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domenica 15 marzo 2026

Bonantini: “Le nuove AFT rischiano di diventare guardie mediche diurne. Che fine faranno i CAU e il rapporto medico-paziente?”

 




Loris Bonantini interviene nel dibattito sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale e sull’introduzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT).

Secondo Bonantini, il nuovo modello rischia di trasformarsi di fatto in una sorta di guardia medica diurna, con copertura oraria dalle 8 alle 20, sollevando interrogativi sul futuro dei CAU (Centri di Assistenza Urgenza) già attivi sul territorio.


«Se le AFT garantiranno visite per problemi urgenti ma non gravi nella fascia diurna – osserva – è inevitabile chiedersi quale sarà il ruolo dei CAU e come verrà organizzata la rete dell’assistenza territoriale».

Il timore espresso è anche quello di un possibile depotenziamento del ruolo del medico di medicina generale, con il rischio di indebolire lo storico rapporto fiduciario tra medico e paziente.

Che cosa sono le AFT

Le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) rappresentano una forma organizzativa della medicina generale che riunisce più medici di famiglia all’interno di una rete territoriale. L’obiettivo è migliorare la continuità assistenziale e ampliare la copertura oraria dei servizi sanitari di base.

Le principali caratteristiche:

  • Collaborazione tra medici: i medici di medicina generale operano in rete, mantenendo il proprio studio ma coordinando l’attività sul territorio.
  • Copertura oraria ampliata: di norma dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, con turni coordinati tra gli studi.
  • Prestazioni sanitarie: gestione di visite non differibili (urgenze minori), con possibilità di accesso ai dati clinici tramite Fascicolo sanitario elettronico.
  • Obiettivo organizzativo: migliorare l’accesso alle cure primarie e ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso.

In questa prospettiva, l’AFT rappresenta un’evoluzione del ruolo del medico di famiglia, che passa da attività prevalentemente individuale a una struttura organizzata e integrata nel sistema sanitario territoriale.

Il percorso istituzionale

La programmazione delle AFT prevede diversi passaggi istituzionali:

  • presentazione in Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria Metropolitana;
  • confronto e validazione tecnica nei Comitati di Distretto;
  • informativa nei Comitati aziendali della Medicina Generale e della Pediatria di Libera Scelta;
  • approvazione finale in Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria Metropolitana dell’assetto dell’assistenza primaria.

La situazione nell’area di Bologna

Nel territorio bolognese sono previste AFT anche per altre figure professionali convenzionate:

  • Pediatri di libera scelta: 7 AFT, una per distretto (Bologna suddivisa in Est e Ovest).
  • Specialisti ambulatoriali convenzionati: 4 AFT territoriali
    • ReLaSa-Appennino
    • Bologna Ovest
    • Bologna Est-Savena Idice
    • Pianure Est e Ovest

Queste ultime sono già operative dal 2019, secondo le indicazioni dell’accordo integrativo regionale del 2018.

venerdì 6 marzo 2026

Chiudono i Cau del Maggiore e del Sant’Orsola

I medici di base esultano: “Era ora. Ora avanti con le Aft”



Chiuderanno i Cau dell’ospedale Maggiore e del policlinico Sant’Orsola. Una decisione accolta con favore dalla segretaria bolognese della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Ilaria Piana, che parla di un risultato importante.

Secondo Piana, la chiusura dei Cau ospedalieri “rappresenta un traguardo fondamentale per la Fimmg, in particolare per la sezione di Bologna che si è spesa con determinazione per raggiungere questo obiettivo”. A suo giudizio, infatti, la presenza di queste strutture all’interno degli ospedali “finisce per disorientare l’utenza, costringendo di fatto i cittadini a recarsi comunque in ambito ospedaliero anche per problemi di lieve entità e sovrapponendosi ai Pronto soccorso”.

Per i pazienti, sottolinea la segretaria della Fimmg, la chiusura dei Cau “non significa perdere un servizio, ma riportarlo dove serve davvero: nella rete territoriale, in reale prossimità del cittadino”.

“Abbiamo più volte evidenziato come la collocazione dei Cau all’interno delle mura ospedaliere fosse una soluzione organizzativa molto discutibile – prosegue Piana – e distante dall’accordo firmato in Regione. Una scelta che ha finito per generare confusione e che non risponde adeguatamente alle reali esigenze di cura di prossimità dei cittadini”.

Il nuovo presidio territoriale di riferimento saranno le Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali previste dal sistema sanitario pubblico, nelle quali opereranno i medici di medicina generale.

