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sabato 20 gennaio 2018

Epilepsy Seminar Series. L’ISNB e l’Associazione Epilessia dell’Emilia-Romagna insieme per raccontare l’epilessia. Da oggi, 20 gennaio, 5 incontri dedicati a medici, pediatri e famiglie.

L'Azienda USL di Bologna informa:


Spiegare l’epilessia, parlare di gravidanza, confrontarsi sulle difficoltà dei più piccoli a scuola, non solo con i pazienti e le loro famiglie, ma anche con medici e pediatri di famiglia. E’ l’idea al centro di Epilepsy Seminar Series, un ciclo di seminari organizzati dall’ISNB e dall’AEER, l’Associazione Epilessia Emilia-Romagna, in programma da domani, 20 gennaio.
Per 5 sabati, uno al mese, i professionisti dell’ISNB affronteranno vari aspetti della patologia, stando attenti a fornire informazioni utili anche ai pediatri e ai medici di famiglia, che per primi devono individuare i campanelli d’allarme (momenti di assenza, movimento anomali, cadute improvvise) e indirizzare le famiglie verso il percorso diagnostico più appropriato, chiedendo la visita di un epilettologo.
Oggi, sabato 20 gennaio, il primo appuntamento dal titolo “Conoscere e capire l’epilessia”, nell’aula B dell’ISNB, presso l’Ospedale Bellaria, in via Altura 3.
Prossimi appuntamenti24 febbraio, Epilessia e desiderio genitoriale
17 marzo, La gestione dell’epilessia: dalla diagnosi alla presa in carico
14 aprile, Le terapie nelle epilessie
12 maggio, Le problematiche cognitivo, comportamentali e scolastiche in età evolutiva
Nel corso degli ultimi 40 anni, Bologna ha sviluppato una scuola di epilettologia di fama internazionale, alla quale hanno contribuito diversi neurologi e neuropsichiatri infantili bolognesi. A partire da queste conoscenze e professionalità, nel corso degli ultimi anni è stato messo a punto un modello assistenziale avanzato basato sui servizi offerti dall’Istituto delle Scienze Neurologiche  di Bologna.
Le persone che soffrono di crisi epilettiche, che si stima essere oltre 22 mila solo in Emilia-Romagna, possono rivolgersi, qualora si presenti una crisi, al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, dove viene assicurata una pronta consulenza neurologica o neuropsichiatrica infantile e avviata l’attività diagnostico-terapeutica. Superata la fase di urgenza i pazienti, sia adulti che bambini, sono avviati alla valutazione specialistica epilettologica presso i centri integrati dell’epilessia dell’ISNB. I centri garantiscono gli esami diagnostici più avanzati e le terapie farmacologiche più innovative.
Presso l’ISNB è presente, inoltre, il centro di riferimento regionale per la chirurgia dell’epilessia. Un team multidisciplinare composto da neurologi, neuropsichiatri infantili, epilettologi, neurofisiologi, neuroradiologi, neuropsicologi e neurochirurghi, grazie ad un sistema di videoregistrazione associato all’elettroencefalogramma, valuta le crisi epilettiche dei pazienti ricoverati e individua i pazienti che possono beneficiare di un intervento chirurgico.

giovedì 8 gennaio 2015

Cyberbullismo: vittima un adolescente su tre.



L’allarmante  informazione di ‘help consumatori’:

Insulti, minacce, persecuzioni sui social network, in chat o attraverso sms: sono le modalità più diffuse con cui si compiono atti di bullismo online. Il cyberbullismo è sempre più diffuso fra i giovanissimi – un terzo dei tredicenni dichiara di aver subito atti di bullismo online, più della metà di avere amici vittime di cyberbullismo – ma questo fenomeno raramente arriva a conoscenza di genitori o insegnanti. Il dato emerge da un’indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria, che insieme a Polizia Postale e Facebook ha realizzato un vademecum di informazioni per la famiglia.

