Duro intervento del gruppo consiliare di Forza
Italia contro l’amministrazione comunale per la concessione della Sala
Polivalente della Casa della Cultura e della Memoria al gruppo “Cittadini
contro la guerra art. 11”, che domani, 14 febbraio, ospiterà un intervento del
professor Angelo D’Orsi.
In una nota firmata dal capogruppo Morris Battistini ( nella foto) e
dalla consigliera Laura Di Maio, gli esponenti azzurri parlano di un evento
che, a loro giudizio, “nulla ha a che fare con la cultura e tutto con la
peggiore propaganda politica”.
Secondo Forza Italia, il profilo
pubblico del docente avrebbe dovuto indurre maggiore prudenza da parte
dell’amministrazione. “D’Orsi – si legge nel comunicato – non è un semplice
accademico, ma una figura che negli anni ha posto la propria autorevolezza
intellettuale al servizio di tesi politiche estreme”. I consiglieri ricordano
inoltre la sua candidatura a sindaco a Torino con l’estrema sinistra e alcune
conferenze organizzate in diverse città, ritenute occasioni per proporre una
lettura “distorta” del conflitto in Ucraina.
Nel mirino anche il linguaggio
utilizzato dal professore in alcune occasioni pubbliche. Forza Italia parla di
toni “violenti e sprezzanti” nei confronti delle istituzioni e dei
rappresentanti eletti, citando dichiarazioni critiche verso il presidente del Consiglio
Giorgia Meloni e il governo.
Il comunicato richiama poi un
episodio avvenuto a Napoli nel dicembre 2025, quando un convegno con la
partecipazione di D’Orsi sarebbe degenerato in tensioni e momenti di scontro
tra presenti. Un fatto che, secondo i consiglieri, dimostrerebbe il rischio di
alimentare “un clima da tifoseria violenta”.
“Forza Italia, partito di cultura
liberale, moderata e atlantista – prosegue la nota – dice un fermo ‘no’ a
questa deriva. Siamo stufi di una sinistra che predica la pace ma giustifica la
violenza verbale e fisica contro chi non si allinea. Non possiamo accettare che
vengano offerte tribune a chi attacca Nato e Occidente minimizzando le
responsabilità dei regimi autoritari”.
I consiglieri chiedono quindi
all’amministrazione comunale di Marzabotto di prendere le distanze
dall’iniziativa, sottolineando come “una città segnata dalla storia debba
essere luogo di dialogo e rispetto, non palcoscenico per chi divide la
comunità”.
Battistini
e Di Maio annunciano infine la presentazione di un’interrogazione sulla
concessione della sala e chiedono al sindaco Valentina
Cuppi la revoca immediata dell’autorizzazione. “La libertà di
espressione – concludono – finisce dove inizia l’apologia della violenza e la
delegittimazione sistematica delle istituzioni democratiche”.
L'incontro contestato:
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