“Oggi raccogliamo i frutti di questo lavoro e la nostra attenzione è già rivolta, in modo costruttivo, a garantire il rigoroso rispetto degli standard che dovranno essere alla base dei nuovi ambulatori delle Aft”, conclude Piana.

 (Inviato da Dubbio)

lunedì 26 gennaio 2026

Sanità, addio ai Cau come li conosciamo: nel 2026 cambia la gestione delle urgenze

 



Il 2026 segnerà una svolta per i Cau, i centri per le urgenze minori nati per alleggerire i Pronto soccorso. La Regione avvia una profonda riorganizzazione che porterà anche a superare il nome “Cau”, oggi usato per strutture molto diverse tra loro.

Ad annunciarlo è l’assessore alla Sanità Massimo Fabi, che parla della necessità di fare chiarezza per i cittadini. Attualmente, infatti, sotto la stessa sigla convivono tre modelli differenti: i centri vicini ai grandi Pronto soccorso, che funzionano come filtro dopo il triage; quelli destinati a entrare nella rete della medicina di base; e infine i Cau che hanno sostituito i punti di primo intervento negli ospedali più periferici.

“Chiamare tutto allo stesso modo crea confusione”, spiega Fabi. Per questo la Regione intende ridefinire ruoli e nomi, puntando su un’informazione più chiara sull’uso corretto dei servizi.

La linea della nuova giunta guidata da Michele de Pascale è netta: per le urgenze meno gravi, il primo riferimento deve restare il medico di famiglia o il pediatra. I Cau, ribadisce anche il presidente della Regione, non fanno parte del sistema di emergenza, ma devono diventare uno strumento della sanità territoriale.

L’obiettivo della riforma è rafforzare l’assistenza di prossimità e ridurre la pressione sui Pronto soccorso, offrendo ai cittadini percorsi più semplici e comprensibili.

mercoledì 19 novembre 2025

Comitato Noi Voi Vergato: “Sui CAU tutti i nodi stanno venendo al pettine. E adesso cosa resterà al nostro Appennino?”

 



Tutti i nodi stanno venendo al pettine.” Con queste parole il Comitato Noi Voi Vergato interviene nuovamente sul tema della riforma sanitaria e sul futuro dei CAU – Centri di Assistenza Urgenza, ribadendo che le criticità da loro segnalate nei mesi scorsi “non erano allarmismi, ma valutazioni sensate e fondate”.

Il Comitato ricorda come anche diversi organi regionali stiano ora riconoscendo la necessità di superare il modello dei CAU, giudicato insufficiente a garantire servizi adeguati nei territori più fragili dal punto di vista logistico e demografico. Una prospettiva che apre interrogativi pesanti:

“Se i CAU verranno archiviati, cosa rimarrà al nostro contesto comunale? Cosa resterà al nostro amato Appennino?”

La preoccupazione è concreta e riguarda soprattutto il presidio sanitario dell’area:
“Gli operatori del Pronto Soccorso di Porretta Terme fanno già oggi miracoli, lavorando in condizioni complesse e spesso in carenza di risorse. Con l’abolizione dei CAU, quale sarà il destino del nostro territorio? Quali servizi resteranno realmente operativi?”

Il Comitato ricorre anche a un’immagine musicale per sintetizzare lo scenario che si profila: “Un noto gruppo italiano cantava Un pugno di sabbia. È forse questo ciò che rischiamo di ritrovarci in mano anche noi?”

Una domanda che, secondo Noi Voi Vergato, assomiglia sempre meno a un dubbio e sempre più a una risposta che si va delineando, nell’assenza di certezze sulla continuità dei servizi essenziali per le comunità montane.

Il Comitato ribadisce dunque la richiesta già espressa più volte: garanzie reali e immediate sulla sanità dell’Appennino, sul mantenimento di presidi e professionalità e su un modello organizzativo che non lasci indietro chi vive lontano dai grandi centri urbani.

(Inviato da Loris Bonantini)

giovedì 30 ottobre 2025

Vergato, il Comitato “Noi Voi Vergato”: “Cancellata la riforma dei Cau, ora serve il ritorno del Pronto Soccorso”

 

Foto di Vergato News 24


Loris Bonantini, portavoce del Comitato Noi Voi Vergato, ha diffuso una nota del direttivo dopo la notizia della cancellazione della riforma dei Cau (Centri di Assistenza e Urgenza).

