Da Bologna: cancellazioni e ritardi fino a 94 minuti. Da Porretta: soppressioni e corse limitate. I comitati: “Servono risposte”
di Valerio Giusti
Nuova giornata nera per i pendolari della linea ferroviaria Porrettana, la storica tratta che collega Bologna a Porretta Terme passando per l’Appennino. Ritardi a raffica, soppressioni parziali e totali, corse cancellate lungo le fermate intermedie: un bollettino quotidiano che ormai non fa più notizia, ma che continua a pesare su lavoratori, studenti e famiglie.
La mattinata
si è aperta con il treno regionale 17733 delle 6:15, partito con 20 minuti di
ritardo e poi cancellato da Casalecchio Garibaldi. Il successivo 17735 delle
6:45 ha accumulato 13 minuti di ritardo.
Particolarmente
grave il caso del regionale 17749 delle 10:17, arrivato a destinazione con ben
94 minuti di ritardo. Nel pomeriggio la situazione non è migliorata:
- 17773 delle 16:17: +11 minuti
- 17777 delle 17:17: +10 minuti
- 17781 delle 18:17: +6 minuti
- 17785 delle 19:17: +7 minuti
- 17789 delle 20:17: +5 minuti
Due le cancellazioni più significative: il 17751 delle 10:47 soppresso a Casalecchio Garibaldi e il 17771 delle 15:47 cancellato a Sasso Marconi.
Non va
meglio sul versante montano. Da Porretta Terme il treno 17662 delle 7:29 ha
registrato 5 minuti di ritardo, ma già la corsa successiva, la 17664 delle
8:03, è stata cancellata.
Soppresse o
limitate anche:
- 17674 delle 10:32, cancellato a
Marzabotto;
- 17672 delle 10:36, cancellato a
Sasso Marconi;
- 17698 delle 16:36, limitato
fino a Sasso Marconi.
Ritardi più
contenuti ma comunque significativi per:
- 17686 delle 13:30: +6 minuti;
- 17704 delle 17:30: +5 minuti;
- 17708 delle 18:32: +13 minuti;
- 17702 delle 17:36: +7 minuti.
Anche a Marzabotto si registrano gli effetti delle soppressioni e delle limitazioni, con ricadute evidenti sull’intera tratta.
Di fronte
all’ennesima giornata di disservizi, comitati pendolari e associazioni regionali
denunciano il perdurare di una situazione definita “insostenibile” e chiedono
risposte puntuali all’assessorato regionale competente.
Quattro i
punti rimasti senza chiarimenti:
- spiegazioni sul continuo
stillicidio di guasti e interruzioni del servizio;
- informazioni dettagliate sulla
sicurezza della linea ferroviaria;
- aggiornamenti concreti sul
potenziamento dei servizi serali e notturni;
- pubblicazione dei dati sulle
frequentazioni e sull’affluenza dei singoli treni, promessa da tempo ma
mai resa disponibile.
Nel
frattempo, mentre le comunicazioni ufficiali tardano ad arrivare, cresce la
rabbia dei pendolari. “Non è più un’emergenza – commentano dai comitati – ma
una normalità inaccettabile”.
Il silenzio
delle istituzioni, in una giornata segnata da ritardi fino a un’ora e mezza e
da numerose cancellazioni, rischia di diventare fragoroso quanto i disservizi
stessi.
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