Da 105 a meno di cinquanta alloggi. Il progetto di
rigenerazione urbana e housing sociale di Borgonuovo, a Sasso Marconi e in
parte a Casalecchio di Reno, finanziato con fondi statali nell’ambito del
Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA) e confluito
successivamente nel PNRR, si è progressivamente ridimensionato sotto il peso di
criticità economiche, tecniche e operative.
La proposta “Borgonuovo. Abitare condiviso”, ammessa
inizialmente a finanziamento per 14.964.576 euro, prevedeva la realizzazione di
105 alloggi di edilizia residenziale sociale destinati a diverse tipologie di
utenti, affiancati da spazi e opere di interesse pubblico. Tuttavia, nel corso
della progettazione esecutiva, tra novembre e dicembre 2024, sono emerse
difficoltà rilevanti legate all’aumento dei costi, al rispetto dei tempi e ai
target imposti dal PNRR.
Queste criticità hanno portato a una
prima rimodulazione del progetto, con la riduzione degli alloggi da 105 a 48.
Nel marzo 2025 la Giunta comunale di Sasso Marconi ha approvato il progetto
esecutivo rimodulato, comprensivo di un primo stralcio funzionale, confermando
un nuovo quadro economico-finanziario. Ad aprile è seguita la modifica del
contratto con il raggruppamento temporaneo di imprese incaricato dei lavori,
per adeguare l’importo dell’appalto alla nuova configurazione dell’intervento.
Le difficoltà non si sono però
fermate alla fase progettuale. Con l’avvio del cantiere, dalla primavera 2025,
le operazioni di bonifica bellica e di scavo sono state più volte sospese a
causa del rinvenimento di numerosi ordigni bellici, residui edilizi interrati e
potenziali contaminazioni ambientali segnalate da ARPAE. Situazioni che hanno
richiesto interventi di disinnesco, nuove indagini ambientali, ampliamenti
dell’area di cantiere e ulteriori demolizioni, in parte a carico della
precedente proprietà.
Le ripetute sospensioni hanno
determinato un forte slittamento del cronoprogramma e un aumento dei costi
rispetto alle previsioni iniziali. A dicembre 2025, di fronte ai ritardi
accumulati, la Città metropolitana di Bologna ha trasmesso al Ministero una
seconda richiesta di rimodulazione del target, ipotizzando di limitare
l’intervento alle sole opere di urbanizzazione.
Le operazioni di bonifica hanno
inoltre comportato la rimozione, movimentazione e successivo reinterro di
grandi quantità di terreno, con notevoli complessità tecniche e contabili. Il
confronto tra direzione lavori, impresa e stazione appaltante ha evidenziato un
incremento di spesa significativo rispetto ai 100.000 euro inizialmente
stanziati per la bonifica bellica.
In questo contesto è stata
predisposta una prima perizia di variante, che prevede una maggiore spesa di
372.726,52 euro al netto del ribasso, pari a 409.999,17 euro IVA inclusa. La
documentazione è stata trasmessa all’impresa nel novembre 2025, ma la ditta
esecutrice ha presentato controdeduzioni e non ha sottoscritto l’atto di
sottomissione, mentre i lavori di bonifica proseguono a misura, con il rischio
di ulteriori aumenti dei costi.
Per evitare di compromettere
definitivamente il raggiungimento degli obiettivi PNRR e la tenuta del
finanziamento, la Giunta comunale ha approvato la perizia di variante n. 1,
rimodulando il Quadro Tecnico Economico attraverso l’utilizzo della voce
“imprevisti” e mantenendo invariata la spesa complessiva di 11.601.744,51 euro.
Contestualmente, è stato dato mandato al RUP e alla Direzione lavori di predisporre una seconda perizia di variante, stimata in circa 350.000 euro oltre IVA, necessaria per completare le operazioni di bonifica bellica e di movimentazione delle terre. Una spesa che dovrà trovare copertura fuori dal quadro economico attuale, anche attraverso ulteriori rimodulazioni dei fondi e azioni di rivalsa nei confronti della precedente proprietà dell’area.
1 commento:
Ma noooo...
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