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mercoledì 30 settembre 2026

Tartufesta 2026, l’Appennino bolognese si prepara alla stagione del tartufo

 Tartufo, sapori d’autunno, mercatini, spettacoli, trekking nei boschi e iniziative alla scoperta delle tradizioni locali. È in arrivo Tartufesta 2026, il cartellone che riunisce i numerosi appuntamenti che, tra ottobre e novembre, animeranno i fine settimana della collina e della montagna bolognese.


L’edizione 2026 sarà presentata sabato 3 ottobre, dalle 11 alle 15, a eXtraBO, con il tradizionale evento di lancio della manifestazione. Protagonisti saranno il tartufo e i prodotti del sottosuolo dell’Appennino, insieme alle eccellenze gastronomiche che caratterizzano la stagione autunnale.

Alla giornata parteciperanno alcuni dei Comuni protagonisti di Tartufesta, tra cui Castiglione dei Pepoli, Lizzano in Belvedere, Monghidoro, Sasso Marconi e Valsamoggia, che porteranno in città sapori, produzioni e tradizioni dei rispettivi territori.

Gli operatori locali accompagneranno il pubblico alla scoperta delle specialità dell’Appennino attraverso degustazioni di tartufo e di altri prodotti tipici autunnali. Uno dei momenti più attesi sarà la dimostrazione della ricerca del tartufo con il Lagotto, il cane da tartufo, direttamente da Savigno: un’occasione per conoscere da vicino il rapporto tra animale, tartufaio e ambiente e scoprire le tecniche legate a una delle attività più caratteristiche della cultura appenninica.

Ad accogliere visitatrici e visitatori all’ingresso di eXtraBO sarà la musica dei Fragole e Tempesta, per una mattinata dedicata ai sapori, alle tradizioni e alla convivialità dell’Appennino.

Un calendario tra gusto, natura e tradizione

Tartufesta 2026 è promossa e coordinata dal Territorio Turistico Bologna-Modena e coinvolge amministrazioni comunali, associazioni, Pro Loco, ristoratori e operatori del territorio. Una rete che punta a valorizzare non soltanto il tartufo, ma l’intero patrimonio enogastronomico, paesaggistico e culturale della collina e della montagna bolognese.

Gli appuntamenti prenderanno il via il 10 ottobre e proseguiranno fino al 15 novembre, quando a Savigno, nel territorio di Valsamoggia, si terrà l’ultimo fine settimana di festeggiamenti.

Un elemento qualificante della manifestazione è rappresentato dalla Carta della Qualità, alla quale aderiscono i Comuni coinvolti. Anche ristoranti, agriturismi e associazioni partecipanti sono chiamati a rispettare un apposito Decalogo, con l’obiettivo di garantire menù degustazione coerenti con la tradizione e con l’autenticità delle produzioni locali.

Accanto agli appuntamenti gastronomici, il programma propone numerose occasioni per conoscere più da vicino il territorio. In calendario ci saranno trekking nei castagneti, visite guidate e aperture straordinarie di luoghi di interesse storico, artistico e naturalistico, oltre alle passeggiate dedicate alla ricerca del tartufo.

Al centro della manifestazione resta la tradizionale «cerca e cavatura del tartufo», pratica che rappresenta una delle espressioni più significative della cultura delle comunità appenniniche ed è inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Per diverse settimane, dunque, il tartufo sarà il filo conduttore di un viaggio attraverso borghi, boschi e tavole dell’Appennino bolognese: un appuntamento che unisce gastronomia, natura e tradizioni locali e che punta a portare il pubblico alla scoperta di un territorio nella sua dimensione più autentica.

Il calendario completo e il programma degli eventi sono disponibili sul sito tematico di Tartufesta.

giovedì 10 settembre 2026

CURA, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DELL APPENNINO BOLOGNESE.

 



di Righi Fabio.


L’Appennino in trappola: quando le istituzioni locali ostacolano chi crea futuro

Da inizio settembre siamo al lavoro con gli uffici del Ministero della Cultura per concretizzare un passaggio fondamentale per il nostro territorio: portare avanti con forza il progetto di cura, promozione e valorizzazione dell'Appennino bolognese.

Il cuore pulsante di questa iniziativa è Il Cammino dell’Antica Via del Ferro Etrusca, il nostro progetto di punta per il rilancio turistico e culturale dell'intera regione. Il percorso ricalca fedelmente la prima vera grande strada dell'Occidente, tracciata dagli Etruschi per trasportare il prezioso metallo dall'Isola d'Elba e dal Tirreno fino al porto di Spina sull'Adriatico.

Si tratta di un itinerario unico al mondo, capace di fondere in un’unica esperienza tre elementi chiave:

Il Bello: la ricchezza straordinaria dei siti archeologici disseminati lungo il tracciato.

Il Buono: l'eccellenza delle nostre aziende agricole e dei prodotti tipici, invidiati a livello internazionale.

Il Giusto: la forza delle persone di buona volontà, unite in una rete viva che conta già oltre 200 realtà tra docenti, ricercatori, volontari e associazioni locali.

