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domenica 22 novembre 2020

No agli spostamenti dei cacciatori da un comune all’altro per sparare ai cinghiali.

Piccinini (M5S): “Regione faccia marcia indietro sulla caccia”  

Riceviamo:

La Regione faccia marcia indietro sul via libera alla caccia al cinghiale anche con cacciatori che provengono oltre i confini dell’Emilia-Romagna: è quanto chiede Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, che ha depositato un’interrogazione dopo che ieri la Prefettura di Bologna ha dato l’ok, rispondendo proprio a un quesito della Regione che riguardava lo spostamento delle “doppiette” anche da regioni diverse, per consentire la caccia ai cinghiali. “In un momento dove tutti noi siamo soggetti a restrizioni e obblighi da osservare, con questo via libera si va a creare una vera e propria zona franca che consentirà ai cacciatori di continuare a sparare indisturbati – spiega Silvia Piccinini – Si tratta di una decisione che non condividiamo anche perché presa partendo da presupposti sbagliati, ovvero che oltre all’esigenza di diminuire i danni causati dai cinghiali alle produzioni agricole, i piani di abbattimento siano necessari anche per limitare il rischio di una possibile diffusione della pesta suina africana proprio attraverso i cinghiali”. Per la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, infatti, dare il via libera indiscriminato alle attività venatorie potrebbe peggiorare ancor di più la situazione per quanto riguarda la diffusione di epidemie legate al mondo animale: secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, infatti, il virus della peste suina potrebbe essere arrivato in Europa proprio con cinghiali e maiali selvatici spinti verso l’Unione Europea da battute di caccia su grande scala praticate in Russia. “Inoltre – aggiunge Silvia Piccinini – l’ultimo rapporto pubblicato qualche settimana fa dall’IPSEB (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services), massima autorità scientifica su natura e biodiversità, sottolinea al contrario, come il rischio di pandemie può essere notevolmente ridotto contenendo le attività umane che causano la perdita di biodiversità, aumentando il livello di conservazione della natura e allargando l’estensione delle aree protette esistenti, creandone delle nuove. Ecco perché, soprattutto in questo momento, dare il via libera alla caccia può essere addirittura controproducente aumentando il rischio sanitario legato anche alla diffusione delle peste suina”.

 

lunedì 9 novembre 2020

Dal M5S 10.000 euro all'Istituto "Archimede" di San Giovanni in Persiceto per il riacquisto dei 28 computer rubati nel laboratorio CAD.

La donazione è stata resa possibile grazie al taglio degli stipendi dei consiglieri regionali della scorsa legislatura.



Gruppo Assembleare in Regione di 5 Stelle informa
:

“In questo momento particolarmente delicato per il mondo della scuola alle prese con le limitazioni imposte dalla pandemia, abbiamo voluto dare un segnale di ritorno alla normalità nella speranza che presto tutti gli studenti dell’istituto Archimede possano tornare a riutilizzare i computer che qualche balordo aveva deciso di rubare – spiega la capogruppo regionale M5S Silvia Piccinini – Nei giorni scorsi, dopo aver concluso tutti gli iter burocratici necessari, abbiamo provveduto ad effettuare i bonifici con i soldi necessari alla scuola per poter riacquistare i pc. Il furto dello scorso dicembre ci aveva particolarmente colpito visto che i ladri avevano sottratto agli studenti uno strumento di grande importanza per il loro percorso di studi e reso di fatto inutilizzabile il laboratorio CAD che consentiva di progettare e poi creare la relativa documentazione tecnica, sostituendo il disegno manuale con un processo automatizzato”. Il furto dei 28 computer venne scoperto la mattina del 27 dicembre del 2019 e solo qualche giorno dopo alcune delle “scatole” dei pc, ormai svuotate di tutte le componenti hardware, vennero ritrovate vicino a un cassonetto dei rifiuti. La donazione nei confronti della scuola di San Giovanni in Persiceto si va a sommare all’iniziativa “Facciamo EcoScuola” con cui il MoVimento 5 Stelle ha donato ulteriori fondi per progetti di sostenibilità ambientale, il miglioramento della qualità degli spazi e dell’offerta didattica: in tutto quasi 240 mila euro che sono andati a 13 scuole emiliano-romagnole grazie al taglio degli stipendi dei consiglieri regionali M5S della passata legislatura e dei portavoce in Parlamento. 

 

giovedì 30 luglio 2020

Il M5S sosterrà la legge contro l'omotransfobia

Piccinini: “Dopo legge dello scorso anno un altro passo in avanti contro le discriminazioni” 
Il M5S comunica:  

L’Emilia-Romagna sosterrà la legge contro l’omotransfobia attualmente in discussione in Parlamento. La Commissione Parità dell’Assemblea Legislativa, infatti, ha approvato la risoluzione del MoVimento 5 Stelle presentata dalla capogruppo Silvia Piccinini che chiedeva alla Regione un impegno concreto, dopo l’approvazione della legge regionale dello scorso anno, sul riconoscimento dei diritti di tutti e della salvaguardia di chi è discriminato per il proprio orientamento sessuale. “Dopo la legge regionale della scorsa estate, che prese spunto proprio da un nostra proposta di legge, oggi siamo riusciti a portare a casa un altro risultato – commenta Silvia Piccinini – Crediamo che sia fondamentale ribadire il pieno sostegno alle legge presentata in Parlamento dal deputato Zan, a cui è abbinato il testo presentato anche dal MoVimento 5 Stelle, che introduce la modifica degli articoli 604 bis e ter andando a integrare i reati d’odio con quelli legati alle discriminazioni di genere basate proprio sull’orientamento sessuale. Come ha dimostrato anche il dibattito di questa mattina in Commissione Parità, l’approvazione di questa legge è sempre più necessaria. Dopo il becero ostruzionismo in aula dello scorso anno, anche oggi abbiamo ascoltato parole da Medioevo da parte delle forze di destra, tutte concentrate a negare la realtà e quello che succede purtroppo con sempre più frequenza sia in Italia che in Emilia-Romagna. Ecco perché, con l’approvazione della nostra risoluzione, la Regione farà un altro passo in avanti verso il pieno riconoscimento dei diritti di tutti e la tutela di chi oggi è discriminato per le proprie scelte sessuali” conclude la capogruppo M5S.

