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mercoledì 6 settembre 2023

A Vergato si preparano le armi della protesta contro il Cau


 Aumenta la tensione a Vergato per la notizia che l’Ospedale locale  non avrà il Pronto Soccorso, ma un Centro di Assistenza e Urgenza (CAU) in grado dia affrontare i codici di bassa gravità. Per i casi gravi si prevede un veloce trasferimento al Maggiore di Bologna o all’Ospedale di Porretta. 

Il consigliere comunale di Vergato Loris Bonantini ( nella foto)in un suo post preannuncia forme di protesta e scrive:

“E’ giunto l’ora di organizzarci. In un primo momento faremo una assemblea pubblica per raccogliere le già tantissime adesioni di cui ho avuto prova. Vi  chiedo di inviare alla mia email: lbonantini@gmail.com una conferma della vostra volontà di partecipare".

Dopo di che sceglieremo la sede e, oltre a trattare i temi che riguardano il nostro ospedale, decideremo insieme le forme di protesta più incisive per scongiurare la chiusura del nostro Pronto Soccorso.

Il Comitato Noi Voi Vergato commenta la novità organizzativa dell’ospedale in un proprio comunicato-denuncia: 

I cittadini si recano molte volte al Pronto Soccorso con codici di minore gravità perche' non hanno risposte dalla medicina territoriale.

A molti manca il medico di famiglia e sono spesso persone anziane che si muovono in un territorio alquanto impervio.

Hanno nei Pronti Soccorso una risposta pronta è certa data da professionisti dell'emergenza.

Un Centro Assistenza e Urgenza (CAU) è più o meno una guardia medica avanzata e sarebbe un taglio netto al servizio emergenza-urgenza.

Quindi ribadiamo la nostra forte critica al piano di riordino prospettato.

Il nostro Ospedale necessita di un Pronto Soccorso h24 e non smetteremo mai di combattere per averlo.

 

martedì 15 maggio 2018

Vergato. Gli sviluppi del riordino ospedaliero saranno 'monitorati e controllati' da un Comitato.

Il piano operativo dell’Ausl prevede per l'ospedale di Vergato il mantenimento del pronto soccorso, la conservazione di attività specialistiche di ortopedia e il potenziamento del reparto di medicina interna della Casa della Salute.

L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese invia:

Il Consiglio comunale di Vergato del 10 maggio, organizzato nel Cinema Nuovo per consentire una più ampia partecipazione della cittadinanza, ha approvato a maggioranza un ordine del giorno per fare il punto sul riordino dei servizi territoriali e ospedalieri del Distretto dell’Appennino Bolognese, confermando di condividere il piano operativo 2018 predisposto dall’AUSL e accolto dal Distretto dell’Appennino bolognese, ma chiedendo anche certezze sulle modalità e i tempi di attuazione.
Al consiglio comunale “aperto” hanno partecipato anche Chiara Gibertoni, Direttore Ausl Bologna, Giuliano Barigazzi, Presidente Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana di Bologna, Marco Mastacchi, Presidente Comitato di Distretto Appennino Bolognese, Eno Quargnolo, Direttore Comitato di Distretto Appennino Bolognese.
Abbiamo raggiunto un risultato tutt’altro che scontato, con un confronto che si è sviluppato in forme diverse e talvolta aspre” commenta il sindaco Massimo Gnudi “Il dibattito ha coinvolto cittadini e istituzioni ai vari livelli, perché il tema dei bisogni di salute della popolazione della montagna bolognese è molto delicato. La riorganizzazione non è un banale trasferimento di reparto da un’ospedale ad un altro, ma un piano più complesso sul quale vigileremo perché venga rispettato. Anche le tempistiche e l’informazione da parte dell’Ausl saranno importanti per evitare ambiguità, incertezza e confusione sulla riorganizzazione”.
Proprio sul tema del controllo del piano è stato approvato un suggerimento venuto da Giuliano Barigazzi: quello cioè di istituire un comitato di monitoraggio del piano, che possa cioè verificare lo stato di attuazione dei vari passaggi.
Il Piano di riordino dei servizi approvato lo scorso anno prevede il mantenimento delle funzioni dell’Ospedale di Vergato per i pazienti in fase acuta, con l’implementazione al suo interno delle cure intermedie ed il potenziamento dei servizi della Casa della Salute. Per il reparto di ortopedia è prevista una riorganizzazione che individua per l’ospedale di Vergato il mantenimento di una attività chirurgica ambulatoriale e di day surgery, in grado di rispondere ai bisogni più diffusi sul territorio, e per l’ospedale di Porretta la concentrazione delle attività chirurgiche.
Il piano operativo viceversa si concentra sulla prima fase di questo processo, e prevede che il pronto soccorso di Vergato rimanga aperto 24 su 24 e sia in grado di rispondere a tutte le emergenze sia di origine medica che traumatica. Sarà assegnato personale medico specializzato nella medicina d’urgenza e tali servizi confluiranno nel Dipartimento di emergenza dell’Azienda USL di Bologna. Oltre al pronto soccorso, i pazienti potranno usufruire dei servizi di osservazione breve e di ricovero nell’area della medicina interna. L’attuale struttura semplice diventerà dipartimentale con lo sviluppo delle cure intermedie.
L’obiettivo insomma è quello di realizzare uno stretto collegamento funzionale - operativo fra l’area che ospita i pazienti in fase acuta, la lungodegenza e l’area delle cure intermedie, per ottimizzare i percorsi dei pazienti. Rimarranno presso l’ospedale di Vergato attività operatorie di chirurgia ortopedica e in particolare una importante attività operatoria di chirurgia generale ambulatoriale e di day surgery per il trattamento di varie patologie.
L’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale chiede che la realizzazione della nuova area ortopedica presso l’ospedale di Porretta sia effettuata in tempi e modi tali da garantire il contemporaneo mantenimento delle attività operatorie ambulatoriali e in day surgery presso l’ospedale di Vergato; e che siano previsti adeguati investimenti in personale e strutture nei Piani operativi 2019/2020, su una prospettiva triennale, affinché siano potenziati i servizi specialistici e sia realizzato il Centro di riabilitazione a valenza distrettuale previsto presso la struttura di Vergato.


