martedì 11 aprile 2017

ITC e Lai-momo annunciano un partenariato per implementare un Centro formativo per migranti in Italia.


Da Sandra Federici Direttrice rivista Africa e Mediterraneo

Lai-momo e l’International Trade Centre delle Nazioni Unite collaborano per offrire attività di formazione a migranti dell’Africa Occidentale in Italia e per facilitare i ritorni volontari assistiti, grazie all’Emergency Trust fund for Africa dell’Unione Europea

(Lama di Reno/Marzabotto-Ginevra) – L’International Trade Centre (ITC) e Lai-momo cooperativa sociale hanno annunciato ieri una nuova collaborazione per implementare un programma di attività di formazione laboratoriale per migranti dell’Africa Occidentale in Italia. Il partenariato è parte di un obiettivo più ampio per supportare la creazione di lavoro nella catena di valore della moda etica e del design nell’Africa Occidentale.

Il nuovo partenariato è stato annunciato durante una visita da parte di Stefano Manservisi, Direttore Generale della Direzione generale della Cooperazione internazionale e dello sviluppo della Commissione Europea, del Direttore Esecutivo di ITC Arancha González, di Domenico Manzione, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, e dei rappresentanti delle autorità locali italiane, inclusi Virginio Merola, Sindaco di Bologna, Ennio Mario Sodano, Prefetto della città di Bologna, e Romano Franchi, Sindaco di Marzabotto, presso il Polo formativo e di accoglienza di Lai-momo a Lama di Reno, vicino a Bologna.

Il progetto, le cui attività saranno finanziate con 10 milioni di euro dall’Emergency Trust Fund for Africa dell’Unione Europea, è parte di un più ampio sforzo internazionale indirizzato alle radici dei flussi migratori dall’Africa in Europa e altrove, per creare opportunità economiche nei Paesi in via di sviluppo. Il progetto – Creazione di lavoro e Sviluppo sostenibile di micro-imprese attraverso la Gestione delle catene di valore di moda etica, lifestyle e design di interni in Burkina Faso e Mali – sarà implementato da Ethical Fashion Initiative di ITC in alcuni Paesi dell’Africa Occidentale.

Con il progetto finanziato dall’UE, Lai-momo e ITC gestiranno un modello di intervento che consentirà ai migranti provenienti da Burkina Faso, Mali e altri Paesi dell’Africa Occidentale che hanno ricevuto formazione in Europa di rientrare nel loro Paese di origine attraverso progetti di ritorno volontario assistito. Il progetto sarà effettuato in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
Stefano Manservisi, Direttore Generale del Dipartimento per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo della Commissione Europea, ha dichiarato: “Attraverso questo progetto, uniamo le nostre capacità e ampliamo le possibilità per i migranti di acquisire le competenze necessarie per avere accesso alla catena di valore della moda. Questo progetto non svolge solo azioni interessanti, ma agisce e crea opportunità per i migranti. Inoltre, si propone di costruire collegamenti tra Oagadougou, Bamako e Bologna, dimostrando come sia possibile lavorare verso una “globalizzazione della solidarietà”.

Il Direttore Esecutivo dell’ITC Arancha González ha affermato: “Questo partenariato con Lai-momo è un elemento cruciale per fornire ai migranti le abilità richieste dal mercato del lavoro nei loro Paesi di origine, che li possono aiutare a sfruttare le opportunità economiche che esistono in Burkina Faso, Mali e Gambia. L’Ethical Fashion Initative di ITC ha dimostrato per molti anni le capacità della catena di valore della moda nel fornire lavoro e crescita inclusiva nei Paesi in via di sviluppo.”

Andrea Marchesini Reggiani, Presidente di Lai-momo, ha commentato: “Il nostro investimento nel Centro formativo di Lama di Reno, così come il nostro lavoro quotidiano con i richiedenti asilo e le comunità locali, oggi hanno raggiunto un importante riconoscimento. Migrazione e sviluppo rappresentano temi complessi, che devono essere affrontati con proposte innovative e un approccio concreto.”