mercoledì 8 luglio 2020

M5S: “ Basta disagi su linea ferroviaria Porrettana. Regione intervenga altrimenti corriamo il rischio di azzerare tutti gli sforzi fatti per rilanciare l’Appennino”


 Il Gruppo Assembleare MoVimento 5 Stelle in Regione scrive:

“I pesanti disagi che in queste settimane si sono verificati sulla Porrettana devono essere risolti al più presto. La Regione non può continuare ad ignorare ciò che ormai da anni, nonostante anche l’arrivo dei nuovi treni Pop, si verifica lungo una delle linee ferroviarie più utilizzate in Emilia-Romagna. Domani in aula chiederemo all’assessore Corsini di valutare l’applicazione delle penali per il gestore della linea visto il perdurare di ritardi, cancellazioni e treni perennemente affollati”. Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, domani 7 luglio presenterà in apertura della seduta dell’Assemblea Legislativa un question time riguardo ai disagi che nella scorsa settimana si sono verificati lungo la linea ferroviaria Porrettana e denunciati dal comitato dei pendolari. “Da un lato si stanziano risorse per frenare lo spopolamento delle zone della nostra Montagna e si concedono risorse anche a fondo perduto per le imprese turistiche, dall’altro non si capisce il perché non si riesca a contrastare una volta per tutte l’inefficienza del sistema di trasporto – spiega Silvia Piccinini – Se si risponde con ritardi, soppressioni, convogli non adeguati alla sempre più crescente domanda di mobilità sostenibile allora il rischio che corriamo è di azzerare tutti gli sforzi fatti per rilanciare il nostro Appennino. Ecco perché domani in aula solleciteremo la Giunta ad intervenire con forza. I nostri pendolari devono avere la certezza di poter contare su un servizio ferroviario puntuale, efficiente e sicuro, soprattutto durante la delicata fase di ripartenza dopo l’emergenza Coronavirus. La Regione non può più sottovalutare questo aspetto” conclude la capogruppo M5S.

giovedì 21 novembre 2019

M5S, su Rosseau la decisione su Regionali

Votazioni iscritti dalle 12 alle 20 di giovedì 21 novembre

La decisione sulla partecipazione del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali in Emilia Romagna ed in Calabria sarà presa dagli iscritti con il voto sulla Piattaforma Rosseau. Lo annuncia il blog del Movimento.
    "Ci siamo confrontati - si afferma -. Abbiamo consultato le persone che portano dalla prima ora sulle spalle questo Movimento e tutti concordano che serva un momento di riflessione, di standby. Ma decidiamo insieme. È quindi il momento di chiederci se questa grande mobilitazione di crescita e rigenerazione sia compatibile con le attività elettorali. Per questo abbiamo deciso di sottoporre agli iscritti la decisione riguardante la partecipazione alle imminenti elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria".
    Le votazioni si apriranno alle 12 di domani, giovedì 21 novembre, e si chiuderanno alle 20.(ANSA)


giovedì 19 settembre 2019

Punti nascita, Sensoli (M5S): “Revisione soglia di sicurezza tema già portato avanti dalla ministra Grillo. Adesso Bonaccini non si fermi agli annunci”


Il commento di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo all’incontro che si è tenuto a Roma tra il presidente Bonaccini e il nuovo ministro della Salute.

“La revisione della soglia dei 500 parti all’anno era un tema sul quale il ministro Grillo stava lavorando già da tempo. Per questo l’annuncio di ieri di Bonaccini non è certo una novità. Quello che consigliamo a lui e al nuovo ministro della Salute è di non limitarsi ad annunciare novità per i punti nascita ma di attuarli per davvero”.

È questo il commento di Raffaella Sensoli in merito all’esito dell’incontro tra il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il neo ministro della Salute Roberto Speranza. “Soltanto pochi mesi fa la Regione continuava a ribadire di essere disponibile a riaprire i punti nascita ma che l’ultima parola spettasse al Governo. Oggi registriamo la giravolta di Bonaccini con la speranza però che sia davvero quella giusta – aggiunge Raffaella Sensoli – Ribadiamo però che il tema della riduzione della soglia minima per gli standard di sicurezza era un tema a cui la ministra Giulia Grillo stava lavorando già da tempo. Quindi se una soluzione si troverà in questo senso sarà il frutto di un percorso iniziato già da tempo, ovvero da quando il M5S è al governo. Visto che però la partita sulla riapertura dei punti nascita è ancora aperta, crediamo che la Regione possa anche concentrare i suoi sforzi sul miglioramento dell’assistenza pre e post parto, così come abbiamo chiesto in una risoluzione depositata poco tempo fa in Assemblea Legislativa. Sarebbe un segnale concreto di attenzione verso i bambini e le loro mamme in attesa di ripristinare il diritto all’assistenza negata a quei territori dove i punti nascita sono stati chiusi” conclude Sensoli.


domenica 18 agosto 2019

Casalecchio di Reno. Pietro Cappellini (M5S) dice la sua sul caso 'residenza ai richiedenti asilo'.

