiudere o limitare l’attività. Gli sconti sono significativi e saranno proporzionati alle diminuzioni operative attuate dai singoli servizi.

E’ stato approvato inoltre una modifica al regolamento comunale TARI che prevede l’esonero dal pagamento della tassa nei casi in cui l’immobile sia disabitato e slacciato da tutte le utenze. Precedentemente per avere l’esonero, oltre alle due condizioni precedenti, l’appartamento doveva essere libero da ogni tipo di suppellettile e di mobilia. La modifica è stata sostenuta con insistenza del gruppo consiliare di centro destra che non ha mancato di sottolineare con soddisfazione l’accoglimento della proposta di modifica.

Non è mancata anche una novità meno gradita. Il capogruppo consigliare di centrodestra Morris Battistini ricorda che la stessa deliberazione prevede un aumento della TARI per gli immobili del Comune  pari a una valore medio del 2.25%. Il calcolo del valore dell’imposta è determinato dal numero di mq dell’immobile tassato e dal numero degli occupanti. Da qui la possibilità di individuare solamente  il valore medio, poiché l’aumento sarà differente a seconda il totale dei dati che lo determinano, alcuni variabili.

mercoledì 7 luglio 2021

A Sasso Marconi le tariffe TARI rimangono invariate

 Sconti dal 60 all’80% per le attività commerciali colpite dalla pandemia senza che gli utenti ne debbano fare richiesta



Buone notizie per i contribuenti di Sasso Marconi :  anche per il 2021 sono confermate  le tariffe TARI già applicate negli ultimi due anni, senza alcun aumento a carico delle utenze domestiche e non domestiche.
Il Consiglio comunale ha deliberato anche le modifiche al Regolamento comunale (con l’esclusione dei rifiuti assimilati dal calcolo della TARI) e le riduzioni tariffarie per imprese e attività commerciali colpite dagli effetti della pandemia, con sconti tra il 60% e l'80%, determinati in base al periodo di chiusura/sospensione dell'attività e applicati direttamente, senza che gli utenti debbano farne richiesta: una forma di supporto possibile grazie a un contributo erogato dal Governo ai Comuni, e destinato in modo specifico all’abbattimento della TARI per le utenze non domestiche.

La consegna degli avvisi di pagamento è prevista ad agosto, la scadenza della prima rata (e il termine per chi desidera pagare in un’unica soluzione) è fissata per il 2 settembre, mentre la seconda rata scade il 2 dicembre.

martedì 22 giugno 2021

Guardia di Finanza: 213 evasori totali e sequestri per 105 milioni

A Bologna la cerimonia per 247° anniversario


Contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico-finanziario, all'evasione fiscale e alle condotte illecite di chi ha tentato di approfittare dell'emergenza sanitaria. Sono alcuni dei principali ambiti che negli ultimi 12 mesi hanno visto impegnata la Guardia di Finanza dell'Emilia-Romagna, che oggi ha celebrato nella sede del Comando Provinciale di Bologna il 247/o anniversario della Fondazione del Corpo.

Una cerimonia organizzata in forma volutamente raccolta, presieduta dal comandante regionale, Generale di Divisione Giuseppe Gerli alla presenza dei comandanti di reparto e di una rappresentanza di militari.

L'attività ispettiva si è concentrata sul contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica e alle infiltrazioni della criminalità economico-finanziaria, anche di matrice organizzata. In tutta la regione sono stati eseguiti 1.155 interventi ispettivi e 1.352 indagini delegate dalla magistratura, con la scoperta di reati fiscali principalmente riferibili all'utilizzo di fatture false, all'occultamento delle scritture contabili e all'omessa dichiarazione.

