Visualizzazione post con etichetta INTERROGAZIONE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta INTERROGAZIONE. Mostra tutti i post

domenica 8 marzo 2026

Disagi sulla linea Porretta–Bologna, Evangelisti presenta un’interrogazione



In un’interrogazione, la consigliera regionale Marta Evangelisti richiama l’attenzione sui continui disagi che interessano la linea ferroviaria Porretta–Bologna.

“Da quanto emerge dai mezzi di informazione e dalle numerose e continue segnalazioni che mi sono pervenute – sottolinea Evangelisti – le criticità sulla linea sono ormai quotidiane”.

La consigliera cita in particolare l’episodio del 2 marzo 2026, quando un guasto verificatosi presso la stazione di Pioppe di Salvaro ha coinvolto il treno regionale 17658 delle 6.27, causando pesanti ripercussioni sulla circolazione ferroviaria. L’incidente ha infatti determinato la cancellazione di 11 treni nelle prime ore del mattino, mentre altri convogli hanno accumulato ritardi fino a 80 minuti.

“La parte alta della linea è rimasta isolata per alcune ore – evidenzia Evangelisti – con gravi conseguenze per i pendolari, che hanno potuto contare soltanto su un numero limitato di autobus sostitutivi”.

Tra i disagi segnalati anche il caso del treno delle 6.58 da Porretta Terme, arrivato a Bologna alle 8.46, con circa trenta minuti di ritardo, e successivamente soppresso nella tratta Bologna–Pianoro.

Nell’interrogazione vengono inoltre riportate criticità nei sistemi di bigliettazione automatica registrate nei primi giorni del mese, che avrebbero impedito a diversi utenti di rinnovare regolarmente gli abbonamenti.

(Luca Molinari)

domenica 22 luglio 2018

Facci (Misto-Mns): “Non chiudete la centrale Enel di Castel di Casio”

Il consigliere rileva che la scelta di Enel “comporta delle ricadute nell’ambito della pianificazione delle attività periferiche di protezione civile”


Marco segnala:

No alla chiusura della centrale Enel nel territorio dell’Alta Valle del Reno”. A chiedere che “non venga privato questo territorio di un ulteriore ed essenziale servizio pubblico” è, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, Michele Facci (nella foto) del Movimento nazionale per la sovranità.

Il consigliere chiede quindi l’intervento dell’esecutivo regionale per scongiurare l’accorpamento della centrale di Castel di Casio con quella di Sasso Marconi, nel bolognese, come programmato da Enel.

Qualsiasi eventuale riorganizzazione territoriale di Enel, si legge nell’atto ispettivo, “comporta necessariamente delle ricadute pratiche sugli accordi operativi tra la stessa società e la Regione Emilia-Romagna, stipulati, attraverso un protocollo d’intesa approvato nel novembre 2016, nell’ambito della pianificazione delle attività periferiche di protezione civile”. Questo protocollo, conclude Facci, “ha definito gli interventi e la struttura organizzativa necessaria per fronteggiare gli eventi calamitosi e ulteriori aspetti inerenti ai rapporti tra l’Agenzia regionale ed Enel”.


Il testo dell'interrogazione  circa le azioni da attuare per evitare la soppressione della centrale ENEL nel territorio dell'Alta Valle del Reno in






venerdì 10 aprile 2015

Spese per la valorizzazione dell'Appennino: di la tua.



Un lettore propone un sondaggio sul quesito alla Giunta regionale riportato  nell'interpellanza del consigliere Galeazzo Bignami e cioè se è ritenuta  eccessiva la spesa di  50.020 euro  per la campagna di promozione e l’organizzazione di eventi in Appennino.

Ecco  la delibera dove si può rilevare i particolare di spesa

http://www.unioneappennino.bo.it/upload/unione_bolognese/delibere/20150138D_225_4966.PDF

e il testo dell’interrogazione:

L' Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, nell’ambito delle funzioni di valorizzazione culturale e turistica del territorio, compie azioni progettuali che hanno intenzione di valorizzare e collegare gli eventi e le manifestazioni culturali e incrementare lo sviluppo turistico sociale dei Comuni del territorio;

I GAL, gruppi di azione locale, presentano i progetti oggetto di finanziamento, costituiti da un insieme di partner pubblici e privati. Ogni GAL elabora ed attua un progetto incentrato su un tema centrale, caratteristico dell’identità e/o delle risorse e delle conoscenze specifiche del territorio. Ogni GAL deve adottare uno o più temi fra quelli consigliati dall'amministrazione europea, o in alternativa proporne uno;

