martedì 25 aprile 2017

Il 25 aprile di Sasso Marconi.


Oggi è la festa della libertà e della pace”, ha esordito il fondatore del 'tavolo della Pace di Assisi',Flavio Lotti (nella foto), dal palco in piazza, a Sasso Marconi per l'orazione ufficiale della Festa della Liberazione. “Ciò impone un ringraziamento a coloro che hanno rischiato la vita per ridarci questi due fondamentali diritti. Se avessero vinto gli altri la storia avrebbe avuto un corso ben diverso”. Lotti ha poi messo in risalto come il successo dei partigiani sia da attribuire al fatto che tutti insieme hanno agito per raggiungere un bene comune, a differenza di oggi” , ha sottolineato l'oratore, “in cui uno contro l'altro abbiamo divinizzato il denaro e la concorrenza in contrasto con il bene comune. Siamo diventati individualisti e abbiamo saccheggiato il possibile”.

Lotti ha poi messo in risalto come tutto questo porti a paure, insicurezze, delusione, rassegnazione e pessimismo. “Dobbiamo smettere di vivere in questo clima di competizione sfrenata poiché ci rende indifferenti, ciechi e sordi verso tutto ciò che è intorno a noi. Dobbiamo cambiare e riappropriarci degli stimoli che guidarono i partigiani e li portarono a scegliere la montagna, non per individualismo, ma per ricercare il bene comune”.
I partigiani
Il discorso è stato preceduto dalla consegna dei riconoscimenti ai partigiani, dalla lettura delle tragiche testimonianze di alcuni dei profughi ospiti di Villa Angeli di Sasso Marconi e dall'arrivo in piazza della 'staffetta della pace', dopo un tour che ha toccato tutti i luoghi del comune in cui
uno dei profughi
si sono verificati tragici fatti durante l'occupazione tedesca. La celebrazioni sono state coordinate dalla giovane presidente dell'Anpi locale, Maria Silvia Morlino, che ha anche dato un saggio delle sue capacità canore eseguendo, accompagnata da due musicisti, alcuni brani, fra cui 'Immagine' di John Lennon.
La cerimonia si è poi conclusa con la deposizione di una corona al monumento dei Caduti. 




L'arrivo della staffetta

Maria Silvia Morlino

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Sign. Lotti
Non è la festa della pace, è la festa della liberazione ed i profughi di Villa Angeli c'entrano come i cavoli a merenda.
"Giovane presidente dell'Anpi locale". Le ricordo che i partigiani più giovani come mia zia incarcerata dai fascisti e che combatté nella battaglia di porta Lame ora hanno intorno ai 90 anni, sta benissimo, vive sola ed è lucidissima ma contrariamente ai profughi in occasione di queste commemorazioni nessuno l'ha mai cercata.
Personaggi più giovani hanno usurpato senza averne diritto questo titolo.

Anonimo ha detto...

Io auspico che, un giorno, si possa celebrare la festa della Liberazione dai Komunisti-stalinisti di Marzabotto e dintorni: sono quattro gatti, ma sono l'elemento divisivo di una società che si è andata via via modificando, con molti residenti venuti dalla città. Sono ancora animati da quella protervia, sete di vendetta e invidia bestiale degli anni dell'immediato dopoguerra. Sono persone pericolose che non capiscono che la storia va avanti e non sta ferma!

Anonimo ha detto...

Completamente d'accordo col Sig. Lotti

Anonimo ha detto...

Condivido pienamente il primo commento!! finitale con sta farsa NON è LA FESTA DELLA PACE E I PROFUGHI QUI COSA CENTRANO!!

Anonimo ha detto...

Fabbriani, la quinta foto è davvero una cattiveria, non la meritano, la tolga per favore.

Anonimo ha detto...

dottrina. solo dottrina. Un giorno la laicità vi travolgerà e resteranno solo gli ultimi combattenti come i giapponesi sulle isole.