venerdì 14 aprile 2017

Riordino ospedaliero: “ A VERGATO GRANDE PARTECIPAZIONE MA POCA COLLABORAZIONE DEL SINDACO CON LE FORZE DI OPPOSIZIONE”. All’ospedale vergatese va riconosciuta una identità all’interno del sistema metropolitano, attraverso un potenziamento di ciò che già esiste.


di Giuditta Uliani

Grande partecipazione al consiglio comunale svoltosi mercoledì sera sul tema della riorganizzazione sanitaria dell’Appennino bolognese. 
Il Consiglio era chiamato, nello specifico, a prendere posizione sul documento presentato dalla maggioranza: insieme agli altri colleghi di minoranza ho sottolineato l’importanza e la strategicità di un tema al quale migliaia di cittadini si sono interessati, preoccupandosi delle sorti del nostro Ospedale ma anche di tutta la Sanità in Appennino. 

La Dott.ssa Chiara Gibertoni, Direttore Generale dell'Ausl di Bologna, ha spiegato in maniera trasparente che nessuna decisione definitiva è stata presa e che il piano deve essere approvato dalla componente politica, ovvero dai sindaci e dal Comitato di Distretto. Opinioni contrastanti e contrariate sono venute dal pubblico, in particolare quando qualcuno ha ricordato che la situazione attuale deriva proprio da scelte politiche che risalgonoormai a 20 anni fa. 

Si è poi giunti alla votazione dell'ordine del giorno con la richiesta di sospendere la seduta da parte del Consigliere Gamberi del Movimento 5 Stelle, poiché la delibera era priva di allegati che snocciolassero nel dettaglio i quattro punti da approvare, mentre la sottoscritta, in accordo con i consiglieri Monaco e Argentieri, ha presentato un emendamento per poter inserire in delibera la possibilità per le minoranze ed i Comitati di presenziare agli incontri istituzionali prossimi; ho ritenuto inoltre importante presentare un emendamento per modificare una frase relativa all'Ortopedia, visto che nella sua prima stesura non si garantiva la presenza dell'intero reparto di Ortopedia bensì solo dell'attività Specialistica.

Ferma restando la votazione dell’ordine del giorno che mi ha trovato favorevole in quanto è stato accolto il mio fondamentale emendamento sul reparto di ortopedia, restano purtroppo i fatti e l’atteggiamento sinceramente sconfortante del sindaco a nostro avviso poco incline alla collaborazione con tutte le forze di opposizione.