L'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese il 27 Febbraio dell'anno corrente ha varato il progetto Gal Bologna Appenino “visiti l'appennino trovi un tesoro” con relativo impegno di spesa per la produzione del materiale informativo per la promozione, comunicazione e l'organizzazione di eventi per la valorizzazione del territorio appenninico bolognese;Il progetto Gal Bologna Appennino (Gruppo d'Azione Locale dell'Appenino bolognese) è una società consortile che nasce nel 2002 grazie al Programma Europeo Leader Plus, che sostiene lo sviluppo di attività innovative in ambito rurale, realizzato e gestito da soggetti che compongono il tessuto socio-economico del territorio;
Il GAL Bologna Appennino si occupa della valorizzazione e della promozione del patrimonio locale di produzioni, ambiente, cultura, paesaggio e risorse umane del territorio appenninico bolognese;

Rilevato che l'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, ha deciso di affidare la concessione per lo sviluppo e l'elaborazione del materiale informativo per la promozione e la comunicazione delle attività inerenti al Progetto Visiti l’Appennino Trovi un tesoro e la relativa organizzazione degli eventi alla ditta abc&z snc con sede in Bologna.

La ditta abc&z snc prevede nella somma complessiva di 50.020,00 € le spese per la realizzazione organizzativa del progetto suddetto. Il finanziamento all'Unione dei Comuni dell'Appenino Bolognese per la realizzazione del progetto “visiti l'appennino trovi un tesoro” è stato concesso dal GAL Bologna Appennino; I progetti finanziati e inerenti al GAL Bologna Appennino rientrano all'interno del PAL (Piano di Azione Locale) “Fare squadra per l'Appennino bolognese”, che ha come finalità quella di sviluppare e indirizzare progetti per la valorizzazione e la tutela del tessuto ambientale, agricolo-produttivo locale; Il suddetto PAL rientra nel programma di sviluppo rurale promosso e seguito direttamente dall'assessorato all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna.

INTERROGA La Giunta Regionale per sapere,  se sia a conoscenza della suesposta situazione;
se la Giunta Regionale, essendo il GAL Appennino Bolognese elemento costitutivo del PAL (Piano di Azione Locale) “Fare squadra per l'appennino bolognese” promosso dallo sviluppo delle politiche agricole della Regione Emilia-Romagna, intende vigilare al fine che gli interventi di promozione e organizzazione eventi per la realizzazione del progetto “visiti l'appennino trovi un tesoro” siano eseguiti entro il 31/3/2015 come definito da Delibera di Giunta Regionale n. 1295 del 23/7/2014 ed emanato dalla determinazione n. 138 del 27/2/2015 dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese;quale criterio di selezione è stato seguito dall'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese nell'affidamento della gestione organizzativa delle attività e di promozione pubblicitaria degli eventi inerenti al progetto suddetto;
se non ritiene eccessiva la spesa di euro 50.020,00 per la campagna di promozione e organizzazione suddetta; se la Giunta Regionale intende prendere in considerazione la riduzione dei GAL o il relativo accorpamento al fine di veicolare in altre modalità i fondi per la valorizzazione del territorio in progetti di valorizzazione con una maggiore estensione territoriale e di ulteriore collegamento tra le varie realtà regionali.

Se intendete partecipare al sandaggio utilizzate la casella dei commenti.

domenica 8 febbraio 2015

Che fine farà il ‘servizio posta in montagna’. Se lo chiedono e lo chiedono con una interrogazione alla Giunta Regionale i consiglieri Giulia Gibertoni e Gian Luca Sassi



Un lettore segnala l’interrogazione a risposta scritta circa la salvaguardia, il mantenimento ed il potenziamento dei servizi postali nei Comuni montani, a firma dei consiglieri Gibertoni e Sassi.

Premesso che
  • da notizie di stampa si apprende come il piano industriale di Poste Italiane Spa preveda la chiusura di 53 uffici postali e razionalizzazione di altri 34, sul territorio emiliano-romagnolo, per la sola provincia di Bologna si prevede la chiusura di ben 11 uffici, 11 a Parma, 8 a Piacenza, 7 a Ferrara, 4 a Modena, 4 a Forlì, 4 a Ravenna e 1 a Rimini;
  • anche se Poste non ha ancora comunicato quali sono gli sportelli interessati dai tagli, quelli più a rischio di chiusura sono gli uffici postali ubicati in zone di montagna, nelle frazioni e nei piccoli centri, che già in passato avevano subito sforbiciate d’orario;
  • tale piano industriale sicuramente comporterà una riduzione di servizi alle popolazioni delle zone disagiate, che non solo vedranno la consegna della posta a giorni alterni, ma avranno gli uffici postali lontanissimi dalle loro abitazioni;
  • sembra emergere la volontà dell’azienda di rallentare complessivamente il flusso della posta ordinaria prevedendo la consegna a giorni alterni, mentre sul territorio regionale, come su tutto il territorio nazionale, aumentano le segnalazioni di disservizi nella consegna di lettere e raccomandate;
 