Le persone denunciate per reati fiscali sono 1.097, quelle arrestate sono 43, con il sequestro di beni per oltre 105 milioni di euro. Il contrasto all'economia sommersa ha portato all'individuazione di 213 soggetti del tutto sconosciuti al fisco (evasori totali), mentre sono 197 le cosiddette 'frodi carosello' scoperte dai finanzieri, con società 'fantasma' utilizzate per evadere l'Iva. Sanzionati anche 142 datori di lavoro per aver impiegato 716 lavoratori 'in nero' o irregolari". A queste attività si aggiungono la lotta ai traffici di droga, al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, alla contraffazione e al commercio internazionale della fauna e flora in via di estinzione.

"La pandemia ci ha colpiti anche al nostro interno e abbiamo dovuto riorganizzare il nostro lavoro, ma questo non ci ha impedito di dedicarci alle emergenze del momento, anche riorientando le nostre professionalità verso le condotte illecite di chi ha tentato di approfittare dell'emergenza sanitaria", ha detto il generale Gerli.

giovedì 15 aprile 2021

Mastacchi: “ Esoneri della Tari alle attività penalizzate dall'emergenza sanitaria. Riduzioni proporzionali alla diminuzione del tempo e del volume di affari dell'attività".

 Il capogruppo di Rete Civica - Progetto Emilia-Romagna, Marco Mastacchi, dedica una Question Time per chiedere alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale di esonerare proporzionalmente dalla tassa dei rifiuti TARI tutte le attività del terzo settore che, chiuse forzosamente per la pandemia, hanno prodotto in proporzione meno rifiuti

Riceviamo:

L'emergenza dovuta al Covid19 ha inciso profondamente su tutta l’economia nazionale gravando su alcuni settori in maniera devastante e il perdurare delle restrizioni ha messo e continua a mettere tutti in difficoltà, con una crescita esponenziale e costante del numero di coloro che rischiano davvero di dovere chiudere l’attività.  Nonostante la crisi abbia portato come conseguenza, tra le altre, una drastica riduzione della quantità di rifiuti prodotta dalle attività economiche, il costo della tassa dei rifiuti (Tari) rimane impermeabile e inalterato. Tra le attività che pagano di più ci sono ortofrutta, fiorai, pescherie, ristoranti, pizzerie, pub e tutte le imprese del terziario che hanno costi fissi troppo alti e sproporzionati, soprattutto in questa circostanza.  

La situazione si sta facendo critica per molti e le imprese nei giorni scorsi hanno manifestato in piazza la crisi profonda del loro settore, chiedendo di tornare a lavorare e di pagare il giusto, secondo il principio europeo che “chi inquina paga”, commisurando la Tari ai rifiuti realmente prodotti, che in tutti questi mesi sono praticamente azzerati. Il prossimo futuro non si prospetta più roseo. É realistico pensare che l'emergenza ci accompagnerà ancora per i prossimi mesi. Parziali aperture a singhiozzo o con riduzioni d´orario non alzeranno la curva degli incassi e nemmeno quella dei rifiuti prodotti.  

Tenendo presente che le attività del terziario sono quelle che per prime hanno investito per adeguarsi alle prescrizioni anti-contagio, risultano tra le più colpite da questa pandemia e ad oggi hanno ricevuto esigui ristori rispetto alle perdite subite, Mastacchi chiede alla Giunta Regionale un intervento a favore di tutte le attività del settore (ristoranti, bar, pub albergatori, negozi, hotel etc.)  perché vengano esonerate almeno in via proporzionale dalla Tari secondo il principio europeo che “chi inquina paga” e che la tassazione venga commisurata ai rifiuti effettivamente prodotti.  

Nel precisare che non è nelle facoltà della Giunta esonerare gli utenti dal pagamento di un tributo previsto per norma il Sottosegretario Baruffi ricorda anche che la Tari è “dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani” e dunque con un criterio di possibilità di produzione e non di effettiva produzione di rifiuti, lontana dunque dalla logica europea “chi inquina paga”.