Va ricordato che la seduta di Consiglio si è tenuta a seguito di una richiesta sottoscritta da me e dai Consiglieri di Vergato Cambia Musica e l'Ordine del giorno della maggioranza è stato proposto a scatola chiusa, senza nemmeno fare un incontro con i Capigruppo: in quella sede infatti, una volta affrontati i dubbi di tutti, magari si sarebbe giunti a un accordoarrivando così di fronte alla cittadinanza UNITI. Senza contare che la richiesta, mia e di Vergato Cambia Musica, sulla partecipazione delle minoranze agli incontri istituzionali futuri poteva, ad esempio, essere superata da un tavolo di discussione interno, al quale il Sindaco avrebbe potuto illustrare alle minoranze le proposte presentate in Distretto; tutto ciò perché la salute riguarda tutti quanti i cittadini. 

In un momento in cui la cittadinanza ha paura di perdere dei servizi a tutela della salute, è necessario essere uniti e compatti e non si può mettere davanti a tutto la frase "Io sono il Sindaco!"; certo, nessuno lo mette in discussione, ma l'essere il Sindacopresuppone l'essere il sindaco di tutti e non solo della parte politica che si rappresenta. Significa quindiascoltare tutti e portare avanti delle proposte condivise. Proporre in un'assemblea piena di gente un ordine del giorno già impacchettato e pretendere che vi sia una votazione unanime, senza nessuna discussione preventiva è surreale quanto utopistico. 

Avremmo davvero voluto vedere una serata costruttiva, senza le solite polemiche tra maggioranza e opposizione, ma soprattutto avrei voluto uscire dal Consiglio soddisfatta, così come è avvenuto sabato mattina a Vergato dopo la manifestazione. Mercoledì avevo preparato un'interrogazione ma ai sensi del regolamento non è stato possibile presentarla.  Si trattava dello sviluppo di quanto discusso in Città Metropolitana il 16 Marzo scorso, durante l'udienza conoscitiva sul tema Sanità.

La riorganizzazione sanitaria così come proposta è carente nel trovare un ruolo definito ai piccoli ospedali sebbene il Decreto Balduzzi dica che vi è possibilità di manovra in questo senso. Ciò che ho presentato, con la mia interrogazione, è un progetto di massima sulle attività specialistiche complementari alle attuali attività presenti nell'Ospedale di Vergato; si tratta quindi di un POTENZIAMENTO e non di uno smembramento, di quanto presentato inizialmente dall'Ausl. Questa proposta potrebbe essere quindi una soluzione che consentirebbe di riqualificare l'Ospedale preservando i recenti investimenti edili e tecnologici, potendo così inserire in modo compiuto il Presidio vergatese nella rete ospedaliera metropolitana dandogli un'identità utile non solo alla popolazione locale ma all'intera area metropolitana.

Auspico che la mia interrogazione sia interpretata quale contributo da portare nelle sedi opportune come un valore aggiunto a quanto votato mercoledì, soprattutto per mettere 'in sicurezza' il futuro dell'Ospedale di Vergato. Spero non vi sia miopia politica e che questa non sia vista come una richiesta di prevaricare nessuno, non lo è. Questo è solo il mio contributo di Consigliere Comunale, che ha preso un impegno con la cittadinanza nel 2014 e che, dopo la raccolta firme, ha maggiormente accresciuto il proprio senso del dovere e delle Istituzioni. 


Vergato. Il Comitato Noi Vergato 'boccia' il sindaco Gnudi.


Riportiamo il comunicato del Comitato Noi Vergato relativo al consiglio comunale aperto di mercoledì sera a Vergato

Il consiglio straordinario aperto al pubblico del 12 aprile, con la partecipazione straordinaria dei vertici dell'Ausl, poteva essere un evento storico, un'occasione più unica che rara per i Sindaci, per i Comitati a salvaguardia dei presidi ospedalieri, ma soprattutto per i cittadini, per un confronto diretto con i vertici della Ausl .
 
Molto deludente per noi è il fatto che non si è trattato di un confronto aperto o della possibilità di porre finalmente domande alla Dottoressa Gibertoni o al Direttore Quargnolo. L'unico scopo della serata, per lei sig. Sindaco, era quello di fare un figurone forte della manifestazione riuscitissima. Peccato che lei, sig.Sindaco Gnudi, manchi totalmente di buona educazione e che non sappia affatto confrontarsi con i suoi cittadini.
 