Grazie all'interessamento e al sostegno del Sottosegretario di Stato alla Cultura, Sen. Lucia Borgonzoni, il Ministero della Cultura ha riconosciuto il valore inestimabile di questo tracciato assegnandoci un contributo pubblico di circa 30.000 euro. Dopo 15 anni di lavoro e impegni portati avanti in totale autonomia, questo rappresenta il nostro primo finanziamento istituzionale. Risorse cruciali che verranno destinate quasi interamente allo sviluppo, alla messa in sicurezza e alla promozione del Cammino dell'Antica Via del Ferro Etrusca, per trasformare anni di ricerche in un'opportunità concreta per tutte le comunità montane.

Un paradosso grottesco: ascoltati dal mondo, ostacolati sotto casa

C'è un paradosso amaro e profondo che emerge da questa vicenda. Attraverso i nostri progetti e in particolare con l'iniziativa della "Diplomazia della Memoria", dialogiamo quotidianamente con i massimi livelli istituzionali: trattiamo con ministeri, ambasciate e consolati delle nazioni i cui soldati hanno combattuto sul nostro Appennino durante la Seconda Guerra Mondiale. In un momento storico così buio e delicato per il mondo intero, troviamo da parte di queste grandi realtà internazionali un'attenzione, un rispetto e una volontà di cooperazione straordinari per gettare basi di pace e ricordo comune.

La domanda sorge allora spontanea e bruciante: come è possibile trovare più ascolto, considerazione e supporto presso governi e rappresentanze diplomatiche di rilievo globale che non presso le piccole amministrazioni del nostro stesso territorio?

L'Appennino bolognese sembra trasformato in un ambiente incapace di far crescere in modo naturale le proprie risorse migliori. Invece di coltivare, far fiorire e far profumare le realtà meritevoli e le persone di buona volontà che si spendono per la comunità, il sistema amministrativo e politico locale sembra agire al contrario: un meccanismo sterile che tende a far appassire ogni entusiasmo, soffocando sul nascere la bellezza e l'impegno civico.

Il nodo della burocrazia e l'ostilità delle amministrazioni

Mentre le grandi istituzioni esterne riconoscono la portata strategica delle nostre iniziative, sul piano locale ci scontriamo con la solita farraginosa macchina burocratica. Le associazioni si trovano sole a supportare costi e tempi biblici — fino a sette mesi di paralisi amministrativa — che trasformano la gestione pubblica in un pesante "zaino" sulle spalle dei volontari anziché in una strada spianata per il bene comune.

Ancora più grave è l'atteggiamento politico. L'ennesima conferma si è consumata proprio dall'assegnazione del contributo ministeriale: l'amministrazione locale di Castiglione dei Pepoli, nella persona del sindaco Tommaso Tarabusi, ha preferito affidare ai giornali un attacco polemico, lamentando l'assegnazione di queste risorse all'Associazione A.R.C.A. e ad altre realtà meritevoli.

Si è scelto di lavoraere per gettare ombre sul lavoro di piccole realta che operano da decenni con pochissimi mezzi, alimentando un clima di distruttiva competizione anziché di gratitudine e collaborazione per i fondi attratti sulla montagna.

Quindici anni di abusi: denunciare per cambiare

Purtroppo non si tratta di un episodio isolato. In oltre 15 anni di esperienza sul campo abbiamo visto troppi progetti ideati con sacrificio dal volontariato essere non usati in cooperazione ma ABUSATI IN COMPETIZIONE SLEALE, dalle amministrazioni locali — in primis nel nostro caso il nostro Comune di Castiglione dei Pepoli —, prontissime ad accaparrarsi i meriti nelle sfilate pubbliche dopo aver ostacolato slealmente gli stessi ideatori.

Denunciare pubblicamente questo malcostume è un dovere verso la comunità civile. In una terra colta e saggia come quella bolognese, non ci rassegnamo, anzi lottiamo con tutte le forze e con sempre piu determinazione per contrastare e cercare, nel nostro piccolo, di scardinare quei sistemi che fanno appassire il merito e la buona volontà per mere e basse logiche di piccolo cabotaggio, per interessi personali!!!

Continueremo a lavorare con la testa alta, forti dell'appoggio del Ministero e delle reti internazionali, per promuovere, curare e valorizzare il nostro Amato Appennino bolognese.

 

domenica 23 agosto 2026

Maltempo sull’Appennino bolognese: 10 squadre dei Vigili del fuoco impegnate in circa 80 interventi

 

Foto d'archivio

Il maltempo che ha colpito il territorio bolognese nella giornata di sabato 21 agosto ha richiesto un intenso lavoro da parte dei Vigili del fuoco. Il Comando provinciale di Bologna ha mobilitato complessivamente 10 squadre, impegnate in circa 80 interventi di messa in sicurezza nelle aree maggiormente interessate dagli effetti delle condizioni meteorologiche avverse.

Le situazioni più critiche si sono registrate soprattutto nell’area appenninica, con interventi concentrati nei territori di Gaggio Montano e Vergato, oltre che nella zona di Imola.

Le squadre dei Vigili del fuoco hanno operato per rimuovere le situazioni di pericolo e ripristinare le condizioni di sicurezza nelle aree colpite, affrontando le conseguenze del maltempo che ha interessato diverse località della provincia.

Fortunatamente, non si registrano persone ferite. L’attività dei soccorritori è proseguita per garantire la sicurezza della popolazione e dei territori interessati dagli eventi meteorologici.

