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mercoledì 6 novembre 2024

Analisi su Bullismo e Cyberbullismo

Mariela Evangelina Fuentes informa: 

Si terrà venerdì prossimo, 8 novembre, alle 18 presso il Boutique Hotel Calzavecchio a Casalecchio di Reno  un incontro dal titolo "Bullismo e Cyberbullismo: Urla silenziose - come cogliere i segnali per intervenire"

L’evento vedrà la partecipazione di esperti come Stefano Schimidt, Data Protection Officer, e la psicoterapeuta Simonetta Giunchi. 

Testimonianze dirette e interventi delle Forze dell’Ordine illustreranno le conseguenze legali del fenomeno.

L'iniziativa è promossa da Azzurro Donna e Forza Italia, con la moderazione di Annamaria Cesari, coordinatrice provinciale di Azzurro Donna Bologna.


domenica 1 maggio 2022

I carabinieri in classe per lezioni di legalità: imputati bullismo e cyberbullismo


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

 

Proseguiranno fino agli inizi di maggio le lezioni tenute dai Carabinieri della Stazione Bologna San Ruffillo a sette classi di studenti degli istituti superiori del Quartiere Savena (circa 200 ragazzi delle Scuole “Farlottine San Giuseppe” – “Guercino” e “Rita Levi Montalcini”) in occasione dei contributi dell’Arma dei Carabinieri alla formazione della cultura della legalità tra i giovani.

Per la circostanza è stata scelta una location speciale: la sede del 5° Reggimento Carabinieri Emilia Romagna, dove gli studenti, oltre ad apprendere il valore della legalità e del rispetto delle regole alla base della comune convivenza, potranno assistere ad alcune dimostrazioni dei reparti speciali dell’Arma dei Carabinieri, quali gli Artificieri e il Nucleo Cinofili.

 

Link brochure: “BULLISMO E CYBERBULLISMO”

https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/codice-rosso/codice-rosso/bullismo-e-cyberbullismo)

domenica 28 maggio 2017

CYBERBULLISMO GLI STRUMENTI PER DIFENDERSI.

L'onorevole Marilena Fabbri informa:
 


Il 16 maggio la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva una legge contro il cyberbullismo, triste fenomeno del nostro tempo che purtroppo ha mietuto delle giovani vittime per la riprovazione sociale scaturita dalla diffusione di immagini sensibili attraverso il web o le messaggerie dei cellulari.
Con voto unanime si è licenziato un provvedimento tanto atteso, che risponde con misure concrete alle aspettative di educatori, famiglie e, soprattutto, di tanti ragazzi e ragazze direttamente coinvolti da un fenomeno divenuto ormai un sempre più rilevante problema sociale e culturale. Per un efficace contrasto del cyberbullismo serve l’azione comune di diversi attori, primi fra tutti la scuola, la famiglia e le imprese che operano nel mercato dei servizi Internet, ed è proprio questo l’obiettivo a cui mira la legge che abbiamo approvato. La legge, che sarà pienamente operativa già per l’inizio del nuovo anno scolastico, va a colmare un vuoto normativo non più giustificabile e affronta il fenomeno con un approccio equilibrato, privilegiando la protezione delle vittime e la prevenzione attraverso il ruolo decisivo dell’educazione.


Il provvedimento, composto da sette articoli, pone al centro la tutela dei minori (sia autori, sia vittime di illeciti), privilegiando azioni di carattere formativo-educativo rispetto ad un’impostazione maggiormente repressiva e sanzionatoria.
Le principali novità del provvedimento:
prevenire e contrastare il cyberbullismo, inteso come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on-line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.
Ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità genitoriale può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato del minore vittima di cyberbullismo, previa conservazione dei dati originali da identificare espressamente tramite relativo URL (Uniform resource locator). Qualora entro le ventiquattro ore successive l’istanza non vi sia stata alcuna comunicazione da parte del responsabile ed entro le quarantotto ore non abbia provveduto o non sia possibile individuare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media, l’interessato può fare istanza al Garante per la protezione dei dati personali, il quale provvede entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta;
istituito un tavolo tecnico di lavoro presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il quale, entro sessanta giorni dal suo insediamento, ha il compito di redigere un piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, nonché quello di realizzare un sistema di raccolta dei dati per monitorare l’evoluzione dei fenomeni anche avvalendosi della collaborazione con la Polizia postale e le altre forze di polizia.
la Presidenza del Consiglio dei Ministri, promuove, altresì, periodiche campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione sui fenomeni del cyberbullismo avvalendosi a tal fine dei principali media.
in ogni istituto scolastico verrà individuato fra i propri docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del fenomeno.
la Polizia postale e delle comunicazioni deve relazionare annualmente il tavolo tecnico sugli esiti delle misure di contrasto al fenomeno. Inoltre, è disposto l’ulteriore stanziamento di 203 mila euro per gli anni 2017, 2018 e 2019 per lo svolgimento di attività di formazione in ambito scolastico e territoriale, finalizzate alla sicurezza dell’utilizzo della rete internet, nonché alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo;
viene mutuata dalla disciplina dello stalking la procedura dall’ammonimento, prevedendo che fino a quando non sia stata proposta querela o denuncia per i reati di diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati, commessi mediante l’utilizzo della rete internet da minorenni di età superiore ai quattordici anni in danno di altri minorenni, il questore convochi il minore, unitamente a un genitore o ad altro soggetto esercente la potestà genitoriale, ammonendo il medesimo. Gli effetti della predetta procedura cessano al compimento del diciottesimo anno di età.


giovedì 8 gennaio 2015

Cyberbullismo: vittima un adolescente su tre.



