Seduta
intensa, quella di mercoledì 4 febbraio, per il Consiglio comunale di Sasso
Marconi,
caratterizzata dalla discussione di due ordini del giorno presentati dal
centrosinistra e da diverse interrogazioni della minoranza.
Dimensionamento
scolastico: maggioranza e opposizione divise
Il
primo ordine del giorno, presentato dalla maggioranza, riguardava il nuovo
dimensionamento scolastico, che per Sasso Marconi comporta l’unificazione dei
due Istituti comprensivi (Borgonuovo e Capoluogo) in un’unica realtà. Una
riorganizzazione che, secondo quanto illustrato in aula, porterà alla perdita
di una dirigenza e con ogni probabilità a una riduzione del personale Ata.
Nel
documento si è parlato di una riorganizzazione che ha già comportato la
chiusura del plesso di Fontana e l’accorpamento dei due comprensivi, con
possibili ricadute sull’organico. La maggioranza ha chiesto la sospensione del
provvedimento e l’apertura di un confronto organizzativo che coinvolga Regione
ed enti locali, partendo dall’analisi delle specificità dei singoli istituti.
Tra le richieste anche maggiori risorse, un rafforzamento dell’organizzazione
scolastica e l’implementazione del tempo pieno sul territorio. «Non è sulla
scuola che bisogna risparmiare», è stato sottolineato in sede di presentazione.
Una
posizione in parte condivisa anche dal capogruppo di opposizione che ha
tuttavia ricondotto l’attuale situazione a scelte precedenti, facendo
riferimento alla riforma della “Buona Scuola” e agli impegni assunti con
l’Unione europea nell’ambito della concessione dei fondi PNRR per la scuola. È stato inoltre osservato
che, a livello regionale, il numero delle reggenze in Emilia-Romagna rimane
invariato.
L’ordine
del giorno è stato approvato con i voti compatti del centrosinistra, mentre il
centrodestra si è espresso in ordine sparso: un voto favorevole, uno astenuto e
tre contrari.
Iran,
condanna unanime alla repressione
Il
secondo ordine del giorno, sempre a firma del centrosinistra, ha riguardato la
situazione in Iran, con una dura denuncia della repressione delle recenti proteste popolari
e dell’elevato numero di vittime, indicato – secondo fonti non precisate – in
decine di migliaia.
Nel
documento si è parlato di una repressione feroce contro giovani, studenti
universitari e donne scesi in piazza per rivendicare diritti fondamentali. «Sui
diritti dell’uomo non ci può essere ambiguità», è stato affermato in aula,
accompagnando la richiesta di una ferma condanna e di piena solidarietà ai
manifestanti.
La
minoranza, pur condividendo la condanna, ha espresso perplessità
sull’opportunità di affrontare un tema di politica internazionale in sede
comunale, interrogandosi sull’effettiva incidenza di un ordine del giorno
locale su una vicenda così distante. Dopo un intervento particolarmente sentito
del capogruppo di maggioranza, Samuele Gardini, il documento è stato approvato
all’unanimità.
Piazza
e Ponte Da Vinci: le interrogazioni della minoranza
La
seduta è poi proseguita con le interrogazioni del gruppo di opposizione Dimmi,
incentrate sulla piazza del capoluogo e sulle difficoltà di transito per
biciclette, carrozzine e persone con disabilità. Nel testo si denunciava il
deterioramento della pavimentazione e si chiedeva conto dello stato di
abbandono dell’area, oltre a chiarimenti sui tempi di avvio del progetto di
rifacimento già annunciato.
Il
sindaco Roberto Parmeggiani ha spiegato
che solo nel 2024 è arrivata l’autorizzazione della Soprintendenza e che
l’intenzione di intervenire resta confermata. Gli uffici stanno aggiornando il
quadro economico alla luce dell’aumento dei costi dei materiali, ma non sono
stati indicati tempi precisi per l’avvio e la conclusione dei lavori.
Altro
tema affrontato, il Ponte Da Vinci, oggetto di una specifica interrogazione
sulle passerelle ciclopedonali laterali, attualmente non utilizzabili a causa
degli accessi non percorribili, e sull’illuminazione non funzionante.
L’assessore
Raschi ha ricordato che l’area è ancora in capo ad ANAS, che sta provvedendo ad alcune
correzioni dell’impiantistica elettrica prima del trasferimento al Comune che
poi procederà in proprio. Per quanto riguarda le altre criticità, in
particolare le ciclabili, le competenze sono suddivise tra Anas e la Città
metropolitana. Gli interventi risultano al momento bloccati a causa
dell’esproprio di una piccola area necessaria per l’allargamento e lo
spostamento di alcune infrastrutture, in un contesto reso complesso anche dalla
riduzione degli spazi dovuta alle barriere stradali.
Le
risposte fornite sono state ritenute evidentemente soddisfacenti, dal momento
che la minoranza non ha replicato.
1 commento:
Relativamente alle ciclabili del ponte Da Vinci, in attesa del loro completamento, che immagino richiederà ancora mesi e mesi, OCCORRE IMPORRE AD ANAS DI TOGLIERE/COPRIRE I CARTELLI DI DIVIETO DI TRANSITO ALLE BICICLETTE!!! Non è possibile che non essendo fruibili le ciclabili, resti il divieto di transito alle bici sulle corsie del traffico veicoli a motore. Ci sono delle leggi che regolano la conformità delle ciclabili; normative di Riferimento:
-D.M. 30 novembre 1999, n. 557: Norme tecniche generali.
-Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992): Definizioni e obblighi di circolazione.
-D.Lgs. 76/2020 (Decreto Semplificazioni): Ha introdotto importanti novità, come le corsie ciclabili su carreggiata.
-Piano Generale della Mobilità Ciclistica 2022-2024: Guida alla progettazione sicura.
In assenza di quei requisiti le ciclabili non possono considerarsi tali, pertanto il divieto di transito alle biciclette sulle corsie per i veicoli a motore non è legale!
Il Comune, la Città Metropolitana, la Regione o il Capitano ed il suo fedele scudiero Bignami intervengano affinché ANAS tolga quei maledetti divieti, che potranno tranquillamente essere rimessi una volta messe a norma le ciclabili.
Servono 15 minuti per questo intervento che sto richiedendo da più di un anno!
Roberto Stanzani
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