L’Appennino
bolognese perde sei Comuni. È l’effetto della riclassificazione dei
territori montani decisa dal Governo, che ridefinisce i criteri di
appartenenza alla montagna e colloca Monte San Pietro, Sasso Marconi,
Marzabotto, Borgo Tossignano, Casalfiumanese e Fontanelice fuori dall’area
ufficialmente riconosciuta come montana.
Una
decisione che non è priva di conseguenze. L’esclusione comporta infatti la perdita
dell’accesso diretto ai fondi nazionali destinati alle aree montane, con il
rischio concreto che i Comuni riclassificati restino penalizzati nella
distribuzione delle risorse. In altre parole, al tavolo in cui si decidono e si
assegnano i finanziamenti per la montagna, questi territori rischiano di non
avere più voce.
La Regione
Emilia-Romagna, tuttavia, assicura che l’equilibrio costruito negli ultimi anni
non verrà compromesso. «L’assetto territoriale che abbiamo costruito da Rimini
a Piacenza non sarà messo in discussione — spiega l’assessore regionale
competente — e non ci sarà contrapposizione tra crinale e valle. Al contrario,
continueremo a promuovere strategie di integrazione, cooperazione e
solidarietà».
Proprio per
attenuare gli effetti della normativa nazionale, la Regione è intervenuta in
anticipo: nella legge di bilancio 2026–2028 le risorse del Fondo
montagna regionale sono state aumentate del 60%, un intervento che —
secondo l’assessorato — consentirà di non penalizzare alcun Comune,
compresi quelli esclusi dalla nuova classificazione statale.
Resta però
il dato politico e territoriale: una parte significativa dell’Appennino
bolognese viene oggi collocata in una sorta di “terra di mezzo”, né montagna né
pianura, con il rischio di indebolire il riconoscimento istituzionale di
territori che continuano a fare i conti con fragilità infrastrutturali,
spopolamento e carenza di servizi.
Permettete una mia appendice: sono sassese da sempre, mi piaceva chiamarmi ‘montanaro’, ora non posso più farlo. Ma non sono neppure uno della bassa.
Ricordo quando iniziai a frequentare le scuole a Bologna: i
compagni bolognesi sulle prime mi guardavano con sufficienza, mi consideravano
un montanarotto’. Sulle prime mi disturbò non poco, ma poi quando cominciai a
prendere coscienza dell’appartenere a una terra bellissima e più sana della
loro città, ne fui orgoglioso. Personalmente continuerò a ritenermi ‘montanaro’.
4 commenti:
Marzabotto e Sasso Marconi, come comuni contigui, si possono fondere previo referendum tra le due cittadinanze.
Se i due Comuni si fondono, non cambia niente sempre comuni di pianura rimarranno, senza agevolazione GPL, senza potere usare auto vecchie, senza potere usare legna per scaldarsi senza agevolazione per gas e acqua, viva la montagna, viva Vergato.
A questo punto meglio fonderci con Casalecchio, del quale siamo una propaggine: edificazione senza soluzione di continuità!
Per carità!
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