martedì 3 febbraio 2026

Ex Sapaba a Casalecchio di Reno, dopo le alluvioni torna il nodo edificatorio: si può ancora costruire in aree a rischio?

 

Marco Mastacchi


Torna al centro del dibattito politico e istituzionale il piano di intervento edilizio residenziale dell’area 9 Ex Sapaba, a sud di Casalecchio di Reno e in prossimità del fiume Reno. A riaccendere l’attenzione è il consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica), che già nel 2022 aveva presentato un’interrogazione sollevando dubbi sulla fattibilità del progetto alla luce della cartografia del rischio allora disponibile.

Il tema riemerge ora con maggiore forza dopo la deliberazione della Giunta comunale di Casalecchio di Reno n. 1 del 13 gennaio 2026, con cui è stato avviato l’iter amministrativo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione del comparto residenziale. Una decisione che, secondo Mastacchi, appare in potenziale contraddizione con le recenti restrizioni introdotte dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, che ha aggiornato le mappe del rischio idrogeologico in seguito alle gravi alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna tra il 2023 e il 2024.

Su questi presupposti il consigliere ha presentato un question time all’Assemblea legislativa regionale, chiedendo alla Giunta di chiarire come l’intervento previsto nell’area Ex Sapaba possa conciliarsi con le nuove norme di salvaguardia ambientale e di protezione del territorio. Le più recenti valutazioni tecniche dell’Autorità di Bacino segnalano infatti rilevanti criticità idrauliche proprio nella zona interessata dal nuovo insediamento, rendendo difficile comprendere la scelta del Comune di procedere con uno sviluppo residenziale in un’area classificata come vulnerabile.

Il nuovo piano dell’Autorità di Bacino ridisegna le fasce fluviali sulla base delle lezioni apprese dalle alluvioni del biennio 2023-2024 e introduce, per la prima volta, una mappatura delle frane aggiornata attraverso tecnologie avanzate di monitoraggio satellitare. Si tratta della valutazione del rischio più avanzata mai prodotta per il territorio regionale, estesa ai bacini idrografici del Reno, dei corsi d’acqua romagnoli e del sistema Conca–Marecchia. Proprio questa dimensione sovracomunale rende, secondo Mastacchi, ancora più problematica una decisione puntuale assunta a livello locale, al di fuori di una strategia coordinata di sicurezza idraulica.

A destare ulteriore perplessità è il fatto che la deliberazione comunale sia stata adottata dopo la pubblicazione ufficiale della nuova valutazione del rischio, già nota e formalizzata dall’Autorità competente. Da qui la domanda rivolta alla Giunta regionale: come si intende conciliare l’imminente approvazione definitiva del Progetto di Variante, fondato su analisi idrologiche e idrauliche aggiornate e orientate alla riduzione del rischio, con l’avvio delle urbanizzazioni deciso dal Comune di Casalecchio di Reno?

Nella risposta istituzionale viene chiarito che l’amministrazione comunale dovrà necessariamente integrare le nuove misure di salvaguardia e i dati scientifici aggiornati all’interno del procedimento amministrativo, tenendo conto dell’aggiornamento della perimetrazione delle fasce fluviali e delle linee di assetto previste dal progetto di variante, seppur non ancora definitivamente approvato.

Mastacchi ribadisce infine l’urgenza di una coerenza istituzionale, per evitare che nuove urbanizzazioni sorgano in aree fragili, esponendo i futuri residenti a rischi già drammaticamente emersi in altri contesti, come in Val di Zena.
«Voglio immaginare che chi deve decidere tenga conto di questa situazione e decida di conseguenza», conclude il consigliere.

onclude.

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