“Ci siamo sempre battuti per la permanenza del Pronto Soccorso h24 a Vergato e per impedirne la chiusura – si legge nel comunicato –. I fatti purtroppo ci danno ragione: anche chi ha promosso la riforma ora riconosce che le nostre critiche erano costruttive e obiettive.”

Il Comitato sottolinea come “si sia creato un vulnus molto preoccupante” e chiede “il ripristino del Pronto Soccorso a Vergato”, evidenziando le difficoltà negli altri presidi:

“Basta visitare i Pronto Soccorso di Porretta Terme o di Bologna per capire che gli operatori sanitari non ce la fanno più. Servono assunzioni e ascolto. La montagna, con le sue fragilità, non può essere trattata come un interlocutore di serie C. Senza servizi, la montagna si svuota: basta proclami.”

Bonantini conclude con un interrogativo preoccupato:

“Se viene eliminato il Cau, ci sarà il ripristino del Pronto Soccorso a Vergato o, più facilmente, il nulla assoluto?”

giovedì 23 ottobre 2025

CAU verso la chiusura: la Regione punta sui pronto soccorso

L’assessore Fabi: «Meglio investire sulle emergenze ospedaliere». Loris Bonantini: “L’avevo detto che era tutto sbagliato”.



«Come si può verificare dalle ultime notizie giornalistiche, le mie critiche al sistema dei CAU erano fondate e obiettive» scrive Loris Bonantini ( nella foto) sui social, commentando la possibile revisione dei Centri di Assistenza e Urgenza annunciata dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi.

«Ora pure loro vogliono riformarlo» aggiunge Bonantini, che da tempo aveva espresso dubbi sull’efficacia del modello.
Un commento amaro, quello della “Cassandra di Vergato”, come lui stesso si definisce: dispiaciuto per l’occasione mancata, ma anche compiaciuto per l’orientamento della Regione verso una nuova organizzazione dell’emergenza sanitaria, più centrata sui pronto soccorso.


Sui media si legge infatti:

A poco più di un anno dalla loro attivazione, i Centri di Assistenza e Urgenza (CAU) dell’Emilia-Romagna potrebbero presto chiudere i battenti. L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, ha annunciato una revisione del modello, aprendo alla possibilità di sostituire i centri con le Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft), strutture che riuniranno medici di famiglia e pediatri per gestire le urgenze in rete.

«In alcune aree i CAU hanno funzionato bene, in altre meno – ha dichiarato Fabi –. Ritengo più efficace investire sui pronto soccorso, la sede naturale delle emergenze, collegandoli meglio al territorio».

I sindacati medici accolgono la notizia con reazioni diverse: la Fimmg parla di “evoluzione naturale” verso le Aft, mentre lo Snami difende i risultati positivi dei centri, chiedendo però una riorganizzazione.

Entro tre mesi la Regione definirà il nuovo assetto dell’assistenza territoriale, nell’ottica di un sistema più efficiente e integrato.

giovedì 24 luglio 2025

Sanità, l’allarme: “Non si chiudano i Pronto Soccorso. I CAU sono un fallimento annunciato”

 

Foto di Vergato News

di Mauro Muratori


Si alza forte la voce di protesta contro la gestione della sanità pubblica nella città metropolitana di Bologna e nei comuni della provincia. Al centro della polemica ci sono i CAU (Centri di Assistenza Urgenza), strutture nate con l’intento di alleggerire il carico dei Pronto Soccorso ma già bollate da molti come inutili, costose e inadeguate.

Non si chiudono i Pronto Soccorso!” è lo slogan che sintetizza il malcontento crescente tra cittadini, operatori sanitari e amministratori locali. Secondo i critici, i CAU rappresentano un palliativo burocratico che non affronta le vere criticità del sistema, generando anzi ulteriore confusione tra i cittadini e spostando il problema invece di risolverlo.

“Occorre chiudere i CAU e riaprire i Pronto Soccorso nei comuni della provincia, abbandonati da anni da una politica distante dai territori,” si legge in un duro comunicato diffuso da gruppi civici e comitati locali. “Solo con una rete capillare di presidi d’emergenza sarà possibile ridurre la pressione su Bologna e restituire dignità ai territori dimenticati.”

La denuncia si estende anche alla gestione regionale della sanità, accusata di scelte dispendiose ma inefficaci, spesso scollegate dalle esigenze reali delle comunità locali. “Se fossimo una Provincia Autonoma, certi errori non sarebbero mai stati commessi. La salute non può essere gestita secondo logiche centralistiche, ma con attenzione e competenza sul territorio,” sottolineano i promotori dell'appello.