Note di presentazione:

Sul Trust Fund for Africa dell’Unione Europea
Il fondo UE Emergency Trust Fund for Africa intende focalizzarsi sulla cause alla radice dell’immigrazione irregolare e della presenza di sfollati in Africa. Più specificamente, si rivolge alle cause di destabilizzazione, spostamenti forzati e immigrazioni irregolari attraverso la promozione di opportunità economiche e di pari opportunità, rafforzando la sicurezza, lo sviluppo e la resilienza delle persone vulnerabili.

Su Lai-momo
Lai-momo è una società cooperativa sociale. Gestisce Centri di accoglienza che ospitano più di 400 richiedenti asilo arrivati in Italia e ha quindici anni di esperienza nell’offrire un’ampia gamma di servizi nell’ambito della comunicazione, in particolare sui temi della migrazione, dell’integrazione europea e delle relazioni con i Paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico.
L’immigrazione è un focus importante per Lai-momo, affrontato con l’obiettivo di facilitare lo sviluppo di una società integrata. Il suo approccio prevede il supporto a individui e gruppi di nativi e migranti per aumentare la loro capacità di gestire attivamente le proprie vite e prendere parte alle attività della comunità. Dal luglio 2016, Lai-momo gestisce un programma di formazione laboratoriale per consentire ai migranti di acquisire competenze nella lavorazione della pelle.

Sull’International Trade Centre
ITC è un’agenzia congiunta dell’Organizzazione mondiale del commercio e delle Nazioni Unite.
ITC assiste lo sviluppo di piccole e medie imprese ed economie di transizione nel diventare più competitive nel mercato globale, contribuendo in tal modo allo sviluppo economico sostenibile nel quadro dell’agenda Aid-for-Trade e degli Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Per maggiori informazioni, visita www.intracen.org. Segui ITC su Twitter @ITCnews.

Sull’Ethical Fashion Initiative di ITC
Programma di punta dell’International Trade Centre, Ethical Fashion Initiative permette ad artigiani che vivono nella povertà rurale e urbana di essere connessi con la catena della moda globale. L’Ethical Fashion Initiative lavora con la generazione emergente dei talenti della moda dall’Africa, incoraggiando la realizzazione di collaborazioni creative con artigiani nel continente. Con il suo slogan “Not Charity, Just Work”, Ethical Fashion Initiative sostiene un’industria della moda globale più giusta.


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Che patetica marcia indietro!
Ma come rimandarli in Africa? Ma scherziamo? Che fate i salviniani? Contrordine compagni?
In Africa, su 900 milioni di abitanti,ci sono oggi 50 milioni di minorenni, che, per legge italiana piddina-stellina appena approvata, possono essere accolti tutti in Italia. Ci penseranno subito le flotte ONG a prenderli sulle coste libiche e a portarl qua.
Saremo in Italia 110 milioni, ci pensate, che affari per le cooperative comuniste-vaticane e che profitti per gli investimenti dei beneffatori miliardari wallstreetiani.

Lasciate invece perdere invece quelli del commercio internazionale, dal 2000 già con l’€ ci hanno prima dimezzato gli stipendi di botta, poi con la globalizzazione ci hanno fregato tutti i lavori esternalizzando e privatizzando ai privati esteri tutte le attività “native”, infine dopo il 2011 con l’austerità ci hanno dato e ci danno, assieme al vostro sostituzionismo, il colpo di grazia.
Ma vedo che voi sorridete tutti contenti....




Anonimo ha detto...

23:08 Come non darti ragione!!!

Anonimo ha detto...

Aspetta un attimo.... Il presidente o responsabile di Lai-Momo non è il marito della Federici che hai inviato il comunicato stampa?
E la pensionata Teresa Marzocchi, presente in una delle foto a corredo dell'articolo, già assessore regionale con tanto di lauta pensione, non è consulente del ministero nel progetto SPRAR per l'accoglienza ai profughi?