martedì 17 febbraio 2026

Sasso Marconi, Consiglio comunale tra scuola, Iran e opere pubbliche

 



Seduta intensa, quella di mercoledì 4 febbraio, per il Consiglio comunale di Sasso Marconi, caratterizzata dalla discussione di due ordini del giorno presentati dal centrosinistra e da diverse interrogazioni della minoranza.

Dimensionamento scolastico: maggioranza e opposizione divise

Il primo ordine del giorno, presentato dalla maggioranza, riguardava il nuovo dimensionamento scolastico, che per Sasso Marconi comporta l’unificazione dei due Istituti comprensivi (Borgonuovo e Capoluogo) in un’unica realtà. Una riorganizzazione che, secondo quanto illustrato in aula, porterà alla perdita di una dirigenza e con ogni probabilità a una riduzione del personale Ata.

Nel documento si è parlato di una riorganizzazione che ha già comportato la chiusura del plesso di Fontana e l’accorpamento dei due comprensivi, con possibili ricadute sull’organico. La maggioranza ha chiesto la sospensione del provvedimento e l’apertura di un confronto organizzativo che coinvolga Regione ed enti locali, partendo dall’analisi delle specificità dei singoli istituti. Tra le richieste anche maggiori risorse, un rafforzamento dell’organizzazione scolastica e l’implementazione del tempo pieno sul territorio. «Non è sulla scuola che bisogna risparmiare», è stato sottolineato in sede di presentazione.

Una posizione in parte condivisa anche dal capogruppo di opposizione che ha tuttavia ricondotto l’attuale situazione a scelte precedenti, facendo riferimento alla riforma della “Buona Scuola” e agli impegni assunti con l’Unione europea nell’ambito della concessione dei fondi  PNRR per la scuola. È stato inoltre osservato che, a livello regionale, il numero delle reggenze in Emilia-Romagna rimane invariato.

L’ordine del giorno è stato approvato con i voti compatti del centrosinistra, mentre il centrodestra si è espresso in ordine sparso: un voto favorevole, uno astenuto e tre contrari.

Iran, condanna unanime alla repressione

Il secondo ordine del giorno, sempre a firma del centrosinistra, ha riguardato la situazione in Iran, con una dura denuncia della repressione delle recenti proteste popolari e dell’elevato numero di vittime, indicato – secondo fonti non precisate – in decine di migliaia.

Nel documento si è parlato di una repressione feroce contro giovani, studenti universitari e donne scesi in piazza per rivendicare diritti fondamentali. «Sui diritti dell’uomo non ci può essere ambiguità», è stato affermato in aula, accompagnando la richiesta di una ferma condanna e di piena solidarietà ai manifestanti.

La minoranza, pur condividendo la condanna, ha espresso perplessità sull’opportunità di affrontare un tema di politica internazionale in sede comunale, interrogandosi sull’effettiva incidenza di un ordine del giorno locale su una vicenda così distante. Dopo un intervento particolarmente sentito del capogruppo di maggioranza, Samuele Gardini, il documento è stato approvato all’unanimità.

Piazza e Ponte Da Vinci: le interrogazioni della minoranza

La seduta è poi proseguita con le interrogazioni del gruppo di opposizione Dimmi, incentrate sulla piazza del capoluogo e sulle difficoltà di transito per biciclette, carrozzine e persone con disabilità. Nel testo si denunciava il deterioramento della pavimentazione e si chiedeva conto dello stato di abbandono dell’area, oltre a chiarimenti sui tempi di avvio del progetto di rifacimento già annunciato.

Il sindaco Roberto Parmeggiani  ha spiegato che solo nel 2024 è arrivata l’autorizzazione della Soprintendenza e che l’intenzione di intervenire resta confermata. Gli uffici stanno aggiornando il quadro economico alla luce dell’aumento dei costi dei materiali, ma non sono stati indicati tempi precisi per l’avvio e la conclusione dei lavori.

Altro tema affrontato, il Ponte Da Vinci, oggetto di una specifica interrogazione sulle passerelle ciclopedonali laterali, attualmente non utilizzabili a causa degli accessi non percorribili, e sull’illuminazione non funzionante.

L’assessore Raschi ha ricordato che l’area è ancora in capo ad ANAS, che sta provvedendo ad alcune correzioni dell’impiantistica elettrica prima del trasferimento al Comune che poi procederà in proprio. Per quanto riguarda le altre criticità, in particolare le ciclabili, le competenze sono suddivise tra Anas e la Città metropolitana. Gli interventi risultano al momento bloccati a causa dell’esproprio di una piccola area necessaria per l’allargamento e lo spostamento di alcune infrastrutture, in un contesto reso complesso anche dalla riduzione degli spazi dovuta alle barriere stradali.

Le risposte fornite sono state ritenute evidentemente soddisfacenti, dal momento che la minoranza non ha replicato.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Relativamente alle ciclabili del ponte Da Vinci, in attesa del loro completamento, che immagino richiederà ancora mesi e mesi, OCCORRE IMPORRE AD ANAS DI TOGLIERE/COPRIRE I CARTELLI DI DIVIETO DI TRANSITO ALLE BICICLETTE!!! Non è possibile che non essendo fruibili le ciclabili, resti il divieto di transito alle bici sulle corsie del traffico veicoli a motore. Ci sono delle leggi che regolano la conformità delle ciclabili; normative di Riferimento:
-D.M. 30 novembre 1999, n. 557: Norme tecniche generali.
-Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992): Definizioni e obblighi di circolazione.
-D.Lgs. 76/2020 (Decreto Semplificazioni): Ha introdotto importanti novità, come le corsie ciclabili su carreggiata.
-Piano Generale della Mobilità Ciclistica 2022-2024: Guida alla progettazione sicura.
In assenza di quei requisiti le ciclabili non possono considerarsi tali, pertanto il divieto di transito alle biciclette sulle corsie per i veicoli a motore non è legale!
Il Comune, la Città Metropolitana, la Regione o il Capitano ed il suo fedele scudiero Bignami intervengano affinché ANAS tolga quei maledetti divieti, che potranno tranquillamente essere rimessi una volta messe a norma le ciclabili.
Servono 15 minuti per questo intervento che sto richiedendo da più di un anno!
Roberto Stanzani