Assicura però che il tema proposto è all’attenzione della Giunta e che come già avvenuto nel 2020 intende fare tutto il possibile per attenuare la ricaduta delle conseguenze del Covid19 sui cittadini anche in questo ambito. Segnala inoltre che nel 2021 sono stati stanziati e già messi a bilancio 40 milioni di euro a sostegno delle imprese, erogati o in corso di erogazione sotto forma di ristori, così come convenuto con le rappresentanze sociali.

L’Assessorato è consapevole e supportivo rispetto alla necessità di un intervento di rinforzo a quanto messo in evidenza e la Regione sta già portando la problematica alla discussione con il Governo, il cui orientamento in merito appare favorevole, secondo le interlocuzioni delle ultime settimane.

Parzialmente soddisfatto Mastacchi che, pur apprezzando l'intenzione della Regione e la consapevolezza della stessa dell’importanza della tempestività degli interventi, si augura d'altra parte che vengano portati a compimento prima che sia troppo tardi.  Per Mastacchi “non è scontato il buon fine, perché essendo l´intervento sulla Tari nel calderone generale dei ristori, non è un’attività puntuale come sarebbe se fosse più finalizzato, con risorse specifiche destinate allo scopo. Spero che si riesca a dare un segnale puntuale perché credo sia su queste cose che i cittadini e le attività produttive in modo particolare misureranno la credibilità delle istituzioni nel prossimo periodo.”


martedì 26 gennaio 2021

Il Centro destra di Marzabotto. "Non tassare le attività limitate dal Coronavirus"

“Non pressate con balzelli le attività bloccata dalle prescrizioni Anti Covid, ma date loro un aiuto con l'eliminazione delle imposte,” è la richiesta del Centrodestra di Marzabotto formalizzata in due mozioni in cui si invita Giunta e Consiglio comunali a esaminarle positivamente. Le attività che andrebbero alleggerite da tasse sono le palestre e le attività di wellness, i bar e i ristoranti. E l'agevolazione dovrebbe essere attuata fino a che i ristori annunciati giungeranno e almeno fino al perdurare delle limitazioni che li costringono a attività parziale.


Ecco il testo della prima mozione:

Considerato che il settore dei servizi per la cura del corpo e della persona nella fattispecie palestre e attività di wellness è stato fortemente colpito con periodi di chiusura che superano i sei mesi nel solo anno 2020, ancor più che gli esercizi pubblici di ristorazione e bar sono stati penalizzate da scelte discutibili.

Rilevato che nel comune di Marzabotto ci sono alcune attività attive nel mondo del wellness e dell'attività fisica. Alcune di queste attività si possono considerare storiche e fondamentali per il nostro territorio;.

Atteso che lo sport è ritenuto disciplina fondamentale per la cura del corpo, della salute fisica e psicologica.


Tutto ciò premesso Si IMPEGNA il SINDACO e tutto il CONSIGLIO COMUNALE a valutare la possibilità che vengano eliminate le imposte a cui sono tenute le palestre e le attività di wellness del nostro territorio, fino a ché idonei ristori non siano giunti alle categorie e almeno fino al perdurare delle stringenti limitazioni che li vedono interessati e costretti ad un esercizio delle attività parziale che non basta nemmeno a coprire le spese sostenute.


La seconda mozione

Il settore della somministrazione di alimenti e bevande, come bar e ristoranti, attraverso molteplici aperture e chiusure è apparso subito il capro espiatorio dei contagi e della diffusione della pandemia da Coronavirus.

Ad eccezione di una breve parentesi estiva, bar e ristoranti sono sempre stati visti come 'pericolosi' luoghi di aggregazione e veicolatori del virus, pertanto attraverso diverse misure sono ad essi state imposte molteplici e confuse limitazioni: dalla riduzione drastica del 50% dei coperti, all’apertura fino alle 18, alla chiusura totale durante i mesi del lockdown, all’apertura parziale solo a pranzo, con tavoli da 4 coperti, alla chiusura con sola possibilità di asporto.