Mercoledì sera tutti i cittadini erano lì per sostenerla, erano lì per salvaguardare l'ospedale. Ma a qualcuno è stato permesso di intervenire indisturbato, qualcun altro invece è stato da lei, Sig. sindaco, interrotto. Addirittura ad un signore anziano, che ha aspettato tutta la sera, è stato impedito di parlare , adducendo la scusa che, per lei sig.Sindaco, era tardi . 

Negli eventi da noi organizzati lei , sig.Sindaco, è stato trattato da noi e da tutti i cittadini con il massimo rispetto. Era forse troppo aspettarsi di ricevere lo stesso trattamento?
 
Unica nota positiva, l'intervento della Dottoressa Gibertoni, direttore della Ausl di Bologna, poiché ha chiarito che, chi decide le sorti degli ospedali montani, è solo ed esclusivamente la POLITICA, regionale, distrettuale, locale, ma non l' azienda.
 
Sindaco che le piaccia oppure no il Comitato Noi Voi Vergato, continuerà la lotta pro ospedale con tutti i mezzi a nostra disposizione. 
Il presidente Morena Cioni

email: comitatonoivoivergato@yahoo.it 

lunedì 10 aprile 2017

Manifestazione pro 'ospedale di Vergato'. Cioni, Uliani, Battistini e Bonifaci: "Una pagina importante per l'Appennino Bolognese".

Riportiamo il comunicato congiunto della Presidente del Comitato Civico di Vergato, Morena Cioni e dei Capigruppo  Uliani, Battistini e Bonifaci delle rispettive liste comunali Noi, Voi, Vergato,  UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO e Voltiamo Pagina.


Una pagina importante per l'Appennino Bolognese quella che abbiamo scritto ieri con la MANIFESTAZIONE contro il progetto di riordino ospedaliero dettato dall'azienda USL di Bologna.
Un fiume di gente quello sceso in piazza e per le vie di Vergato che ha visto una partecipazione di oltre 900 persone. "Una Manifestazione senza eguali per la nostra Vallata in tema di Sanità" ha dichiarato Emanuela Cioni, presidente del Comitato Costa di Porretta.
L'evento che è partito pochi minuti dopo il decimo rintocco mattutino ha visto gremire Piazza dei Capitani davanti alla Casa Comunale. Decine i cartelli che sono stati preparati in collaborazione con alcune volontarie fondamentali, sono subito andati a ruba tra la gente che non vedeva l'ora di dimostrare tutto il proprio dissenso contro questa prospettiva di depotenziamento del Presidio Vergatesee non solo.


Ha aperto le "danze" Vittoria Ligorio, cittadina Vergatese che da mesi collabora con il gruppo operativo composto dal Comitato Civico di Vergato e dalle tre liste di Opposizione dei Comuni di Vergato, Marzabotto e Grizzana Morandi (Noi voi Vergato, Uniti per Cambiare Marzabotto e Voltiamo Pagina), la quale ha spiegato i motivi che ci avevano portato a scendere in strada, passando poi la parola a Loris Bonantini, ideatore di una chat di Whatsapp, che seppur nata un po' per gioco e un po' per provocazione ha invece creato un vero movimento a tutela e salvaguardia della sanità in Appennino, del quale lui è partecipe e attivo insieme al Professor Mingarelli che spesso e volentieri ci ha spronato per non "mollare il colpo".

In prima linea i Sindaci che hanno risposto agli inviti (spediti per correttezza a tutti i 12 Sindaci e rispettivi Consigli Comunali del  Distretto Socio Sanitario) pervenuti da più fronti alla partecipazione fra cui quello di Vergato, di Marzabotto, di Grizzana Morandi, di Castel d'Aiano. Partecipazione anche da esponenti della maggioranza dei Comuni di Camugnano, Montese e Zocca. Unico presente invece per la Regione Emilia Romagna è stato il Consigliere Regionale Galeazzo Bignami.

Il corteo che ha preso forma e sfilato egregiamente per le vie di Vergato salendo sulla statale Porrettana con la continua voce di Vittoria che inneggiava insieme alla popolazione slogan simpatici e provocatori a tutela della sanità, è poi terminato davanti all'ingresso principale dell'Ospedale dove ha visto un susseguirsi di interventi volti tutti alla tutela e alla salvaguardia dei due presidi Montani.
Morena Cioni, Presidente del Comitato Civico è subito arrivata al dunque senza troppi giri di parole. Abbiamo chiesto alla gente di scendere in strada per un motivo unico chiaro e ben definito: salvaguardare i presidi ospedalieri della montagna senza alcun trasferimento di nessun reparto e senza alcun tipo di depotenziamento. Condizione inequivocabile che ci vede fermi e non disponibili a rilancio al ribasso o ancor peggio al tentativo di baratto con nessuno. Vergato ha un ospedale che funziona e come tale così deve rimanere.