Appennino bolognese, Evangelisti (FdI): «Spopolamento e crisi abitativa non si risolvono con le politiche della Regione»

 La capogruppo raccoglie le preoccupazioni di Confabitare, Asppi e Ape-Confedilizia e chiede un tavolo permanente di confronto istituzionale



«La montagna bolognese non si salva con la retorica della semplificazione o con misure punitive per i proprietari: servono risorse concrete, investimenti infrastrutturali e una fiscalità di vantaggio». È quanto sostiene Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, in un’interrogazione nella quale rilancia le preoccupazioni espresse dalle principali associazioni della proprietà immobiliare — Confabitare, Asppi e Ape-Confedilizia — sulle nuove politiche abitative e urbanistiche della Giunta regionale.

Secondo Evangelisti, il mercato immobiliare dell’Appennino sconta già valori e canoni di locazione contenuti, anche a causa della debolezza della domanda. L’introduzione di ulteriori vincoli o di tetti ai canoni, osserva la capogruppo, rischierebbe di spingere i piccoli proprietari a ritirare gli immobili dal mercato, favorendone il mancato utilizzo e, in alcuni casi, l’abbandono.

«Per questo — sottolinea — ritengo necessaria l’introduzione di incentivi fiscali mirati, come la drastica riduzione o l’azzeramento delle imposte locali e regionali sugli immobili locati nei Comuni montani».

Per la consigliera, inoltre, non è possibile pensare di attrarre nuovi residenti, giovani coppie e professionisti che lavorano da remoto in territori nei quali persistono problemi di connettività. «La Giunta — evidenzia Evangelisti — deve predisporre un piano straordinario, accompagnato da un cronoprogramma certo, per garantire la copertura a banda larga e ultralarga di tutti i nuclei frazionali e superare definitivamente il digital divide».

Tra le criticità richiamate nell’atto ispettivo figurano anche i ritardi nel completamento di opere infrastrutturali considerate strategiche, come la Bretella di Silla, ritenuta fondamentale per la sicurezza e la fluidificazione del traffico locale, e i disservizi strutturali della linea ferroviaria Porrettana, infrastruttura essenziale per i pendolari che quotidianamente raggiungono il capoluogo.

«Di fronte a un quadro socioeconomico nel quale intere vallate devono fare i conti con la desertificazione commerciale, la chiusura dei presidi e l’abbandono edilizio — incalza Evangelisti — l’esecutivo regionale deve chiarire quali strumenti intenda mettere in campo per tutelare la proprietà privata e favorire un mercato locativo accessibile».

Infine, la capogruppo di Fratelli d’Italia chiede la costituzione di un Tavolo permanente di confronto istituzionale che coinvolga i sindaci dell’Appennino bolognese, le associazioni di categoria e le forze produttive del territorio.

L’obiettivo, conclude Evangelisti, è fare in modo che le politiche regionali siano costruite a partire dalle esigenze concrete delle comunità montane e possano sostenere effettivamente il rilancio del territorio, il potenziamento delle infrastrutture e il ripopolamento dell’Appennino bolognese.

lunedì 20 aprile 2026

In libreria la guida “Nonturismo” dell’Appennino bolognese: presentazioni e passeggiate a Monte Sole

 


 


Arriva in libreria dal 17 aprile “Terre del Reno, Setta e Sambro. Appennino Emiliano”, settima uscita della collana Nonturismo (Ediciclo Editore). Il volume, prodotto da Sineglossa, curato dallo scrittore Wu Ming 2 e illustrato da Alexia Tzimas, sarà presentata mercoledì 22 aprile alle ore 18.30, presso il Poggiolo Rifugio Re_Esistente a Monte Sole.

La guida nasce da un lavoro collettivo che coinvolge una redazione di comunità e numerosi abitanti del territorio – lavoratori, guide ambientali, attivisti, artiste e studiose – con l’obiettivo di raccontare un Appennino vissuto quotidianamente. Ne emerge l’immagine di un territorio “brigoso”: complesso, impegnativo, ma capace di generare relazioni, iniziative e nuove forme di abitare.



Il progetto editoriale si inserisce nella collana Nonturismo, che propone guide costruite “dal basso”, attraverso il contributo diretto delle comunità locali. Anche questo volume si sviluppa attorno a uno “spirito del luogo”, individuato nell’essere “brigoso”: una condizione fatta di difficoltà ma anche di capacità di adattamento e auto-organizzazione.

Come sottolinea Alessandra Navazio di Sineglossa, la guida restituisce «un territorio che richiede impegno e relazioni, ma che proprio in questa complessità trova la propria forza».

I tre itinerari proposti attraversano le valli del Reno, del Setta e del Sambro:

  • le alte valli orientali, tra passi storici e laghi artificiali verso la Toscana
  • le alte valli occidentali, ai piedi del Corno alle Scale
  • la media valle del Reno, tra paesaggio collinare e memoria della Resistenza

A completare il racconto, le illustrazioni di Alexia Tzimas, realizzate con tecnica del collage, che restituiscono la stratificazione del paesaggio appenninico.

Due appuntamenti a Monte Sole

L’uscita della guida sarà accompagnata da due eventi pubblici, inseriti nel calendario delle celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione.