Sono state poi attuate normative confuse che non hanno avuto equo ristoro a fronte delle ingenti perdite avute.

Considerato che il settore dei pubblici esercizi, bar, ristoranti, pizzerie, catene di ristorazione, catering, pasticcerie, con 30 miliardi di euro di perdite, è in uno stato di crisi profonda con il serio rischio di veder chiudere definitivamente 50.000 imprese e di perdere 300 mila posti di lavoro e che i pubblici esercizi rappresentano un settore trainante del turismo e dell’economia del Paese con 85 miliardi di fatturato prodotto e 1.200.000 occupati e che gli interventi messi in campo dal Governo sono solo una risposta parziale alle esigenze del settore. Germania e Francia per esempio hanno erogato finanziamenti a fondo perduto per le attività commerciali.

Rilevato altresì che la confusa ed intermittente politica governativa sulle aperture e relative chiusure di bar e ristoranti ha dapprima illuso i proprietari sulla possibilità di poter aprire le loro attività, mettendoli nella condizione di affrontare importanti spese per la messa in sicurezza dei locali, per l’acquisto di sistemi di igienizzazione e pulizia, strumenti anticontagio come plexiglass e separatori, così come servizi professionali di igienizzazione operati da aziende del settore; le aperture randomiche precedenti le feste natalizie hanno convinto i ristoratori ad organizzarsi con acquisti e rifornimenti per poi venire a conoscenza della decisione di chiudere le attività per tutta la durata delle festività solo pochi giorni prima. Valutato che le riduzioni messe in campo dal Comune di Marzabotto circa le scontistiche sulla tassa TARI appaiono ormai non sufficienti rispetto alla pressione fiscale che le Partite Iva devono sostenere;


Tutto ciò premesso si IMPEGNA il SINDACO e tutto il CONSIGLIO COMUNALE a valutare la possibilità che vengano eliminate le imposte a cui sono tenuti i settori della ristorazione e dei bar, fino a ché idonei ristori non siano giunti alle categorie e almeno fino al perdurare delle stringenti limitazioni che li vedono interessati e costretti ad un esercizio delle attività parziale che non basta nemmeno a coprire le spese sostenute.

 

lunedì 20 luglio 2020

A Marzabotto la Tari si pagherà il 15 ottobre e il 16 dicembre


di Carmine Caputo

Prevista a Marzabotto una proroga per il pagamento della Tari 2020, che verrà deliberata in Consiglio comunale, per venire incontro alle difficoltà che imprese e famiglie stanno vivendo a causa della pandemia di Covid-19. L'acconto andrà pagato entro il 15 ottobre, sulla base delle comunicazione che i cittadini hanno già ricevuto a marzo, il saldo entro il 16 dicembre. 

« Ci siamo molto impegnati nelle scorse settimane» spiega la sindaca Valentina Cuppi « insieme agli uffici preposti per poter differire le date delle scadenze del pagamento della Tari. Siamo riusciti ad ottenere una condizione che permette tali proroghe, senza determinare problemi per il bilancio dell'Ente, trovando un accordo con tutti i gruppo consiliari. Ma non ci fermiamo: nelle prossime settimane proporremo degli sconti per le attività che sono state chiuse e con il contributo della Regione Emilia-Romagna potremo garantire un supporto per il pagamento anche alle famiglie in difficoltà». 

La giunta ringrazia i cittadini che hanno già provveduto al pagamento, poiché, sottolineano gli amministratori, anche questo ha permesso loro di spostare le scadenze e aiutare così chi è un una situazione critica senza determinare eccessivi problemi di bilancio, in un periodo alquanto difficoltoso anche per gli enti pubblici.

domenica 21 giugno 2020

Il reddito dei contribuenti della città metropolitana di Bologna supera i 20 miliardi di euro.