L’allarmante  informazione di ‘help consumatori’:

Insulti, minacce, persecuzioni sui social network, in chat o attraverso sms: sono le modalità più diffuse con cui si compiono atti di bullismo online. Il cyberbullismo è sempre più diffuso fra i giovanissimi – un terzo dei tredicenni dichiara di aver subito atti di bullismo online, più della metà di avere amici vittime di cyberbullismo – ma questo fenomeno raramente arriva a conoscenza di genitori o insegnanti. Il dato emerge da un’indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria, che insieme a Polizia Postale e Facebook ha realizzato un vademecum di informazioni per la famiglia.

Il cyberbullismo è un fenomeno diffuso ma sommerso, rivela lo studio “Abitudini e stili di vita degli adolescenti” condotto dalla Società Italiana di Pediatria su un campione nazionale di 2.107 studenti delle scuole secondarie di primo grado. I risultati fanno pensare: il 31% dei tredicenni (e il 35% delle femmine) dichiara di aver subito (una o più volte) atti di cyberbullismo e ben il 56% di avere amici che lo hanno subito. Gli adolescenti più a rischio sono gli assidui frequentatori dei social network: infatti tra quelli che ne frequentano più di tre la percentuale di chi ha subìto atti di bullismo online sale dal 31 al 45% (quasi uno su due). Insulti, persecuzioni e minacce su social network (39,4%), in chat (38,9%) o tramite sms (29,8%) sono le modalità prevalenti con cui si compiono atti di bullismo online, seguite dall’invio o pubblicazione di foto o filmati (15%) e dalla creazione di profili falsi su Facebook (12,1%). Eppure la maggioranza delle vittime non ne parla con gli adulti e l’85% dei casi di cyberbullismo non arriva a conoscenza di genitori e insegnanti perché i ragazzi cercano di difendersi da soli, oppure subiscono la violenza senza reagire, oppure ne parlano solo con amici.
L’indagine evidenzia che il fenomeno del cyberbullismo emerge con molta difficoltà perché il comportamento più diffuso fra le vittime è quello di “difendersi da soli” (60% dei maschi e 49% delle femmine) seguito a molta distanza dall’informare un adulto, che sia genitore o insegnante, via seguita solo dal 16,8% delle vittime. Il 14,2% ne parla con un amico, l’11,7% subisce senza fare nulla, mentre la denuncia alla polizia postale viene segnalata solo nel 3,2% dei casi. Dai dati emerge dunque che sommando il “difendersi da solo” con il “subire senza far niente” si arriva ad un 70% di “non emersione” del fenomeno; se si considera anche chi si limita a confessare la cosa ad un amico, la percentuale di casi che non arriva a conoscenza di un adulto di riferimento sfiora l’85%.
Il problema è legato anche al fatto che per denunciare di essere perseguitati sul web gli adolescenti devono rivelare la loro vita sui social network: comportamento difficile da seguire. Dice la Società italiana di pediatria (che ha presentato i dati nel corso degli Stati generali della pediatria organizzati con la Polizia di Stato, in collaborazione con Facebook): “Fare emergere invece una “persecuzione” attraverso Internet costringe la vittima ad “aprire” ai genitori (o ad un altro adulto) tutta la propria vita sui “social”, mettendo inevitabilmente in luce uno “storico” di atteggiamenti e comportamenti complessivi che raramente un adolescente ha facilità a rendere noti ai propri genitori, nella maggior parte dei casi estranei al funzionamento e al linguaggio della rete”.
“Di fronte al quadro di solitudine in cui si trovano le vittime di cyberbullismo – ha detto il presidente della Società Italiana di Pediatria Giovanni Corsello – occorre rafforzare gli strumenti a loro sostegno, favorire il dialogo, l’apertura e la fiducia verso gli adulti, anche con interventi di prevenzione nelle scuole che coinvolgano non solo vittime e carnefici, ma gli spettatori passivi. Non dobbiamo trascurare che, come risulta anche da una recentissima revisione della letteratura scientifica, il cyberbullismo ha conseguenze negative sulla salute delle vittime, tra le quali sindromi depressive, ansia, sintomi somatici, ed una maggiore propensione all’uso di droghe e comportamenti devianti. Non ci sorprende che i ricercatori siano arrivati a definire il cyber bullismo come ‘un problema di salute pubblica internazionale’. I pediatri, che rappresentano una figura di riferimento per il bambino e l’adolescente, dovrebbero anche intercettare e riconoscere i segnali di disagio dell’adolescente che potrebbe essere vittima di cyberbullismo, ma è necessario rafforzare la formazione in questo ambito. Oggi sigliamo un importantissimo accordo con la Polizia di Stato che va in questa direzione”.
Per promuovere la sicurezza e l’uso responsabile del web la Società Italiana di Italiana di Pediatria, la Polizia di Stato e Facebook hanno stilato un vademecum di informazioni e consigli utili rivolti ai genitori e a tutta la famiglia: il vademecum sarà diffuso negli studi e negli ambulatori pediatrici dei 10mila associati alla SIP.