Anche il capogruppo del MoVimento 5 Stelle a Casalecchio di Reno, Pietro Cappellini ( nella foto), interviene in merito alla decisione dei Comuni dell'Unione Reno Lavino Samoggia di iscrivere all'anagrafe cittadina i richiedenti asilo. 

In una nota dal titolo ' Difendere i diritti degli ultimi significa difendere i diritti di tutti', scrive:


Buttarla in politica a pochi mesi dalle elezioni regionali e ad oggi probabilmente dalle nazionali sovvertendo il Decreto Legge 113 del 2018, ovvero giocare su un vuoto normativo, parrebbe strumentalizzare la condizione del richiedente asilo per accaparrarsi voti. 
 
Nello specifico l’iscrizione anagrafica è uno strumento che tutela la sicurezza dei cittadini e della comunità. Infatti tramite l’anagrafe conosciamo chi c’è nel nostro territorio e dove si trova, al fine di poter controllare, monitorare attraverso strumenti istituzionalmente riconosciuti tutte le situazioni e contestualmente intervenire per evitare rischi per quanto riguarda la salute pubblica.
 
Il pericoloso vuoto normativo, qualora fosse negato il diritto ad ottenere lo status di rifugiato, metterebbe il Comune nelle condizioni di avere tra gli iscritti all’anagrafe persone dotate di carta di identità anche se non più regolari sul territorio.
L’iscrizione anagrafica vincola il Comune all’erogazione, in casi di necessità, di una serie di servizi riservati ai cittadini residenti, quindi andrebbero sicuramente rivisti i parametri per le assegnazioni ad esempio delle case popolari.
 
Ciò che dà da pensare è che sembrerebbe che il comune di Casalecchio sia sempre attento a compiere azioni volte ad avere risonanza politica, mentre nel concreto i cittadini di Casalecchio chiedono attenzione nei servizi basilari e come in altre occasioni si sentono messi in secondo piano.

venerdì 26 luglio 2019

Si proibisca la caccia alle volpe in tana

  Il consigliere regionale di Cinque Stelle, Giulia Gibertoni, ha presentato un’interpellanza sul tema della caccia alla volpe in tana. “ Pratica crudele e disumana. Va fermata in toto senza creare degli alibi come la sicurezza idraulica”.

Riceviamo:

“Anche se la Regione dice di aver già vietato la caccia alla volpe in tana, restano ancora troppe eccezioni che di fatto derogano a questo divieto. Essendo una pratica sadica e disumana in cui si verificano combattimenti feroci tra animali indotti dall'uomo, tra i cani e la volpe, mentre i suoi cuccioli vengono sbranati dentro la tana, una pratica che dovrebbe essere vietata in toto e non tollerata in nessun modo”. È quanto dichiara Giulia Gibertoni dopo che ieri l’assessore regionale all’agricoltura caccia e pesca, Simona Caselli, ha risposto a una interpellanza sulla pratica feroce della caccia alla volpe in tana. “Si tratta di una pratica che sarebbe riduttivo definire anche preistorica – spiega Giulia Gibertoni – perché sfiora, e anzi incontra completamente, manie sadiche, violente e volutamente disumane. Oggi la Regione ci dice che questo tipo di caccia è stata vietata ma al tempo stesso la rende ammissibile quando, per esempio, ci sarebbero rischi sulla sicurezza idraulica, quindi a ridosso dei fiumi. Una deroga che rispondendo alla mia interpellanza in aula l’assessore Caselli ha definito dovuta e decisa da AIPO e dalla Protezione civile. Io sono convinta però che la Regione abbia ampi spazi di manovra per poter assicurare, nonostante le dichiarazioni di facciata di non poter intervenire, il divieto assoluto della caccia in tana, senza più deroghe, senza più girarsi dall'altra parte. Innanzitutto, garantendo la disponibilità e l’attuazione di metodi alternativi che ci sono e per questo devono essere utilizzati. Non si può continuare a condannare animali come le volpi a una morte barbara solo perché vengono viste come dei competitor dei cacciatori. Ecco perché – conclude Giulia Gibertoni – serve un impegno concreto da parte della Regione ad eliminare totalmente questa pratica, non a nascondersi dietro al dito della sicurezza idraulica che mi sembra essere utilizzata ancora una volta come un vero e proprio alibi per continuare a permettere una pratica di caccia feroce, crudele e inaccettabile”. 


domenica 7 luglio 2019

“Stop all’utilizzo di stoviglie di plastica nelle sagre e nelle feste di paese”. Lo chiede Bertani (M5S)

Il capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, ha presentato una risoluzione alla giunta per chiedere un impegno per diminuire l’utilizzo di plastica e stoviglie “usa e getta”. 
 