Pubblicato il rapporto di Palazzo Malvezzi sui redditi dichiarati nei comuni del territorio


È on line il Rapporto dell’Ufficio statistica di Palazzo Malvezzi che – a partire dai dati diffusi nei mesi scorsi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze – ha elaborato un’approfondita analisi sui redditi nei comuni della città metropolitana di Bologna (le dichiarazioni prese in esame sono quelle presentate dalle persone fisiche nel 2019 con riferimento all’anno di imposta 2018).

Nella città metropolitana di Bologna, nel 2018, i contribuenti sono stati 782.379 ossia il 77,1% della popolazione residente (con un incremento dello 0,9% rispetto ai 775.666 del 2017). Il reddito complessivo è stato di oltre 20,2 miliardi di euro (+4,2% sul 2017 quando era di 19,4 miliardi).
Il reddito medio per contribuente è di 25.827 euro (+ 3,3% rispetto ai 25.011 euro del 2017) e resta più alto del 10,2% rispetto a quello regionale (23.435 euro) e del 21,4% rispetto al dato nazionale (21.269 euro).

Tra i comuni, il reddito medio più alto (29.529 euro) si registra a San Lazzaro di Savena, seguito dal Comune di Bologna con 28.025 euro, al terzo posto Zola Predosa. Il reddito medio più basso si registra invece a Fontanelice con 19.683 (subito sopra si piazzano Castel D’Aiano e Castel del Rio)
In generale, i redditi medi più alti si confermano nel capoluogo e nei comuni della cintura, tratto ormai strutturale nella distribuzione del reddito sul territorio.

Fasce di reddito. Nell’area metropolitana bolognese la maggioranza dei contribuenti dichiara tra 15.000 e 55.000 euro. Nel 2018 il reddito complessivo della città metropolitana si è infatti articolato nel modo seguente:
- 242.493 contribuenti (31,4%) hanno dichiarato meno di 15.000 ed un reddito pari al 9,2% del totale dei contribuenti; di questi 154.337 hanno dichiarato meno di 10.000 euro (19,9% sul totale contribuenti);
- 258.215 contribuenti (33,4%) hanno dichiarato tra 15.000 e 26.000 euro ed un reddito pari al 26,2% del totale;
- 217.641 contribuenti (28,2%) hanno dichiarato tra 26.000 e 55.000 ed un reddito pari al 37,7% del totale;
- 53.693 contribuenti (7%) hanno dichiarato oltre 55.000, con un reddito pari al 26,9% del totale.

Le tipologie di reddito più frequenti, in termini sia di numerosità sia di ammontare, sono quelle relative al lavoro dipendente (56,2% dei redditi dichiarati per il 51,8% del reddito totale) e alle pensioni (36,1% dei redditi dichiarati per il 28,3% del reddito totale). Il reddito da lavoro autonomo e quello di spettanza degli imprenditori (assieme il 5,6% del numero dei redditi) pesano complessivamente per l’8% circa dell’ammontare totale.

Consulta il report completo con mappe e tabelle interattive:
http://inumeridibolognametropolitana.it/studi-e-ricerche/i-redditi-dichiarati-nei-comuni-della-citta-metropolitana-di-bologna-anno-1

Scarica il grafico del Reddito medio per contribuente, graduatoria decrescente per comune,  Anno d'imposta 2018 vs 2017

Proposto da Dubbio 


mercoledì 3 giugno 2020

Debiti e tasse non pagate: sequestrato storico ristorante, coniugi agli arresti

Contestate la bancarotta fraudolenta e la sottrazione al pagamento delle imposte. I due indagati in circa 18 anni avrebbero accumulato debiti verso l’Erario per circa 7 milioni