Mercoledì 22 aprile (ore 18.30), al Poggiolo – Rifugio Re_Esistente di Monte Sole, è in programma la presentazione del volume con:

  • Federico Bomba (Sineglossa)
  • Wu Ming 2
  • Marco Tamarri (Un altro Appennino è possibile)
  • Alexia Tzimas

Interverranno anche Francesca Marchi (Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese) e la sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi. L’ingresso è libero, con possibilità di cena su prenotazione.

Domenica 26 aprile, invece, è prevista una passeggiata “nonturistica” lungo il Sentiero del Postino, da Pian di Venola a Monte Sole (circa 6 km, difficoltà escursionistica), accompagnata da letture di Wu Ming 2. Il percorso toccherà luoghi simbolici come la chiesa di Sperticano, quella di Don Fornasini e i ruderi di Caprara, intrecciando natura e memoria storica.

La partecipazione è a pagamento e include una copia della guida, accompagnamento con guida escursionistica e copertura assicurativa. Posti limitati con prenotazione online.



La guida è realizzata con il contributo del progetto “In Appennino”, in collaborazione con l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e con il sostegno di EIT Climate-KIC, oltre al supporto di numerose associazioni e realtà locali.

Un lavoro corale che prova a mettere sulla mappa esperienze spesso invisibili: pratiche di cura del territorio, reti mutualistiche e nuove forme di abitare l’Appennino, in una fase di trasformazione segnata anche da segnali di ripopolamento.

sabato 11 aprile 2026

Decreto Montagna e fondi bloccati, scontro sull’Appennino bolognese

Cuppi: “Tagli ingiusti e meno risorse”. Evangelisti replica: “Basta propaganda, servono fatti”



Il futuro dell’Appennino bolognese accende il confronto politico tra amministratori locali e opposizione, tra timori per i tagli e accuse di immobilismo nella gestione delle risorse.

“Il decreto Montagna rischia di tagliare le gambe all’Appennino bolognese”. È l’allarme lanciato da Valentina Cuppi ( nella foto) , che torna a criticare la nuova classificazione dei Comuni montani introdotta dal Governo e le possibili ricadute sui territori esclusi.

Secondo la sindaca di Marzabotto, il provvedimento potrebbe tradursi in una riduzione significativa delle risorse destinate a vaste aree dell’Appennino bolognese. “Per i Comuni che restano fuori dalla nuova classificazione — sottolinea — questo significherà meno fondi e quindi minori possibilità di garantire servizi essenziali e contrastare lo spopolamento”.

Cuppi è intervenuta a Bologna durante il convegno “Appenniners di oggi e domani”, ospitato a Palazzo d'Accursio, occasione di confronto tra istituzioni, tecnici e cittadini sulle prospettive di sviluppo delle aree montane. L’iniziativa si è conclusa con una mostra allestita in Piazza Re Enzo, a testimonianza della volontà di mantenere alta l’attenzione sul tema.

Nel dibattito si inserisce con toni critici anche Marta Evangelisti ( nella foto) , capogruppo regionale, che attacca la gestione delle risorse: “Basta propaganda sull’Appennino, è il momento di passare ai fatti”.

Secondo Evangelisti, prima di richiedere nuovi finanziamenti sarebbe necessario utilizzare quelli già disponibili. Nel mirino finiscono il sindaco di Bologna Matteo Lepore e l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, accusati di non aver ancora sbloccato fondi ritenuti cruciali.

“Parliamo di circa 4,6 milioni di euro del fondo perequativo — afferma — ancora fermi nei cassetti. Una situazione inaccettabile mentre i Comuni montani affrontano difficoltà quotidiane tra carenza di servizi, infrastrutture e spopolamento”.

Per la capogruppo, i territori montani hanno bisogno di interventi rapidi e mirati, non di scontri ideologici: “I nostri Comuni hanno diritto a risposte concrete, investimenti efficaci e tempi certi”.

Il confronto riflette un dibattito più ampio sul futuro delle aree montane, tra richieste di revisione dei criteri nazionali, utilizzo delle risorse già stanziate e necessità di politiche strutturali capaci di sostenere sviluppo e tenuta demografica dell’Appennino.

martedì 7 aprile 2026

Incendio sull’Appennino bolognese, riprendono i lanci d’acqua: droni in azione nella notte

 



Proseguono le operazioni di spegnimento e bonifica nell’area colpita dal vasto incendio boschivo ad Alto Reno Terme, sull’Appennino bolognese, dove le fiamme hanno interessato circa 50 ettari di territorio.

Durante la notte tra lunedì 6 e martedì 7 aprile, il fronte del fuoco è stato costantemente monitorato dai Vigili del fuoco attraverso l’impiego di droni dotati di termocamere. La tecnologia ha consentito alle squadre a terra di individuare con precisione i punti caldi residui e di intervenire in modo mirato nelle operazioni di contenimento.

Per la giornata odierna è previsto il nuovo impiego dei mezzi aerei, con un Canadair e un elicottero del reparto Volo, impegnati nei lanci d’acqua soprattutto nella zona centrale dell’area incendiata. Si tratta di un’area particolarmente impervia e difficilmente raggiungibile a piedi, dove persistono ancora focolai attivi all’interno del bosco.