Parole critiche anche quelle che arrivano dai banchi delle opposizioni che insieme al comitato hanno organizzato la manifestazione.

Il Consigliere Comunale Giuditta Uliani della lista civica Noi Voi Vergato ha chiarito bene che questa è una battaglia che non lascia margini di manovra davanti ad una presa di posizione chiara da parte non solo delle fazioni politiche ma anche di tuta la cittadinanza che appena appreso le linee del piano di riordino non ha avuto problemi a dimostrare il proprio dissenso ponendo come prima pietra di una lunga muraglia la firma nella petizione che la sua lista civica e quelle dei comuni limitrofi hanno lanciato. Petizione che ha raccolto oltre 4000 mila sottoscrizioni e che sui banchi delle istituzioni devono avere un peso decisamente rilevante. Oggi siamo a Vergato perché i primi segnali di depotenziamento citano il nostro come presidio preso di mira, ma domani siamo pronti a scendere nelle piazze di altri comuni quando questo progetto vedrà depotenziare anche altri ospedali. Non accetteremo regali e contentini di comodo, oggi la folla di persone che è qui non avrebbe problemi a seguirci in altre iniziative.
Senza mezzi termini il Capo Gruppo Consigliere Comunale Morris Battistini di UNITI PER CAMBIARE MARZABOTTO che proprio non risparmia nessuno. Oggi ci troviamo a pagare le scelte folli di chi anni addietro scelse di costruire due ospedali a così pochi km di distanza utilizzando 48 milioni di euro dei cittadini e a cui oggi le stesse persone vorrebbero far credere sia più comodo chiudere e tagliare per non sprecare.

L'assessore Venturi, per altro cittadino nativo di Vergato, dovrebbe scendere in piazza e spiegare alla sua gente con quale criterio abbia partorito e avvallato un progetto simile anziché disertare riunioni ed incontri istituzionali come quello organizzato in Città Metropolitana dalla Consigliera metropolitana Marta Evangelisti.
Ai cittadini bisogna parlare chiaro e dire le cose come stanno, senza troppi giri di parole e con meno slogan politici. La sanità è un diritto inviolabile che non può e non deve essere valutato con dei semplici numeri sulla carta. Qui vivono persone e non burattini. Un riferimento anche alla presa di posizione, seppur appena accennata del Sindaco Metropolitano Merola in visita a Marzabotto Giovedì scorso, deve far capire alla Dott.ssa Gibertoni che qualcosa di quanto scrittoe ipotizzato per Vergato e Porretta non va bene proprio bene.
Tuona forte il Consigliere Battistini rivolgendosi ai Sindaci: vi abbiamo dimostrato che non abbiamo paura di portare i cittadini di tutti i Comuni in strada, e oltre alle parole devono susseguire i fatti, che se non arriveranno ci vedranno nuovamente riversarci nelle strade del paese oltreché sui banchi dei Consigli Comunali, chiedendo però una soluzione definitiva anche per voi.
Battistini continua in rappresentanza del Consigliere Bruno Bonifaci della lista civica Voltiamo Pagina di Grizzana Morandi, assente poiché chiamato al lavoro. La sanità in Appennino è anche questo, quando la nostra gente ha bisogno, i nostri infermieri, i nostri medici e gli operatori socio sanitari corrono e fanno di tutto per non far abbassare quello standard qualitativo che ci contraddistingue. Un saluto e un ringraziamento vola anche a tutti quegli infermieri che in quelle ore stavano lavorando all'interno della struttura e a cui anche per loro dobbiamo questa battaglia.
Nessun dissenso a queste paprole arriva da parte dei Sindaci, che anche loro restano fermi sulle loro posizioni critiche verso questo piano di riordino.
Parole di sostegno alla causa quella del Sindaco Gnudi che come portavoce di tutti i Sindaci presenti, critica fermamente questo piano di riordino dicendosi contrario e disposto ad aprire tavoli di confronto per evitare che vengano poste in essere azioni gravi e irrimediabili per gli ospedali della montagna.
Non poteva passare inosservata la presenza del Segretario del Sindacoato della FIALS, Alfredo Sepe, che ha detto di avere dati ufficiali circa le scelte folli previste da questo piano di riordino. Faremo di tutto per evitare che anche l'Ospedale di Vergato venga toccato e che vengano tagliati altri posti letto.
Un intervento importante anche quello di Emanuela Cioni, presidente del Comitato Costa di Porretta, che oltre alle parole di elogio per l'ottima riuscita ha concluso l'intervento con la stretta di mano con la presidente Morena Cioni del Comitato Civico di Vergato su una continua, attenta e proficua collaborazione per il futuro sul tema sanità in appennino.
Altri cittadini sono intervenuti in sostegno e a piena dimostrazione dell'appoggio alla causa, come l'intervento del cittadino Petri, di Don Arrigo e della comunità islamica che nel loro intervento minacciano chiaramente i Sindaci di smettere di votare per quella parte politica che oggi non tutela più i loro diritti alla salute.
Un evento che crediamo assuma una rilevanza di spessore. Un segnale che non può passare inosservato sotto gli occhi di chi oggi detiene la penna per scrivere il nostro futuro in tema di Sanità.
Una dimostrazione di unità, di collaborazione e di solidarietà che dovrà far in modo che i grandi burocratici facciano dietrofront rispetto all'attuazione del DDL Balduzzi nell'Appennino Bolognese.
Un sincero ringraziamento vogliamo però dedicarlo, con tutto il cuore a quegli oltre 900 cittadini scesi con noi ieri per le strade di Vergato che in modo serio, preciso e rispettosi del pensiero di ognuno hanno fatto capire che qui prima di prendere decisioni bisogna passare per il loro e il nostro consenso.