Riceviamo
Continuare con il contrasto all’utilizzo delle stoviglie “usa e getta” nelle mense scolastiche, incentivare questa buona pratica anche in occasione di sagre e feste di paese dove oggi bicchieri, posate e piatti di plastica sono ancora i più utilizzati. Sono queste le richieste di Andrea Bertani, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, contenute in una risoluzione presentata alla giunta sul tema della limitazione della produzione dei rifiuti, in particolare delle stoviglie monouso. “In molte città dell’Emilia-Romagna già oggi le stoviglie di plastica sono bandite dalle mense scolastiche, con risultati più che incoraggianti – spiega Andrea Bertani - Con uno sforzo adeguato non sarebbe difficile arrivare in un tempo stimabile in un paio d’anni all’obiettivo del 100% di mense scolastiche senza usa e getta. Ben più complessa, invece, è la situazione che riguarda migliaia di feste, sagre e feste all’aperto (che Legambiente stima in 2 mila eventi ogni anno nella nostra regione) dove le stoviglie usa e getta sono ancora molto utilizzate. Si tratta di milioni di coperti all’anno che producono un’infinità di plastica”. Nella sua risoluzione il capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle , in ogni caso, cita esempi virtuosi di iniziative che sono focalizzate a diminuire l’utilizzo di plastica: “Romagna plastic free 2023” da un’idea del comitato Basta Plastica in Mare con la collaborazione di Romagna Acque e Centro Ricerche Marine di Cesenatico, oppure il progetto Fishing for Litter – “In rete contro un mare di plastica” e alla decisione, di questi giorni, della Regione Emilia-Romagna per cui i pescatori potranno raccogliere i rifiuti in Adriatico senza pagare la corrispondente tariffa di servizio portuale. Per questo Andrea Bertani chiede alla Giunta di proseguire nell’azione di contrasto alla produzione di rifiuti prodotti, in particolare, da stoviglie “usa e getta” sia nell’ambito delle mense scolastiche che nelle aziende sanitarie e ospedaliere del territorio regionale e mettendo in campo una serie di azioni coordinate che modifichino, radicalmente, in tempi certi l’attuale massiccio uso di stoviglie ‘di plastica nell’ambito delle sagre o feste di paese che si svolgono ogni anno su tutto il territorio regionale.

venerdì 21 giugno 2019

Infezioni ospedaliere, Gibertoni: “Regione ha speso quasi 4 milioni di euro in 5 anni per i risarcimenti, ma i dati sui casi sono generici, incompleti e datati”

Giulia Gibertoni (M5S)  commenta i numeri forniti dalla Regione sulle infezioni correlate all’assistenza negli ospedali. “Rilevazioni, svolte a campione, risalgono al 2016. A Bologna il 12% dei pazienti selezionati ne ha contratta una. Serve un monitoraggio più rigoroso”.

Riceviamo:

“Dal 2014 ad oggi le infezioni correlate all’assistenza negli ospedali dell’Emilia-Romagna ci sono costate quasi 4 milioni di euro in risarcimenti riconosciuti ai pazienti. Inoltre, spediamo dai 31 milioni ai 56 milioni per curare questi casi, risorse che potremmo destinare ad altre cure se si azzerassero queste infezioni. Nonostante ciò la Regione sembra non affrontare con cognizione di causa il problema visto che ad oggi esiste solo uno studio che risale al 2016 sul numero di infezioni contratte in ambiente ospedaliero, effettuato a campione e con dati nemmeno suddivisi per ospedale. Per questo presenterò un ulteriore accesso agli atti per cercare di fare più luce possibile su questo aspetto che sembra incidere in modo rilevante sull’assistenza sanitaria garantita nei nostri ospedali”. È questo il commento di Giulia Gibertoni dopo che la Giunta ha risposto a un suo accesso agli atti che cercava di fare chiarezza sulle infezioni nosocomiali anche alla luce di quanto accaduto nei mesi scorsi con la diffusione del batterio killer Chimera che ha provocato decessi anche nelle nostre strutture sanitarie. “Purtroppo i dati che la Regione ci ha fornito sono generici ed incompleti – spiega Giulia Gibertoni – Manca, così come avevo richiesto, un elenco dettagliato delle tipologie delle infezioni oltre a una suddivisione puntale e precisa degli ospedali e delle strutture sanitarie dove si sono registrati i casi. Da ciò che mi è stato fornito dalla Regione emerge che la situazione più critica si è registrata negli ospedali in provincia di Bologna gestiti dall’AUSL dove su un campione di 259 pazienti in ben 30 casi (pari al 12%) si è riscontrata una infezione correlata all’assistenza. Percentuale simile a quella dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna (63 su 533) mentre per l’Istituto Ortopedico Rizzoli la percentuale è più bassa, ovvero il 4,4%. Si tratta però, vale la pena ribadirlo, di numeri che risalgono a tre anni fa, ovvero al 2016, e che quindi potrebbero non fotografare nel dettaglio la situazione attuale”. Sul fronte dei risarcimenti riconosciuti ai pazienti che hanno contratto un’infezione legata al loro soggiorno in ospedale, dal 2014 ad oggi la Regione ha riconosciuto come indennizzo (in esecuzione di un provvedimento giudiziale o in via transattiva) qualcosa come 3,8 milioni di euro. “Credo che l’attenzione si debba spostare dalla produzione delle linee guida, dalle norme e dai regolamenti, all’applicazione pratica di tutti gli accorgimenti che servono per abbattere in maniera più efficace le infezioni ospedaliere. Serve un monitoraggio più rigoroso, per verificare cioè che tutte le misure di sicurezza, siano messe realmente in pratica” conclude Giulia Gibertoni. 




mercoledì 19 giugno 2019

STOP A PENALIZZAZIONI PER LE NEO MAMME. AGIRE SUBITO SUI COSTI DEI SERVIZI PER L’INFANZIA

Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, ha presentato una risoluzione dopo i preoccupanti dati sull’aumento delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle madri-lavoratrici nei primi tre mesi di vita dei figli.