Il coordinamento delle attività resta affidato al Direttore delle operazioni di spegnimento, con l’obiettivo di garantire interventi efficaci e mirati sui punti più critici del rogo.

giovedì 26 marzo 2026

Terremoto in Toscana, scossa avvertita anche sull’Appennino bolognese

 



Una scossa di terremoto è stata registrata questa mattina alle 9.40 dai sistemi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Il sisma, di magnitudo locale 4.1, ha avuto epicentro a nord di Pistoia.

Secondo i dati rilevati, l’epicentro è stato localizzato a circa 7 chilometri a nord della città toscana, in località Piteccio, a una profondità di 52 chilometri e a circa 65 chilometri in direzione sud-ovest rispetto a Bologna.

La scossa è stata avvertita in un’ampia area dell’Appennino che collega Toscana ed Emilia-Romagna, interessando diversi Comuni dell’area metropolitana di Bologna e anche il capoluogo. Sul versante emiliano, il sisma è stato percepito in modo più netto nei territori di Alto Reno Terme e Lizzano in Belvedere.

Al momento non si registrano danni a persone o cose. A Pistoia, tuttavia, alcune scuole sono state evacuate in via precauzionale, mentre proseguono le verifiche da parte delle autorità competenti.

martedì 3 marzo 2026

Villa Morandi verso la chiusura: allarme per anziani e occupazione nell’Appennino bolognese

 



Si avvicina lo stop definitivo per la residenza per anziani di Villa Morandi, situata nel territorio di Grizzana Morandi. La struttura cesserà l’attività il prossimo 18 marzo, una decisione che apre scenari di forte incertezza sia per gli ospiti sia per i lavoratori impiegati nel presidio socio-assistenziale.

La scelta della cooperativa uscente rischia di lasciare scoperto un servizio essenziale in un’area già segnata da fragilità demografiche e carenza di strutture. A preoccupare sono non solo le ricadute sugli anziani residenti, ma anche la possibile perdita di numerosi posti di lavoro.

«Abbiamo già avviato un confronto con la Città metropolitana per individuare soluzioni che consentano di tutelare i lavoratori coinvolti e garantire la continuità dei servizi», dichiarano congiuntamente Fp Cgil, Camera del Lavoro Intercomunale della Montagna e Spi Cgil di Bologna, ribadendo la necessità di salvaguardare sia il personale sia gli anziani ospiti.

Nel frattempo il Comune ha avviato verifiche tecniche sull’immobile per accertarne le condizioni strutturali e stimare gli interventi necessari, tra manutenzioni, adeguamenti alle normative vigenti e messa a norma degli impianti antincendio. Per il sindacato la priorità resta evitare l’interruzione del servizio in un territorio che non può permettersi di perdere ulteriori presìdi assistenziali.

La Fp Cgil conferma l’intenzione di promuovere un’azione coordinata tra enti pubblici e soggetti privati per individuare una soluzione concreta e scongiurare la chiusura definitiva, così da evitare un pericoloso vuoto assistenziale nell’Appennino bolognese.

 (Inviato da Dubbio) 

lunedì 26 gennaio 2026

Cura e valorizzazione dell’Appennino bolognese: l’impegno di ARCA dal 2011

Sostenere ARCA significa sostenere un Appennino vivo, curato e aperto al mondo.

 


ARCA Appennino Bolognese è un’associazione di volontariato che dal 2011 opera in modo continuativo e concreto per la cura del territorio, la valorizzazione e la promozione turistica dell’Appennino bolognese, affiancando a queste attività anche un costante impegno a sostegno delle persone in difficoltà.

In oltre quindici anni di attività, ARCA è diventata una delle realtà di volontariato più attive dell’Appennino bolognese, grazie esclusivamente al lavoro volontario dei suoi aderenti. Dal 2011 a oggi l’associazione ha messo a disposizione circa 13.000 ore di volontariato, realizzato oltre 200 progetti e promosso più di 50 donazioni a favore del territorio e delle fasce più fragili della popolazione. Le risorse donate direttamente ammontano a circa 60.000 euro, mentre il contributo complessivo stimato per il territorio supera i 320.000 euro.

 

Uno dei pilastri dell’attività di ARCA è la ricerca, la conoscenza e la tutela del patrimonio storico e culturale dell’Appennino bolognese. Attraverso studi e attività sul campo, l’associazione ha individuato e catalogato circa 400 siti storici, archeologici e culturali. I siti censiti vengono studiati, valorizzati attraverso i canali web, curati e, quando possibile, resi nuovamente visibili e visitabili, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio storico in una risorsa per il territorio e per il turismo.

Ad oggi sono stati resi fruibili circa 40 siti, pari a circa il 10 per cento del totale individuato.

ARCA opera inoltre per la promozione del “bello e del buono” dell’Appennino bolognese. L’associazione ha catalogato circa 150 aziende locali, che producono oltre 60 prodotti agroalimentari e gastronomici di alta qualità, insieme a numerose produzioni artigianali rappresentative dell’identità del territorio. Un lavoro di rete che contribuisce a rendere le eccellenze dell’Appennino riconoscibili e competitive anche a livello internazionale.