Firmato da:


Morena CIONI - Presidente del Comitato Civico di Vergato

 
Giuditta ULIANI - Consigliere Comunale della lista civica NOI VOI VERGATO

 
Morris BATTISTINI - Consigliere Comunale della lista civica UNITI PER CAMBIARE MARZABOTTO


Bruno Bonifaci - Consigliere Comunale della lista civica VOLTIAMO PAGINA

mercoledì 22 febbraio 2017

Il Verbale della 'temuta crisi ospedaliera' dell'Appennino



Il Consigliere vergatese del M5S, Massimo Gamberi, ha inviato, per la pubblicazione, il verbale del Comitato di Distretto del 13 gennaio scorso che precisa la programmazione dell'assistenza territoriale e della rete ospedaliera che si intende attuare. L' incontro è avvenuto tra i dirigenti AUSL e i sindaci dell' Appennino ed è stato inviato su indicazione esplicita del sindaco Gnudi a tutti i consiglieri e ai quattro presidenti delle consulte di Vergato.
“Rimane da capire,” precisa Gamberi, " perché il sindaco abbia reso noto il verbale 'solo a noi' e non a tutti i cittadini. Avrei preferito che fosse lui stesso a darvi queste informazioni, che peraltro erano state ‘promesse’ in un recente comunicato congiunto. Spero ora che il sindaco voglia affrontare il dibattito pubblico e che anche gli altri sindaci di tutto il distretto diano delle spiegazioni, delle motivazioni politiche e, se ne sono a conoscenza, anche tecniche e statistiche. Inoltre,” prosegue il consigliere, “ non è certo trasparente fare avere il verbale dove si può intuire solo una parte del documento contenuto: cioè che l' ospedale di Vergato vorrebbero farlo diventare un OSCO (ospedale di comunità) e il Pronto Soccorso un PPI (punto primo intervento), che alcuni dei Sindaci lamentano e non dispongono di tutti gli elementi e dei dati per poter valutare in quella seduta, sia l’ impatto sul territorio che ne comporterebbe, che l’ efficienza del piano stesso, se avallato cosi come è stato programmato dalla dirigenza AUSL. Infine, “ conclude, “ a quanto pare emerge anche, che il problema principale di tutti gli amministratori che si sono espressi durante la seduta, sia, come fare e cosa dire ai cittadini che chiedono informazioni, forse per tenerli calmi e in attesa del prossimo incontro... forse per dissuaderli negli intenti... o per evitare figuracce o contrapposizioni politiche?
Quindi direi che definire ambiguo il comportamento del Sindaco Gnudi non sia sufficiente, credo che sia più adatto definirlo un comportamento 'ambiguo e inopportuno', visto che un' informazione perché sia comprensibile i documenti vogliono completi, e perché un' azione sia trasparente credo sia ora che i Sindaci e tutti gli 'attori' di questo 'programma' rispondano di persona a tutti cittadini.
 
