domenica 23 aprile 2017

Assistenti familiari, ora l'Unione dell’Appennino ha uno sportello dedicato. Il servizio è rivolto a chi avesse bisogno di un assistente familiare (le cosiddette badanti). Avviato un corso di formazione a Vergato.


Riceviamo:

L’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese ha deciso di investire sul progetto “Assistenti familiari”: se fino al 2016 infatti il servizio era garantito in appalto dallo IAL Emilia-Romagna, adesso sarà il personale dell’Unione a gestirlo a dimostrazione della rilevanza che si attribuisce al servizio.
Il progetto “Assistenti Familiari” è un servizio pubblico e gratuito che dal 2008 si occupa di rispondere alle domande che possono nascere quando si decide di affidare la cura di un proprio caro ad una persona esterna alla famiglia.  

Nelle ore di sportello vengono infatti fornite tutte le informazioni necessarie sull’assunzione in regola di una assistente familiare (comunemente detta “badante”) e si orienta la famiglia ai servizi dedicati presenti sul territorio, aiutandola a identificare la persona più adatta alle proprie esigenze.

In parallelo, lo sportello raccoglie la disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori, realizzando colloqui mirati per sondare nello specifico le competenze delle persone nel lavoro di cura e, di conseguenza, le loro necessità formative.

Per preparare le lavoratrici a questa delicata professione il progetto prevede corsi di formazione gratuiti di 40 ore: ad aprile è infatti partito un corso che coinvolge diciotto aspiranti assistenti familiari. Si stanno inoltre raccogliendo le iscrizioni per attivare, in collaborazione con il CPIA della Montagna, un corso di italiano specifico per Assistenti Familiari. Il servizio si occupa poi di organizzare laboratori creativi e occasioni di incontro per favorire la socializzazione tra le assistenti familiari.

Un altro ruolo importante è quello ricoperto dai cosiddetti caregivers, ovvero i familiari che si prendono cura del proprio caro. Lo sportello li aiuta ad orientarsi sui servizi presenti a loro dedicati e li supporta nella formazione.

Il presidente dell’Istituzione dei Servizi sociali, scolastici e culturali dell’Unione Maurizio Fabbri ha commentato in merito: “Abbiamo pensato di valorizzare un servizio che riteniamo molto apprezzato dai cittadini. L'età media dei cittadini avanza, favorire i servizi di assistenza familiare è tanto più cruciale quanto più si consideri la fragilità delle persone che ne hanno bisogno. Oltre tutto l'investimento in formazione è doveroso, perché non ci si improvvisa assistenti familiari”.

Per maggiori informazioni sul servizio è possibile chiamare il numero 345475895, scrivere a francesca.marchi@unioneappennino.bo.it o visitare la pagina facebook “Progetto Assistenti Familiari”.
Gli orari di ricevimento al pubblico sono i seguenti:
a Vergato presso l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, piazza della Pace 4, tutti i lunedì dalle 9.30 alle 13.30 e su appuntamento.
A Vado (Monzuno) il mercoledì dalle 9,30 alle 12,30; a Silla di Gaggio Montano tutti i giovedì dalle 10 alle 12.30, presso la Sala Polivalente del Centro Sportivo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

State alla larga da questa gente, le badanti formate ne sanno come le altre però per il semplice fatto che risultano formate passano ad una categoria superiore con costi superiori. Come se già non costassero abbastanza. Se vi serve una badante lasciate perdere questi intermediari e affidatevi a parenti o conoscenti che ne abbiano avuta una, sappiano se è una lavativa o meno, se è onesta, se è una piantagrane, se è sempre in giro, se è stupida o se capisce, se è sempre attaccata al telefonino o al PC o se si interessa dell'anziano ecc. Non ascoltate pareri di gente che non le ha avute direttamente alle loro dipendenze, i sentito dire in questo campo si sono rivelati spesso dei clamorosi falsi.

Anonimo ha detto...

La dimostrazione che non ci sono più soldi per pagare una struttura, Società per Azioni della Cisl, per che serviva anche per