L’auspicio è per una sanità più vicina, efficiente e accessibile, che sappia utilizzare le risorse economiche in modo virtuoso, reinvestendo nella riapertura di presidi fondamentali e nel rafforzamento dell’assistenza medica locale.

“I fondi ci sono – concludono – ora è tempo di spenderli bene, per una sanità pubblica che sia davvero al servizio delle persone.”

sabato 28 giugno 2025

Urgenze minori: dopo le 20 attiva la Continuità Assistenziale al numero 051 3131

 Dal primo luglio, alle Case della Comunità Navile, San Lazzaro e Casalecchio. Garantita la risposta h24 grazie all’integrazione tra Centri di Assistenza e Urgenza (CAU) e Continuità Assistenziale

 

L’ Azienda USL di Bologna informa:


Per le urgenze sanitarie di minore entità — come mal di testa, bruciore o arrossamento agli occhi, mal di denti, contratture muscolari — l’Azienda USL di Bologna invita i cittadini a contattare, dopo le ore 20, il numero unico della Continuità Assistenziale: 051 3131.

Durante la fascia notturna, se il consulto telefonico non risulterà sufficiente, sarà il medico a valutare la necessità di una visita domiciliare oppure l’invito a recarsi in ambulatorio.

I Centri di Assistenza Urgenza (CAU) di San Lazzaro, Casalecchio e Navile garantiranno l’accesso diretto fino alle ore 22, con ultima accettazione alle 20. Dopo tale orario, per accedere alle attività ambulatoriali nelle stesse sedi sarà necessario il contatto preventivo tramite il numero di Continuità Assistenziale.

Questa riorganizzazione, che rafforza e integra il ruolo della Continuità Assistenziale, rappresenta un ulteriore passo avanti verso il nuovo modello di medicina territoriale previsto dal DM77. In prospettiva, l’introduzione di un numero unico per le urgenze minori — attualmente in fase di implementazione — consentirà di centralizzare l’accesso alle cure primarie, escludendo i casi di emergenza-urgenza per i quali resterà attivo il 112.

mercoledì 11 giugno 2025

Sanità, Fabi: "Nessuna chiusura dei Cau in Emilia-Romagna, ma possibile rimodulazione oraria"

 "Obiettivo: ottimizzare le risorse e garantire la continuità del servizio"



"Non c’è alcuna intenzione di chiudere i Cau, ma sulla base del loro funzionamento potrebbe rendersi utile una rimodulazione dell’offerta per ottimizzare le risorse e riallocarle nelle fasce orarie in cui c’è maggiore necessità". Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, rispondendo in Aula all’interrogazione a risposta immediata presentata da Valentina Castaldini (Forza Italia) durante il question time dell’Assemblea legislativa.

Fabi ha spiegato che, secondo le analisi attualmente disponibili, si sta valutando una possibile revisione degli orari notturni per i Centri di assistenza urgenza di Navile, San Lazzaro e Casalecchio di Reno, dove si registra una media di appena una visita all’ora. "La copertura assistenziale resterà comunque garantita attraverso la continuità assistenziale all’interno delle stesse strutture", ha precisato l’assessore. Sono inoltre in corso interlocuzioni per riallocare medici e infermieri in contesti dove la loro presenza può risultare più efficace.

"Stiamo costruendo un progetto complessivo sull’emergenza-urgenza – ha aggiunto Fabi – che prevede anche queste rimodulazioni, con l’obiettivo di offrire risposte più efficaci alla popolazione".

Nella sua interrogazione, Castaldini aveva chiesto alla Giunta di chiarire quali Cau verranno chiusi nelle ore serali e notturne durante il periodo estivo e quale risparmio economico si preveda. L’esponente di Forza Italia ha inoltre ricordato che i Cau sono stati istituiti per ridurre l’accesso ai Pronto soccorso dei codici bianchi e verdi, puntando inizialmente a una riduzione dell’80%. "Nell’area metropolitana di Bologna – ha sottolineato – sono attivi sei Cau, ma secondo i dati aggiornati a fine 2024, l’unica riduzione significativa di accessi si è registrata con la chiusura dei Pronto soccorso di Budrio e Vergato e la loro riconversione in Cau".

giovedì 5 giugno 2025

Sanità, Fabi: "Non si chiudono i CAU, si rimodula il servizio"

"È una questione di buon senso, non solo di buona gestione"



"Non si chiudono i CAU. Lo ripeto ancora una volta, anche se so che non sarò compreso da tutti: i Centri di Assistenza Urgenza sono un investimento fondamentale per il nostro sistema sanitario". A ribadirlo è l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, intervenuto oggi a Bologna, a margine della presentazione della nuova campagna estiva di raccolta fondi di Ageop per il 2025.