Non creda il sindaco Gnudi di avere fornito tutte le informazioni richieste direttamente dai comitati o da alcuni gruppi consiliari di minoranza locali, semplicemente inviando il parziale di un verbale.
Non credano i dirigenti e amministratori del distretto dell’ Appennino Bolognese e nemmeno gli amministratori o Assessori regionali, di aver fornito i dati richiesti dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, semplicemente inviando il parziale di un verbale”.
 
Il verbale 








 

venerdì 17 febbraio 2017

Con quello di Vergato anche L’OSPEDALE DI LOIANO è in equilibrio precario: si ipotizza la sua trasformazione in CASA DI RIPOSO.



Silvia Piccinini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione sul caso del presidio sanitario dell’Appennino bolognese. L'ospedale di Loiano sarebbe messo a repentaglio dal piano di riorganizzazione sanitaria presentata dall’AUSL.


La riorganizzazione che l’AUSL vorrebbe attuare sull’ospedale di Loiano trasformerebbe in un sol colpo uno dei presidi più importanti del nostro Appennino in una semplice casa di riposo. Un’ipotesi che bisogna respingere in tutti i modi perché, oltre ad aumentare i disagi per chi abita in quelle zone, aprirebbe ancor di più la strada al loro costante spopolamento”. Silvia Piccinini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione alla Giunta riguardo al contestatissimo progetto di riorganizzazione ospedaliera messa a punto dall’AUSL di Bologna e che prevede un sostanziale declassamento anche per l’ospedale di Loiano e che in generale sembra avere un unico obiettivo: quello di un risparmio senza tenere in considerazione i bisogni del territorio e dei cittadini. “Il rischio concreto che corriamo è che se dovesse passare questo scellerato piano, il Simiani sarebbe destinato a diventare una semplice casa di riposo – spiega Silvia Piccinini – I pesanti tagli dei posti letto, quelli al personale medico, il ridimensionamento del Punto di Primo Intervento, che non avrà più la possibilità del ricovero ma semplicemente la capacità d’invio dei pazienti presso altre strutture, rappresenterebbero una mazzata mortale per il presidio sanitario che verrebbe così svuotato dei suoi servizi fondamentali”. Per questo nella sua interrogazione la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle chiede alla Giunta di bloccare al più presto il piano ridimensionamento messo a punto dall’AUSL "non solo per Loiano ma anche per tutti gli altri centri dell’Appennino bolognese".

SANITÀ, PICCININI (M5S): “LA GIUNTA SCOPRA LE CARTE SUL FUTURO DELL’APPENNINO”


Riceviamo: 

Silvia Piccinini ( nella foto), consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, dopo il diniego dell’AUSL di Bologna, ha scritto alla presidente dell’Assemblea Legislativa per poter visionare il documento di riorganizzazione ospedaliera, del quale da mesi di discute solo sui giornali, sollecitando la Giunta a portarlo in Commissione al più presto.

Nonostante sui giornali si parli da mesi ormai di riorganizzazione sanitaria dell’Appennino bolognese, ai consiglieri regionali il documento che sancisce il destino degli ospedali della nostra montagna viene inspiegabilmente negato da parte di AUSL Bologna . Per questo abbiamo inviato una lettera urgente alla presidente dell’Assemblea Legislativa, Simonetta Saliera, per sollecitarne l’accesso ed essere messi nelle condizioni di poterlo visionare al più presto visto che potrebbe stravolgere il sistema sanitario di un intero territorio". Silvia Piccinini chiede chiarezza sul futuro del distretto socio-sanitario dell’Appennino bolognese assieme ai consiglieri comunali di Grizzana Morandi, Vergato e Marzabotto. “Ormai da molto tempo si parla con sempre più insistenza del trasferimento di Ortopedia da Vergato a Porretta e della chiusura del Pronto Soccorso, una decisione molto grave che creerebbe disagi infiniti a tutti quei cittadini che ogni giorno usufruiscono dei servizi del reparto – spiega la consigliera - Il meccanismo sembra essere sempre lo stesso: ridurre i numeri dell’utenza delle strutture, per poi giustificare chiusure di servizi come già avvenuto con i punti nascita. Ora vorremmo vedere le carte. E’ inconcepibile che i cittadini che rischiano da un giorno all’altro di perdere degli importanti presidi sanitari non siano stati ancora informati correttamente e debbano basare le loro valutazioni su indiscrezioni giornalistiche.  Per questo chiediamo a Giunta e Regione di avere copia del documento, di renderlo pubblico e di portarlo al più presto anche all’interno della Commissione Sanità in Assemblea Legislativa”. “Lo spostamento di interi reparti o addirittura la loro chiusura – conclude Silvia Piccinini - non sono dettagli che possono essere nascosti all’infinito. Se Bonaccini e Venturi hanno deciso di smantellare la sanità in Appennino lo dicano chiaramente e se ne assumano tutta la responsabilità politica e sociale”.

