Tonelli attacca: «Scelta irresponsabile». Ruggeri: «Decisione già presa»
Mentre la Regione non ha ancora espresso alcun parere
definitivo sulla sicurezza idraulica dell’area, a Casalecchio di Reno
l’amministrazione comunale accelera sulla lottizzazione dell’ex cava Sapaba. Un
intervento destinato a far discutere: 250 nuovi alloggi previsti nella zona
della sponda sinistra del Reno, in un territorio segnato da anni di emergenze
alluvionali.
La notizia, riportata da Il Resto del Carlino, riguarda l’area dell’ex
cava di ghiaia scavata per decenni lungo via Ronzani, subito dopo i capannoni
dell’ex Hatu. Con la delibera di giunta numero 1 del 13 gennaio scorso,
approvata all’unanimità dal sindaco Matteo Ruggeri e da sei dei sette assessori
(assente Concetta Bevacqua), il Comune ha dato il via libera alle opere di
urbanizzazione: strade, reti tecnologiche, fognature, acquedotti, luce e gas.
Un passaggio che, di fatto, apre la strada alla successiva edificazione.
Formalmente, prima dell’ingresso
delle ruspe, servirà il parere dell’Agenzia regionale per la sicurezza
territoriale e la Protezione civile, chiamata a esprimersi sul rischio
idraulico. Ma per l’opposizione si tratta di una forzatura evidente.
«Sono basito – attacca Andrea
Tonelli ( nella foto), consigliere comunale di Rete civica centrodestra – di fronte a una
delibera che nei fatti sblocca la lottizzazione e la costruzione delle case
alla Sapaba. La Regione non ha ancora detto nulla: né sì né no. Ma sappiamo
bene come funziona: una volta avviate le opere di urbanizzazione, i costruttori
arriveranno e tornare indietro sarà praticamente impossibile».
Il contesto, secondo Tonelli, rende la scelta ancora più grave: «Veniamo da due anni di alluvioni disastrose che hanno messo in ginocchio l’Emilia-Romagna. Eppure a Casalecchio si fa finta di nulla. Quanto tempo ci vorrà prima che qualcuno dica chiaramente che lì non si deve costruire? Chi si assumerà la responsabilità di questa decisione nei prossimi cinquant’anni? La giunta intende davvero lasciare questo problema in eredità alle future amministrazioni e ai cittadini?».
Dal canto suo, il sindaco Ruggeri ( nella foto) non
arretra di un passo. In Consiglio comunale ha ribadito che «le scelte
dell’amministrazione sono già state prese e non si cambiano». «Ora – ha
aggiunto – bisogna solo attendere i pareri degli enti regionali competenti».
Sollecitato dal Carlino, il primo cittadino ha precisato che «il 17 febbraio
è in programma l’ultima seduta della Conferenza dei servizi, nella quale verrà
valutata la compatibilità dell’intervento con le normative vigenti, compresa
l’espressione regionale sul rischio idraulico». Ma il messaggio politico è
chiaro: per il Comune la partita è già chiusa, qualunque sia l’esito del
confronto istituzionale.
Una posizione che rischia di
trasformare la lottizzazione dell’ex cava Sapaba nell’ennesimo terreno di
scontro tra sicurezza del territorio e spinta edificatoria, con il fiume Reno
sullo sfondo e molte domande ancora senza risposta.
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