rilevato che
 
  • ogni giorno si registrano negli uffici, in modo generalizzato e in quasi tutte le città e nelle aree provinciali della Regione, code inevitabili davanti agli sportelli, situazioni limite che Poste vuole sanare chiudendo o riducendo l’attività degli sportelli nei piccoli centri e dirottando il personale e la clientela altrove, penalizzando in tal modo ancora una volta l’utenza;
  • da tempo i lavoratori di Poste, tramite le loro rappresentanze, e gli utenti segnalano una serie di pesanti criticità: organici insufficienti che non consentono la corretta copertura delle postazioni di sportello, delle sale consulenza, dei corner di Poste Mobile e dei ruoli specialistici con gravi ricadute sia sui lavoratori che in termini di forti disagi per la clientela;
  • negli ultimi anni l’azienda facendo ricorso ad esodi incentivati e pensionamenti ha ridimensionato l’organico a livello regionale, attualmente a causa di questo ridimensionamento negli uffici vi sono continui distacchi di personale da un ufficio all’altro per sopperire, rincorrendole, alle carenze di personale negli organici;
  • si sono adottate soluzioni che hanno portato a depotenziare fortemente il servizio di consegna della corrispondenza, con passaggi dal personale impegnato nel comparto recapiti, che nei piani di Poste dovrebbe essere fortemente ridimensionato, agli sportelli (servizi finanziari), utilizzo inappropriato del lavoro part-time, nonostante sia l’area della corrispondenza (recapiti) che quella dei servizi finanziari siano in forte affanno per mancanza di sufficienti risorse umane;
  • considerato che
  • in base al Contratto di Programma stipulato con lo Stato, la società è tenuta a garantire il servizio universale fino al 2026 attraverso la rete di uffici distribuiti su tutto il territorio nazionale, assicurando alla generalità dei cittadini, sempre su tutto il territorio nazionale, il diritto di usufruire dei servizi postali con determinati standard di qualità e tariffe orientate ai costi, sottoposti però al controllo dell’Autorità di regolamentazione;
  • le reti postali, anche se in zone rurali e scarsamente popolate, soddisfano interessi pubblici rilevanti e consentono l’integrazione degli operatori economici con l’economia globale e proprio per questo sono più necessarie nelle aree periferiche dove, invece, i tagli del personale previsti e le chiusure di uffici postali periferici comportano una limitazione dei diritti dei cittadini e limitano la capacità di mantenere gli standard minimi di qualità per il servizio universale.
 
Interroga la Giunta regionale e l’Assessore competente per sapere
 
  • se non ritenga opportuno rapportarsi nelle sedi competenti con società Poste Italiane Spa:
  • per salvaguardare il mantenimento ed ove necessario il potenziamento dei servizi per gli utenti emiliano-romagnoli;
  • per salvaguardare il carico occupazionale in essere presso le sedi regionali dell’azienda, scongiurando eventuali licenziamenti;
  • per contrastare eventuali chiusure di uffici, in particolare nei comuni montani, ove la perdita di servizi favorisce lo spopolamento del territorio, diminuendo l’attrattività economica.
 

lunedì 1 dicembre 2014

Sasso Marconi: l'interrogazione di Un'Altra Sasso in merito ai lavori del Metanodotto.



Con il titolo ‘Hera colpisce ancora ... mentre l'Amministrazione sta a guardare’, i consiglieri comunali  di Un’Altra Sasso hanno inviato le loro considerazioni  sui lavori in corso alla confluenza del Setta con il Reno, portati all’attenzione della Giunta e del Consiglio comunali da una interrogazione, di cui chiedono la pubblicazione integrale.


Numerosi cittadini ci hanno scritto in merito ai lavori per il prossimo metanodotto vicino ai fiumi Setta e Reno; ci siamo prontamente interessati ed abbiamo redatto una dettagliata interrogazione al Consiglio Comunale ai primi di Ottobre. Dopo una lunga attesa, durante il Consiglio Comunale del 26 novembre appena trascorso è stata finalmente discussa tale interrogazione che abbiamo ritenuto doveroso proporre all'amministrazione non solo per le molteplici segnalazioni che abbiamo ricevuto dai cittadini, ma anche perché molte cose circa quei lavori non ci sono apparse chiare, prima fra tutte il luogo scelto per compiere un intervento di questa portata.

Le nostre (e vostre) domande:

1) Si poteva progettare questo tratto di nuovo metanodotto - DN 200 - (8") - con portata non superiore a 24 bar - in altro luogo, senza compromettere il delicatissimo sistema idraulico di un Fiume e sito di vincolo paesaggistico e ambientale di massima importanza: l'ACQUEDOTTO ROMANO ed il CONTRAFFORTE PLIOCENICO?