giovedì 16 febbraio 2017

Il soccorso all'Ospedale di Vergato anima la vita politica di Vergato e comuni limitrofi.

Il capogruppo di 'Noi Voi Vergato', Giuditta Uliani ( nella foto) , ha inviato il suo comunicato di risposta alla dichiarazione dei sindaci di Vergato, Grizzana e Marzabotto sulla petizione a sostegno dell'Ospedale di Vergato, redatta dalle opposizioni e portata alla firma dei cittadini.

Il comunicato dei sindaci è a sul sito del comune di    Grizzana Morandi.

Il comunicato:

Occorre che risponda in breve alle recenti dichiarazioni, presenti al momento solo sul sito internet di Grizzana Morandi, fatte in modo congiunto dai sindaci di Vergato, Grizzana e Marzabotto, in merito alla raccolta firme a difesa degli ospedali.

I tre sindaci, definiscono la petizione, da me ideata e condivisa con gli altri consiglieri, ‘superflua e immotivata’, addirittura ‘fuorviante’, poiché l’argomento, trattato merita risposte nei luoghi istituzionali.
E’ interessante leggere certe dichiarazioni, sottoscritte dal sindaco Gnudi, dopo che la cittadinanza, rappresentata non dalla scrivente ma dai presidenti delle 4 consulte del territorio vergatese, già a dicembre, quindi in tempi lontani dalle ultime vicende, aveva chiesto un incontro chiarificatore proprio in tema sanità. I quattro presidenti delle consulte locali sono stati convocati ad un incontro in Comune, solamente una settimana fa e, di fatto, non è stato chiarito loro nulla, se non ciò che si sapeva già. 

Questo per dire che i primi a chiedere risposte alle istituzioni sono stati i cittadini tramite i presidenti delle consulte, che non avendone avute, si sono rivolti altrove.

Mi è sembrato quindi necessario, prendere in mano la situazione in un momento in cui, tantissime persone, chiedevano risposte e azioni importanti per mantenere alta l’attenzione su questo tema molto sentito. La raccolta firme, organizzata assieme ai consiglieri dei comuni vicini, ha quindi il solo scopo di unire il coro di voci unanimi che chiede di difendere i servizi sanitari e soprattutto di difendere l’Ospedale di Vergato da un possibile svuotamento dei suoi fiori all’occhiello, quali il reparto di Ortopedia ed il Pronto Soccorso.
Proprio per riportare la discussione nei luoghi ufficiali, lunedì 13 Febbraio, ho depositato una mozione sottoscritta assieme ai consiglieri Battistini e Bonifaci che hanno fatto lo stesso nei loro comuni, ove chiediamo di aprire un tavolo di discussione che porti ad una ridefinizione delle linee programmatiche dettate dall’AUSL, e dove nessuno accusa i sindaci di essere immobili o di non avere a cuore questo tema, ma dove si chiede, una presa di posizione formale in Consiglio Comunale, ovvero l’organo collegiale per eccellenza. Personalmente non ho mai pensato che il sindaco Gnudi si stesse lavando le mani su questo tema, e lo invito quindi a discutere al più presto la mozione che ho depositato, magari nel consiglio straordinario che ieri abbiamo richiesto assieme agli altri consiglieri Argentieri e Monaco. 

Quello che conta, a mio avviso, è che in questo momento stiamo tutti difendendo la sanità, ognuno con modi differenti che derivano dai ruoli diversi che ricopriamo. Personalmente, quindi, non mi sono mobilitata per un bisogno di visibilità, ma per puro spirito civico di interesse verso i cittadini e la comunità di Vergato. A dimostrazione di ciò, invito già da ora i sindaci, i consiglieri, le associazioni e tutti i cittadini ad aderire alla manifestazione che vogliamo organizzare, poiché ora più che mai dobbiamo essere uniti per dimostrare quanto veramente abbiamo a cuore questo tema.