Riceviamo:

Invertire il trend che vede il preoccupante aumento di dimissioni dal posto di lavoro di neo mamme impossibilitate a conciliare vita lavorativa e nuova situazione familiare. È la richiesta contenuta in una risoluzione presentata da Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, e che prende spunto dai dati presentati nei giorni scorsi sulle convalide di dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri nei primi tre anni di vita dei figli. “Conciliare lavoro e maternità per le donne che vivono in Emilia-Romagna sta diventando una corsa ad ostacoli sempre più difficile da portare a termine – spiega Raffaella Sensoli – Una delle criticità più evidenti riguarda i costi dei servizi educativi per l’infanzia. Anche se le percentuali di posti offerti ci colloca fra le prime posizioni in Italia, il loro reale fabbisogno è, in questa regione, nettamente più elevato rendendo il gap fra disponibilità e richieste tanto alto da determinare proprio in Emilia-Romagna un inaccettabile incremento delle dimissioni dal lavoro da parte di donne-madri. Con il paradosso che la ‘locomotiva d’Italia’ lascia a terra o addirittura fa scendere dal treno mamme e bambini, non essendo in grado di offrire un numero adeguato ai propri bisogni di posti negli asili, e dovendo fare i conti con rette particolarmente elevate sia per i servizi educativi sia, per altri versi, per l’assistenza rivolta alle persone anziane”. Nella sua risoluzione la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle rileva che il tasso di partecipazione al lavoro da parte delle donne in Emilia-Romagna, tradizionalmente molto alta e identitario della nostra realtà, richiede l’adozione di politiche e la messa a disposizione di servizi in linea con le caratteristiche della nostra società. “Le profonde modifiche del contesto demografico regionale, con fenomeni spesso più accentuati di quelli presenti sul piano nazionale, impongono di fare investimenti sulle politiche di conciliazione così come furono fatti in altre stagioni di questa Regione. Ecco perché – conclude Raffaella Sensoli – chiediamo alla Regione di invertire la linea fin qui condotta di sostanziale arretramento rispetto alle politiche realizzate mezzo secolo fa per la conciliazione fra tempi di vita e di lavoro e per la tutela e promozione della condizione di genitore lavoratore, e in particolare di madre lavoratrice, a cominciare dal render disponibili nuove risorse per la riduzione delle rette e l’incremento dei posti nei servizi educativi per la prima infanzia, anche sulla scia di quanto sta preparando il Governo a livello nazionale per la riduzione della cosiddetta penalità della maternità”.

venerdì 8 marzo 2019

Bertani-Sensoli (M5S) per l'8 marzo: “Uniformare esperienze dei parcheggi rosa per donne in gravidanza e neomamme”

Andrea Bertani e Raffaella Sensoli, rispettivamente capogruppo e consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, depositano oggi un progetto di legge per chiedere alla Regione di rendere disponibili in ogni Comune i posti riservati alle donne in gravidanza o neomamme.
Riceviamo 
Uniformare la presenza dei parcheggi rosa riservati alle donne in gravidanza o alle neomamme. È questo l’obiettivo del progetto di legge che nei prossimi giorni verrà depositato in Regione da Andrea Bertani e Raffaella Sensoli, rispettivamente capogruppo e consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle. “Ad oggi la presenza di parcheggi rosa nelle nostre città è ancora assai limitata e a macchia di leopardo visto che non tutti i Comuni hanno scelto di riservare dei parcheggi alle neomamme o alle donne in gravidanza – spiegano Bertani e Sensoli – A livello nazionale il MoVimento 5 Stelle sta lavorando, con una riforma del Codice della Strada, proprio all’introduzione dei parcheggi rosa. Ciò però non toglie che la Regione possa già da subito anticipare questa novità e incentivare i Comuni a prevedere gli appositi spazi”. Il progetto di legge, che verrà presentato dal MoVimento 5 Stelle, è composto da sei articoli e prevede che la Regione individui un’apposita cartellonistica per delimitare le aree riservate ai parcheggi. “Visto che il Codice della Strada non prevede ancora di poter riservare posti auto a favore di questa categoria di automobilisti, l’iniziativa si fonda esclusivamente sulla responsabilità e sul senso civico di ogni cittadino” aggiungono i due consiglieri del MoVimento 5 Stelle. Saranno poi i Comuni ad individuare le aree limitrofe agli ospedali ginecologici, ambulatori ginecologici pubblici, consultori familiari, asili nido, scuole, uffici pubblici, studi medici, ipermercati o altri luoghi di interesse. “Crediamo che una norma di questo tipo sia un segnale di grande attenzione anche verso i diritti delle donne. Per questo ci aspettiamo ampia disponibilità da parte delle altre forze politiche a voler sostenere in aula il nostro progetto di legge” concludono Sensoli e Bertani.

giovedì 28 febbraio 2019

Maltrattamenti anziani, Piccinini (M5S): “Struttura di San Benedetto è una comunità alloggio autorizzata dalla Regione. scaricare la responsabilità sul Governo è vergognoso sciacallaggio politico”

Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, interviene riguardo al caso delle violenze registrate all’interno della struttura “il Fornello” di San Benedetto Val di Sambro.
 
