mercoledì 11 febbraio 2026

Viabilità in valle del Reno, progetti in ordine sparso e poche certezze



Capirci non è semplice. Dalla successione di annunci e dichiarazioni si ricava l’impressione che sulla viabilità della valle del Reno regni una grande confusione. Se ne parla molto, probabilmente per dimostrare che il tema è all’attenzione delle istituzioni — e la sua soluzione è di importanza fondamentale per il futuro economico e amministrativo del territorio — ma sull’effettiva operatività degli interventi è lecito nutrire più di uno scetticismo.

La vallata attende da anni opere considerate decisive: l’adeguamento della Porrettana nel tratto Vergato–Sasso Marconi, la Bretella Reno-Setta, il raddoppio della ferrovia tra Casalecchio e Sasso Marconi e persino la Bretella Sasso Marconi–Pianoro.

Nei giorni scorsi, come riportato da Il Resto del Carlino, il capogruppo parlamentare di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami — profondo conoscitore delle criticità della zona — ha sostenuto la necessità di armonizzare in un’unica proposta operativa l’intervento sulla Porrettana Vergato–Sasso Marconi e la Bretella Reno-Setta. Una posizione che qualcuno, maliziosamente, potrebbe leggere come un tentativo di favorire un’intesa politica: la Bretella Reno-Setta, particolarmente cara al centrodestra, e l’adeguamento della Porrettana, progetto già presentato e più vicino alle posizioni del centrosinistra. In sostanza, per ciascuno un compromesso da accettare e un risultato da rivendicare.

L’affermazione del ministro Salvini, riportata oggi sempre dal Carlino, prende però in esame soltanto la Bretella Reno-Setta e sembra bypassare la proposta di un intervento coordinato avanzata da Bignami. Nel frattempo, non è ancora arrivato un pronunciamento chiaro da parte della sinistra locale — Regione, Comuni e Città metropolitana.

Il timore, dunque, è che si continui a parlare senza che seguano atti concreti. E che, ancora una volta, gli annunci restino tali.

Ma ecco cosa arriva dal Ministro Salvini (nella foto):

 Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha notificato ad Anas il nulla osta per proseguire l’iter tecnico della Bretella Reno-Setta, l’infrastruttura strategica che collegherà la valle del Reno (SS64 Porrettana) con la valle del Setta (A1 Autostrada del Sole). Si tratta di un primo via libera formale che consente di andare avanti con la progettazione dell’opera, dal costo stimato di circa 500 milioni di euro.

L’autorizzazione arriva dopo la trasmissione del quadro esigenziale, il documento preliminare che definisce obiettivi, caratteristiche e funzioni dell’infrastruttura. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova arteria stradale di circa 9 chilometri, con corsie larghe 3,75 metri e banchine da 1,50 metri, progettata per velocità comprese tra 60 e 100 chilometri orari.

La bretella è considerata strategica per migliorare l’accessibilità autostradale di numerosi Comuni dell’Appennino bolognese. Secondo le stime, consentirebbe di ridurre di circa 15 minuti i tempi di percorrenza rispetto agli attuali accessi di Sasso Marconi e Pian del Voglio, contribuendo anche ad alleggerire il traffico sulla statale 64 Porrettana.

Tra le finalità dell’opera figurano anche il rafforzamento dei collegamenti tra i centri abitati e le principali reti di trasporto, una maggiore fluidità della mobilità locale e regionale e la riduzione dell’isolamento delle zone montane. La nuova infrastruttura punta infine a sostenere lo sviluppo economico e turistico dell’area, migliorando l’accessibilità per residenti, imprese e visitatori e valorizzando il patrimonio rurale e paesaggistico dell’Appennino bolognese.

Con il nulla osta del Mit, il progetto compie dunque un passo decisivo verso le successive fasi di approfondimento e definizione tecnica.

Ad alimentare ulteriormente la confusione informativa c’è anche la presentazione, avvenuta pochi mesi fa, da parte di Anas, di tre ipotesi progettuali per la Bretella Reno-Setta, opera sostenuta da Galeazzo Bignami. Sulle diverse soluzioni, Regione, Città metropolitana e Comuni interessati erano chiamati a esprimere una valutazione, indicando l’ipotesi ritenuta più condivisibile ed eventuali modifiche da apportare.

Di quell’iter, però, non si è saputo più nulla. Un silenzio che non contribuisce certo a diradare la nebbia che continua ad avvolgere il futuro della viabilità della valle del Reno.

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