domenica 9 aprile 2017

Sasso Marconi. La Pubblica ha bisogno di aiuto. Bastano 4 ore la settimana per una fattiva solidarietà.

Il volontario Antonio Lavini, presente al convegno che si è tenuto ieri, sabato 9 aprile, al teatro comunale di Sasso Marconi, ci ha inviato il testo di una sua considerazione.
L'incontro ha voluto dare una occasione di confronto fra cittadinanza e i diversi operatori della pubblica assistenza al fine di individuare il modo migliore per organizzare una assistenza capace, efficace e all'altezza di una domanda sempre crescente.                                                                                                                                         
Di seguito riporto quanto ho  esposto all'assemblea cittadina, indetta dalla Pubblica di Sasso Marconi, in versione integrale e che non ho potuto in quella occasione, per mancanza di tempo e per dare voce ai partecipanti, esporre completamente.
Al tavolo presidenziale erano presenti le maggiori autorità, o loro rappresentanti, delle istituzioni comunali di Sasso Marconi, Marzabotto, Monzuno, Casalecchio, ed inoltre AUSL di Bologna, Bologna soccorso 118, ASC Insieme, e la nostra presidenza.
Purtroppo, nonostante i nostri, ed anche personali, numerosissimi ed estenuanti sforzi di sensibilizzazione rivolti ovunque e frequentemente alla cittadinanza, è stata per me un'enorme delusione nel constatare che la platea era formata dai soli volontari, quelli attivi, con rarissime macchie di persone senza divisa, sono certo che non fossero più di DIECI.
Più che una chiamata a raccolta della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi e Marzabotto è sembrata una rimpatriata tra vecchi compagni di scuola; leggete con attenzione, a puntate se pensate sia logorroico farlo tutto di un fiato, quanto sotto riportato immaginandovi, come pensavo, di avere di fronte una folla desiderosa di saper com'è e come sarà il nostro e sopratutto il loro futuro.
Dopo 35 anni di continui miglioramenti, derivanti al vostro aiuto, abbiamo iniziato  a "perdere colpi".
Per la prima volta abbiamo sentito la necessità di incontrare l'intera comunità di appartenenza per fare conoscere i nostri immutati obbiettivi ma sopratutto le oramai troppo gravose difficoltà ad ottenerli.
Come tutti sanno in via San Lorenzo c'è la nostra magnifica sede ma ricordiamoci che la Pubblica Assistenza siamo tutti noi anche nelle singole sedi o abitazioni, per ricevere ma sopratutto per dare solidarietà ed aiuto a chi ne ha bisogno.
Analizziamo i numeri presentati e traiamo le indicazioni sulle quali meditare e sopratutto agire, ora prima che tutto il nostro comune sacrificio sia stato fatto in vano.
Vediamo chi sono i baldi volontari:
l'età dei 287 soci iscritti è così ripartita
il 24% è sotto i 40 anni,  il 48% dai 40 ai 60 anni, il 26% oltre 60 anni ( tra i quali molti giovani oltre i 70 anni ) Meditate ma non stupitevi


Situazione dell'EMERGENZA ,quella che definiremo ambulanza
negli ultimi 3 mesi del 2016 sono 36 i volontari per l'ambulanza che hanno effettuato almeno 14 ore mensili ( minimo previsto nel nostro statuto ) facendo molte più ore del richiesto fino a sfondare in 5 il muro delle 75 ore mensili. Altri volontari non hanno non hanno potuto garantire, in tutti i mesi, le 14 ore
Per semplificare ricordate questi numeri: 
ogni mese occorrono mediamente 1.400 ore ( 2 volontari per ambulanza, se ci fosse anche il terzo sarebbe grasso che cola ed il monte ore aumenterebbe)
ne abbiamo coperte 1.115, ne mancano 285 ------  in soldoni sono 6 giorni al mese senza l'ambulanza. 
Nel passato l'ambulanza mancava per 70 ore anno, ora siamo a 1.200 ore anno e non possiamo garantire, a differenza del passato, la 2° ambulanza dislocata a Marzabotto nei giorni festivi.
Usando il linguaggio della piazza riassumo i numeri del 2016:
su un totale di richieste di soccorso dal 118 pari a 2.419, per 613 volte noi di Sasso o eravamo impegnati su emergenza concomitante oppure assenti per mancanza di equipaggio, fa il 25% ovvero 1 volta su 4
l'ambulanza Marconi 57 ha effettuato 1.806 interventi dei quali 628 ovvero il 35% fuori territorio Sasso/Marzabotto


Centralino
un'altra figura chiave è rappresentata dal centralinista, riceve le telefonate dalla cittadinanza sia per prenotazioni di servizi sociali sia per chiarimenti sanitari d'urgenza, controlla e coordina i vari servizi sociali, mantiene i collegamenti con tutti i mezzi della pubblica fuori per servizi , compila i gestionali cartacei ed informatici, gestisce gli incassi giornalieri. Se non c'è manca il collegamento tra il mondo esterno e quello interno.
Ora spesso manca, sono solo 10 i volontari che fanno sempre almeno le 14 ore mensili con punte fino a 56 ore
Qui le nostre amministrazioni possono fare molto praticamente da subito, dateci  le braccia, noi faremo tutto il resto.