Riceviamo:

“Sul tema dei controlli nelle strutture che ospitano anziani come al solito PD e Regione giocano allo scaricabarile cercando in tutti i modi di tirare in ballo il Governo quando, invece, la struttura di San Benedetto Val di Sambro è stata autorizzata dall’AUSL, quindi dalla regione. Il ‘Fornello’, infatti, non è una casa famiglia, come erroneamente è stato riportato fino ad oggi, ma una comunità alloggio, regolata da normativa regionale che risale addirittura al 2000. Per questo gli attacchi del PD a cui abbiamo assistito ieri in aula, indirizzati addirittura anche ai sindaci che hanno segnalato per primi alle autorità preposte i maltrattamenti, sono semplicemente vergognosi. E per questo noi, invece, vogliamo ringraziarli per quello che hanno e stanno facendo”. A dichiararlo è Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo al caso delle violenze registrate all’interno della struttura “il Fornello” di San Benedetto Val di Sambro. “Questa struttura, vale la pena ricordarlo soprattutto al partito democratico che finge di non saperlo, è una comunità alloggio e non una casa famiglia, ed è previsto un percorso autorizzativo diverso da quello che fino ad oggi è stato raccontato dal presidente Bonaccini e dalla sua maggioranza – spiega Silvia Piccinini – Percorso che nei fatti è stato completato nel maggio del 2018 con la verifica dei requisiti richiesti per questo tipo di attività e con controlli che pare non abbiano evidenziato nulla. A questo punto viene da chiedersi come mai l’AUSL non abbia rilevato nulla. Forse perché è la normativa regionale ad essere lacunosa e carente. Tutto il contrario quindi di quanto sostenuto fino ad oggi da PD e Regione, che non è altro che mero sciacallaggio politico per non assumersi nessuna responsabilità su quanto accaduto. Noi crediamo che la situazione in questo tipo di strutture sia ampiamente migliorabile, a partire dal tema dell’assistenza sanitaria degli ospiti. Per questo depositeremo una risoluzione per chiedere alla Regione, visto che la competenza è sua, di istituire la figura del medico geriatra per le strutture residenziali per anziani non autosufficienti. In questo modo si provvederà a prendere direttamente in carico gli ospiti non autosufficienti delle strutture di un dato territorio instaurando così una collaborazione fattiva con il personale delle strutture” conclude Silvia Piccinini. 
 

mercoledì 27 febbraio 2019

M5S: “Regione in ritardo abissale sul progetto della Ciclovia del Sole. A rischio i finanziamenti”

Riceviamo: 

“Bonaccini invece di lamentarsi per una fantomatica scarsa attenzione da parte del governo e del MoVimento 5 Stelle sui progetti che riguardano l’Emilia-Romagna, spieghi piuttosto il ritardo abissale con cui sta gestendo l’importante progetto della Ciclovia del Sole. Il Ministero dei Trasporti ha già chiarito che se la Regione non si sveglia sono addirittura a rischio i finanziamenti già erogati”.

progetto Ciclovia del Sole

È quanto dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo al progetto della ciclovia del Sole, inserita dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture all’interno del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche. “Oggi abbiamo scoperto, grazie alla segnalazione del sottosegretario Michele Dell’Orco, che l’Emilia-Romagna pur avendo ricevuto i primi finanziamenti da parte del Ministero per la redazione dello studio di fattibilità tecnico-economica sull’opera non ha ancora trasmesso il progetto, nonostante i numerosi solleciti inviatigli dalla competente Direzione generale del Mit – spiega Silvia Piccinini – Un atteggiamento che dimostra quantomeno una scarsa collaborazione da parte di Bonaccini e della sua Giunta oltre che un profondo e grave disinteresse per un’opera utile allo sviluppo della mobilità sostenibile e all’economia dei territori che attraverserà grazie alla creazione di posti di lavoro”.
Il ritardo, inoltre, potrebbe determinare importanti rilievi della Corte dei Conti, costringendo il Ministero a chiedere indietro i fondi già erogati, con il rischio di un importante danno economico per i territori interessati dalle ciclovie. “Evidentemente a Bonaccini tutto questo non interessa, impegnato com’è a stracciarsi le vesti solo quando si parla di Passante di Bologna o autostrada Cispadana”.


martedì 26 febbraio 2019

Antico stabilimento termale di Porretta, Fi-Mns-M5s-Fdi: finanziarne il recupero

Risoluzione corale per impegnare la Giunta ad aderire all’appello lanciato dal Fai in occasione della proclamazione dei risultati della campagna “I Luoghi del Cuore”, che ha visto il complesso termale classificarsi al 3° posto

Marco invia

L’Antico stabilimento termale di Porretta Terme, nel bolognese, è al centro di una risoluzione sottoscritta da Andrea Galli (Fi), primo firmatario, Michele Facci (Misto-Mns), Silvia Piccinini (M5s), Daniele Marchetti (Ln) e Giancarlo Tagliaferri (Fdi), nella quale si chiede alla Giunta regionale di finanziare un primo progetto di restauro del complesso termale, risultato il terzo luogo più votato in Italia al termine della campagna “I Luoghi del Cuore” promossa dal Fondo ambiente Italia (Fai), aderendo alla proposta avanzata dal presidente del Fai alle Regioni di stanziare una cifra pari ai voti raccolti dai luoghi più votati per sostenerne la valorizzazione.
“I Luoghi del Cuore” – si legge nell’atto d’indirizzo – è una campagna che il Fai promuove ogni anno per realizzare, sulla base di segnalazioni dei cittadini, una mappatura spontanea dei luoghi più amati: da paesaggi, fiumi, sentieri e giardini a palazzi storici, castelli, borghi, chiese, ville e botteghe storiche. Si tratta di testimonianze del sentimento profondo che lega le persone ai territori in cui vivono e, in particolare, ai luoghi che versano in stato di degrado o abbandono e che necessitano di cura e adeguata valorizzazione. Nell’ultima edizione di tale campagna – scrivono i proponenti – sono stati espressi due milioni e duecento mila voti per più di trentasettemila e duecento luoghi di tutta Italia e il terzo luogo classificato è risultato proprio l’Antico stabilimento termale di Porretta Terme, che ha raccolto 75.740 voti e che otterrà dal Fai un contributo finanziario per un progetto di recupero.
Dunque, l’adesione all’appello del Fai – evidenziano i consiglieri – rappresenterebbe per la Regione Emilia-Romagna (grazie allo stanziamento di circa 76mila euro, ndr) un’opportunità per valorizzare e ripristinare, salvandolo dal degrado e dall’incuria, l’Antico stabilimento termale di Porretta.
(Luca Govoni)

Wi-fi gratuito per tutti per ridurre il gap digitale

Partito il progetto “Piazza Wifi Italia”. Un’occasione soprattutto per i Comuni con una popolazione inferiore ai 2mila abitanti.

Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle scrive:

Da oggi parte il progetto "Piazza Wifi Italia" del Ministero dello Sviluppo Economico: un’occasione unica per tutti i Comuni italiani  e in particolare quelli con popolazione inferiore a 2.000 abitanti, per superare l’isolamento digitale e fermare lo spopolamento soprattutto nelle zone di montagna. Per il progetto sono stati stanziati 45 milioni di euro che permetteranno di realizzare aree wi-fi gratuite su tutto il territorio nazionale. I Comuni potranno fare richiesta di punti wifi direttamente online, registrandosi sulla nuova piattaforma web accessibile dal sito wifi.italia.it. Connettività gratuita per tutti i cittadini, per i turisti e per le imprese, significa più informazioni, più libertà, più democrazia. E significa dare la possibilità a territori in difficoltà di rinascere. “ Continuiamo a sostenere la crescita e lo sviluppo tecnologico in ogni area del Paese, nell’ottica della creazione di una vera Smart Nation”, conclude. 

lunedì 18 febbraio 2019

Alluvione del Reno, il M5S ha presenta un esposto in Procura.

Piccinini ( nella foto): “L'argine crollato era più basso di quello principale”. Depositato il faldone, composto da quasi 200 pagine, sull’esondazione dello scorso 2 febbraio a Passo Pioppe. Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle: "Inaccettabili le dichiarazioni delle sindache di Castel Maggiore e Argelato".

Riceviamo:

Oltre 50 allegati, tra cui due video, per un totale di quasi 200 pagine: è l’esposto che il MoVimento 5 Stelle, con la capogruppo Silvia Piccinini, ha presentato questa mattina in Procura a Bologna sull’alluvione che lo scorso 2 febbraio ha colpito Castel Maggiore e Argelato provocando danni che, al momento, sono stati stimati in oltre 22 milioni di euro. Nel faldone, che ricostruisce nel dettaglio gli interventi fatti negli ultimi anni soprattutto nella zona di Passo Pioppe, si cerca di porre all’attenzione degli inquirenti le caratteristiche dell’argine provvisorio, lungo 200 metri, che fu ricostruito dopo la demolizione del deposito militare presente proprio in quell’area. “Dalla ricostruzione che abbiamo fatto, anche supportati da alcuni documenti video di cui siamo entrati in possesso - spiega Silvia Piccinini - crediamo sia legittimo sostenere che l’argine provvisorio realizzato fosse sì più alto rispetto a quello presente fino a quel momento, come ha spiegato la Regione, ma in ogni caso inferiore di almeno 50 centimetri rispetto a quello principale che scorre lungo tutto il fiume in quella stessa zona. E di certo non è un caso che l’esondazione sia avvenuta proprio in quel punto mentre, sia più a valle che a monte, non risultano esserci stati problemi visto che il livello dell’acqua è stato più basso del livello dell’argine”. Un altro aspetto sul quale si cerca di far luce all’interno dell’esposto presentato dal MoVimento 5 Stelle riguarda le tempistiche dell’intervento programmato a Passo Pioppe per il quale le risorse (220mila euro) erano ampiamente disponibili ma che, nonostante ciò, si è prolungato senza mai concludersi attraverso un arco temporale di ben tre anni, dal 2015 al 2018. “Visto che si trattava di un intervento prioritario, che riguardava appena 200 metri di argine, crediamo che si dovesse utilizzare la procedura di somma urgenza e, in ogni caso, facendo molta attenzione a tutti i dettagli possibili. D’altronde lo stabiliva proprio il progetto approvato che la ricostruzione dell’argine dovesse essere fatta in un periodo estivo per evitare problemi dovuti al maltempo e con un intervento immediato, senza passaggi intermedi come invece è stato fatto – aggiunge Silvia Piccinini – Tutte mancanze che, a nostro avviso, sono direttamente imputabili al commissario per il dissesto idrogeologico, ovvero il presidente Bonaccini, che aveva il compito di vigilare sull’attuazione di quell’intervento. Adesso il nostro auspicio è che la magistratura possa fornire delle risposte, di certo più esaustive, di quelle che fino ad oggi sono arrivate dalla Regione. I cittadini che hanno subìto dei danni importanti meritano che venga fatta assoluta chiarezza su questa vicenda. Anche per questo troviamo inconcepibili e particolarmente gravi le dichiarazioni delle sindache di Castel Maggiore e Argelato che auspicano che tutto venga insabbiato  aspettando una fantomatica relazione della Regione che potrà far altro che assolvere se stessa” conclude la capogruppo regionale del M5S.

lunedì 21 gennaio 2019

Si allarga alla provincia l' inchiesta agenzie funebri?


Piccinini (M5S): “coinvolti anche i comuni della provincia? Venturi venga in commissione dopo confronto con Ausl”. E a Casalecchio il M5S chiede chiarezza sulla gestione dei servizi cimiteriali. 