 

Il nuovo metanodotto è a regola d'arte?

2) La relazione tecnica del progetto prescrive cose che, al momento, non sono state eseguite; esempio: Burghe – Sacchi sabbia di protezione e armature. Da verificare inoltre l’infossamento di 4 metri prescritti per la posa in alveo dei tubi e le sponde di max metri 4,60 (4 mt + 4,60 mt = 8,60 mt.) come da progetto. Vorremmo inoltre sapere le motivazioni tecniche per tale scelta e se il responsabile del procedimento ne era a conoscenza.
3) Data per scontata la assoluta necessità di un intervento di messa in sicurezza del tratto di gasdotto "eroso" ci chiediamo se un movimento di 2000 metri cubi di inerti fluviali (peso circa 1,57 tonnellate il metro cubo) sia stato congruo rispetto al semplice passaggio di ramo di soli 200 mm di gasdotto, peraltro di pressione modesta (24 bar). Chi ha eseguito la validazione del progetto?
4) Vorremmo vedere tale validazione e vorremmo una relazione del responsabile del procedimento circa la valutazione della progettazione idraulica, in questo caso assolutamente necessaria, in quanto si è tagliato il letto del fiume in orizzontale con compromissione irrimediabile delle falde sottostanti, al pari della valutazione geologica.
5) Per quale motivo si è scelta questa soluzione così distruttiva per il fondo del fiume e non una soluzione aerea (come in tantissimi casi ad esempio nelle interferenze tra fiume Adige e le reti tecnologiche della pianura) che, peraltro, consente una visione immediata dello stato di conservazione delle tubature?
6) Quanto è durato il tratto di metanodotto sostituito?
7) Quanto durerà questo tratto interrato?
8) Quale "garanzia" abbiamo sulla medesima durata?
9) A quanto ammonta il costo complessivo dell'intervento, oneri progettuali compresi?
10) E’ regolare la distanza che c’è tra la cabina elettrica ad alta tensione sita in via Ziano e il taglio verticale della roccia Pliocenica che alloggia il tubo esistente del gas-metano, tamponata a cemento, che alimenta l’attuale impianto di pompaggio e che verrà potenziato per questa nuova alimentazione al 4° tronco per Marzabotto? E quale è questa distanza?
11) L'area di pompaggio sita all'interno dell’area Hera-potabilizzazione, risponde a tutte le normative di sicurezza previste per legge?


Dopo quasi due mesi questa è stata la risposta:

La risposta alla nostra interrogazione è arrivata molto dopo il termine previsto dal regolamento (oltre venti giorni di ritardoed è, sotto molti aspetti, insoddisfacente. Riteniamo che, nonostante tutto, un lavoro così delicato, in un luogo sottoposto a vincoli sia di sicurezza che storico paesaggistici sarebbe dovuto essere seguito in modo costante da quegli stessi amministratori locali che si troverebbero a fronteggiarne eventuali emergenze sopravvenute agli stessi. Qui si parla di opere che attraversano sia tematiche idrogeologiche che di sicurezza ed incolumità della cittadinanza esposta tanto alle lavorazioni quanto alle modifiche apportate al territorio.
Abbiamo deciso, coerenti con la nostra idea di trasparenza amministrativa, di condividere con tutti i cittadini quanto abbiamo richiesto ed appreso:
(per chi volesse ecco il testo integrale sia dell'interrogazione che la risposta dell'Amministrazione)

mercoledì 5 marzo 2014

Ferrovia PORRETTANA: UN CALVARIO SENZA FINE. INTERROGAZIONE di BERNARDINI.



L’ufficio stampa di Lega Nord ha inviato:

Nuovi disagi e ritardi anche questa mattina sulla Porrettana. Un calvario senza fine per i pendolari della Valle del Reno. L’ennesimo episodio di inconcepibili disservizi rende la situazione non più tollerabile. E’ lo sfogo del consigliere regionale leghista Manes Bernardini che sulle condizioni della ferrovie delle polemiche, inserita da Legambiente tra le peggiori d’Italia, ha presentato un’interrogazione all’assessore Peri, con la richiesta di ‘intervento immediato’. “Non c’è tempo di aspettare l’esito della gara europea per l'affidamento della gestione del servizio ferroviario regionale. La Regione deve intervenire subito: quello di Porretta è un collegamento pendolare, lasciato all’abbandono”, denuncia l'esponente del Carroccio. “La situazione è giunta al limite: lavoratori e studenti non possono certo attendere le nuove assegnazioni e gli annunciati investimenti”. La richiesta è quindi quella di stanziare per la tratta fondi  per ‘gestire una situazione d’emergenza’.