Con una interrogazione Marta Evangelisti, consigliere
regionale e presidente del gruppo di Fratelli
d’Italia, sottolinea come da
tempo venga segnalata con crescente frequenza la presenza di lupi nei centri
abitati, in particolare nell’area provinciale di Bologna. Tra le zone
interessate figurano Pianoro e l’area
residenziale compresa tra Rastignano e Montecalvo, dove l’8 gennaio è stata
rinvenuta la carcassa di un esemplare.
Sul
caso sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Forestale e i veterinari
dell’Ausl e dell’Istituto Zooprofilattico, che hanno avviato gli accertamenti
per ricostruire la dinamica dei fatti. L’animale presentava due fori
compatibili, secondo le prime valutazioni, con colpi d’arma da fuoco. Alcuni
residenti avrebbero inoltre segnalato alle forze dell’ordine la presenza di
presunti bracconieri nella zona.
Evangelisti
ricorda che il lupo è una specie protetta dalla normativa vigente, anche a
livello europeo, ma evidenzia come negli ultimi anni gli avvistamenti si siano
intensificati, in particolare lungo la Fondovalle Savena e in diversi comuni
del Bolognese, tra cui Budrio, Molinella, Valsamoggia, Calderara di Reno e
Anzola dell’Emilia.
Secondo
la consigliera, la presenza sempre più frequente dei lupi nei centri abitati
sta generando preoccupazione tra i cittadini e criticità per le attività
agricole e zootecniche, con possibili ripercussioni anche sul turismo e sul
presidio delle aree montane e collinari. Viene inoltre ribadita la necessità di
garantire risarcimenti tempestivi e adeguati agli allevatori che subiscono
danni.
Con
l’atto , Evangelisti chiede alla Giunta regionale se sia a conoscenza dei fatti
segnalati e quale valutazione ne dia. In particolare domanda:
·
se
esistano dati ufficiali relativi ai censimenti dei lupi sul territorio
metropolitano di Bologna e, in caso affermativo, quanti esemplari e nuclei
familiari siano stati rilevati;
·
quali
misure siano state adottate per monitorare la presenza dei lupi in
Emilia-Romagna;
·
quali
azioni siano state intraprese o si intendano intraprendere per tutelare
l’incolumità dei cittadini e la sicurezza delle attività agricole e
zootecniche;
·
se
siano previste iniziative di prevenzione e contrasto al bracconaggio;
·
quanti
e quali risarcimenti siano stati riconosciuti a fronte dei danni causati dalla
fauna selvatica.
L’obiettivo,
conclude la consigliera, è garantire un equilibrio tra la tutela di una specie
protetta e la sicurezza delle comunità locali, in particolare nelle aree
montane e periferiche, dove il rischio di abbandono del territorio rappresenta
una criticità crescente.
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