Riceviamo: 

“Visto che l’inchiesta sulle onoranze funebri negli ospedali rischia di allargarsi a macchia d’olio, chiediamo che l’assessore Venturi venga in Commissione subito dopo il confronto con i vertici delle aziende sanitarie. Come abbiamo sottolineato subito dopo la notizia dell’inchiesta, il tema dei mancati controlli e dell’aggiramento delle norme regionali è centrale in tutta questa vicenda, anche al di là delle responsabilità che individuerà la magistratura”. È questa la richiesta di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo i nuovi sviluppi dell’inchiesta “Mondo sepolto” che ha acceso i riflettori sul presunto racket delle pompe funebri nelle camere mortuarie degli ospedali di Bologna e che, come riporta la stampa, potrebbe allargarsi ad altre realtà dell’hinterland bolognese. Tanto che a Casalecchio il MoVimento 5 Stelle ha già chiesto di parlare del tema all’interno della seduta della Commissione Affari Istituzionali di controllo e garanzia prevista per giovedì prossimo. “Di certo non è compito di un consigliere comunale sostituirsi agli inquirenti che stanno svolgendo le indagini, né tantomeno è opportuno alzare polveroni su circostanze ancora poco chiare anche se molto delicate per la cittadinanza – aggiunge Paolo Rainone, consigliere comunale M5S a Casalecchio - riteniamo però doveroso che sia fatta chiarezza sulle modalità di svolgimento del servizio cimiteriale in carico al Comune e fare emergere eventuali anomalie nei rapporti tra le parti coinvolte nella sua gestione. Di certo non aiuta a comprendere la replica diffusa dal sindaco Bosso sui social, nella quale invece di promettere chiarimenti e delucidazioni, sembra minacciare querele a chiunque dovesse occuparsi della questione, dimenticandosi che si tratta di contenuti di  intercettazioni ambientali diffuse dalla stampa e non di voci provenienti dal bar sotto casa. Per questo abbiamo richiesto di approfondire con urgenza la questione nella prima commissione comunale utile in modo da fornire i necessari e doverosi chiarimenti pubblici che la nostra comunità si aspetta” conclude Rainone.

 

mercoledì 9 gennaio 2019

RITARDI E DISAGI SULLA PORRETTANA, CURA DEL FERRO INEFFICACE

Silvia Piccinini interviene sui ritardi che si stanno registrando in questi giorni sulla linea ferroviaria.

Riceviamo dal Movimento 5 Stelle

“ I continui disagi che si stanno registrando sulla linea Porrettana sono la dimostrazione che la fantomatica ‘cura del ferro’ che la Giunta sbandierò ai quattro venti fin dal suo insediamento è stata un fallimento totale.
Per questo invitiamo l’assessore Donini a venire al più presto in Commissione per cercare di spiegarci l’ennesimo disservizio offerto ai pendolari delle nostre linee regionali”. È questo il commento di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo ai ritardi che si stanno registrando in questi giorni sulla linea Porrettana costringendo
centinaia di studenti ad attendere al gelo anche per mezz’ora di poter salire su un treno. “L ’incapacità della Regione, che ha affidato il servizio regionale al consorzio Trenitalia-Tper, di fare qualcosa di diverso dai proclami e dai comunicati è ormai sotto gli occhi di tutti – spiega Silvia Piccinini - Abbiamo già avuto la prova, nel caso dei nuovi orari invernali, che a Bonaccini ed a Donini interessa solo annunciare che qualche treno è un po’ più veloce, saltando le stazioni però. Della sostanza, della realtà a loro non interessa nulla. Oltre a far funzionare la linea e limitare al minimo i disagi la Regione dovrebbe anche tornare sulla nostra proposta di rimborsare gli abbonamenti
per le linee nelle quali si verifichino ritardi ricorrenti e prevedere, nei contratti di servizio, penali per le società di gestione. Quello che purtroppo con regolarità accade sulla Porrettana dimostra come la priorità per Giunta non sia quella di garantire un sistema di trasporto degno di questo nome ma piuttosto quella di concentrare tempo e risorse su progetti faraonici e inutili come il Passante di Bologna” conclude Silvia Piccinini.

mercoledì 28 novembre 2018

Gibertoni (M5s): i proprietari dei terreni agricoli possono vietare la caccia nei loro fondi

Sollecitato da Marco: 

La legge regionale 8 del 1994 per la consigliera di 5 Stelle  è poco conosciuta e il suo mancato rispetto fa decadere le domande di sottrazione dei terreni all’attività venatoria

Promuovere e diffondere i principi della legge regionale 8 del 1994 che permette ai proprietari o ai conduttori di fondi agricoli di sottrarli all’attività venatoria. A chiederlo è Giulia Gibertoni che questa mattina ha depositato un’interrogazione nella quale ricorda come questa norma sia “poco conosciuta” e il suo mancato rispetto ha come conseguenza “la decadenza delle domande” di sottrazione dei terreni alla caccia.

“La legge regionale stabilisce- spiega la consigliera del Movimento 5 stelle– che il proprietario che intenda vietare la caccia nel proprio fondo rustico debba presentare richiesta motivata alla Regione entro trenta giorni dalla pubblicazione del piano faunistico provinciale oppure, in caso di sopravvenute e comprovate esigenze, entro il 31 dicembre di ogni anno successivo. La Regione, entro i successivi sessanta giorni, con provvedimento motivato si pronuncia e la accoglie se non ostacola il piano faunistico-venatorio provinciale e nei casi di esigenza di salvaguardia di colture agricole specializzate, nonché di produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca scientifica”.

L’invito della pentastellata è anche quello di utilizzare ogni mezzo di comunicazione per far conoscere questa norma.

(Andrea Perini)