domenica 1 febbraio 2026

Ex cava Sapaba, ruspe in arrivo a ridosso della golena del Reno.

  Tonelli attacca: «Scelta irresponsabile». Ruggeri: «Decisione già presa»



Mentre la Regione non ha ancora espresso alcun parere definitivo sulla sicurezza idraulica dell’area, a Casalecchio di Reno l’amministrazione comunale accelera sulla lottizzazione dell’ex cava Sapaba. Un intervento destinato a far discutere: 250 nuovi alloggi previsti nella zona della sponda sinistra del Reno, in un territorio segnato da anni di emergenze alluvionali.

La notizia, riportata da Il Resto del Carlino, riguarda l’area dell’ex cava di ghiaia scavata per decenni lungo via Ronzani, subito dopo i capannoni dell’ex Hatu. Con la delibera di giunta numero 1 del 13 gennaio scorso, approvata all’unanimità dal sindaco Matteo Ruggeri e da sei dei sette assessori (assente Concetta Bevacqua), il Comune ha dato il via libera alle opere di urbanizzazione: strade, reti tecnologiche, fognature, acquedotti, luce e gas. Un passaggio che, di fatto, apre la strada alla successiva edificazione.

Formalmente, prima dell’ingresso delle ruspe, servirà il parere dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, chiamata a esprimersi sul rischio idraulico. Ma per l’opposizione si tratta di una forzatura evidente.



«Sono basito – attacca Andrea Tonelli ( nella foto), consigliere comunale di Rete civica centrodestra – di fronte a una delibera che nei fatti sblocca la lottizzazione e la costruzione delle case alla Sapaba. La Regione non ha ancora detto nulla: né sì né no. Ma sappiamo bene come funziona: una volta avviate le opere di urbanizzazione, i costruttori arriveranno e tornare indietro sarà praticamente impossibile».

Il contesto, secondo Tonelli, rende la scelta ancora più grave: «Veniamo da due anni di alluvioni disastrose che hanno messo in ginocchio l’Emilia-Romagna. Eppure a Casalecchio si fa finta di nulla. Quanto tempo ci vorrà prima che qualcuno dica chiaramente che lì non si deve costruire? Chi si assumerà la responsabilità di questa decisione nei prossimi cinquant’anni? La giunta intende davvero lasciare questo problema in eredità alle future amministrazioni e ai cittadini?».


Dal canto suo, il sindaco Ruggeri ( nella foto)  non arretra di un passo. In Consiglio comunale ha ribadito che «le scelte dell’amministrazione sono già state prese e non si cambiano». «Ora – ha aggiunto – bisogna solo attendere i pareri degli enti regionali competenti».

Sollecitato dal Carlino, il primo cittadino ha precisato che «il 17 febbraio è in programma l’ultima seduta della Conferenza dei servizi, nella quale verrà valutata la compatibilità dell’intervento con le normative vigenti, compresa l’espressione regionale sul rischio idraulico». Ma il messaggio politico è chiaro: per il Comune la partita è già chiusa, qualunque sia l’esito del confronto istituzionale.

Una posizione che rischia di trasformare la lottizzazione dell’ex cava Sapaba nell’ennesimo terreno di scontro tra sicurezza del territorio e spinta edificatoria, con il fiume Reno sullo sfondo e molte domande ancora senza risposta.

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