| Marco Mastacchi |
Torna al centro del dibattito politico e istituzionale il piano di intervento
edilizio residenziale dell’area 9 Ex Sapaba,
a sud di Casalecchio di Reno e in prossimità del fiume Reno. A riaccendere
l’attenzione è il consigliere regionale Marco
Mastacchi (Rete Civica), che già nel 2022 aveva presentato
un’interrogazione sollevando dubbi sulla fattibilità del progetto alla luce
della cartografia del rischio allora disponibile.
Il tema riemerge ora con maggiore
forza dopo la deliberazione della Giunta
comunale di Casalecchio di Reno n. 1 del 13 gennaio 2026, con cui è
stato avviato l’iter amministrativo per la realizzazione delle opere di
urbanizzazione del comparto residenziale. Una decisione che, secondo Mastacchi,
appare in potenziale contraddizione con le recenti restrizioni introdotte dall’Autorità di Bacino
Distrettuale del Fiume Po, che ha aggiornato le mappe del rischio
idrogeologico in seguito alle gravi alluvioni che hanno colpito
l’Emilia-Romagna tra il 2023 e il 2024.
Su questi presupposti il consigliere
ha presentato un question time
all’Assemblea legislativa regionale, chiedendo alla Giunta di chiarire
come l’intervento previsto nell’area Ex Sapaba possa conciliarsi con le nuove
norme di salvaguardia ambientale e di protezione del territorio. Le più recenti
valutazioni tecniche dell’Autorità di Bacino segnalano infatti rilevanti criticità idrauliche proprio
nella zona interessata dal nuovo insediamento, rendendo difficile comprendere
la scelta del Comune di procedere con uno sviluppo residenziale in un’area
classificata come vulnerabile.
Il nuovo piano dell’Autorità di
Bacino ridisegna le fasce fluviali sulla base delle lezioni apprese dalle
alluvioni del biennio 2023-2024 e introduce, per la prima volta, una mappatura delle frane aggiornata attraverso
tecnologie avanzate di monitoraggio satellitare. Si tratta della valutazione
del rischio più avanzata mai prodotta per il territorio regionale, estesa ai
bacini idrografici del Reno, dei corsi d’acqua romagnoli e del sistema
Conca–Marecchia. Proprio questa dimensione sovracomunale rende, secondo
Mastacchi, ancora più problematica una decisione puntuale assunta a livello
locale, al di fuori di una strategia coordinata di sicurezza idraulica.
A destare ulteriore perplessità è il
fatto che la deliberazione comunale sia stata adottata dopo la pubblicazione ufficiale della nuova valutazione del
rischio, già nota e formalizzata dall’Autorità competente. Da qui la
domanda rivolta alla Giunta regionale: come si intende conciliare l’imminente
approvazione definitiva del Progetto di
Variante, fondato su analisi idrologiche e idrauliche aggiornate e
orientate alla riduzione del rischio, con l’avvio delle urbanizzazioni deciso
dal Comune di Casalecchio di Reno?
Nella risposta istituzionale viene
chiarito che l’amministrazione comunale dovrà necessariamente integrare le nuove misure di salvaguardia e i
dati scientifici aggiornati all’interno del procedimento
amministrativo, tenendo conto dell’aggiornamento della perimetrazione delle
fasce fluviali e delle linee di assetto previste dal progetto di variante,
seppur non ancora definitivamente approvato.
Mastacchi ribadisce infine l’urgenza
di una coerenza istituzionale,
per evitare che nuove urbanizzazioni sorgano in aree fragili, esponendo i
futuri residenti a rischi già drammaticamente emersi in altri contesti, come in
Val di Zena.
«Voglio immaginare che chi deve decidere tenga conto di questa situazione e
decida di conseguenza», conclude il consigliere.
onclude.
Nessun commento:
Posta un commento