Il progetto centrale di ARCA è la Via del Ferro etrusca, un itinerario archeologico, culturale e turistico, adatto anche al turismo sportivo, che ripercorre il tracciato della più antica strada d’Occidente. Un’iniziativa che valorizza l’Appennino bolognese attraverso la civiltà etrusca, promuove un turismo culturale e sostenibile e restituisce centralità a un territorio a lungo considerato marginale.

Attraverso il progetto Diplomazia della Memoria, ARCA lavora per aprire l’Appennino al mondo, invitando oltre 70 Paesi a conoscere il territorio e avviando un dialogo fondato sulla storia, sulla memoria e sulle opportunità di cooperazione. I settori presentati alle realtà internazionali spaziano dalla tecnologia all’industria, dall’agroalimentare al turismo, con l’obiettivo di costruire progetti di cooperazione capaci di generare benefici concreti e reciproci.

Per continuare le attività di cura del territorio, valorizzazione storica e culturale, promozione turistica anche all’estero e sostegno alle persone in difficoltà, ARCA Appennino Bolognese chiede il supporto di cittadini, enti e imprese. Ogni contributo, anche piccolo, consente di trasformare il volontariato in valore reale per il territorio.

Sostenere ARCA significa sostenere un Appennino vivo, curato e aperto al mondo.

Anche un piccolo aiuto per noi può fare una grande differenza. Grazie di cuore a chi vorrà sostenerci.
Grazie


venerdì 23 gennaio 2026

Appennino bolognese, ARCA denuncia un sistema inefficiente: “Promozione turistica bloccata da carenze strutturali”

 



Gravi e persistenti criticità nella promozione turistica, nell’ospitalità e nell’accoglienza dell’Appennino bolognese. A denunciarle è ARCA Appennino Bolognese, impegnata da tempo in un progetto di valorizzazione territoriale legato a un’antica via etrusca che attraversa più comuni, e oggi costretta a fare i conti con un contesto istituzionale che – afferma l’associazione – non è all’altezza delle potenzialità del territorio.

Il lavoro di ARCA consiste nella raccolta, verifica e organizzazione di informazioni fondamentali per il turista: servizi disponibili, accessi, collegamenti, siti di interesse, strutture di accoglienza. Un’attività che sul versante toscano ha potuto svilupparsi con efficacia grazie a un sistema informativo accessibile, a interlocutori disponibili e a una macchina pubblica collaborativa.

Lo scenario cambia radicalmente sull’Appennino bolognese, dove emergono ostacoli continui e strutturali. L’associazione segnala difficoltà croniche nell’ottenere risposte dagli uffici competenti, l’assenza di informazioni chiare, aggiornate e realmente utili al visitatore e, in molti casi, una gestione dell’accoglienza inadeguata, segnata da scarsa disponibilità e da una relazione con il pubblico che non risponde agli standard minimi richiesti da un territorio a vocazione turistica.

«L’accoglienza non è un dettaglio – sottolinea ARCA – ma il primo biglietto da visita di un territorio». Eppure, il funzionamento della macchina pubblica appare spesso lento, frammentato e autoreferenziale, incapace di sostenere chi lavora concretamente alla valorizzazione locale. Un limite che non solo ostacola i progetti in corso, ma finisce per scoraggiare associazioni, operatori e piccole realtà che cercano di costruire percorsi di sviluppo sostenibile.

Pur evitando generalizzazioni e riconoscendo l’impegno di singoli operatori e dipendenti pubblici che lavorano con professionalità, ARCA evidenzia come il problema sia sistemico e riguardi l’organizzazione complessiva, la mancanza di coordinamento e una visione ancora troppo debole sul ruolo strategico del turismo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un territorio ricchissimo di storia, ben collegato e con enormi potenzialità culturali e ambientali che continua a essere sottoutilizzato, poco raccontato e scarsamente promosso.

Quella di ARCA non è una semplice osservazione, ma una presa di posizione netta: le criticità vanno riconosciute e affrontate senza ulteriori rinvii. Perché senza un cambio di passo deciso, l’Appennino bolognese rischia di restare ai margini, penalizzando chi lo abita e allontanando chi vorrebbe scoprirlo.

mercoledì 26 novembre 2025

L’Appennino bolognese contro la violenza sulle donne

Si consolida la rete dei centri antiviolenza con lo sportello itinerante CHIAMA chiAMA


 L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese rafforza la rete dei servizi territoriali contro la violenza di genere grazie allo sportello itinerante CHIAMA chiAMA, gestito da Mondodonna Onlus.

Il progetto prevede la presenza, a rotazione, di un’operatrice antiviolenza in tutti i comuni dell’Unione, così da garantire un presidio stabile di ascolto, prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. Gli sportelli saranno aperti complessivamente per 44 ore al mese e, oltre a essere già attivi nei comuni di San Benedetto Val di Sambro, Vergato, Marzabotto, Castel di Casio e Castiglione dei Pepoli, verranno ora attivati anche a Grizzana Morandi, Castel d’Aiano, Lizzano in Belvedere, Camugnano, Gaggio Montano e Monzuno.

Il potenziamento dei Presidi Metropolitani Antiviolenza risponde a un’esigenza emersa sia dalle amministrazioni locali sia dall’esperienza maturata dai servizi CHIAMA chiAMA già attivi nel distretto.