Arresti domiciliari nei confronti di una coppia di imprenditori, M.M. 55enne, e S.M., 57enne, entrambi residenti a Bologna e amministratori di una società operante nel settore della ristorazione, con sequestro preventivo delle quote societarie e dell’azienda-ristorante. I reati contestati sono bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Le indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna, coordinato dal Procuratore Aggiunto Morena Plazzi, sono partite dal fallimento di una delle società che gestiva il noto ristorante, "Nonno Rossi", che poco più di un anno fa ha lasciato la zona dell'Aeroporto per riaprire a Pontecchio Marconi, all'interno di Palazzo De' Rossi. 
Oltre ai sequestri, sono state eseguite anche perquisizioni delle abitazioni e dei locali facenti capo agli indagati e alle società coinvolte.
Secondo le Fiamme Gialle, una "coppia di coniugi aveva messo in atto un sistema consistente nella gestione del ristorante attraverso differenti schermi societari che si autofinanziavano, non attraverso il ricorso al credito bancario o al finanziamento dei soci, ma tramite l'evasione fiscali e degli oneri previdenziali, per essere poi portati al fallimento senza fermare l’esercizio dell’attività di ristorazione che veniva affidata a una nuova società".

Debiti e tasse non pagati 

In particolare, le indagini avrebbero rivelato come la società fosse stata sin dall’origine ideata e realizzata in funzione della realizzazione di una serie di irregolarità, separando, attraverso la stipula di contratti di affitto, la gestione del ristorante, a opera di entità che accumulavano debiti erariali, dalla proprietà, risultata in capo ad un altro soggetto economico sempre riconducibile agli stessi coniugi. Tale separazione avrebbe reso inattaccabile l’azienda dalle pretese dei creditori per i debiti contratti nell’ambito della gestione. In questo modo in quattro anni dalla società fallita era stato accumulato verso l’erario un passivo di oltre 750 mila euro.
Per i coniugi, come emerso dalle ricostruzioni dei finanzieri, non sarebbe la prima volta: in passato avrebbero gestito bar e mense accumulando, in circa 18 anni di attività (attraverso 8 società di cui 6 dichiarate fallite), debiti verso l’Erario per circa 6,7 milioni di euro. (Bologna Today)

martedì 2 giugno 2020

A Sasso Marconi, inviariati gli importi dell'IMU. Dopo l'estate i termini della TARI

La Legge di Bilancio 2020 ha abolito l'IMU e la TASI come disciplinate dalla Legge n. 147/2013 e istituito una "nuova versione" dell'IMU.

Al pari dell'IMU vigente fino al 2019, l'IMU è un'imposta patrimoniale a carico del possessore di immobili (fabbricati intesi come unità immobiliari distintamente censite in Catasto; aree fabbricabili; terreni agricoli). Ai fini dell'IMU, con "possesso" si intende il diritto di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie.


Nella seduta di mercoledì scorso, il Consiglio comunale di Sasso Marconi ha deliberato le aliquote della neonata IMU 2020. 
E' quindi possibile effettuare il calcolo online dell’Imposta Municipale Unica.

Per il calcolo e per tutte le info:
https://bit.ly/2XxcC5y
Scadenza acconto: 16 giugno  

In merito alla TARI, la Giunta comunale di Sasso Marconi ha deciso di differire dopo l’estate i termini di pagamento, previsti per il mese di giugno. Nella prossima seduta, il Consiglio comunale delibererà le nuove scadenze per il 2020.
 
Gli avvisi di pagamento verranno dunque inviati ai contribuenti nelle settimane successive alla delibera consiliare.

martedì 4 febbraio 2020

Spie e delatori antievasione

Legali e commercialisti dovranno autodenunciare le operazioni potenzialmente elusive attuate da giugno 2018. Altro passo verso lo stato di polizia tributaria. Lo prevede il decreto legislativo di recepimento della direttiva Dac 6, approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri

