Comunicato congiunto dei due principali sindacati di categoria: “Dopo tre mesi dalla firma del nuovo CCNL il confronto è fermo. Una misura uniforme per tutti i profili è inaccettabile e fuori dallo spirito contrattuale. Senza risposte concrete valuteremo iniziative di mobilitazione”
La Regione Emilia-Romagna è chiamata a dare risposte
rapide e coerenti sull’applicazione dell’indennità di pronto soccorso prevista
dal nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro. A sollecitare un cambio di
passo sono Nursind e Nursing Up, che denunciano lo stallo del confronto a
distanza di tre mesi dalla sottoscrizione del CCNL.
«Non si può più rinviare una
decisione che riguarda il lavoro e la dignità professionale degli infermieri –
dichiarano le segretarie regionali Antonella Rodigliano e Francesca Batani –.
Dopo la firma del nuovo contratto non si è ancora entrati nel merito di
un’applicazione coerente dell’indennità di pronto soccorso, nonostante il tema
sia stato più volte posto al tavolo di confronto. Le dichiarazioni di
attenzione alla professione non bastano se non si traducono in atti concreti».
Domani, martedì 10 febbraio, è
previsto il terzo incontro con la Regione, ma secondo i sindacati la trattativa
risulta di fatto bloccata dalla fine di novembre, data della firma del
contratto nazionale.
«Il CCNL è chiaro: alle Regioni
spetta definire criteri che valorizzino i diversi profili professionali,
riconoscendo un trattamento economico maggiore a chi opera nei pronto soccorso
– spiegano Rodigliano e Batani –. Proporre una somma unica, uguale per tutti,
significa svuotare il contratto del suo significato e ignorare le condizioni di
chi affronta ogni giorno emergenze, sovraffollamento, aggressioni e carichi
assistenziali spesso insostenibili».
Le due sigle sindacali richiamano
anche il tema della carenza di personale: «Non è più un rischio futuro, ma una
realtà attuale. I turni scoperti aumentano, molti professionisti lasciano il
pronto soccorso o si trasferiscono in altre Regioni, e diventa sempre più
difficile garantire i servizi. Soluzioni al ribasso o ulteriori rinvii non
fanno che aggravare una crisi già profonda».
Nursind e Nursing Up sottolineano
infine come in altre realtà, tra cui Lombardia, Veneto e Piemonte,
l’adeguamento al nuovo contratto sia già stato attuato. «L’Emilia-Romagna non
può restare indietro, soprattutto per il ruolo che storicamente ricopre nel
sistema sanitario nazionale. L’indennità di pronto soccorso deve rappresentare
un primo segnale concreto di inversione di rotta».
E concludono:
«Il riconoscimento economico non è un privilegio, ma una condizione minima per
rendere sostenibile il lavoro in pronto soccorso. Se dal prossimo incontro non
emergeranno aperture reali e soluzioni coerenti con il contratto, valuteremo
ulteriori iniziative sindacali a tutela degli infermieri e del servizio
pubblico».
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