L’operatrice, formata e specializzata nel contrasto alla violenza di genere, nelle giornate di presenza garantisce:

·         ascolto, informazione e orientamento alle donne;

·         attivazione di percorsi di sostegno psicologico con professioniste qualificate;

·         possibilità di incontri in sedi diverse dalla residenza, per tutelare la privacy;

·         attivazione, quando necessario, di consulenze legali specializzate in diritto di famiglia, migrazione e tematiche della violenza.

Dove esistono sportelli giuridici già operativi, CHIAMA chiAMA lavora in sinergia, evitando sovrapposizioni e rafforzando la rete.

«Quello che abbiamo approvato in Giunta è un sistema di sportelli antiviolenza capillare su tutto il territorio – spiega la Presidente dell’Unione, Valentina Cuppi. – Abbiamo raggiunto un livello di prossimità che finora mancava, permettendo a ogni donna di rivolgersi allo sportello più vicino o, se preferisce, a uno in un comune limitrofo, con maggior tutela della privacy. Gli sportelli non sono identificati da insegne, proprio per garantire la massima riservatezza».

Accanto allo sportello itinerante, il Distretto dell’Appennino Bolognese sta sviluppando ulteriori politiche integrate:

·         progetti di formazione nelle scuole e negli enti formativi;

·         attività di informazione alla cittadinanza per riconoscere segnali di violenza e indirizzare ai servizi appropriati;

·         il progetto Antenne di comunità, con laboratori, eventi e iniziative curate da Mondodonna nell’ambito di CHIAMA chiAMA e del progetto Stazione di Posta Appennino bolognese.

Tra le attività aperte a tutte le donne, non solo a quelle che vivono situazioni di violenza, segnaliamo “Il tè del venerdì”, un’occasione informale di condivisione e benessere. I prossimi appuntamenti si terranno il 28 novembre, 19 dicembre, 30 gennaio, 27 febbraio e 27 marzo presso Il Cellulosa a Lama di Reno, dalle 14:00 alle 16:00.

lunedì 10 novembre 2025

Due nuovi interventi per valorizzare il patrimonio culturale dell’Appennino bolognese

 





La Regione Emilia-Romagna investe 160mila euro per due progetti di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nell’Appennino bolognese: il restauro dell’Oratorio di Santa Caterina di Montovolo ( nella foto in alto) , nel Comune di Grizzana Morandi, e la riqualificazione del complesso museale di Poggiolforato ( nella foto in basso, , nel territorio di Lizzano in Belvedere, che comprende il Museo Etnografico “Giovanni Carpani” e la Casa Museo “Le Catinelle”.

Le due convenzioni, approvate dalla Giunta regionale guidata dal presidente Michele de Pascale, rientrano nel programma di interventi per la conservazione e la fruizione del patrimonio culturale diffuso, con l’obiettivo di rafforzare l’identità e l’attrattività turistica delle aree interne. Si tratta di territori già coinvolti anche nell’attuazione della “Linea Borghi” del PNRR.

“La valorizzazione del patrimonio culturale è un investimento nella storia e nell’identità dei nostri territori – sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni –. Ogni intervento di restauro restituisce vitalità a luoghi che rappresentano la memoria collettiva e il senso di appartenenza delle comunità, ma al tempo stesso rafforza la loro capacità di guardare al futuro. Con i progetti di Montovolo e Lizzano vogliamo sostenere l’Appennino bolognese nella sua vocazione culturale e turistica, valorizzando luoghi che custodiscono tradizioni, saperi e bellezze che raccontano chi siamo e che è fondamentale tramandare. Perché la cultura, quando è radicata nei territori e aperta al mondo, è una delle forme più autentiche di sviluppo e coesione”.

Il Santuario della Beata Vergine della Consolazione di Montovolo, nel Comune di Grizzana Morandi, comprende l’Oratorio di Santa Caterina, risalente ai primi decenni del Duecento e decorato da un ciclo pittorico quattrocentesco.
L’intervento, per un valore complessivo di 77mila euro (70mila finanziati dalla Regione), prevede il riposizionamento di due affreschi raffiguranti le Storie di Santa Caterina d’Alessandria, staccati negli anni Sessanta per ragioni conservative.

A causa delle infiltrazioni d’acqua, due grandi lunettoni erano stati rimossi e restaurati dal maestro Dante De Carolis, per poi essere custoditi nel Santuario della Consolazione. Dopo oltre quarant’anni, i dipinti torneranno nella loro collocazione originaria, restituendo unità e valore storico-artistico al complesso.

Il secondo intervento riguarda il complesso museale di Poggiolforato, nel Comune di Lizzano in Belvedere, che comprende il Museo Etnografico “Giovanni Carpani” e la Casa Museo “Le Catinelle”.
L’investimento complessivo ammonta a 100mila euro, di cui 90mila finanziati dalla Regione.

Il complesso, di proprietà comunale, rappresenta una preziosa testimonianza della cultura materiale e della vita quotidiana dell’Appennino bolognese. La “Casa delle Catinelle”, edificio del XV secolo, deve il nome al sistema di trasporto del legname tramite catinelle – piccole catene usate lungo un canale artificiale medievale scavato nel monte – un’opera d’ingegneria idraulica realizzata dal Senato bolognese tra XIII e XIV secolo, da cui deriva anche il toponimo “Poggiolforato”.

