sabato 8 aprile 2017

Assenteisti. Beni culturali nella bufera.

Saranno le indagini a verificarlo, ma la bufera scoppiata in via Galliera a Bologna ha scatenato inchieste e reazioni.

staffelli-beni-culturali 

Le immagini di Striscia andranno in onda lunedì sera. Ma il caso assenteismo all’istituto beni Culturali della Regione Emilia Romagna è già deflagrato con tutta la sua forza. Sarebbero una decina i dipendenti dell’istituto colti dalle telecamere del tg satirico di canale 5 intenti a portare a spasso il cagnolino o a fare shopping. Assenze anche di un’ora sarebbero quelle documentate da Striscia, che hanno portato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a presentare un esposto alla Guardia di Finanza, facendo partire le indagini del nucleo tributario. Scontata anche l’inchiesta della Procura per truffa aggravata ai danni dello Stato. All’interno dell’esposto un solo nome per ora, quello di un addetto a biblioteche e musei, e padre di un ex assessore alla mobilità del Comune di Bologna, attualmente consigliere comunale del Partito Democratico. Per lui è scattata immediatamente la sospensione, provvedimento che dopo gli ulteriori accertamenti e la visione delle immagini sarà adottato eventualmente anche per gli altri colti sul fatto. I dipendenti non smarcavano il badge al momento dell’uscita per andare a passeggiare in centro, fermarsi in pasticceria o andare al parco col cagnolino. Una brutta vicenda che ha fatto infuriare il governatore Bonaccini, a cui Staffelli ha consegnato il tapiro d’oro. Il governatore ha istituito una commissione disciplinare e convocherà a breve il presidente dell’istituto, Angelo Varni, pronto a rimettere il mandato per questioni di opportunità. E soprattutto il direttore, Alessandro Zucchini. Entrambi per il momento hanno difeso il lavoro del loro ufficio, rimandando a martedì, dopo la visione dei filmati, qualsiasi commento approfondito sulla vicenda. Zucchini parla di rapporto di fiducia e autonomia coi dipendenti, invocando sanzioni se gli abusi saranno documentati, sostenendo di non aver avuto sentore di certi comportamenti in questi mesi. Ma Bonaccini si riferiva ai vertici quando ha annunciato verifiche anche su chi aveva il dovere di vigilare.
Saranno le indagini a verificarlo, ma la bufera scoppiata in via Galliera a Bologna, sede degli istituti Beni Culturali Emilia Romagna, sui furbetti del cartellino, non ha mancato di suscitare polemiche a destra e a sinistra degli schieramenti politici. Ad invocare “nessuna tutela” per gli eventuali lavoratori assenteisti, se confermati tali, sono la Cgil e la Funzione pubblica perché, spiegano i rispettivi segretari Luigi Giove e Mauro Puglia, “si tratterebbe di fatti gravissimi, che danneggiano il lavoro onesto e quotidiano di migliaia di lavoratori pubblici e che non troverebbe alcun tipo di tutela da parte di tutta la Cgil”.
Un pensiero condiviso anche da Igor Taruffi, consigliere in Regione di Sinistra Italiana, che nell’attendere l’esito delle indagini ha spiegato bisogna isolare il furbetto di turno per salvaguardare chi, all’interno degli uffici pubblici, lavora onestamente

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Dal Corriere di Bologna nell'intervista al direttore IBC : ""Ultima curiosità. Un dipendente è stato filmato a spasso col cane. Pare fosse autorizzato a portarlo al lavoro.
«L’ho fatto per il benessere organizzativo, non ci vedo nulla di male. Sta meglio a contatto col suo cane. Quasi una pet therapy e in un ufficio che non riceve il pubblico». ""

Chiedo ai lettori del blog se sono a conoscenza di qualche altro datore di lavoro che autorizza il cane al lavoro(escluso non vedenti ovviamente).

Anonimo ha detto...

Non sarà stato il cane del direttore, che doveva fare i suoi bisognini ?

Anonimo ha detto...

Povero cane. D'ora in poi non potrà più uscire dall'ufficio : come farà ad espletare le sue funzioni fisiologiche ?

La Regione gli farà un bagno per cani ?

Anonimo ha detto...

Bonaccini licenzierà anche il cane visto l'assenteismo dello stesso ?

O magari si troverà l'assoluzione dello stesso padrone del cane che , pur essendo dipendente pubblico, doveva accompagnarlo all'esterno del luogo di lavoro per poter far fare i propri bisognini non avendo la regione adibito un bagno per i cani ?

La colpa è della regione che non costruisce i bagni per cani!

Anonimo ha detto...

Da tempo avevo sentito di cani ammessi sul posto di lavoro. Sicuramente non è una pratica ancora diffusa , ma già utilizzata in alcune aziende anche in Italia.

https://www.cani.it/magazine/cani-sul-posto-di-lavoro/n578.html

Anonimo ha detto...


Proprio un bell'esempio danno gli intelligentoni dello snobissimo IBC! Ma anche il dirigente dovrebbe prendersi le sue responsabilita' per questi comportamenti ... dati i numeri, non poteva certo non sapere!