Fabi risponde così alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sulla stampa locale circa una possibile chiusura notturna di alcuni CAU bolognesi. "Questi centri, attivati a fine 2023, hanno attraversato una prima fase sperimentale e oggi rappresentano una parte strutturata e consolidata dell'offerta sanitaria per le urgenze", ha spiegato l’assessore.

"Nessuna chiusura in vista – ha assicurato – ma una rimodulazione degli orari in base ai dati reali di accesso. Quando in una certa fascia oraria si registra un calo fisiologico delle richieste, è giusto riorganizzare il servizio. Questo è un principio non solo di buona gestione, ma anche di buon senso, come si farebbe nella gestione di una famiglia".

martedì 3 giugno 2025

Sanità, Seta e Tonelli: "Cau, fallimento annunciato. Ora qualcuno chieda scusa ai cittadini"

 


 “È giunto il momento che qualcuno chieda scusa ai cittadini e ammetta i propri errori sul progetto dei CAU (Centri di Assistenza Urgente).” Con queste parole Erika Seta, coordinatrice regionale di Azzurro Donna Forza Italia, e Andrea Tonelli, capogruppo di Rete Civica nel Comune di Casalecchio di Reno, lanciano un duro attacco alla gestione regionale della sanità.

Al centro della critica, la riforma sanitaria promossa dall'assessore Raffaele Donini, definita senza mezzi termini “un fallimento annunciato”, con pesanti ricadute sui servizi e sui bilanci pubblici. “Sono stati spesi fiumi di denaro pubblico – sottolineano Seta e Tonelli – in un comparto sanitario già gravato da forti debiti, debiti che si stanno colmando sulle spalle dei cittadini, anche attraverso l’aumento dei ticket sanitari che colpiscono duramente le famiglie”.

I due esponenti politici denunciano la scarsa efficienza di molti servizi: “A Casalecchio, ad esempio, il numero limitato di radiografie disponibili ha spesso costretto a trasferire i pazienti all'Ospedale Maggiore, creando confusione nelle competenze e disagi per i cittadini”. E ancora: “A Vergato, la chiusura del Pronto Soccorso in favore del CAU ha portato a un progressivo svuotamento del reparto di medicina interna, impoverendo l’offerta sanitaria del territorio”.

Secondo Seta e Tonelli, le criticità erano state ampiamente previste già all’inizio del progetto, anche da parte dell’associazione dei medici di medicina generale. "Nonostante ciò, la Regione ha prorogato l’intesa sindacale sui CAU – scaduta il 31 dicembre – di un intero anno, senza alcuna consultazione con le parti sociali".

L’attacco si estende anche alle recenti modifiche decise dalla Regione: “Si è passati dal tanto sbandierato servizio h24 alla chiusura dei CAU alle 20, senza spiegazioni chiare e senza coinvolgere i territori. E ora cosa ci aspetta? Il passaggio alle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali), di cui non si conoscono ancora né i confini né le funzioni reali”.

Secondo i firmatari, dietro alla gestione dei CAU non ci sarebbe solo una responsabilità politica: “Qui parliamo anche di risorse pubbliche mal impiegate, con un evidente decremento dei servizi ai cittadini. È un caos senza precedenti. Chi avrà il coraggio di dire la verità?”, concludono, rilanciando la domanda posta dal Sindaco di Vergato, Giuseppe Ruggeri: “Dove stiamo andando?”

mercoledì 22 gennaio 2025

Castaldini (FI): chiarire quale sarà il futuro dei Cau

Le recenti dichiarazioni del governatore dell’Emilia Romagna Michele De Pascale sul futuro dei Cau (Centri di Assistenza Urgenza), espressi in forma generale senza scendere nello specifico, hanno sollecitato interrogativi poiché il presidente classificava l’attuale presenza dei presidi sanitari in tre categorie a seconda della funzione che avevano svolto e di quella che gli si voleva conseguentemente dare. 


La capogruppo in regione di Forza Italia Valentina Castaldini ( nella foto) chiede ora di chiarire quale sarà il  ruolo futuro del Cau di Vergato. In una interrogazione ricorda come al momento dell’istituzione dei Cau l’allora assessore alla Sanità Raffaele Donini aveva dichiarato che si voleva raggiungere l’obiettivo di un riduzione pari all’80% degli accessi in codice bianco e verde ai pronto soccorso regionali.