di Marino Longoni

I paesi europei stanno edificando, passo dopo passo, un vero e proprio stato di polizia tributaria. E l'Italia, a motivo della difficoltà di gestire il suo enorme debito pubblico, è in prima linea nella costruzione di un meccanismo sempre più occhiuto, sempre meno liberale, sempre più incentrato sulle ragioni dell'erario e dimentico dei diritti dei contribuenti.
Uno degli ultimi passi in questa direzione è il decreto legislativo di recepimento della direttiva Dac 6 (Directive on administrative cooperation) approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri del 29 gennaio. Queste norme, quando entreranno in vigore, obbligheranno i contribuenti e i loro consulenti (compresi commercialisti e legali) a denunciare all'Agenzia delle entrate gli schemi di pianificazione fiscale aggressiva attuati a partire dal giugno 2018. Stiamo parlando quindi di obblighi particolarmente invasivi e con efficacia addirittura retroattiva!
Soprattutto, si consolida l'orientamento politico-legislativo che sta trasformando i professionisti, da consulenti (a volte addirittura confessori) dei contribuenti a spie del fisco, anche in danno dei propri clienti. Obbligati a tutelare in primo luogo le ragioni dell'erario, anche a costo di tradire la fiducia in loro riposta.
bambina
In pratica, in parallelo con l'ampliamento dell'obbligo di delazione in materia antiriciclaggio, il legislatore europeo e poi quello nazionale hanno approfondito anche gli obblighi originariamente introdotti dalla direttiva 2011/16 (la cosiddetta Dac1) sullo scambio automatico di informazioni in materia tributaria: una serie successiva di passaggi ha via via reso più stringenti questi obblighi mediante scambio automatico di informazioni o accesso ai dati da parte delle diverse autorità nazionali. Fino ad arrivare alla Dac 6 (sesto giro di vite in meno di nove anni) che prevede appunto l'obbligo di delazione o autodenuncia ogni volta che l'operazione transfrontaliera posta in essere sia caratterizzata da alcuni elementi distintivi previsti dalla norma, come la condizione di riservatezza, la previsione di una commissione legata al vantaggio fiscale, l'utilizzo di strutture standardizzate, l'acquisto artificioso di società in perdita o altro.
Si tratta di disposizioni che devono ancora essere approvate in via definitiva e che richiedono comunque appositi provvedimenti attuativi. Ma non c'è dubbio che la direzione verso la quale si muove il legislatore europeo è tracciata e nei prossimi anni sarà percorsa in modo sempre più deciso. Ce n'est qu'un début. Anche perché la rincorsa al gettito e la conseguente lotta contro l'evasione e l'elusione sono diventate esigenze comuni a tutti i paesi occidentali, che non possono più permettersi di sottilizzare più di tanto su diritti dei contribuenti, certezza del diritto, rispetto della privacy e amenità simili.
Altri giri di vite si renderanno certamente necessari, lo dimostra il fatto che il meccanismo della Dac 6, così come è stato congegnato, non può funzionare: è molto improbabile infatti che gli avvocati e forse anche i commercialisti si pieghino a questo tipo di delazione, tanto più che per la mancata segnalazione sono previste sanzioni amministrative da 2 mila a 21 mila euro. Niente di terribile, per chi ha compiuto operazioni elusive con le quali magari ha fatto risparmiare al cliente milioni di imposte. Tanto più che è difficile immaginare che l'Agenzia delle entrate riesca a trovare il tempo per andare a verificare operazioni a volte estremamente complesse, prima dello scadere del termine della prescrizione. È quindi facile ipotizzare che l'efficacia di queste norme sarà pari a quella delle grida di manzoniana memoria, utili per dare un contentino all'opinione pubblica, sempre assetata del sangue degli evasori, e soprattutto per valutarne l'effetto concreto e approntare poi i necessari correttivi (non dimentichiamo che con questi obblighi di introducono gravi violazioni della privacy dei contribuenti e del principio di affidamento, e che si tratta di norme con effetto retroattivo). Sicuramente, qualcuno starà già cominciando a pensare alla Dac 7 e agli strumenti necessari per tutelare maggiormente le ragioni dell'erario, cioè per trasformare l'Europa, passo dopo passo, in un bellissimo carcere fiscale.