Situazione del SOCIALE  ( dati delle ultime 4 settimane che sono comunque nella media annuale )
Sono 46 i volontari operativi per queste attività, 42 soci e 4 del servizio civile ( giovani in gamba ) dei 42, 10 hanno da 27 a 60 anni, 32 hanno più di 60 anni ( sono il 76% ) tra essi alcuni hanno già spento 70 candeline.
Effettuiamo trasporto anziani ai centri sociali, trasporto disabili, trasporti per visite mediche, trasporto dializzati, accompagnamenti per attività ludiche, distribuzione alimenti attività "brutti ma buoni", trasferimenti malati tra ospedali o dimissioni con una media  di 148 servizi/settimana.
Per semplicità ricordiamo che occorrono  mediamente 2 ore per servizio comprendendo spesso l'attesa necessaria all'espletamento del bisogno del paziente, che circa l'80% sono effettuati con 2 volontari e che circa il 20% richiedono l'utilizzo dell'ambulanza gestita dal sociale.
Effettuiamo ( media delle ultime 4 settimane ) 470 ore a settimana, che per la famosa  media dei polli, fa 10 ore per ogni volontario; se aggiungiamo i servizi di organizzazione,preparazione servizi, collaborazioni per eventi, pulizie e riparazioni, e tanto altro, non è raro che i nostri vecchietti superino le 40 ore settimanali.
Ci dicono che siamo sclerotici e brontoloni, ma ci volete tanto bene............vorrei vedere il contrario.
Non vi parlo della protezione civile, facciamo tanto ma passate in sede che qualcuno meglio informato di me vi renderà edotti.


                                                                         CONCLUSIONI
La Pubblica Assistenza, associazione totalmente volontaria, è per definizione complementare e non sostitutiva delle ed alle specifiche istituzioni preposte all'emergenza sanitaria, ai servizi sociali, alla protezione civile, ma come dimostrano i fatti è sempre molto utile.
Voi del tavolo degli invitati nonché da noi eletti per soddisfare i nostri bisogni, Cosa dite e cosa farete per questa nostra e vostra gente ?
Noi della Pubblica lottiamo e lotteremo per rimanere e migliorare !
Come cittadino e uomo attivo che pretende molto, mi aspetto una rapida assegnazione di personale per il nostro centralino con risorse messe a disposizione  dalle amministrazioni di Sasso/Marzabotto/Monzuno/Casalecchio.
Che l'assegnazione di interventi fuori dai nostri comuni Sasso/Marzabotto/Monzuno sia limitata ai soli codici Rosso Avanzato e Rosso.
Richiedo a tutte le istituzioni qui rappresentate di analizzare il quadro generale ed i dettagli per mettere in atto le soluzioni che azzerino i nostri non operativi, ora ma sopratutto per il futuro.    ( per chi ha bisogno il futuro è già lunedì 10 aprile 2017 )
Dal nostro giovane parroco mi aspetto che già dal catechismo sia illustrato e spiegato il Vangelo e l'assistenza al prossimo come atto cristiano e d'amore.
Ai genitori rivolgo un appello affinché parlino ed educhino i propri figli all'altruismo ed alla solidarietà ricordando come dicono i saggi che l'esempio è il miglior insegnamento.
Infine, dico a tutti i cittadini, bianchi, neri, olivastri, di sinistra di destra leghisti e grillini, cristiani e mussulmani BASTA CON LE SOLITE SCUSE più o meno credibili, facciamo tutti un po di più..........ci bastano 4 ore a settimana di molti meglio se moltissimi di voi.


                                                                           GRAZIE

1 commento:

antonio lavini e cittadini della piazza ha detto...

Riporto, a nome mio e di molte anzi moltissime persone che per vari motivi non si espongono, alcune considerazioni che sono sulla bocca di molti e che sono frutto di quanto stanno leggendo sulla stampa o per il passaparola relativo all'esito dell'assemblea pubblica di sabato 8 aprile.
Prima cosa quelli della Pubblica hanno sbagliato data, doveveno farla il primo aprile, come scherzo avrebbe avuto la sua valenza.
L'argomento principale riguarda la pressochè totale assenza dei cittadini, da ciò due considerazioni:

A) dal volantino, dagli appelli televisivi, da quanto i volontari dicevano consegnando a mano l'invito, NON HANNO CAPITO COSA DOVEVEMO DIRE LORO

B) questo argomento, se così si può definire, NON INTERESSA, AL BISOGNO QUALCUNO ARRIVERÀ

cosa possiamo fare noi della Pubblica?

per rispondere al caso A dobbiamo trovare/inventare altre forme d'informazione tipo social o altra diavoleria informatica e ritentare di rispiegare come siamo messi

per rispondere al caso B diciamo basta penare, ci siamo quando possiamo e senza tirare per la giacca i soliti pochissimi volontari e quasi costringerli ad usarsi violenza, per chi?

In tutti i casi NO a dipendenti, sarebbe un'altra associazione. Aspettiamo nuove volontarie risorse e quanto uscirà dalle belle parole degli amministratori che costernati hanno udito e visto l'inimmaginabile, per dire la verità non ci hanno promesso altro che un tavolo di lavoro che sarà organizzato quanto prima e dal quale nasceranno chissà quali magie.
Scusate NON desidero essere polemico, MA la concretezza non vi si addice. Comunque auguri.
Noi intanto della pubblica continuiamo a dare il massimo e si vede in ogni momento e luogo.