“Negli ultimi mesi – riporta la consigliera – i numeri fornitimi dalla Regione attraverso accessi agli atti hanno dimostrato che l’obiettivo prefissato è stato disatteso e la pressione sui pronto soccorso è rimasta pressochè immutata, con riduzioni dell’accesso nell’ordine del 3-5%. Nell’ediedizione di ieri del Resto del Carlino l’attuale assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi ha dichiarato, in merito ai Cau: “Chiuderli tutti e investire sui pronto soccorso”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla giunta “quale sia il futuro dei Cau aperti in Regione, in particolar modo quelli che hanno comportato la chiusura di un pronto soccorso come Vergato e Budrio, e quando verrà attivato il numero 116117 e come si integrerà con le strutture di emergenza e urgenza”.

Valentina Castaldini chiede infine “se la Regione e l’assessore intendano coinvolgere i commissari componenti la commissione Sanità sul futuro delle strutture dell’emergenza-urgenza e su una riforma complessiva del servizio sanitario regionale”.

(Sollecitato da Dubbio)

sabato 11 gennaio 2025

I nodi vengono al pettine: la sanità e il caos dei CAU

 Quale sarà il futuro dei Centri di Assistenza Urgente ( CAU). Sempre più insistenti le voci che li bocciano


 Il Comitato Noi Voi Vergato scrive:


Dicembre ha segnato un punto di svolta nella complessa vicenda dei Centri di Assistenza Urgente (CAU). Anche l’unico sindacato che aveva inizialmente sostenuto l’accordo sui CAU ha fatto un passo indietro, aprendo le porte a una proroga fino al 31 marzo 2025. E dopo quella data? Il futuro è avvolto nell'incertezza.

È ormai evidente che i CAU siano stati utilizzati come strumento per giustificare la chiusura di alcuni Pronti Soccorsi, come nel caso di Vergato. Le recenti dichiarazioni delle autorità sanitarie, che sembrano suggerire la chiusura dei CAU nelle strutture dove precedentemente esistevano i Pronti Soccorsi, sollevano interrogativi inquietanti. Si fa strada l’ipotesi di trasferire il CAU a Porretta e aprire una Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) di medici di medicina generale a Vergato. Ma è davvero questa la soluzione?

La mancanza di chiarezza alimenta il malcontento tra i cittadini. La ristrutturazione del terzo piano dell'ospedale, la palestra riabilitativa: quali sono i tempi reali per il completamento di questi progetti? O si tratta solo di promesse vuote?

Nel frattempo, il reparto di medicina soffre di una cronica carenza di personale medico e infermieristico. Quali risposte si intendono dare? Continuare a tacere non è più un’opzione accettabile. Accuse di “terrorismo” contro chi solleva questi problemi non servono a nascondere la realtà: il nostro presidio ospedaliero è stato progressivamente depotenziato. E non è possibile indicare un solo piano di riordino sanitario che sia stato davvero realizzato.

Di fronte a questa situazione, l’atteggiamento di alcuni rappresentanti istituzionali somiglia a quello degli struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia. Ma un vento di verità soffia forte e sta svelando tutte le incongruenze. Non si tratta di terrorismo, bensì di un richiamo alla realtà: la sanità locale ha bisogno di risposte concrete, non di promesse disattese.

La comunità merita trasparenza e chiarezza sul futuro dei servizi sanitari. Ora più che mai è tempo di affrontare i nodi irrisolti e mettere fine a un silenzio che sta diventando insostenibile.

martedì 24 dicembre 2024

Salta l’accordo sui Cau, è scontro tra Regione e medici di famiglia

 



Nuova battuta d’arresto per i Centri di assistenza urgenza (Cau) in Emilia-Romagna. La Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) ha deciso di non rinnovare l’accordo sottoscritto lo scorso anno. La Regione ha annunciato una proroga di tre mesi, dichiarando che questo tempo sarà utilizzato per definire un nuovo assetto.

“Avevamo ragione sulle tante criticità, nonostante i toni trionfalistici delle Asl”, ha affermato il presidente di Fimmg, Pietro Pesaresi. Secondo Pesaresi, la vera sfida sarà ora quella di redigere il nuovo Accordo Integrativo Regionale e applicare il nuovo Accordo Collettivo Nazionale: “Siamo pronti a dare un contributo costruttivo per evitare ulteriori danni”.