Segnalato da Dubbio

domenica 26 gennaio 2020

Il 730 precompilato rischia di creare nuovi adempimenti

Per colpa del nuovo obbligo che vincola i contribuenti a pagare tramite mezzi tracciati gli oneri detraibili pena la perdita dello sconto fiscale stesso, il 730 precompilato rischia di essere un vero e proprio flop poiché non in grado (senza input esterni) di distinguere tra spese sostenute cash e attraverso modalità “consentite”

730Da Dubbio

Il 730 precompilato rischia di saltare per aria. Per colpa del nuovo obbligo che vincola i contribuenti a pagare tramite mezzi tracciati gli oneri detraibili pena la perdita dello sconto fiscale stesso, il 730 precompilato rischia di essere un vero e proprio flop poiché non in grado (senza input esterni) di distinguere tra spese sostenute cash e attraverso modalità «consentite». La problematica, che interesserà ovviamente non il 730/2020 ma quello targato 2021 relativo ai redditi 2020, non è di poco conto e rischia seriamente di trasformarsi nell'ennesimo adempimento fiscale a carico di imprese e professioni.
In base a quanto disposto dall'articolo 1, commi 679 e 680 della legge 160/2019 (la legge di Bilancio 2020) infatti dal 1° gennaio 2020, ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall'imposta lorda nella misura del 19% degli oneri spetta a condizione che la spesa sia sostenuta con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili.
Tra gli strumenti tracciati sono quelli identificati dall'articolo 23 del decreto legislativo 241 del 1997 ovvero i versamenti bancari o postali ovvero quelli avvenuti tramite carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. Esclusi dall'ambito applicativo della norma, dunque detraibili anche se pagati in contanti, restano i medicinali e i dispositivi medici, nonché le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.
Il problema sul precompilato. Il 730 precompilato è strutturato e costruito grazie a ben 13 adempimenti a carico di imprese, professionisti e intermediari che comunicano all'Agenzia delle entrate la tipologia e gli importi delle tax expenditures che i contribuenti poi ritrovano nel dichiarativo.

Dalle spese sanitarie comunicate al portale TS (tessera sanitaria) dal settore sanitario, alle comunicazioni inviate delle università sulle rette, fino al mare magnum di invii di banche e intermediari per interessi passivi dei mutui, premi assicurativi e quote di previdenza complementare: il 730 precompilato sta di fatto in piedi grazie a una serie infinita di input «esterni» che l'Agenzia ha solo il compito di recepire e reindirizzare nelle «caselle» del modello.
Con il sistema attuale l'Agenzia non è in grado di conoscere la modalità di pagamento delle stesse ed il rischio appunto è che i dati indicati nel precompilato benché effettivamente esistenti, non rispettino i nuovi requisiti richiesti per la detraibilità perché non pagati con mezzi tracciati.
La soluzione di certo a carico di imprese e professionisti. È da dire che i principali oneri detraibili viaggiano già tramite strumenti tracciati e di certo non è possibile accantonare e sconfessare l'impianto del 730 precompilato buttando all'aria un investimento considerevole (fatto a spese dei contribuenti).
La soluzione a questo punto è una soltanto, sempre la stessa: un altro adempimento a carico di imprese e professionisti o meglio, l'implementazione dell'adempimento esistente. Le varie comunicazione attualmente inviate all'Agenzia delle entrate dovranno infatti essere tutte integrate riportando il dettaglio del pagamento (se pagate tracciate) oppure, dovranno essere inviati unicamente i dati degli oneri che hanno i requisiti per essere poi effettivamente riportati in dichiarazione e detratti.
In poche parole asili nido, università, medici ed imprese funebri diventeranno indirettamente «certificatori» integrando le comunicazioni per il precompilato con le modalità di pagamento, cosa che renderà l'adempimento ancora più complesso e a rischio errori.