Il progetto prevede il rifacimento delle coperture, il consolidamento dei solai lignei e il restauro delle murature, oltre a interventi di efficientamento energetico e abbattimento delle barriere architettoniche, per garantire una piena fruibilità del museo.

Dubbio: Auspico che a dicembre ci possa essere una svolta anche per Montecavalloro: 

domenica 26 ottobre 2025

Incontro istituzionale tra l’Appennino bolognese e la Repubblica del Sudafrica

Giornata di cooperazione e dialogo per lo sviluppo condiviso




Il Comune di San Benedetto Val di Sambro ospiterà il prossimo 29 ottobre un incontro istituzionale di cooperazione bilaterale tra l’Appennino bolognese e la Repubblica del Sudafrica, un appuntamento dedicato al dialogo, alla collaborazione economica e culturale e alla costruzione di nuove sinergie tra territori.

L’iniziativa, promossa in collaborazione con l’organismo ARCA, mira a consolidare i rapporti internazionali e a favorire progetti concreti di sviluppo sostenibile, valorizzando il patrimonio umano, produttivo e culturale dell’Appennino e del Sudafrica.

Programma della giornata

Ore 10.00 – Cerimonia ufficiale di benvenuto
Accoglienza del Ministro Plenipotenziario S.E. Ms. Mmathari J. Mashao e della delegazione sudafricana.
Interverranno il Sindaco Alessandro Santoni, autorità civili e militari, rappresentanti del mondo politico e istituzionale, i vertici delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, il corpo degli Alpini dell’ANA, le associazioni di categoria e la cittadinanza.
Seguirà un breve rinfresco.

Ore 11.00 – Tavolo di lavoro settoriale
Incontro operativo tra i rappresentanti dell’Appennino bolognese e dell’Ambasciata del Sudafrica per la definizione di nuove opportunità di collaborazione e lo sviluppo di iniziative comuni nei seguenti ambiti strategici:

·         Tecnologia: automazione e packaging industriale

·         Archeologia: valorizzazione della civiltà etrusca

·         Cultura e arte: cooperazione museale, musicale e artistica

·         Agroalimentare: promozione delle eccellenze come il Parmigiano Reggiano e la Mela Rosa Romana

·         Turismo: promozione congiunta dell’Appennino Tosco-Emiliano e della città di Bologna

Ore 13.30 – Rinfresco conviviale e riflessioni condivise
Momento di networking aperto a imprenditori, rappresentanti di associazioni e cittadini, dedicato alla condivisione di esperienze e alla presentazione delle eccellenze del territorio appenninico e sudafricano.

Prossime iniziative congiunte

Nel corso dell’incontro sarà avviato un percorso di collaborazione permanente attraverso la creazione di una rete di imprese e associazioni, con l’obiettivo di favorire scambi commerciali e culturali concreti.
L’organismo ARCA curerà la mappatura dei partecipanti e la definizione di un programma di sviluppo condiviso, orientato al benessere, alla qualità della vita e alla prosperità reciproca.

“Questo appuntamento rappresenta una scelta di dialogo e cooperazione tra comunità che condividono i valori della pace, della crescita sostenibile e della solidarietà internazionale” – sottolineano gli organizzatori.


Informazioni e conferma di partecipazione

📍 Sede: Palazzo del Comune, San Benedetto Val di Sambro
📅 Data: 29 ottobre 2025
🕙 Orario di inizio: 10:00
📞 Tel. +39 320 179 3002
📧 Email: arca9bologna@gmail.com


Official Invitation – English Version

Institutional Bilateral Cooperation Meeting between the Bologna Apennines and the Republic of South Africa

October 29, 2025 – 10:00 AM – Municipality of San Benedetto Val di Sambro (Town Hall)

The Municipality of San Benedetto Val di Sambro will host an institutional meeting of bilateral cooperation between the Bologna Apennines and the Republic of South Africa, aimed at strengthening relations, exploring new synergies, and building bridges of collaboration and peace.

10:00 AM – Official Welcome
Welcoming ceremony for H.E. Ms. Mmathari J. Mashao, Minister Plenipotentiary, and her staff.
With the participation of Mayor Alessandro Santoni, civil and military authorities, institutional representatives, members of the Police and Armed Forces, the National Alpine Association (ANA), trade associations, and citizens.

11:00 AM – Sectoral Working Table
Operational meeting between Apennine and South African representatives to define new cooperation opportunities in key areas:
Technology – Industrial automation and packaging
Archaeology – Enhancement of Etruscan civilization
Culture and Arts – Museum and musical cooperation
Agri-food – Parmigiano Reggiano, Mela Rosa Romana apple
Tourism – Joint promotion of the Tuscan-Emilian Apennines and Bologna

1:30 PM – Networking Lunch and Shared Reflections
An open and convivial networking moment to share experiences and present the excellences of both territories.

Upcoming initiatives include the establishment of a joint network of companies and associations, coordinated by ARCA, to promote sustainable cooperation and mutual growth.

📞 +39 320 179 3002
📧 arca9bologna@gmail.com