Il cyberbullismo è un fenomeno diffuso ma sommerso, rivela lo studio “Abitudini e stili di vita degli adolescenti” condotto dalla Società Italiana di Pediatria su un campione nazionale di 2.107 studenti delle scuole secondarie di primo grado. I risultati fanno pensare: il 31% dei tredicenni (e il 35% delle femmine) dichiara di aver subito (una o più volte) atti di cyberbullismo e ben il 56% di avere amici che lo hanno subito. Gli adolescenti più a rischio sono gli assidui frequentatori dei social network: infatti tra quelli che ne frequentano più di tre la percentuale di chi ha subìto atti di bullismo online sale dal 31 al 45% (quasi uno su due). Insulti, persecuzioni e minacce su social network (39,4%), in chat (38,9%) o tramite sms (29,8%) sono le modalità prevalenti con cui si compiono atti di bullismo online, seguite dall’invio o pubblicazione di foto o filmati (15%) e dalla creazione di profili falsi su Facebook (12,1%). Eppure la maggioranza delle vittime non ne parla con gli adulti e l’85% dei casi di cyberbullismo non arriva a conoscenza di genitori e insegnanti perché i ragazzi cercano di difendersi da soli, oppure subiscono la violenza senza reagire, oppure ne parlano solo con amici.
L’indagine evidenzia che il fenomeno del cyberbullismo emerge con molta difficoltà perché il comportamento più diffuso fra le vittime è quello di “difendersi da soli” (60% dei maschi e 49% delle femmine) seguito a molta distanza dall’informare un adulto, che sia genitore o insegnante, via seguita solo dal 16,8% delle vittime. Il 14,2% ne parla con un amico, l’11,7% subisce senza fare nulla, mentre la denuncia alla polizia postale viene segnalata solo nel 3,2% dei casi. Dai dati emerge dunque che sommando il “difendersi da solo” con il “subire senza far niente” si arriva ad un 70% di “non emersione” del fenomeno; se si considera anche chi si limita a confessare la cosa ad un amico, la percentuale di casi che non arriva a conoscenza di un adulto di riferimento sfiora l’85%.
Il problema è legato anche al fatto che per denunciare di essere perseguitati sul web gli adolescenti devono rivelare la loro vita sui social network: comportamento difficile da seguire. Dice la Società italiana di pediatria (che ha presentato i dati nel corso degli Stati generali della pediatria organizzati con la Polizia di Stato, in collaborazione con Facebook): “Fare emergere invece una “persecuzione” attraverso Internet costringe la vittima ad “aprire” ai genitori (o ad un altro adulto) tutta la propria vita sui “social”, mettendo inevitabilmente in luce uno “storico” di atteggiamenti e comportamenti complessivi che raramente un adolescente ha facilità a rendere noti ai propri genitori, nella maggior parte dei casi estranei al funzionamento e al linguaggio della rete”.
“Di fronte al quadro di solitudine in cui si trovano le vittime di cyberbullismo – ha detto il presidente della Società Italiana di Pediatria Giovanni Corsello – occorre rafforzare gli strumenti a loro sostegno, favorire il dialogo, l’apertura e la fiducia verso gli adulti, anche con interventi di prevenzione nelle scuole che coinvolgano non solo vittime e carnefici, ma gli spettatori passivi. Non dobbiamo trascurare che, come risulta anche da una recentissima revisione della letteratura scientifica, il cyberbullismo ha conseguenze negative sulla salute delle vittime, tra le quali sindromi depressive, ansia, sintomi somatici, ed una maggiore propensione all’uso di droghe e comportamenti devianti. Non ci sorprende che i ricercatori siano arrivati a definire il cyber bullismo come ‘un problema di salute pubblica internazionale’. I pediatri, che rappresentano una figura di riferimento per il bambino e l’adolescente, dovrebbero anche intercettare e riconoscere i segnali di disagio dell’adolescente che potrebbe essere vittima di cyberbullismo, ma è necessario rafforzare la formazione in questo ambito. Oggi sigliamo un importantissimo accordo con la Polizia di Stato che va in questa direzione”.
Per promuovere la sicurezza e l’uso responsabile del web la Società Italiana di Italiana di Pediatria, la Polizia di Stato e Facebook hanno stilato un vademecum di informazioni e consigli utili rivolti ai genitori e a tutta la famiglia: il vademecum sarà diffuso negli studi e negli ambulatori pediatrici dei 10mila associati alla SIP.

giovedì 10 aprile 2014

Sasso Marconi. Sabato 12 aprile, incontro con i pediatri e corso per imparare ad usare il defibrillatore.




Casa della Salute
I ‘festeggiamenti’ per il 1° compleanno della ‘Casa della Salute’ di Sasso Marconi si chiudono sabato prossimo, 12 aprile, con una giornata dedicata alla salute dei bambini.
Si comincia al mattino alle 9.30 con un incontro con i pediatri per parlare di prevenzione delle patologie infantili (per l’occasione, la Pubblica Assistenza Sasso Marconi metterà a disposizione un servizio di baby-sitter e organizzerà attività ricreative per i bambini) e si prosegue nel pomeriggio alle 15 con una dimostrazione di rianimazione cardio-polmonare pediatrica e un focus sulla prevenzione degli incidenti domestici.
L’appuntamento è presso la Casa della Salute ‘Romolo Ventura’ di via Bertacchi 11 (in centro a Sasso Marconi).

Parallelamente, presso la sede della Pubblica Assistenza, dalle  9 alle 15, si terrà un corso di rianimazione cardio-polmonare con defibrillatore (BLSD) rivolto ai cittadini al fine di diffondere l’uso del defibrillatore e la conoscenza della manovre da effettuare in caso di arresto cardiaco.
Chi desidera partecipare al corso deve iscriversi contattando l’ufficio comunale ‘@TuxTU con il cittadino’  (tel. 800-273218, e-mail: atuxtu@smarconi.provincia.bologna.it).

Le iniziative sono promosse da Città di Sasso Marconi e AUSL Bologna in collaborazione con la Pubblica Assistenza Sasso Marconi.