Ma il mancato rinnovo dell’accordo non è passato inosservato sul piano politico. Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, non ha risparmiato critiche: “Il fallimento dell’accordo con i medici di medicina generale per i Cau rappresenta l’ennesima dimostrazione del clamoroso fallimento della sanità regionale”.

Evangelisti ha accusato la giunta regionale e il Partito Democratico di non voler affrontare la crisi sanitaria: “Assistiamo all’imbarazzante silenzio dei nuovi vertici regionali, mentre i Cau si rivelano solo un ulteriore tentativo maldestro di negare la profonda crisi del sistema sanitario. Le liste di attesa sono infinite, e nessuno sembra in grado di trovare soluzioni. La sanità territoriale, compresi i medici di famiglia, è lasciata sola a fronteggiare compiti aggiuntivi senza strumenti adeguati”.

Infine, la consigliera ha puntato il dito contro l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi: “Con l’uscita della Fimmg dall’accordo sui Cau, l’unica associazione di categoria che aveva inizialmente dato credito a questa idea, ora il nuovo assessore dovrà trovare una soluzione in tre lunghi mesi. È evidente che il sistema sanitario è largamente fuori controllo”.

La questione Cau si aggiunge al quadro già critico della sanità emiliano-romagnola, al centro del dibattito politico e sindacale. Resta da vedere se il nuovo accordo riuscirà a risolvere le criticità o se si aprirà un nuovo capitolo di polemiche. 

venerdì 20 dicembre 2024

Proroga di 3 mesi per i CAU

Evangelisti (FDI): “La prima promessa non mantenuta della nuova maggioranza regionale"


Il consigliere regionale Marta Evengelisti rileva :

 

Ci risiamo: si disattendono le promesse elettorali sulla revisione dei CAU che, apprendiamo, sono stati rinnovati de plano per tre mesi, in continuità con il pregresso.

Ci si limita a proseguire su una strada già tracciata e non giudicata corretta anche da chi oggi guida la Regione.

Sta di fatto che, come sempre, niente cambia nonostante i proclami elettorali, e i CAU, che hanno un costo importante per il sistema sanitari regionale, continuano imperterriti a penalizzare e umiliare  sia i medici di famiglia che gli ospedalieri

domenica 15 dicembre 2024

CAU: Orari del periodo natalizio

 Servizio garantito in tutta l’area metropolitana, con alcune variazioni negli orari dei CAU del Maggiore e del Sant’Orsola.


L’Ausl Bologna informa:


Durante le festività natalizie, i Centri di Assistenza e Urgenza (CAU) dell’area metropolitana di Bologna rimarranno operativi 24 ore su 24, assicurando continuità e supporto ai cittadini. Fanno eccezione:

  • CAU dell’Ospedale Maggiore: dal 16 dicembre 2024 al 13 gennaio 2025, sarà attivo dalle 8.00 alle 20.00.
  • CAU dell’Ospedale Sant’Orsola: come di consueto, resterà operativo negli orari 8.00-20.00.

Per tutti gli altri CAU della rete metropolitana, il servizio sarà garantito h24 senza interruzioni, anche durante i giorni festivi.

Invito alla cittadinanza
Si ricorda che i CAU rappresentano un punto di riferimento per urgenze sanitarie non gravi e per la gestione dei codici minori, contribuendo a ridurre la pressione sui Pronto Soccorso. In caso di situazioni di emergenza grave, è necessario rivolgersi direttamente al 118 o al Pronto Soccorso più vicino.

Informazioni utili
Per ulteriori dettagli sugli orari, i servizi offerti e le sedi dei CAU, è possibile consultare il sito web dell’Azienda Sanitaria Locale o contattare il numero dedicato.

Buone feste in sicurezza! 

giovedì 15 agosto 2024

I Centri di Accoglienza e Urgenza entrano nella campagna elettorale

 


I Centri di Accoglienza e Urgenza (CAU), voluti per affrontare i casi di emergenza minore e alleggerire così i Pronto Soccorso, sono ancora oggetto di forte dibattito fra i politici e non solo: per alcuni sono un ‘tocca sana’ che danno funzionalità e snellezza alla macchina ospedaliera, per altri un ‘ assurdo’ capace di disorganizzare l’emergenza sanitaria, per altri addirittura un rospo fermo nella gola che non ingoiano. Il tema è ovviamente entrato nel dibattito elettorale per il rinnovo dell’amministrazione regionale che si terrà nel prossimo novembre. Sul tema  sono entrati anche i gestori del sito appenninico ‘Osteria dei Capitani’ che in  un post scrivono:


Ma Loris ( si riferiscono a  Loris Bonantini ( nella foto ) l’ex consigliere comunale di Vergato la cui contrarietà ai Cau ha caratterizzato il suo mandato) per caso avevi ragione tu???

