martedì 17 febbraio 2026

PORRETTANA, 17 FEBBRAIO 2026 – Ancora disservizi sulla linea. Fragoroso il silenzio delle istituzioni

 Da Bologna: cancellazioni e ritardi fino a 94 minuti. Da Porretta: soppressioni e corse limitate. I comitati: “Servono risposte”



di Valerio Giusti


Nuova giornata nera per i pendolari della linea ferroviaria Porrettana, la storica tratta che collega Bologna a Porretta Terme passando per l’Appennino. Ritardi a raffica, soppressioni parziali e totali, corse cancellate lungo le fermate intermedie: un bollettino quotidiano che ormai non fa più notizia, ma che continua a pesare su lavoratori, studenti e famiglie.

La mattinata si è aperta con il treno regionale 17733 delle 6:15, partito con 20 minuti di ritardo e poi cancellato da Casalecchio Garibaldi. Il successivo 17735 delle 6:45 ha accumulato 13 minuti di ritardo.

Particolarmente grave il caso del regionale 17749 delle 10:17, arrivato a destinazione con ben 94 minuti di ritardo. Nel pomeriggio la situazione non è migliorata:

  • 17773 delle 16:17: +11 minuti
  • 17777 delle 17:17: +10 minuti
  • 17781 delle 18:17: +6 minuti
  • 17785 delle 19:17: +7 minuti
  • 17789 delle 20:17: +5 minuti

Due le cancellazioni più significative: il 17751 delle 10:47 soppresso a Casalecchio Garibaldi e il 17771 delle 15:47 cancellato a Sasso Marconi.

Non va meglio sul versante montano. Da Porretta Terme il treno 17662 delle 7:29 ha registrato 5 minuti di ritardo, ma già la corsa successiva, la 17664 delle 8:03, è stata cancellata.

Soppresse o limitate anche:

  • 17674 delle 10:32, cancellato a Marzabotto;
  • 17672 delle 10:36, cancellato a Sasso Marconi;
  • 17698 delle 16:36, limitato fino a Sasso Marconi.

Ritardi più contenuti ma comunque significativi per:

  • 17686 delle 13:30: +6 minuti;
  • 17704 delle 17:30: +5 minuti;
  • 17708 delle 18:32: +13 minuti;
  • 17702 delle 17:36: +7 minuti.

Anche a Marzabotto si registrano gli effetti delle soppressioni e delle limitazioni, con ricadute evidenti sull’intera tratta.

Di fronte all’ennesima giornata di disservizi, comitati pendolari e associazioni regionali denunciano il perdurare di una situazione definita “insostenibile” e chiedono risposte puntuali all’assessorato regionale competente.

Quattro i punti rimasti senza chiarimenti:

  • spiegazioni sul continuo stillicidio di guasti e interruzioni del servizio;
  • informazioni dettagliate sulla sicurezza della linea ferroviaria;
  • aggiornamenti concreti sul potenziamento dei servizi serali e notturni;
  • pubblicazione dei dati sulle frequentazioni e sull’affluenza dei singoli treni, promessa da tempo ma mai resa disponibile.

Nel frattempo, mentre le comunicazioni ufficiali tardano ad arrivare, cresce la rabbia dei pendolari. “Non è più un’emergenza – commentano dai comitati – ma una normalità inaccettabile”.

Il silenzio delle istituzioni, in una giornata segnata da ritardi fino a un’ora e mezza e da numerose cancellazioni, rischia di diventare fragoroso quanto i disservizi stessi.

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