Leggiamo che i due candidati alla Presidenza dell'Emilia Romagna vogliono superare il sistema dei Cau...

Loris risponde:

Ho sempre sostenuto che i CAU avevano senso solo come punto di primo intervento in prossimità, come per esempio è avvenuto in Valmarecchia...

Che erano un depotenziamento per la nostra comunità  ( si riferisce alla trasformazione del Pronto Soccorso dell’ospedale di Vergato in CAU) , l’ho ripetuto in ogni sede  con forza e determinazione .. venivo deriso. Ora la pensano tutti come me...

La coerenza paga, il guardare al bene comune premia..."


domenica 28 luglio 2024

Sui Cau la Regione non fornisce i numeri degli accessi.

Evangelisti (FDI): "Malafede o pressapochismo?"



Sui Centri di Assistenza e Urgenza (CAU), entrati in funzione da poco tempo, sarebbe bello avere una valutazione certa  della loro efficenza e utilità poichè sono un elemento importante dell'organizzazione sanitaria e quindi è utile avere informazioni  sul ritorno positivo e meno che offrono all'utenza. Invece gli organismi regionali ne danno giudizi lusinghieri e qualcun altro da notizie preoccupanti. 

Fra questi ultimi si inserisce la denuncia della capogruppo in Regione di Fratelli d'Italia,  Marta Evangelisti, che in una nota scrive:

È davvero curioso come la Regione non perda occasione per diffondere dati che dimostrerebbero lo straordinario, mirabolante e miracoloso successo dei CAU e poi, ad ogni nostra formale richiesta di poter accedere a questi dati si riservi di prendere tempo, procrastinando la data delle risposte, affermando di non averne la disponibilità. 

Alcuni giorni fa abbiamo presentato un accesso agli atti proprio rispetto all’affluenza ai CAU, ottenendo come risposta che questi ci verranno forniti non prima del 18 settembre 'dopo il loro reperimento'.

Ora, mica per voler pensare male, ma qualche dubbio iniziamo ad averlo perché se i dati ci sono non c’è ragione alcuna per cui non possano essere condivisi con FDI, diversamente i dati non ci sono e allora vorremmo capire a cosa corrispondano e da dove arrivino quelli di cui l’Assessorato alla Sanità tanto si bea.

Delle due l’una: o c’è malafede o pressappochismo. In entrambi i casi a farne le spese sono i cittadini emiliano romagnoli. 

 

sabato 20 luglio 2024

L'estate dei CAU

Funzioneranno tutti h 24, tranne Maggiore e S. Orsola che rimarranno aperti dalle 8 alle 20


L'Azienda USL di Bologna informa: 

Dal 22 luglio al 10 settembre i Centri di Assistenza e Urgenza (CAU) del Maggiore e del S. Orsola saranno aperti solamente dalle 8 alle 20. Tutti gli altri  (Navile, Casalecchio, Budrio, San Lazzaro e Vergato) rimarranno attivi 7 giorni su 7 e nell’arco di tutte le 24 ore.

Sul sito dell’Azienda USL di Bologna, nella Guida ai Servizi, oltre a quelle sui CAU, sono disponibili le informazioni aggiornate per l’accesso ai servizi di Assistenza Primaria ad Attività Oraria (ex Guardia Medica, ex Continuità assistenziale). 

CAU

 

Assistenza primaria ad Attività oraria


martedì 16 luglio 2024

Il Comitato Noi Voi Vergato è sul chi vive

Ancora incertezza sulla gestione ospedaliera a Vergato 

La superamento del Pronto Soccorso di Vergato per far posto al  CAU (Centro assistenza urgenza) non è ancora stato assimilato e sono molti coloro che criticano la nuova organizzazione ospedaliera. Fra questi il Comitato Noi Voi Vergato, sul cui sito si legge:   

Il Cau  e' stato un serio depotenziamento del nostro presidio ospedaliero.

Ora si viene a conoscenza della forte necessità del reparto di Medecina di assumere medici e infermieri.

Ciò ci preoccupa molto e non vorremmo come sempre essere bravi anticipatori di notizie negative...

A breve chiederemo degli incontri con i responsabili della gestione sanitaria provinciale e cercheremo delle risposte. Per chi volesse partecipare attivamente alle nostre iniziative,ci scriva...

Il direttivo.